01 août 2009

Pro e contro

Le domande mi sorridono cinicamente: non si puo’ rimandare in eterno, autodifendendosi con un cosidetto desiderio di non tirare conclusioni affrettate. Soprattutto perché chi non ha vissuto la vorrà sapere. Le domande sono lecite quindi, e le risposte, tanto, dovvrebbero esserci: bisogna fare chiarezza. Cosa mi è piaciuto del Giappone, cosa no, ora che sono tornata?

Sul posto in sé non riesco ad andare oltre al banale “all’inizio anche andare al supermercato è un’avventura, perché tutto è diverso, a partire dal paesaggio urbano.” Voglio dire, se sono queste le info che vi servono, compratevi una guida. Io preferisco rimandare ad una bella sessione di esibizione guidata dei miei 30 giga di foto.

Sul resto, invece, si puo’ discutere.

Alla pole position di “mi è piaciuto e sarebbe da importare in italia” senz’altro l’immancabile educazione, cortesia nei modi e rispetto per interlocutore. L’efficienza degli uffici, di tutta l’amministrazione, e la professionalità e cordialità degli addetti. Mai, nella posizione di avente diritto, mi si è mancato di rispetto. Non ho neanche passato piu’ di 15 minuti ad uno sportello anche per fare documenti molto importanti. Del resto il problema in Italia è che l’addetto che hai di fronte non rispetta te e le tue richieste (viste come irragionevoli e arroganti pretese) perché è il primo che, i tuoi diritti, non li conosce (ogni riferimento alle procedure per il permesso di soggiorno è puramente voluto). In Giappone invece si ha sempre a che fare- almeno questa la mia impressione- con gente che sa quello che ti è dovuto e collabora con te, non ti rema contro. Poi per mettere i puntini sulle i mi sento in dovere di puntualizzare che se sei nel torto, invece, “cause toujours tu m’interesses” non sarai ascoltato, non faranno eccezioni, non ti faranno un favore, non avranno nessun lato umano e comprensione per la tua situazione.

Alla pole position del “non mi è piaciuto, difatti per questo sono contenta di essere tornata” l’altro lato della medaglia. Cortesia? Sempre, certamente. Ma distanza. Per le relazioni personali, troppi sforzi non remunerati. Gente che non si apre, che rimane sul superficiale, che sembra non aver bisogno di amici, di confidenze, di rapporti umani insomma. Non sapro’ mai se è perché sono straniera io o se anche tra di loro è così. Mai perché i giapponesi, in questo ambito, del mistero fanno uno sport nazionale. (Non credo che amino essere capiti, perché questo li svelerebbe.) Fattacci loro. Sto andando fuori tema, comunque questo è quanto.


27 juillet 2009

Dubbi linguistici

Ero sull'aereo, ho preso la Lufthansa per tornare. Poco dopo il decollo* è arrivato lo snack con bevanda. Non avendoci nulla da fare (sospesa tra due continenti per me è un limbo tra due vite, una che lascio per sempre e una a cui torno finalmente) leggo l'imballaggio dello snack. Erano salatini molto zezeski. Ed è tornato il dubbio, un dubbio molto nostalgico devo dire perchè c'è l'ho da quando sono piccola, e mi gira in testa con la stessa insolenza infantile di prima, di chi non si vuole arrendere al "è cosi perchè è il mondo degli adulti": ma perchè "consumare entro il" in francese e giapponese è uguale ma in tedesco è MINDESTENS HALTBAR BIS (conservabile almeno fino al)?
Questo è un espressione del fatto che lo stomaco tedesco ti digerisce quello che inizia ad essere avariato per i piu' delicati apparati digestivi francesi giapponesi e italiani?

* Prima che il mio fedele correttore belle me lo facesse gentilmente notare, avevo scritto DECOLLAGGIO....da décollage, francese. Ma decollare significare altra cosa in italien, n'est-ce pas fèfi?!

18 juillet 2009

Ultimo week end in Giappone...

Ieri era l'ultimo giorno di lezione. Dopo mesi e mesi di duro lavoro...! Ultimo giorno di lezione con pranzo con compagni e prof. e party d'addio alla sera. Nel pomeriggio ovviamente ultimi acquisti. Non vedevo l'ora! E il tutto seguito da una bella dormita al sabato mattina, seguita dai fuochi d'artificio sabato sera. Domenica valigie e lunedi partenza. Tutto perfetto.

Se non che...ho pensato bene di cadere dall'altezza di ben 2 gradini di scale venerdi mattina uscendo dal dormitorio per andare a lezione. Risultato: storta alla caviglia. Cortisone e bendaggi. Il mio piede sinistro sembra una mummia, e non posso andare da nessuna parte se non zoppicando.

Fine soggiorno un po' sottotono. Ma almeno le valigie le ho gia' finite e ho una buona scusa per spendere 40 euro e spedirle il giorno prima in aeroporto...:P

15 juillet 2009

留学の感想

 以前アメリカに1年間の留学したことがある。アメリカから帰国したら友達や家族に上手くその1年間で感じたことや考えたことが説明できなかったということに本当に驚いた。特に、留学中に喜ばせてくれたことについてもう一回冷静に省みたら、結局低く評価してしまったことがある。それは、私からすると「成長」と呼ぶが、父に怒られた。何故、あの時喜ばせてくれたことを、帰国の後批判したか、彼には理解できないことだった。しかも、理解してもらおうとしたのに、あくまでも理解してもらえなかった。
 今回もそういうことが起こるだろう。そして、逆に悲しませたことがいつか他の目で見て、意見が変わることもあるだろう。従って、今は日本での留学についての評価などをしたくないと思う。最も危ないことは帰国直前と直後に留学の感想を聞かれることだ。なお、恐ろしく感じているのは意見の変化だけではない。国に残した日本語を勉強する友達にとっては、私が日本での生活は全部素晴らしかったと言うべきだろう。支援と応援してくれた家族のためも、ありがたい気持ちを表すべきであろう。一緒に時間を過ごしてくれた日本人の友達にいやなことを語るのも禁物。国で待ってくれた彼氏に日本での生活のいい点や懐かしい気持ちをあまり言わない方がいいに違いない。結局、留学した人は一番困る。微妙な気持ちを持っているから、時々懐かしくなる一方で、たまに帰国して良かったという風に息をつく。だが、誰かに傷付けるので、それを誰もの前で表してはいけない。つまり、留学から帰った人は、日によって違う気持ちになるので、気を使って、適切に誰にどの気持ちを伝えてもいいかということを考えなければならない。自由に気持ちを伝えるどころではない。
 意見を表現することに注意した方がいいと言いながら、意見を隠してしまう。しかしもちろん私の留学には功罪があったと思う。すこし時間がたったら、友達や家族の気持ちが落ち着くまで待って、頭の中で整理して、たぶん考えをブログで書こうと思っている。ちなみに、昨日父に「日本の留学のためわざと作ったブログはどうなるの?」と聞かれた。日本について言いたいことはまだまだあるし、ブログも記憶も消えないと思うので、今だけは先送りしていただく。

___________________________________________________________

Shinjuku era così bella stamattina....
Come immaginavo inizio a diventare sentimentale e a vedere tutto con occhi nostalgici.


Poi pero' mi ricordo quanto costa la mozzarella qui (7 euro) e penso MA CHI ME L'HA FATTO FAREEEEE'!?!?!! XD
Vabe non è momento.

12 juillet 2009

Ultimi giorni qui

Domani inizia la mia ultima settimana a Tokyo e in Giappone.
Ho un po' d'ansia. Ma solo perchè ci sono tante cose da fare, tante cose importanti per il futuro a cui pensare con cura. Mio padre dice che è momento di non sbagliare troppo le mosse, e ha ragione.
Pero' sono psicologicamente pronta a fare le valigie. Psicologicamente pronta a buttare un sacco di roba per tornare in Europa leggera, con l'essenziale e basta. Psicologicamente pronta a finire questa esperienza e tornare piena dentro ma leggera, si, decisamente. A parte le super magliette strafighe che si trovano solo qui e di cui non mi priverò! :P

08 juillet 2009

Tanabata a Tokyo Tower


Ho stupidamente perso la mia occasione di scrivere un voto/desiderio quest'anno alla festa di Tanabatahttp://lapeppapolide.blogspot.com/2008/07/festa-di-tanabata.html ma a parte questo ho potuto mettere lo yukata (chimono estivo), le geta (sandali) e salire sulla Tokyo Tower a gratis (la condizione era, appunto, essere vestiti con uno yukata) assieme ai miei amici, goderci la fantastica vista, fare mille foto e cenare insieme.

(la Tokyo Tower formato mini)
C'erano alberelli di bambù appesi per strada (e come fai ad attaccarci il fogliettino col voto?) e in una stazione della metropolitana. Probabilmente anche ai templi? Ma non ho verificato.
Insomma ho festeggiato un Tanabata moderno : )

06 juillet 2009

Un esempio di J-pop

http://www.youtube.com/watch?v=kzNCdnG7CaE&feature=related

窓から流れる景色変わらない この町旅立つ 春風舞い散る桜
憧ればかり強くなっていく
どれだけ寂しくても自分で決めた道信じて
手紙の最後の行があいつらしくて笑える
誰かに嘘をつくような人になってくれるな
父の願いと
傷ついたって笑い飛ばして傷つけるより全然いいね
母の愛
あの空流れる雲思い出すあの頃の僕は
人の痛みに気付かず、情けない弱さを隠していた
気付けばいつも誰かに支えられここまで歩いた
だから今度は自分が誰かを支えられる
まっすぐにやれよそみをはするな下手くそでいい
父の笑顔を
信じることは簡単なこと疑うよりも気持ちがいいね

さよならまた会える日まで不安と期待をせおって
必ず夢を叶えて笑顔で帰るために
ほんとの強さ、ほんとうの自由、ほんとの愛と、ほんとの優しさわからないまま
すすめないから自分探すと心に決めた

春風想い届けて、涙を優しく包んで
必ず夢を叶えて笑顔で帰るために

さよなら叱ることもすくなくなってゆくけれど
いつでもそばにいるから
笑顔で帰るから

どれだけ寂しくても僕らは歩きつつける
必ず帰るから
恋が風に舞う
あなたの誇りになる
いざ行こう

04 juillet 2009

Meteo delle aule d'esame

Avviso per chi da' la certificazione di giapponese domani (Noryoku shiken) *
"The room temperature of the test rooms at some sites might not be adjustable, so dress in a manner that allows you to adapt to the room temperature."

Interpretazione: non provate a lamentarvi, son ca*** vostri se l'aria condizionata è fissa a 20°, oppure se non ce n'è e siete accanto alla finestra, al sole.

Conclusione: abbinamento in voga tratto dalla collezione primavera/estate 2009 Tokyo: un bikini coperto da un giaccone da snowboard.

* Vero.

02 juillet 2009

Ringkomposition

C'entra anche col post precedente, comunque c'è proprio odore di fine, di conclusione, e di soddisfazioni.

Sono solo alcuni esempi, ma i piu' lampanti:
-All'orientamento di settembre, la percentuale di giapponese capito (durante le spiegazioni) era piu' o meno del 30-40% a seconda dell'oratore, per non piu' di 1/3 del totale: dopo 20 minuti un emicrania insistente... difatti se non ci fosse stata l'inteprete...
All'orientamento dell'altro ieri ho capito il 99,9%, mentre ascoltavo scrivevo altro e ho pure avuto tempo di annoiarmi e chiaccherare con gli amici al tavolo.

-Oggi al corso di scrittura ho preso un 9/10, dalla prof che all'inizio del semestre non mi riteneva migliore di un 4,5/10 + dubbi sulla mia appartenenza a quel livello di giapponese scritto. :)

-Domenica c'è il 能力試験(certificazione del livello di giapponese). Faccio il livello 2, che è il penultimo, quindi nulla di chè in sè. Ai mock tests prendo già 80%, basterebbe un 60% per passare, e la parte di ascolto è sempre sui 95%, contro un 40% del livello precedente a dicembre 2007. Posso andare là senza studiare insomma.

-Quindi domenica vado a farmi una passeggiata al Noryoku e poi ho, per compito del corso principale, scrivere su un sito per farsi pubblicare un articoletto sui giornali Nikkei e Asahi, se non sbaglio. In quel corso sono mesi che lavoriamo ognuno ad un argomento personalmente scelto e a come esprimere al meglio la propria opinione (in giapponese) su tale argomento. Ho fatto questo corso sin da ottobre, e se, come conclusione di tutto, riuscissi a farmi pubblicare, ne sarei davvero felice. Ma anche se non verro' pubblicata, rimane la soddisfazione di essere diventata capace di fare qualcosa che prima non riuscivo.

01 juillet 2009

Scontatezze

Primo luglio. Luglio. Tra 20 giorni sono a casa. Che bello...!

Oggi all'uni c'era l'orientamento pre-ritorno. La sagra delle frasi fatte e delle cose scontate. Tipo "siamo sicuri che vi siete divertiti molto e che avete un sacco di amici giapponesi. Tornate a trovarci!".

Io la sola cosa costruttiva che riesco a pensare è che è un esperienza unica, ma questo non significa che devo piangere perchè è giunta alla fine. Io non riesco ad essere triste. Come rattristirsi di qualcosa che ti è servito e che ti rimane, come bagaglio, da ora in poi? Come se il fatto di tornare annullasse tutti gli effetti positivi...al contrario. E' quando torni che vedi se è servito, o se tutto è come prima.
E la cosa ancora piu' interessante, dal mio punto di vista, è che quello che era un obiettivo, quasi un goal di vita talmente sembrava(era) importante, ora è alle spalle, è una cosa superata, e bisogna guardare avanti e creare il prossimo obiettivo. La vita non è che un susseguirsi di obiettivi, il loro raggiungimento, superamento e avanti prossimo.

29 juin 2009

Le scoperte del lunedì pomeriggio

Lunedì è il mio giorno di lezione preferito. Ho 3 corsi di ascolto. E io AMO ascoltare (e capire ogni tanto) il giapponese. Penso che un giorno in futuro, diventero' come muta udente del giapponese: capirò sempre più, quasi tutto, ma perderò la capacità di parlare. Ma sto già andando fuori tema. Oggi a lezione di ascolto, ho fatto una scoperta interessante, anzi due.
Innanzitutto, in giapponese l'uso di "scoperta" e "invenzione" sembra essere diverso dalle altre lingue a me note. Oggi è saltato fuori quello che tutti abbiamo pensato essere l'invenzione dell'elettricità 電気の発明 e un compagno sempre molto pignolo solo per far bella figura ha fatto notare che l'elettricità c'è sempre stata, quindi non è un'invenzione ma una scoperta, e quindi 発明の代わりに発見じゃない?ha chiesto perchè non si usava il termine "scoperta". Dalla risposta della prof. pero' dire l'invenzione dell'elettricità era lecito quanto dire l'invezione della lampadina. Noi tutti invece avremmo detto 電気の発見(scoperta dell'elettricità) e電球の発明(invenzione della lampadina). Mah.

"Scoperta" numero due. Tra virgolette perchè un pò già si sapeva. Cioè chi pensa che in giapponese non ci siano i toni alzi la mano....*biiii risposta sbagliata*! Ok non ci sono i toni come in cinese però una valanga di omofoni, che, indovinate un pò come vengono distinti?!?! con la pronuncia(accentoアクセント) ovviamente!
Cosi "ka/e/ru" di 買えるpoter comprare;換えるcambiare;帰るtornare;飼えるallevare un animale, si pronunciano tutti in modo diverso e sbagliarne la pronuncia significa dire stronz*** tipo "posso comprare a casa" XD
Cioè in pratica come si pronunciano vi chiederete.
Sono tre sillabe, pronunciate "basse" o "alte", a volte con un piccolo arzigogolio alla fine.
Kaeru di comprare è ka basso e basso ru alto.
Kaeru di tornare è ka alto e basso ru basso.
Kaeru di cambiare è ka basso e alto ru alto.
Kaeru di allevare un animale è ka basso e alto ru basso e arzigogolio ascendente finale.


Stessa cosa con: jishin (io自身/fiducia自信); denki (elettricità電気/biografia伝記); irai (d'ora in poi以来/richiesta依頼) e centinaia di altri omofoni di cui la lingua è famosa per essere piena.......(che è il motivo percui non si possono eliminare gli ideogrammi, si perderebbe la radice, il significato delle parole).

Yuhu. (Canzoncina come sentirsi principiante dopo 4 anni di giapponeeeeseeeeee)
P.s. Ci potrebbero essere inesattezze, chiedo venia e prendiate tutto con le dovute pinze hihi grazie.

23 juin 2009

Mangi come parli

Oggi al supermercato ho allegramente comprato quelle che pensavo essere 5 conserve di tonno a prezzo stracciato.
Arrivo in dormitorio, trionfante come la vittoria per l'acquisto furbo (e buono e sano) e mi appresto a farmi un bel paninozzo quando la tipa di fianco mi fa "che strano sto pollo sembra tonno".
O_o ?

¬.¬...

(Ma stiamo parlando della stessa cosa?)
Faccio "ma io ho comprato del tonno, non vedi l'immagine? Non è tonno?"

E la tipa "Si, dall'immagine sembra tonno, ma dice シーチッキン (pronuncia shii chikkin), quindi è pollo, da chiken in inglese!"

E si scopri', dopo dibattiti non poco accesi e interventi degli ospiti e telefonate a casa, che shii chikkin è molto ovviamente sea chiken, pollo del mare, e quindi tonno....
Ragazzi che fantasia....

(Prossimamente una foto)

20 juin 2009

banana

yoshimoto.

ある曇った午後、2階のおばの部屋から流れるその美しい音色が、庭木の間をぬうようにして、灰色の空にかすかに消えてゆくのを私は台所の窓からじっと見ていた。 [tratto da 哀しい予感]

Un pomeriggio nuvoloso, dalla finestra della cucina, sono stata a guardare fissamente fuori quel bellissimo suono[di pianoforte] che scorreva dalla camera della zia al secondo piano, rieccheggiava nello spazio tra gli alberi del giardino, e andava spegnendosi nel cielo grigio.

Leggendo la banana in giapponese ci sono rimasta davvero male. Nulla a che fare con la versione italiana: difficile da leggere, piena di parole non consuete, abbondante in figure retoriche*, con descrizioni che ti fanno andare in un altro mondo.

* Salvatemi dalla mia ignoranza. Come si chiama in italiano quella figura retorica per cui si associano due elementi di un campo sensoriale diverso? Tipo..risata (udito) pallida (vista)??
---> Leo in primis e poi Roberta mi han salvata, si chiama SINESTESIA....studio giapponese ma manco mi ricordo le cose fatte al liceo XD

19 juin 2009

契機

L'ho adorato...quando lo incrociavo, in biblioteca o in libreria, mi giravo a osservarlo, mi fermavo per vedere di cosa si trattava...anzi, spesso e volentieri lo cercavo deliberatamente....ma molti mi dicevano, no, è uno un po' strano, poi non vale nulla, lascia perdere...ed è giunto un tempo in cui non riuscivo a capirlo...e me ne sono stufata...ma è tornata viva la fiamma! E' bastato che mi dessero in mano un suo scritto, stavolta in giapponese e da leggere entro settimana prossima, per farmi esaltare di gioia e bruciare di curiosità nuovamente!


Facciamo Mishima a lezione di letteratura.

17 juin 2009

Nuotiamo insieme, amici e amiche pecorelle!

Oggi mi son segnata che dovevo scrivere di due cose. Intanto son diventate 3. Che paese stimolante...

1°. Lezione di conversazione, argomento del giorno: il sistema educativo in Taiwan e Giappone. Ho scoperto grazie a una mia compagna taiwanese che il sistema scolastico è uguale in entrambi i paesi. Si studia -imparando a memoria- come dei matti dalle elementari al liceo incluso per riuscire a passare gli esami di ammissione all'università, ma una volta iniziata l'uni non si fa piu.un.ca.vo.lo. Se non bevute tra amici, uscite tra amici, e, ah, dimenticavo, uscite tra amici. E quindi la nostra coraggiosa taiwanese, angosciata da un futuro che non vede perchè non sta imparando nulla all'uni e ha scelto letteratura solo perchè cosi si addice alle ragazze, è venuta a studiare in Giappone e ha incontrato un sacco di gente di paesi diversi. E si è accorta di un fatto: che gli occidentali in genere hanno una vera passione per quello che è il loro campo di specializzazione, e in merito hanno imparato molto e cercato piu' informazioni possibili, come se fosse un vero e proprio hobby. MA VA.
E cosi si è (ho) scoperto il motivo percui i giovani giapponesi (della mia età) sono noiosi e non hanno niente da dire*: perchè non hanno niente nella testa. Niente che piace loro (se non loro stessi, difatti si vedano tutti i disturbi tipo uomini che pensano solo a come farsi belli, gente che passa la vita a leggere manga ma non ha relazioni sociali), niente di cui si appassionino al punto di andare a imparare spontaneamente qualcosa in merito, niente di cui parlare. Percio' ecco la differenza fondamentale tra l'andare a bere con giapponesi e il bere tra occidentali: che coi giappi si parla solo di cavolate, con gli occidentali invece si parla spesso e volentieri di politica, di problemi piccoli o grandi, di refaire le monde insomma. Questo slancio verso il mondo e le persone circostanti per capirli e enjoy (scusate ma inglese perfetto e intraducibile)manca del tutto. Bleah. Non riesco a spiegarmi.
(*ci sono le eccezioni che confermano la regola. Pero' il trend generale è quello)

2° ieri sera raccontavo la seguente cosa ad un amico francese:
"Io e E. in mensa venerdi pomeriggio. Lei era in vena quel giorno. Studia filosofia, e vorrebbe riuscire a tradurre i pensieri giapponesi in inglese in modo efficace, ossia in modo che anche gli occidentali capiscano. La traduzione di un pensiero infatti è opera ardua e non consiste certo nel tradurre banalmente le parole. Quindi lei si avvicina agli stranieri per capirne il modo di pensare e di conseguenza poter tradurre bene. A quanto dice. Io non metto in questione. C'ho gia' i cazzi miei cui pensare (tra cui la tesi, ahia). Insomma, quel giorno inizia cosi:
"Immagina che ci siano solo l'oceano e il cielo. E tu sei stata buttata li in mezzo. E' una metafora per la tua esistenza, per la vita. Cosa fai?"

Silenzio.
-"ehm.....nuoto?"
"SI!. E verso dove nuoti?"

Altro silenzio. Non sapevo se ridere o prenderla sul serio. Ho optato per una finta della seconda.
"Verso il sole".
"Mh, si. Insomma, nuoti verso dove pensi ci sia un isola " . Non ho detto questo ma ok. Metaforicamente parlando il sole potrebbe essere un'isola, quella cosa che ti salva insomma. Udio che discorso dal sentore biblico.
"Attezione pero',- prosegue, sicura di sè- nella direzione in cui stai nuotando, arriva una sfilza di grosse onde. " Pausa, guardandomi come se mi avesse dichiarato una verità gravissima, tipo è scoppiata la terza guerra mondiale e tu non lo sapevi. "Cosa fai?".
La faccenda inizia a puzzarmi, ma rispondo comunque "Nuoto lo stesso".
E a quel punto lei esclama "SI!! E SAI QUI AL POSTO TUO COSA FANNO I GIAPPONESI?!"
Il mio amico francese che stava ascoltando la storia esclama ironicamente "NON NUOTANO SOLI, MA TUTTI ASSIEME!!!"

(pausa).


(Abbiamo entrambi riso per un quarto d'ora. Questo è per farvi riflettere su come due stranieri che vivono esperienze abbastanza diverse in Giappone, giungano a pensare esattamente la stessa cosa e avere la stessa immagine dei giappi. Che è quella di pecore che vogliono esssere pecore perchè essere come tutti è riconfortante 皆と同じだと、安心).

La risposta di E. pero' ovviamente non era quella.
Era: mollano e annegano. Out of metaphor---> si suicidano.

3° Ho trovato 2 altri argomenti trattabili per la tesi. Quello che vorrei trattare pero'...come faccio? Non è letteratura. E' saggistica su un fenomeno sociale. Ah. Che strazio. Ho appena perso un altra ora e mezza in libreria a cercare un libro, che non ho trovato. Quello era il tema trattabile. Si tutto questo è volutamente un mistero. Pero' avevo bisogno di sfogarmi.

15 juin 2009

Problemi sociali in Giappone

Chi studia giapponese avrà sicuramente sentito almeno una volta parlare di questo problema sociale. I cosidetti "hikikomori" (da 引きこもる cioè "isolarsi, rinchiudersi, tapparsi"in un luogo) sono circa 1'636'000 persone di cui 1'300'000 adulti che per un qualche trauma subito o per motivi apparentemente sconosciuti non escono piu' di casa, non vanno piu' a scuola o non vanno piu' al lavoro, tendono a non voler vedere nemmeno i membri della loro famiglia e vivono in modo del tutto isolato, a volte rinchiudendosi a chiave, perlopiu' uscendo la notte per andare a prendere del cibo, il tutto spesso col sostegno economico dei genitori. Questo periodo di isolamento dura a volte anni, e anche se capita che si interrompa, ci sono casi "cronici". Difatti gli hikikomori sono affetti da una sindrome la cui caratteristica è di svilupparsi a causa della(e quindi solo in alcune determinate) società. Altre caratteristiche (che possono comparire tutte contemporaneamente o meno) sono rapporti sociali zero, malattie nervose, violenza. Non sembra esistere una cura, o perlomeno non è molto diffusa la notizia della sua esistenza. Esistono invece siti di associazioni di genitori i cui figli sono diventati hikikomori. Soffrono anche loro delle conseguenze, ma a volte una parte della responsabilità è loro...
Su youtube ci sono molti video in merito. Per dare una spiegazione semplicistica, direi che i giapponesi sono troppo sensibili, oppure da piccoli nessuno gli ha insegnato che nella vita ogni tanto capitano cose che ci contrariano, e reagiscono in modo spropositato. Come un hikikomori adulto di cui ho sentito una breve intervista all'interno di un servizio, che dichiara essere diventato tale dopo la laurea per aver letto sui giornali che era un periodaccio (dal punto di vista economico) e si è scoraggiato perchè era difficile trovare un lavoro, nonostante il titolo di laurea. L'interessato pero' si è chiuso in casa a non lavorare senza aver provato a cercar lavoro. Altro caso invece una ragazza diventata obesa si è chiusa in casa. Certo l'obesità non dev'essere facile da sopportare qui.
Nel video di cui vi propongo il link qui sotto, una situazione ancora diversa, ma estrema: un ragazzo diventato hikikomori per motivi sconosciuti ai genitori, sin dalla prima media. E' chiuso in casa da 20 anni, ma non solo. All'inizio era violento contro gli oggetti (televisione, stufa etc), poi verso la nonna. I genitori sono stati costretti a costruire una casa a parte per farci andare a vivere la nonna in sicurezza. A quel punto il figlio è diventato violento nei confronti della madre, la quale deve dormire nell'ufficio della ditta di famiglia, un prefabbricato senza riscaldamento. Solo il padre dorme ancora al secondo piano della casa, che è diventata territorio del figlio. Il quale si prende il cibo preparato dalla madre in frigorifero di notte, ma quando non gli piace le ordina di prendere qualcosa al take away. E quando non gli aggrada, lo rovescia in terra.
No comment. Buona visione!

20年間ひきこもり 息子におびえる母父

http://www.youtube.com/watch?v=WI47SbFy5J0

SCRIPT スクリプト

佐藤さんは、妻と息子、妻の母親の4人暮らし。1000坪の敷地には建設事会社の務所と自宅があるのだが、妻の宮子(みやこ)さんによると
「そこに出入りしてんのは旦那だけで、私もはめったに入らない。今現在、そちらは、あのう、息子のお城ですので、他人が侵入することは許されないんです。」
32歳の息子が母屋を占領。母親や祖母の立ち入り禁止、暴力を振るうこともあるという。
「息子は今、あそこにいますけども、向こうの部屋にいて」
「息子さんが向こうに?」
「そうですね、離れのほうで」
「この先の?」
「そうですね。」
「あ、じゃ、あんまり、大きい声で・・」
「そうですね。」
幼い頃は、活発な子供だった。なぜこんなことに?
「どういうきっかけ・・」
「きっかけは分からない。」
中学1年の頃、突然不登校になり、自分の部屋にひきこもりようになった。さらに、家庭内暴力も。
「これも、テレビも、ご覧のとおりで。蹴飛ばして。まだテレビは使えるんですけど。」
「あ、このへん・・凹んでますよね」
「ほとんど、全滅壊滅状態です。」
当初は、物にあたりちらしていた息子。その暴力は次第に祖母へと向けられた。
「別居生活。親達は。そうですね、我々は耐えるしかなかったから。」息子の暴力から、祖母を守るため、佐藤さんは離れを作り、祖母を避難させた。すると、息子の暴力は母親である宮子さんに向けられ、宮子さんも母屋を出たという。
「もともとはこの母屋にみんなさんで暮らしていた。」
「そうですね。それが、20年経つ間にバラバラになってしまったと。」
現在、母親の宮子さんは、事務所のわきにある、プレハブ小屋で寝泊りし、祖母は離れで暮らしている。そして、百坪ある母屋には息子はひきこもり、父親はである佐藤さんだけが、母屋の二階で寝泊りしているという。夫婦の気が休まる場所は会社の事務所だけだという。息子の暴力から逃れ、プレハブ小屋で生活をする母親の宮子さん。このような場所での生活が、4年間も続いている。
「妻がここを寝床にしているところですね。」
「じゃもう?」
「ここで、ここで、ここで。」
「ここに布団を?」
「それが布団一式です。湯たんぽを使ってます。」
「寒いですよね。」
「寒いですよ。」
この時期、マイナス10度にもなる夜を、宮子さんは暖房もないこのプレハブ小屋で耐え忍んでいるのだ。このまま、息子の好き勝手にさせるわけにはいかない。父親である佐藤さんは母屋に残り、二階で寝泊りしているという。
100坪の家を自分のテリトリー、縄張りしてしまったみたいな感じなので、私が出てしまうとちょっとやばいかなと。
そんな父親に対し、なんと息子は様々な嫌がらせをし、母屋から追い出そうとしているのだ。
「この障子を破いたり、あるいは、その、ここの、布団部屋のところに、茶殻を入れたり、コーヒーのかすを入れたりみたいな、嫌がらをするということですね。」
と、その時。
「来た、来た、来た。」
寝ていた息子が起きた。夫婦がいつも、息子の行動を気にしながら生活をしている。
「ご飯?」
「ご飯、ちょっと食べるかどうか分からない。
いずれにしたって、いついるのか分からないから。ここに立っているわけにいかないし。」
気にいらないことがあると、突然暴れ出すという息子。我々は取材を一日中断した。
母親の宮子さんはいつ起きてくるか分からない息子のために、毎朝、食事を用意している。食事がないと、息子に怒鳴られるからだ。
「いませんので、ラップで包んで、冷蔵庫に入れますね。」
息子は腹がへると、祖母の離れにきて冷蔵庫を漁り、食事をすませると、母屋に帰るという。
「昨日も夜中に冷蔵庫からパンがなくなっていますので、夜中に食パンを取りに来て食べてます。」
食事がないと、怒鳴り散らす息子。
しかし、宮子さんの手料理に手をつけることはあまりないという。収入のない彼が何を食べ、どのような生活をしているのか、その答えが、母屋の台所にあった。
「これはコンビニ?」
「そうですね、コンビニ、そういうことで買い物ができるということですね。」
「あ、でもね、いろいろこうレシートをきちんとこうそろえてあったり。」
「そういうところの神経症的な部分があるんですよ。」
息子は母親の用意した食事、気にいらないと自分の車で出かけコンビニで、自分の食べたいものを買ってくるという。
「お金っていうのは、どうしているんですか。」
「だから食費についてはレシートを持って来て、私が再度出す形ですね。」
息子の食費だけで、多いときは月に8万円にもなるという。
「自分で行動ができますので、あのう、ま、本人の言い分だと、「俺は不登校はしたけど、ひきこもりじゃない」と言い方もしてるんで。」
いつか立ち直ってくれる。息子を信じ、佐藤さんは20年耐えてきた。しかし、その我慢も限界に・・・
「寝てるんだったら、ずっと寝ててください。私が死んだらすべて終わりますから・・いうのは本音。」
と、その時、突然息子から電話が。その内容に我々は耳を疑った。
「第一声は?」
「「俺腹減ったから、出前とれ」。」
母親は用意した料理が気に入らないから、手前を取れというのだ。料金を支払うのはもちろん親。そして母親はめったに入らない、母屋と事務所をつなぐ重い扉を開いた。
「坦々麺きました。」
事務所と母屋をつなぐ通路に出前をお置き、戻ってきた母親の口から驚くべき言葉が。
「ひょっとしてそのおそばがぶちまけられる恐れが50%あります。」
「あ、そうだね。」
「暴れる可能性があるという。」
機嫌が悪いと出前をぶちまけ、部屋中をめちゃめくちゃくにするというのだ。30分後母親は恐る恐る、ドアの向こうへ。帰ってきたその手には食べ終わったどんぶりが。
「あきびん回収ですね。ちゃんと食べましたね。ぶちまけませんでしたね。よかったですね。油っぽいですから、あれをひっくり返されたら大変ですよ。」
佐藤さんは現在、無職、今年4月に、父親から受け継いだ建設会社を廃業した。
現場資材を含めてね、あと書類を保管したりということで、本当に物置になってしまったんですけども。
県内でも、名が通っていた佐藤さんの会社。最盛期には50人以上の従業員がいたという。しかし、ひきこもり生活を送る息子を立ち直らせるため、廃業を決意したのだ。
「我々の生き様を変えていかないと、彼の生き様も変わらない」。
これまでは、食費などの名目で、月々10万円を渡していた。これ以上息子を甘やかすわけにはいかない。廃業はその決意の表れだった。
「お金の出るところとしての会社の存在を消したかった。会社を消さない限りいつまでもお金が出ると思っているだろうから。それを消したかったという思いがあります。」
とその時、大音量の音楽が突然流れ始めた。
「いなかったんですけども、息子かな。」
息子は事務所の外に止めた車のドアを開け、大音量でカーステレオから音楽を流し始めたのだ。
「怒っているのと、あのう、邪魔したいですよねこれ。」
来年から年金生活が始まる佐藤さん夫婦は 傍若無人な態度を取り続ける息子と、今後、どのように向き合うのか。
「引き算していくと、あと5,6年間だと思うの。息子とこう掛け合いができるのは。その中でなにかができるのかと言えば、できることなんてほとんどない。ま、悪い言葉を言えば、「飼い殺し」とか。」
「答えは二つしかない、飼い殺しにするか離れるか、親の方から。」
ひきこもった息子との20年、両親は今も耐え続けている。これは7年前、佐藤さんが立ち上げたひきこもりの親の会のホームページだ。同じ境遇で苦しむ親や当事者と意見交換を行い、息子がひきこもりから脱出するきっかけを今も模索している。
「今はもう、その出来ることってのは・・」
「そうですね、だから、第三者にかかわって、もらえる方法を探すことで、一所懸命。」
午後6時半。夕食の準備をする宮子さん、息子の夕飯は再び冷蔵庫の中へ。
「はい、じゃ、いただきますか。」
度重なる家庭内暴力。つねに、気の休まらない日々。しかし、息子とは離れられない。この親の思いは、息子に届くのだろうか。

13 juin 2009

Che tristezza...

News di stasera.

12日に大阪・富田林市で殺害された男子高校生の遺体が川の中で見つかった事件で、逮捕された少年が「心理テストをやる」と言って高校生に目をつぶらせて襲っていたことがわかった。 この事件は12日、富田林市の川で高校1年・大久保光貴さん(15)が遺体で発見され、別の高校に通う3年の男子生徒(17)が殺人と死体遺棄の疑いで逮捕されたもの。調べによると、男子生徒は11日夜、女性との交際をめぐってトラブルになっていた大久保さんを呼び出し、「心理テストをやる」とだまして目をつぶらせた上で、隠し持っていた木づちやバットで襲っていたことがわかった。 調べに対し、男子生徒は「大久保さんと交際している女性から相談を受けていて、好きになってしまった。女性を困らせる大久保さんを許せず、女性を助けるためには大久保さんの存在自体を消すしかないと考えた」と話している

Il 12 è stato trovato il corpo di un liceale di Osaka, Tonnabashi in un fiume. Pare che il giovane arrestato per questo omicidio abbia detto alla vittima "facciamo un test psicologico" e dopo averle bendato gli occhi, l'abbia attaccata. L'incidente è avvenuto il 12, e l'accusato(17 anni) è stato arrestato per abbandono del corpo di Okubo (15 anni), che frequentava un altro liceo. A quanto risulta dalle indagini, la sera precedente Okubo era finito nei guai per una relazione con una ragazza e l'accusato l'avrebbe chiamato a parte, ingannato dicendo "facciamo un test psicologico", bendato gli occhi e poi attaccato con una mazza che aveva nascosto dietro un albero. Secondo quanto rivelato da lui stesso, l'imputato dopo aver parlato con la ragazza se ne sarebbe innamorato, e non perdonando Okubo che le stava creando problemi, per aiutarla decise che l'unica cosa da fare era eliminarlo."

11 juin 2009

Tié!


Vi ricordate la prof. allucinante di cui scrissi, incavolatissima, una volta? La prof. di espressione scritta che fa il terzo a grado e chiede ai compagni conferma che non stai mentendo, e che pensa che i bianchi poverini non siano in grado di imparare gli ideogrammi. Lei. (http://lapeppapolide.blogspot.com/2009/04/cose-allucinanti-in-giappone.html)

Beh, siccome io sono piu' furba di lei, ho scritto nel modo che voleva (cioè senza fare nessuna critica a nessuno) e anzichè 4,5 su 10 del primo compito, il mio voto si è magicamente trasformato in un 8,1.

Bastava cosi poco?...

09 juin 2009

Giapponesi, fine di un mito.

Questo post è altamente sconsigliato a chi non è mai stato in Giappone ma, appassionato da questo Paese per sentito dire, impressione, conoscenze acquisite in varie materie ad esso aderenti, sta per venirci a vivere, passare un anno, studiare etc.
Perchè mo' basta, cala il sipario. Vi dico la verità su come mi trovo qui e su cosa penso di questo Paese, e a molti non piacerà. Perdonate; io almeno parlo sapendo di che sto parlando.

Io prima di venire qui non mi ero fatta particolare aspettative nè idee. Le uniche cose che avevo studiato sul Giappone erano la lingua, la letteratura, e un po' di storia. La prima e' la mia passione, la seconda sono consapevole sia un mondo a parte che poco c'entra col vero mondo, la terza è il passato. Quando ho vinto la borsa di studio, mi sono informata solo sull'urbanistica di Tokyo, cosa molto concreta. Venendo qua il mio obiettivo era imparare per bene il giapponese, ed ero cosciente che l'esperienza mi avrebbe probabilmente- come nel caso dell'America- portato ad uno "scontro"/"incontro" culturale.
Ma nonostante quello che (quasi) ogni nipponista mai stato qui penserebbe, dopo 9 mesi qui purtroppo devo dire che io, del Giappone e della vita qui, non sono piu' di tanto entusiasta. Diciamo pure che non mi sono stufata solo perchè so che è a breve termine. Ora, mettendo da parte tutte le cose tipo scoperta di nuovi posti e cibi (quindi, turismo), e scoperta di nuovi modi di pensare attraverso i media (vedi i programmi televisivi, you tube, in giapponese), bisogna che vi (che pensate che il Giappone sia il paradiso in terra, per motivi del resto a me oscuri) rendiate conto che io sono 9 mesi esatti che sono qui, e non ho un amico/a giapponese.
Com'è possibile cio'?
Stavolta la "colpa" non è mia. Ho appurato che il problema sta dalla parte dei giappi. Appurato significa che il 99% degli studenti stranieri che conosco la pensa come me e/o si trova nella stessa situazione.
Per dirla in modo concreto: se non ti fai vivo te, non ti cagano. Sei trattato come un essere a parte. Sei sfruttato e ci si interessa a te solo per la lingua che parli. I giapponesi sono molto piu' utilitaristici di quello che possono sembrare. Loro vedono uno straniero e percepiscono 2 cose soltanto: una chance per fare esercizio di inglese e una marea di sterotipi (ad es.: non parla giappo, non capisce niente del nostro modo di pensare, parla in modo troppo diretto, non ha tatto, non ha modi, non ha idea di cosa sia il linguaggio onorifico e chi piu' ne ha completi la lista grazie). Se sei straniero, non ti illudere: non verrai mai trattato come una persona normale e non si avra' mai un interesse genuino per te. Vogliono tutti sempre qualcosa: o parlare in inglese, o farsi il ragazzo/la ragazza, o farsi spiegare un itinerario turistico del tuo paese perchè stanno per andarci. Per dire: anche io se vedo un/a giapponese in Italia, è altamente probabile che voglia parlarci in giapponese, soprattutto ora che non devo piu' vergognarmi di metterci 3 minuti a costruire due frasi dietro fila. Pero' il mio interesse è genuino. Io mi interesso a quella persona. Io voglio sapere cosa pensa. Mi interessa sapere come pensa, cosa sente, che esperienze di vita interessanti ha potuto avere. I giapponesi no. Se ne fregano. Ti parlano perchè questo a loro serve in qualche modo. L'altro giorno ho conosciuto la prima giapponese che mi è venuta incontro di sua spontanea volontà per "fare amicizia". Ok il modo è strano (chiedere il numero per strada cosi dal nulla non è il massimo della naturalezza, ma apprezzo molto lo sforzo, lo slancio), ma fatto sta che mi ha detto subito "cerco amici stranieri che parlino bene giapponese per poter discutere di varie cose". Bella. Promette bene. Ma ho dovuto ricredermi sin dal primo appuntamento. Appena l'interessata ha capito che restavo qui un solo altro mesetto, mi ha detto, parole testuali "ah ma io cerco stranieri che stiano qui a lungo termine, per poter avere uno scambio lungo, non è che mi potresti presentare dei tuoi amici? tipo qualcuno che viene a settembre?". Utilitarismo, utilitarismo, utilitarismo. Per loro è talmente la norma che manco le è sembrato strano dirmi in faccia quello che riassumendo si puo' dire come "te non mi servi perchè stai troppo poco, quindi ti uso per raggiungere il mio scopo che è quello di conoscere gente che sta qua almeno un anno ok?". E si che i giappi stanno fin troppo attenti a non ferire il prossimo con le parole! Insomma, capite quel che sto dicendo??? E non sono deliri miei, perchè al momento di salutarci non mi ha detto "a settimana prossima!" bensi "mi raccomando i tuoi amici eh!". Ma stiamo scherzando?
E cosi, questo è un Paese dove, pare, è risaputo che gli stranieri non si fanno amici. Sarà che il Giappone è stato chiuso ed isolato per secoli? Non lo so, fatto sta che il risultato è che costruire semplici relazioni umane, una delle cose che viene piu' spontanea all'uomo, qui sia difficilissimo. Qui è stata una continua caccia al tesoro. Mi sono fatta in quattro per conoscere gente, e quei 3 gatti che ho conosciuto, ho voluto tenermeli stretti, pensando che il tempo e la frequenza delle uscite avrebbe poi fatto la differenza. Ma dove? Come gia' scritto piu' su, se non mi faccio viva io, chi li sente manco piu? E ormai non è piu' un problema di lingua...
Tutta sta gentilezza tutta sta etichetta, ma poi dietro niente di sostanziale. O che c'hanno un concetto dell'amicizia radicalmente, ma proprio profondamente diverso dal nostro, o che la colpa è il nostro essere occidentali (e quindi trattati come una categoria a parte). Del resto se non fosse cosi, non vedo perchè ci avrebbero dovuto mettere in un dormitorio di soli studenti stranieri. Chè, non siamo abbastanza belli per andare nei dormitori "normali" con gli altri giapponesi che frequentano la stessa università? Ma in Italia quando mai dividono i studentati in "italiani" e "extra-comunitari"? Ma che dico, manco "extra-comunitari", proprio "non-italiani"!
Percio' risultato, si', bellissima esperienza per carità ci mancherebbe. Pero' una gran delusione, i giapponesi.
Poi va be, io me ne frego: il mio scopo era imparare a parlare giapponese, e di migliorare son migliorata, quindi me ne torno comunque vittoriosa e soddisfatta.

06 juin 2009

Authorité naturelle


Sottotitolo: Fabio non c'è

Lezione di italiano ai bambini italo-giapponesi, sabato scorso.
"Ok bambini..iniziamo? Tiriamo fuori i compiti....li avete fatti? Ah, Eri, si brava. Anche tu ce li hai, Eimi?..bravi....ok....si i compiti...correggiamoli insieme....venite qua ci sediamo vicini e li correggiamo insieme".

Fabio rimane in fondo alla classe, all'estremità del lungo tavolo a 12 posti. Io e le bambine siamo all'altro capo, e Fabio mi guarda e sorride con un aria biricchina.
"Fabio? Hai fatto i compiti?"
Annuisce, sempre sorridendo con aria tra l'imbarazzato e il biricchino.
"Ok, dai, allora vieni qui che li correggiamo!"
Fa di no con la testa, vigorosamente, ma sembre guardandomi negli occhi e sorridendo, decisamente divertito.
"Fabio.." dico con tono di finto rimprovero. "Dai vieni qua. Sei lontano! Dai che correggiamo i compiti!"
E Fabio esclama: "Non c'è!"
Mmm. Sarà che non ha fatto i compiti e ha paura di venir sgridato.
Allora faccio:"Non hai fatto i compiti?!" sgranando teatralmente gli occhi.
Ma Fabio annuisce. Per essere sicura di capire bene ripeto la domanda. "Si, compiti si", mi risponde, sembre sorridendo con aria diverita.
"Ah ok hai i compiti, e allora vieni qui!"
-"Fabio non c'è!" esclama con soddisfazione e scuotendo la testa.
"Cosa non c'è? i compiti??"
-"no, FABIO NON C'È!!"
e ride guardandomi (mentre si scompisciano anche le bimbe ovviamente!)

Fabio non c'è. Quindi non chiediamogli di venire davanti perchè Fabio non c'è.

Adoro questo bimbo.
N.B. La foto è del programma Outreach (http://lapeppapolide.blogspot.com/2009/05/outreach.html), non c'entra con la scuola di italiano a Tokyo.

03 juin 2009

日本は触る文化がない

In Giappone non c'è la cultura del "toccare".
Oggi guardando La città incantata, la prof. notava che Haku toccava parecchio Chihiro, in una scena. E via discussioni del tipo "è un atteggiamento protettivo", "si comporta come un fratello", "è una storia d'amore"etc...ovviamente i giapponesi se vengono toccati pensano di piacere alla persona che li ha sfiorati. E nelle riviste per donna alla voce "come fargli capire che ti piace" è inclusa la tattica "toccarlo solo un po'". (Tipo fargli "Nè, tu cosa pensi di.." toccando il braccio).
Ma siccome ci si vuol toccare ma non si puo', cosa ci si inventa? Alle scuole medie e simili, ci si picchia! La donna picchia l'uomo in testa dandogli dell'idiota, che significa MI PIACI! e l'uomo risponde AHIA che significa 嬉しい!SONO CONTENTO!
:D
Questa la spiegazione della prof.

Pare ci sia uno straniero amico di amici suoi che dopo anni in Giappone è tornato in America perchè si sentiva triste a non poter abbracciare nessuno...で、ある在日外国人が日本では触る文化がなくて寂しいという理由で帰国したそうです・・・
分かるなぁ・・・やはり寂しいですよ。

29 mai 2009

Esportazione della "cultura" giapponese

Un pezzo di Giappone per voi.
Link e script e sommaria traduzione di un programma televisivo il cui titolo è "Che paese è il Giappone?". In questa puntata "Il Giappone visto dagli stranieri che ci abitano". Le N.T. sono mie aggiunte.
Buona visione : )

http://www.youtube.com/watch?v=RR-OESlvTS4

(VOCE NARRATORE) ぶっちゃけ、日本ってどんな国?Che tipo di paese è il Giappone?
日本はここがすばらしいんです。外国人を迎え撃つ日本代表の精鋭たち。目を覚ましなさい、日本人、これが本当の日本なのだ。日本に住む7人の外国人たちが生活者の視点から歯に衣着せぬ語り口で日本をきる。Paese meraviglioso per questo e quest altro. Ecco i rappresentanti, l'elite, del Giappone che affrontano gli stranieri. Aprite gli occhi, o popolo (giapponese), ecco il VERO Giappone. 7 stranieri che vivono qui ci raccontano senza peli sulla lingua il Giappone della loro vita quotidiana.

初めて日本にやってきたというバックパッカーたち、彼らの旅を一日密着取材。我が家に外国人がやってきた。ベラルーシ人が日本家庭にホームステイ。外国人が頭に描く日本とは?フランス人アーティストが日本のイメージを映像で表現。Dati dei viaggi di questi backpackers arrivati in Giappone per la prima volta. Un bielorusso che fa homestay. Qual è l'immagine che hanno gli stranieri del Giappone? Un artista francese esprime la sua visione del Giappone attraverso immagini.

(PREVIEW ARGOMENTO) 日本のDNA . Il dna del Giappone

全世界でアンケートを実施。外国人たちの素朴な疑問や意見から、日本のおいしつがみえてくる Indagine a livello mondiale. Attraverso i dubbi e i pensieri piu' ingenui degli stranieri, si intravede l'essenza del Giappone.   

果たして、我々が知らない本当の日本とは一体…。Come previsto, il vero Giappone che noi non conosciamo...
外国人が見た日本 -il Giappone visto dagli stranieri!

(PRESENTATORE)男:さ、始まりました。外国人が見た日本。美しい国を目指すことになった日本でございますが、今、日本は世界の人々にどのように見られているんでしょうか。Dunque, iniziamo. Il Giappone visto dagli stranieri. Paese che aspira alla bellezza, ma ora, nel mondo, come viene visto?

(PRESENTARICE)女:はい、外国の方々が日本に暮らして、生活者の視点から日本をびしびしきっていただこうと思います。そして、学ぶべきものは学び、イヤイヤそうじゃないと判断できることはどんどん反論していただきたいと思います。Oggi stranieri che vivono in Giappone ce ne faranno una severa analisi dal punto di vista della vita quotidiana. (I rappresentanti del Giappone) imparando quello che c'è da imparare, contraddirranno quando penseranno "ma anche no qua si potrebbe ribattere".

(PRESENTATORI ALL UNISONO)男と女:大勢、今日ね、いらっしゃっていただいております。若干一名…現在六本木にいるということで、ちょっと遅れております。インド時間が流れている。インドのセットさんが今こちらに向かってらっしゃると。さ、それでは、最初のVTRに参りましょう。ぶっちゃけ日本はこうだ。Oggi ci fanno l'onore della loro presenza in tanti (stranieri, i guests). Una personaaaa...ancora è a Ropponghi (N.T. posto a Tokyo, famoso per essere frequentato dagli stranieri)(N.T. qui stanno prendendo per il culo) e quindi arrivera' un po' in ritardo. Sara' ancora all'ora indiana. Signor Setto, che viene dall'India, ha detto che ci sta raggiungendo. Bene, iniziamo col primo filmato. Ecco com'è il Giappone.

VTR:VIDEO
日本にやってくる外国人は観光客だけで年間およそ670万人。ほんの一昔前まで外国の人々に侍は刀を差して歩き、女性はみんな着物を着ていると本気で思われていた日本で、外国人は一体何を見、何を感じ、どう思ったのか。日本に滞在している外国人のリアルな声を徹底採取。ぶっちゃけ、日本ってどう?Degli stranieri che vengono qua, soltanto contando i turisti siamo a 670 000 persone all'anno. L'antico Giappone ai loro occhi è samurai che vanno in giro con la katana e geishe che mettono kimono. Ma cosa vedono, provano e pensano gli starnieri qui ora? Sentiamo la voce di residenti stranieri in Giappone.


CINESE 食べにいくとか、「今日ご馳走していいかな、よくないかな」、友だちとかはっきり言わないですよ。だから、はっきり言わないとわかりません。Quando si va a mangiare, gli amici tipo non ti dicono se va bene o meno offrire o meno, quindi siccome non viene detto chiaramente non si capisce (?)

AMERICANO アメリカ人:日本人は食事に行って、食べ物が美味しくなくても、マズイとは決して言わない。I giappi quando mangiano, anche se c'è qualcosa che non gli piace molto, non dicono "non mi piace".

TIZIO DAL GANA ガーナ人:日本人は話を聞いている時、ただ頷くだけで、わかっているのか、わかっていないのかYESかNOかハッキリ言わない。Quando ti ascoltano parlare, fanno "di si" con la testa, ma se capiscano, non capiscano, intendano si o intendano no, non lo dicono chiaramente.

というように曖昧な表現の多い日本人。国のゆくつえを決断するため政治家でさえ、奥歯にものが挟まったような表現をする        。そこで、最初の「外国人が見た日本」は…日本は曖昧のかたまりである。E quindi ci sono molti giapponesi che usano spressioni "ambigue". Anche i politici usano sempre giri di parole. Non c'è che ambiguità in questo Giappone secondo gli stranieri!

『カナダ人』Canadese
外国人と話すときは、あのー、無駄なんですよ。逆に何言ってるかはっきりしないからずうずうしく思われるんですよ。NOのほうが確実にいいんですよ。Parlare coi giappi non ha senso. Siccome non dicono nulla chiaramente...meglio dire di "no" .


『ラサール石井』
NOとかNONとか、先にまずつけてから文法がはじまるじゃないですか。日本語はしゃべりながら考えられるんですよ。それは~どうんなんでしょ~とかね。La grammatica di lingue europee è fatta in modo che si inizia dicendo no. Ma in giapponese si pensa mentre si parla (presa). Tipo "mmm vediaaaamoo....".(N.T. frase usatissima dai giappi, solitamente raramente seguita da qualche cosa di preciso).

『フランス人』FRANCESE
英語でもフランス語でも、あのー、YESかNO、OUI、NONか言って、日本人はいつも、はいはいとか言うんですよね。それは、じゃぁOUIっていうことでしょ、ちげーますよ。あなたの言ってることをわかってるから、聞き取ってるから、はいと言ってますっていう、その考え方が外国人にはものすごく分かりづらいんですよ。Sia in inglese che in francese si dice si oppure no, ma i giapponesi dicono "hai" (=si) tutto il tempo giusto? Ma questo, uno pensa "sarà si", e invece noo. Significa sto capendo quello che mi stai dicendo, ti sto ad ascoltare! Questo modo di fare e pensare è di difficile concepimento per gli stranieri..

『韓国人』COREAN
日本人は凄く慎重で、冷静沈着でですね、すぐ結論をしない。えー、よく考えて後で結論をする、そういう意味ではすごくいい面なんですけど、悪い面としては、えー、その場ではっきり断言しないことによって責任を負わない。I giapponesi sono davvero cauti e tranquilli..non tirano mai alcuna conclusione sul momento. Ci pensano su e poi dopo tirano le loro conclusioni. In questo senso, hanno una grande qualità, ma per quanto ne riguarda il lato negativo, non esprimersi li al momento viene preso come un "non prendersi le responsiblità".

『真鍋かおり』PRESENTATRICE
逆にこう外国の方が、こうしゃべっているのとかを聞くと、なんでそこまではっきり言うのって。Invece, quando tipo degli stranieri stanno parlando o cosi e li ascolto, penso ma perchè dicono le cose cosi chiaramente in faccia?!?!

『カナダ人』CANADESE
それは言わなきゃ通じないんですから、向こうの人たちは議論するときが
気持ちは入ってないですよ、なんか真剣よりも剣道みたいな感覚でやっているんですから、あんまりこう日本人には超きついけど、本人達全然普通って感じですよ。Non dirlo risulta a non capirsi...gli stranieri quando discutono su qualcosa non sono coinvolti "coi sentimenti".

『ラサール石井』
いやー僕はね、知り合いがNYでレストランでウェイターをやってるんですよ。日本人でそしたらウェイターはチップで暮らしてるんだよね。でもあのー、チップを払わない人がいる、だから払わない人がいると、置いてないと追いかけるんですよ。追いかけると、おれは、これチップを払いたくないって、ここのサービスが良くなかったから、あえてチップを置かなかったっていうのを、なぜだかそこで討論してチップを出す、出さないっていうのをやるんだけど、すごいめんどくさい。

『カナダ人』CANADESE
ただし逆に日本人の場合、難しい話題、これでけっちゃくでつかないこと多いんですよ。だから政治の世界、いつも玉虫色、骨抜き、妥協みたいな案ばかり出てくるんですよ。Nel caso dei giapponesi, quando è in ballo un argomento difficile non sono rari i casi in cui non si giunge a nessuna conclusione. Per questo nel mondo politico, è pieno di espressioni indirette.

『舛添』
ただそれはねー、あのー、翻訳能力の問題で、それでは前向きに善処しますってはやらないってことなんですよ。だから、そのー、言葉を翻訳したりすればいいんで。Questo forse è semplicemente un problema di traduzione, (l'espressione frequentemente usata dai politici)"considerero' la questione con attitudine positiva" significa "no". Quindi perchè non tradurlo direttamente come "no"..

『カナダ人』CANADESE
だからその言葉の日本人同士の決着でも、そのー、難しい。あのー、要するに、対立があるときに結局決着がつかないまま、先送りということにするんですよ。Per quello alla fine senza giungere ad una conclusione di finisce per rimandare la soluzione della questione.

『舛添』
先送りして、永遠に解決しないんじゃなくて、今の条件では無理だけれども、我々は条件をつくっていくほうですから。前向きに対処しますので、練習しますっていってて、今できないよっと。だけど努力して3ヵ月後にできるかもしれないのに、今できないからできないのよグッバイ、っていうのとどっちがいいかって話なんですよ。Rimandare la questione non significa non risolverla per sempre, bensì "nelle condizioni attuali è impossibile", ma faremo in modo che lo diventi. Siccome ci penso, mi ci impegno per farcela, ti dico "ora non posso". Ma impegnadocisi magari 3 mesi dopo è possibile che si riesca a risolvere, quindi dire "ora nisba, bye bye" ,oppure rimandare, quale delle due opzioni è migliore?

『八代』
曖昧さっていうのは英語で訳すとambiguityになるんじゃないですか。Ambiguityっていうことばつかいもネガチーブな意味、印象に受け止められる、でも日本のいう曖昧さっていうのは必ずしも英語のambiguityではなく、空気を読むっていうこともあるんですね。いわなくてもわかると、はっきり言わなくてもわかるという文化がある。でもこれから、このー、国際化してってですね、世界に出てく時にはそれは通用しない。私がいちばん感じるのは、あの、契約書ですね。日本人同士が交わす契約書ってものすごく曖昧な条項なんですよ。これを英語に直した時に、英語にできないものがいっぱいある。で、海外の人が読んでも理解できない。やはり国内のスタンダードそのプライベートのスタンダードとインターナショナルなスタンダードっていうのは使い分けなきゃいけない。"Aimais" viene tradotto "ambiguity" in inglese giusto? Ma "ambiguity" ha un un significato negativo, e ci si ferma cosi' ad una cattiva impressione. Ma l'"aimaisa" giapponese non corrisponde per forza all'inglese "ambiguity", significa anche "sapere leggere tra le righe". Esiste una cultura del "non viene detto ma si capisce comunque, non viene detto chiaramente ma viene inteso". Ma ora, con l'internazionalizzazione in atto, quando si va nel vasto mondo, una cosa del genere come comunicazione non funziona. Quello che io percepisco di piu' a riguardo sono i contratti. I contratti tra giapponesi sono na roba estremamente "aimai" (ambigua?....). Al momento di tradurli in inglese, ci si rende che c'è una montagna di roba intraducibile. E quando degli stranieri li leggono, non riescono a capire. Quindi decisamente, lo standard nazionale e quello internazionale, vanno distinti.

『アメリカ人』AMERICANO
契約の世界だけではなくて、例えば日本人が毎日使う言葉の中に、よろしくお願いしますという言葉があるんですよ。これはね、実はね、曖昧な表現なんですよ。これ英語に訳すと会社関係やったら、両者が儲かるように力を合わせましょう言うような具体的な英語にしないと、よろしくお願いしますといった曖昧な人間関係は、それが日本語は毎日のようにみんなが使うんです。Non si tratta solo dei contratti, ma anche di parole che i giappi usano nella vita di tutti i giorni. Come ad esempio "yoroshiku onegai shimasu". Questa si che è un'espressione ambigua...per tradurla correttamente in inglese nel campo delle relazioni tra colleghi in un azienda, ad esempio, bisogna fare una frase intera, dal significato concreto, del tipo "uniamo le forze per un unico goal" .(N.T. il campo di utilizzazione di yoroshiku onegai shimasu è INFINITO questo è solo un minuscolo esempio, ed è in questo senso che lo intende l'americano: è un espressione uguale per miliardi di situazioni, una parola "passe-partout", che pero' a venir tradotta assumerebbe forme tutte diversissime. Tipo "mi raccomando", "piacere conoscerla", "le chiedo questo favore", etc. etc.)

『ガーナ人』CANADESE
ぼく、あのー、バドミントンよくやってるんですけど、試合が始まる前からみんなが、あっじゃあ、よろしくお願いしますとかって、直後にパシってやってくるんですよ。Infatti, io gioco spesso a badminton, prima dell'inizio di una partita, tutti fanno "beeeene, yoroshiku onegaishimasu" e subito tirano la battuta ( risa) (N.T. intesa come presa in giro qui "yoroshiku onegaishimasu ").

26 mai 2009

Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te.

今日の授業では、新しいことわざを学んだ。
いつか日本語の慣用句のリストを作りたいな・・・今までメモしてこなかったのがちょっと残念だなぁと。
今回のは、「売り言葉に、買い言葉」です。韓国のことわざで言うと「行く言葉が美しければ、来る言葉も美しい」です。分かりやすいでしょ。相手に言っていること次代に、同じような言葉が来るわけですね。ですから、もっと広く言ってみると、自分がどういう風に扱って欲しいことによって、相手を同じように扱うようにしなきゃ。かなぁ。でたらめな日本語ですけどね。電子辞書にのっている「売り言葉に、買い言葉」の説明によると「相手の暴言に応じて、同じような調子で言い返すこと」ですが、それは悪い意味で、けんかをするつもりで相手にどんな話をどういう風にかけてしまうのかだけを中心にした定義ですね。ヨーロッパの言葉でのことわざは、そのマイナスなイメージを超えて、どうやったら行動すればいいかと指していると思いますよ。「けんかにならないように乱暴な言葉を避けること」だけじゃなくて、簡単に言うと、例えば優しい友達が欲しければ、まず最初に自分から友達へ優しい行動をしましょうということだろう。
私は、いくら期待しても、友達にだまされたことがあるし、珍しくない。で、いくら頑張っても、こっちからだましたこともきっとあるだろうと思う。なので、このことわざを頭に入れるようにしています。コミュニケーションには方法がありますよね。

La Cerimonia del Té

Come tutti sanno, in Giappone tra le arti tradizionali c'è anche il Sado, tradotto letteralmente "la via del Té". Una cerimonia di cui non so quasi nulla se non che è un rito codificato il cui scopo non è quello di bersi il tè (te pareva), ma... non lo so qual è lo scopo, so solo che non è quello di bere ahah! Comunque dev'essere qualcosa tipo mostrare rispetto e armonia etc etc., le solite cose...

E stavo pensando che non solo in Inghilterra, Cina e Giappone c'è l'usanza di bere il té...certo anche qui ho degustato il té verde con qualche bocconcino di dolce, soprattutto in viaggio, quindi in qualche posto apposito...ma "la mia cerimonia del té in Italia", vogliamo parlarne?
In Italia ho raramente preso il té da sola. Di solito era col mio moroso. Penso si possa chiamare "Tè di fine giornata", in contrapposizione all'afternoon tea degli inglesi. Tè di fine giornata, solitamente dopo le 21, 22, quando fuori è gia' buio (in inverno), o il cielo si tinge di rosso per il sole che si riflette sulle nuvole (in estate), accasciati e sprofondati sul divano vicino alla portafinestra, insieme, a rinvigorirci il corpo con la bevanda calda, assecondare il palato perchè ognuno si prendeva il gusto preferito, intrattenerci e intrattenere la relazione perchè ci raccontavamo la giornata, o cos'altro avevamo di interessante da raccontarci.
La cosa che mi manca di piu'.

E io sono piu' sophisticated di te, sfigato!

Alle 2:00 a.m. ricordo di aver guardato l'ora sul cell. La sveglia stamattina era per le 9, ma già che non c'è tempo per dormire, io mi sono svegliata alle 6 e non c'è piu' stato verso per riaddormentarmi. Stephi sei un genio. In compenso mi sono frullate in testa tante cose che volevo scrivere, e quindi eccomi qua con una fine selection dei miei pensieri.

L'altro giorno sono andata ad una cena con gli amici del dormitorio, per un compleanno. Tra gli invitati c'era anche qualche raro giapponese che ci ha degnati della sua presenza nonostante la maggioranza fosse bianca - strano. I giappi quando non sono in gruppo tra di loro non si sentono a loro agio a quanto pare perchè non ti cagano mai a meno di averlo deciso loro e di essere in netta maggioranza. Questo di solito, ma non sempre- e dunque dicevo, tra gli invitati, un esemplare di rarà molestiade.
Il fenomeno si chiama Masahiro o qualcosa, forse Masaka, che sarebbe del tutto appropriato (Masaka in giapponese significa innanzitutto "ma va la! impossibile! stai scherzando?!"). Sorvolero' sul suo gusto inimitabile nell'abbinamento dei colori, perchè purtroppo per lui c'è di ben piu' grave. Eravamo "in piazza" (la rotary di Takadanobaba, BABA per gli intimi) ad aspettare che tutti arrivassero. Io ero stanca, e indifferente. Seduta su una panchina accanto al festeggiato, che si era gia' tracannato 3 birre prima di venire ma questo è un altro discorso. Inizia ad arrivare un po' di gente tra cui sto Masaqualcosa. Masaqualcosa mi si avvicina e se ne sboccia con:

"Excuse me Miss, may I have the permission to allow myself to ask you whether it is possible to know your name?"
O_o
Io: "Are you serious?"
Il fenomeno purtroppo non scoppia a ridere. Oddio. Era serio.
Eeeeeem mi chiamo Stephanie, e te?
"Oh, I am Masa(qualcosa)".
Mh, si PIACERE.
Poco piu' avanti:
"Would it be possible to know where you are from?"

..na voglia di dirgli なんじゃそりやあ!!英語ってどこで学んだの?!che suona piu' o meno come nanja soriyaaa (che ca**o è?!!) eigotte doko de manandano (e soprattutto, l'inglese dove ca**o l'hai imparato?) ma ero nel mood e ho optato per un piu' raffinato "mmmh, I'm not sure whether it's possible, actually...let me see...." col tizio accanto a me che giocava il gioco e rinforzava con dei "yeah, probably not possible, right.."...Ma Masaqualcosa non desisteva e mi guardava con quella faccia da ca**o (scusate, ce l'ho con lui), con le soppracciglia rialzate e gli occhi spalancati come se la fine del mondo dipendesse dalle mie parole. Gli ho rivelato la mia nazionalità e si è andati avanti a ciarlare di tutto, in gruppo. Io continuavo ad essere stanca, anche un po' innervosita, e molto indifferente. Ad un certo punto non so perchè per come ma ovviamente si parlava di chi si era ubriacato l'altra volta o storie del genere (io non so, non è un gruppo con cui me la giro di solito..). Al che proprio non si sa perchè, ma Masaqualcosa fa un balzo, si rivolge di nuovo nella mia direzione, e alzando le sopracciglia e facendo una mossa da perfetto gay che si scansa i capelli prima di parlare aggiunge, con voce altolocata "Miiss, please don't misunderstand me. I am always a super-sophisticated person, so I don't ever get drunk". Non ti preoccupare, tesoro. Ci penso io. "Where did you learn english?"- (alza le sopracciglia)"Here in Japan"-"So you never went abroad to learn it?"- (Le sopracciglia sono gia' alzate, fa una smorfietta con la bocca "Ehm, no". EHM IT SHOWS SFIGATO!!!!!!!!!!! MA TI SENTI?!?!?
Questa non gliel'ho detta, ma ecco il tipico esempio di persona NEGATA per le lingue. (mo' mi sfogo, e non perchè è un incapace, ma perchè se la mena). E chi lo conosce mi dira' come cavolo faccio ad avere un opinione del genere, visto che nonostante non sia mai uscito dal Giappone sia capace a sostenere una conversazione con madrelingua e non in inglese senza la benchè minima difficoltà...beh il punto è proprio questo. Che lui nonostante sia attorniato da amici stranieri che parlano inglese, e nonstante ci esca e ci passi del tempo, se ne esce comunque con frasi tipo may I allow myself etc che nessuno attorno a lui avra' mai usato. Anche perchè Shakespeare, scusate eh, ma è un po' sorpassato e noi siamo i giovani del 21esimo secolo che quando si devono presentare lo fanno nel polleggio. Hei Masaqualcosa, sveglia! Imparare una lingua significa che dopo il tuo libro di grammatica viene la conversazione col parlante, e li, quello che senti lo devi i--mi--ta--re! E soprattutto, le traduzioni dal giappo, le devi lasciare per--de--re! Therefore, do not ever allow yourself to permit yourself to address me in such a way again! LOL.

E in questa frenetica e a volte insensata vita tokyoita, qualche spazio sano ce lo siamo creati.
Ieri al karaoke ebbene si, signore e signori, abbiamo cantato Azzurro di Celentano (o era Paolo Conte?)

Azzurro
Il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me
Mi accorgo di non aver piu' risorese senza di te
e alloraaaa
io quasi quasi prendo il treno e
vengooo vengo da teee
ma il treno dei desideri dei miei
pensieri all'incontrario va!
Qui di canzoni sui treni non ce ne sono, ma se ce ne fossero sarebbero inevitabilmente tutte canzoni sul come i treni sono in tempo e ti portano sempre dal moroso. Che noia. E comunque da te non mi portano, i treni giapponesi!

25 mai 2009

Brutta uscita

Ore 24h08 circa, in ascensore siamo io Marco, Andrea, Florian e Ann.
Buon umore, abbiamo appena finito di sgolarci. Il karaoke per 2 ore funziona per sfogarsi.
Arriviamo al primo piano.
Le porte si aprono.
Pronti ad entrare, un gruppo di giapponesi.
Appena ci vedono, sussultano e sbarrano gli occhi, la tipa che stava per entrare in ascensore fa un balzo indietro e si zittiscono tutti.

Le piccole cose che ti ricordano che sei diverso.

Dormire o non dormire?Capire o non capire?

Essere così impegnati e aver così tanto da fare da doverne ridurre le ore di sonno ha i suoi pregi e difetti.
Ad ogni modo, proprio in questi giorni, che mi trovo a rendermi conto che il mio stile di vita va definitivamente per il "molti impegni, poche ore di sonno", leggo nelle prove di lettura del Noryoku Shiken*: 睡眠時間を削ればいいと言う人もいるだろう。Ok ho tolto la frase dal contesto, ma è in quanto tale che mi ha colpita. Significa "probabilmente ci sono persone che dicono che sarebbe un bene ridurre le ore di sonno"....sottinteso perchè sono uno spreco, uno potrebbe fare tante cose utili al post di dormire!
(Questa l'ha pensata per forza un giapponese! )In realtà il testo poi non diceva esattamente questo, era un mio commento sarcastico.
L'altro giorno di questo si parlava con un amico giapponese, che al mio dire "dormo massimo 7 ore a notte ed è cosi da un po' di mesi", commento' "dormi un sacco!". Ed era serio.

Poi ci si chiede perchè la gente muore per troppo lavoro qua.
No ma davvero...non si puo' sostenere un ritmo cosi tutta la vita. L'amico mio in questione va a letto alle 3 e si alza verso le 8 del mattino. Ma che vitaccia è?!

Comunque in questi giorni mi sento molto ispirata a pubblicare sul blog quello che sto facendo a lezione di ascolto. Penso di proporvi links a video di youtube in giapponese, su fenomeni sociali in Giappone, celebrità giapponesi, programmi di varietà..con script in giappo e mia traduzione (abbreviata, abbiate pazienza, il tempo è poco). Perchè penso che una società per capirla bisogni anche guardarla dall'interno, potendo. Non è vero che quando si parla di se stessi non si ha un punto di vista oggettivo. Piu' che altro si possono dare su se stessi spiegazioni il cui "orientamento" è utile.
Un esempio che regna sovrano su tutti: comunicare coi giapponesi.
Per molti stranieri è una cosa che fa perdere la testa, perchè i giappi non parlano mai "chiaramente" , non ti dicono mai nè "si", nè "no", nè "è cosi", nè "non è cosi". Apparentemente. E quindi li si bolla di ipocriti e ambigui.
Ma a continuare di vedere le cose cosi non si arriva da nessuna parte, e io penso che il ruolo "piu' grande" degli studenti stranieri che hanno avuto l'opportunità di vedere questa società dall'interno, per un anno, sia quello di andare spiegando a chi conoscono che il Giappone va pensato in un certo modo. Questo "certo modo", comune a tutti i paesi all'estero, è "smettiamola di fare paragoni". Non puoi paragonare due cose che non c'entrano niente. Per capire A, non devi pensare "Z", devi pensare coi criteri e i modi di pensare di "A". Devi immergerti in A. Si ok avete capito.
Quindi? La comunicazione dicevamo. NO! Non è ambiguita'. Cito da uno dei video che vi proporro'. Spiegato da un giapponese, è "abilità di leggere tra le righe, cioè, anche se una cosa non viene detta chiaramente, la capisco lo stesso".
E voglio dire, non è che tutta una nazione puo' essere costruita su un fraintendimento o sull'ambiguità. Tra di loro i giappi si capiscono! E quindi il problema è di chi, a questo "modo di comunicare" non è abituato.
La questione, dunque, è porsi nella prospettiva di voler capire o meno. Tutto qua.

24 mai 2009

Teorie sul perchè l'influenza suina non si sviluppa a Tokyo


Primavera 2009 in Giappone. Niente tg sugli uccellini che fanno quì quì, perchè 2 settimane fa è arrivata l'influenza suina anche qua. Tutto è iniziato con 3 giapponesi ritornati dall'america, i primi 3 contagiati, a Osaka. Poi nel Kansai, a Osaka e Kobe soprattutto, da 3 si è in fretta passati a piu' di un centinaio di contagiati. Università e scuole chiuse, gite scolastiche annullate, corsa alle farmacie che vendono mascherine.

E Tokyo?
Un contagiato qualche giorno fa, era stato a Osaka. Beh, se l'era cercata. Un altro l'altro ieri, non mi ricordo piu' perchè, per dove era stato.

Basta.
Ecchecavolo, abbiamo diritto anche noi a una settimana di sospensione delle lezioni!!!


Scherzi a parte, la teoria sul perchè l'influenza suina non si sviluppa a Tokyo, nonostante la notevole densità, è che i Tokyoiti sono freddi, e a differenza della gente nel Kansai evitano ogni contatto con l'altro, e quindi te credo che non si contagia nessuno a vicenda...

16 mai 2009

Nuova macchina fotografica


Takadanobaba, la mia stazione

Bimbo alla fermata del bus. Notare la divisa (obbligatoria) e lo zaino, che come in tutti i paesi, pesa circa 2/3 del bimbo in questione, per una strana legge!

15 mai 2009

Outreach







Da domenica scorsa a martedi sono stata via nella regione di Niigata per il cosiddetto "Outreach Program". In due parole si tratta di un'attività messa in piedi dalla mia uni che offre la possibilità di entrare in contatto con allievi delle elementari, medie e superiori nella campagna giapponese a scopo di scambio culturale.
Se vi ricordate avevo gia' fatto la stessa cosa in un liceo a Tokyo, ma la grande differenza con questa volta è che non solo eravamo in 14 - 7 studenti internazionali e 7 giapponesi- ma abbiamo visitato 3 scuole e passato 2 notti fuori Tokyo, a Matsudai.
E' stata un esperienza davvero fantastica...non so da dove cominciare.
Innanzitutto quello che concretamente dovevamo fare, in coppie, era organizzare una lezione di 90 minuti per tutte le 3 classi...il contenuto era libero, ma ovviamente doveva avere a che fare col nostro paese d'origine oppure con la nostra scelta di studiare in Giappone, in modo da "presentare" agli allievi qualcosa di nuovo. Infatti la campagna giapponese non ha nulla a vedere con città come Tokyo e i contatti con gli stranieri e quindi con pensieri "globalizzati" è raro. Il contatto con pensieri "non giapponesi" in generale è raro.
Per me è stato fantastico per 3 motivi, tutti equali in importanza, 1 perchè ho passato 3 giorni interi a parlare solo giapponese, fare meeting e organizzare lezioni, fare lezione, tutto in giapponese e lo scambio con i nostri accompagnatori -cosidetti local students della Waseda- è stato piu' che proficuo: in 3 giorni ho parlato di piu' cose interessanti con dei giapponesi che in 8 mesi...sara' che tutti erano gia' stati 1 anno o piu' all'estero o erano in procinto di partire a studiare all'estero? 2 i bambini giapponesi sono adorabili. Sono gli unici che in questa società sono sinceri. A un bimbo delle elementari cui il mio partner local student aveva chiesto, durante la lezione, "ti interessa l'Italia?" ha risposto "no, chenneso io dell'Italia" ahahah mito! E cosi ho capito, anche grazie a una coincidenza, che il tatemae e honne (facciata e vero sentimento) non hanno a che vedere con l'essere ipocriti, ma con l'essere "adulti" o meno, in Giappone. Ossia un adulto giapponese che non sa abilmente nascondere quello che pensa, è ritenuto infantile, non ipocrita. Nuance. I bambini pero' ovviamente ancora non hanno questa "capacità" e sono pertanto sinceri. E io dico che coi bimbi giapponesi ci "vado d'accordo". 3 mi sono divertita un sacco a fare lezione, e alle medie è andata talmente bene che per un istante mi è balenata in mente l'idea di diventare maestra (non in Italia che si fa la fame!!!), tanto è stato soddisfaccente. I bimbi ti danno qualcosa che gli adulti ti tolgono...
Nel dettaglio:
Alle elementari- Avevo 6 bimbi. Gli ho fatto trovare l'Italia sul mappamondo, indovinare quante ore d'aereo ci vogliono (la prima proposta: 2 giorni interi!! ahah), poi insegnato i saluti e a presentarsi in italiano, fatto farsi presentare, poi gioco del "contenuto della scatola": c'è una scatola con un buco per inserire la mano, e dentro ci sono tot oggetti da indovinare solo toccandoli. Gli oggetti erano peperoncino, 1 penna, 1 fusillo, aglio, 1 chicco di caffé e una conserva di pomodori. Di conseguenza ho spiegato un po' i pasti in Italia, e fatto vedere foto mie della pasta etc. Poi ho proseguito con le foto e il loro commento, cosa che ha richiesto parecchio tempo. Naturalmente ho portato di tutto, dai paesaggi, alle città, alle "cose giapponesi in Italia". Infine ho fatto vedere un pezzettino di"Una tomba per le Lucciole" in italiano. Dopo era la pausa pranzo e voi non potete capire che figata! Praticamente sono gli allievi che si occupano di spostare in banchi in modo adeguato e distribuire il cibo sui piatti e darli a tutti. Abbiamo mangiato insieme. Il bimbo di fronte a me facceva cazzate con la cannuccia del latte in cartone e la bimba accanto a me non voleva finire il piatto di yaki-soba (pasta in padella).
Al liceo- trauma. Ma eravamo cosi anche noi? Entriamo in classe silenzio pesantissimo. Sono 35 giapponesi/e che ci guardano come a dire "speriamo sia interesante". Il problema è che tipo dalle 12h15 alle 13 abbiamo mangiato alle elementari, poi ci siamo spostati in bus al liceo, e subito arrivati senza preliminari saluti nè niente ci hanno portato in classe e mollato li per la serie "vi diamo in pasto alle belve, buona fortuna" XD XD XD Terrorizzante. Quindi presi dal panico, e aggiungendoci che io avevo cambiato programma la sera prima perchè il primo programam era troppo difficile (fare una vera e propria lezione magistrale raccontando la mia esperienza con le lingue straniere, il perchè ero in Giappone, i stereotipi sul Giappone e quello che pensavo da quando ero qui) ci siamo impapinati. E' andata malino insomma...ma a tutti i gruppi pare sia andata male. Per quanto uno potesse impegnarsi a spiegare qualcosa le reazioni erano pari a nulla...silenzio, freddo, gelo! Chiedevi qualcosa e non rispondeva nessuno. Aiutooooo.
Quindi è stato un trauma, ma è servito a prepararci meglio per il giorno successivo, anche se in realtà non c'era bisogno di stare sulla difensiva perchè quelli delle medie sono stati di gran lunga quelli con la miglior attitudine!
Medie- Subito grande differenza rispetto al giorno precedente: in questa scuola ci hanno accolti a suon di "benvenuti waseda! vi stavamo aspettando!" su striscioni. Ma non solo. Arriviamo in classe (stavolta la lezione era metà gruppo Italia, metà gruppo Vietnam) e sulla lavagna avevano scritto buongiorno in italiano e vietnamita, con tanti cuori e disegnini! Quindi ho raccolto forza e coraggio, fatto sedere tutti vicino alla cattedra, e fatto la mia bella introduzione del tipo" bene se sono qui c'è un motivo e sicuramente ve lo state chiedendo anche voi quindi prima di tutto voglio presentarmi un po' piu' in dettaglio e dirvi perchè sono qui" e sono stati davvero attenti quindi YES! Dopo di che l'atmosfera era proprio rilassatissima e divertendoci e facendo divertire abbiamo fatto un quiz sull'Italia a colpo di domande con scelta multipla su cartelloni (scritti la notte prima!). Tipo qual è la forma giusta dell'Italia, scegli tra i 3 disegni qui sotto, oppure quanti tipi di pasta ci sono in Italia secondo te, etc etc etc. Non so cosa me ne faro' ma ce li ho ancora questi cartelloni. Dopo di che ho fatto la presentazione e commento delle foto, che hanno riscosso un successo enorme, tant'è che tutto quello che avevo fatto stampare è stato dato a chi voleva e mi rimane pochissimo. E cosi gia' il tempo è finito, ma davvero e' stato un successone. Dopo era il turno del gruppo Vietnam e anche li ci siamo divertiti un sacco...
Questa è stata la mia esperienza a Matsudai, cittadella sperduta nella campagna.
Prima di tornare a Tokyo ho avuto altre 2 fortune: vedere il paesaggio magnifico delle risaie in pendenza, e parlare con un "kikokushijo", uno del nostro team che è stato 8 anni in Inghilterra ed è tornato in Giappone solo per le medie tipo...e che pensa cose molto interessanti!

24 avril 2009

Critical reading

C'è un corso alla mia uni che si chiama cosi. Critical reading. Sembrava figo ma no l'ho preso, perchè avevo gia' abbastanza crediti, e fatto altre scelte.
Ma io ho sempre ammirato le persone che sono capaci di pensare in modo diverso, superiore, in una parola critico.
In modo inaspettato ma non per questo meno coerente. I migliori sono quelli che argomentano impeccabilmente ma hanno trovato qualcosa in piu'.

18 avril 2009

Incidenti di percorso

Job alla scuola di italiano.
Gli allievi adulti avevano la "facheuse habitude" (abitudine molesta) di accogliermi con un "ah, ma sei solo una studentessa...vero?"
Tra i bambini sui 10 anni che ho avuto per 3 mesi, uno l'altra settimana ha avuto un erezione durante la lezione.
E tra i bambini piu' piccoli che ho avuto oggi per la prima volta una stronzetta ha pensato bene di scrivere - premendo bene- il nome di una compagna sul muro, facendomi rischiare il licenziamento.

Ma sarà poi il caso di smettere?

P.S.
Non c'entra niente, ma mi è tornato in mente che avevo una frase da dedicare alla prof. di due post precedenti. Una frase imparata al corso di grammatica...
誰に対しても、尊敬しないのなら、ただの尊大な人にすぎませんね。
"Se, nei confronti di chiunque, non hai rispetto, non vai oltre all'essere soltanto una persona arrogante".

Sono stanca...!