Affichage des articles dont le libellé est Films et mangas/film e manga. Afficher tous les articles
Affichage des articles dont le libellé est Films et mangas/film e manga. Afficher tous les articles

29 août 2010

The long road to keigo...

昨日発見したことについて書く。かなりのショックだった!
たまたま新しいドラマを見つけて見てみたの。「日本人の知らない日本語」って呼ぶんですよ。日本に行った時、そういうタイトルを付けた本も目にして興味あったのですが、結局荷物はもう13キロ以上重すぎて、郵便で送るお金もそんなになくて、買わないことにした。だけど、ドラマはネットで無料で見られるのね。
ストリーは簡単に言うと、高校教師になりたい可愛い日本人の女性がある勘違いで日本語教師になってしまい、外国人に日本語を教えながら自分の文化についていろいろ発見するという話だ。
いろいろ思考したこともあるが、今言いたいことをすぐ明らかにする。
発見は敬語の使い方についてだった。
たとえばコンビニへ行った時は、店員に「千円になります」とか「なんとかのかえしになります」と言われたら、それは敬語だと思ったあなたは間違っているよ!!本当にちゃんとした敬語なら、「千円でございます」か「なんとかのかえしでございます」でしょう。レストランでもそうです。「これが天丼になります」じゃなくて、正しくは「これが天丼でございます」だって。どうして日本人が「になる」という動詞を使ってしまうかは、「です」より丁寧に聞こえるかららしい。でもちゃんとした敬語ではない。
ショックだったの!
考えてみたら、日本へ行く前に教科書に載っていたのは確かに「でござる」だったのねって。はじめて「...になる」と聞いた時は別に変だと思わなかったし、抵抗もなかった、日本人に言われたから間違っていると夢だにに考えない、そして本当に丁寧に聞こえる。しかし、文法てきにっていうか、まちがっている。
それは「バイト敬語」って呼ぶみたい!
で、わたしいつも言っていたが、言語を学ぶのは最初だけは教科書で勉強して、後は必ずその言語を話す人たちを聞いて真似具するものだ。そうすると今の時代の言語を正しく身に付けることができる。
話し手がたまに変なこと言っちゃうよ!ということなんて...

J'ai découvert quelque chose de vraiment choquant en regardant "Le japonais que même les japonais ne connaissent pas", une série télé japonaise, adaptation d'un livre qui porte le même titre et qui parle, vous l'aurez deviné, de la langue japonaise et de ses difficultés...pour ceux de langue maternelle japonaise.
Car contrairement à ce que l'on pourrait croire, les japonais aussi ne savent pas dire certaines choses, ou se trompent...
Je ne vais pas trop m'attarder sur les considérations que j'aurais à faire sur la série, qui est beaucoup moins banale de ce qu'elle semble puisqu'elle aborde de façon légère mais efficace des sujets tels que les stéréotypes sur les japonais, les étrangers et leurs rapports, l'importance de la tradition et de connaître à fond sa propre culture et langue et bien d'autres choses encore.
Ce que j'aimerais juste aborder aujourd'hui c'est cette découverte atroce sur le keigo (langage honorifique), après avoir passé 1 an dans le pays sans me rendre compte que parfois, ce qu'on me disait, n'était pas 100% correct du point de vue de la forme.
Comme certains le savent bien, en japonais on parle une langue un peu différente en fonction de son interlocuteur, et en bon nombre d'occasions on se doit d'utiliser le langage honorifique (qui lui aussi se décline de 3 façons différentes, c'est donc relativement complexe à maîtriser). L'exemple de la série est celui bien connu car il appartient à la vie quotidienne des dialogues entre un client et un fournisseur de service (on va l'appeler comme ça...il s'agit tour à tour de la caissière ou du serveur...peu importe). Dans ces cas là, (et comme le client n'est pas roi mais Dieu au Japon ;) ) le fournisseur de service ne pourra pas tout simplement dire "C'est (ça fait) 1000 yen" ou "Voici votre plat de spaghettis" en utilisant la copule être です("C'est 1000 yen" 1000円です "C'est les spaghettis" スパゲッテイです) car bien que décliné à la forme "polie/formelle", ce ne sera pas assez poli. Il devra utiliser la version honorifique du verbe, dans ce cas でござる. C'est ce qu'on a appris sur les livres.
Mais dans la réalité, les japonais disent 1000円になります ou encore これがスパゲッテイになります: ni "être" à la forme polie, ni à la forme honorifique; mais le verbe "devenir".
Quand j'étais au Japon, je n'ai pas été choquée par cette façon de parler. Comme c'est plus long (plus de syllabes), ça sonne plus poli*, et de toute façon, comme c'est un japonais qui le dit, ça ne peut pas être faux.
Et bien, cette série me rappelle que non. C'est faux du point de vue de la "grammaire" car si on voulait utiliser le keigo comme il faut il faudrait la version honorifique de "être", point c'est tout! D'ailleurs si on prend la phrase avec le verbe "devenir" à la lettre, ça donne des drôles de trucs (genre, réaction: comment ça, ça devient/deviendra des spaghettis? Vous ne les avez pas encore cuits? etc).
Ce n'est qu'un exemple, il y en avait encore d'autres dans ce domaine. Il paraît que cette langue utilisée dans les magasins, restos etc s'appelle バイト敬語 ( baito keigo), c'est à dire "keigo utilisé au travail part time"**. On dirait que cette langue a donc été consacrée par l'usage...
Moi qui ai toujours pensé que passer des livres à l'étape pratique en imitant les parlants était fondamental et indispensable...
Comme quoi la langue évolue et tout en imitant les parlants il faut savoir prendre de la distance et se poser des questions.


*Une constante dans la langue japonaise. Si vous dites des choses brèves, elles sonneront comme quelque chose d'abrupt et donc malpoli, et vice-versa, ça peut paraître bizarre et je ne sais pas comment mieux l'expliquer mais c'est ainsi.
** Pour les néophites: Baito est un mot japonais d'origine étrangère, allemande pour la précision et qui signifie "travail part time/petit boulot". Le keigo utilisé au travail, donc en entreprise etc., est différent, et bien que je n'aie pas eu l'occasion de travailler dans une entreprise japonaise, je crois que d'après ce que j'ai compris il ne soit pas permis de se tromper, contrairement à ce qui se passe dans les magasins ou restos, où la langue a un peu évolué. En tout cas, c'est ce que j'ai déduit de toute cette histoire :)

Scoperta sconvolgente e atroce.
Ieri ho scoperto per caso che in Giappone hanno fatto un dorama con il libro "La lingua giapponese che i giapponesi non conoscono" e mi sono messa a guardarlo. A parte che è un dorama molto meno idiota di quello che potrebbe sembrare perché tratta in modo assai intelligente di temi quali gli stereotipi su stranieri, giappi e le loro relazioni, l'importanza della tradizione e di conoscere la propria cultura e lingua etc., ho fatto alcune scoperte sulla lingua. Cose che dopo 3 anni di studio intenso e un anno sul posto non avrei mai neanche lontanamente sospettato o scoperto da sola!
In sostanza si tratta di un fenomeno chiamato バイト敬語. Quando un negoziante, una cassiera, un cameriere o simili e affini parlano a un cliente, dovrebbero usare il keigo (linguaggio onorifico). Quindi ad esempio, anziché "Sono 1000 yen" col verbo essere e basta, dovrebbero usare il verbo essere alla forma onorifica (でございますanziché です). E fin qui tutto ok no? E' quello che abbiamo studiato sui libri, prima di andare in Giappone...
Ma, tadaaaa, si arriva in Giappone, e cosa dicono tutti quanti? 1000円でございます?Nooooo! 1000円になります。 Ossia, letteralmente "Diventano 1000 yen". Usano il verbo diventare.
Devo dire che mai questa cosa mi ha perturbata, nemmeno di striscio. 1 ero abbastanza contenta di capire cosa mi stessero dicendo, 2 in fondo è forse una loro dicitura che sui libri non c'é, tanto sbagliato non può essere, 3 tanto è un modo di dire lungo, che proprio occupa più spazio perché "diventare" ha più sillabe di "essere", e quindi suona come cortese, ergo nessun problema.
E invece NO.
Questo dorama mi (ci) insegna che è sbagliato. Che se si volesse veramente usare il keigo come si deve, bisognerebbe usare la forma onorifica di "essere", punto e basta.
A quanto pare la lingua ha avuto delle evoluzioni e si è giunti a questo baito keigo.
Sconvolta vi giuro.
Io credevo fosse giusto!
Ergo quando ci si mette ad ascoltare i parlanti di una lingua è giusto imitarli ma è bene anche prendere delle distanze e porsi delle domande ogni tanto...

28 mai 2010

8 e mezzo


Conoscete il film di Fellini che si intitola "8 e mezzo"?
Se lo avete mai visto potete probabilmente capire il mio stato d'animo ora: frastornato e confuso.
Fellini ha fatto un altro affondo colpendo con quello di noi che c'è nei suoi film...
Come non condividere? Ciò che rende le cose infinite è la fedeltà che dimostriamo ad esse, diceva, anche se con altre parole. Oppure felicità è poter essere sinceri con tutti non ferendo nessuno. Ciò che è straordinario è che ognuno possa vivere l'esperienza di un film di Fellini in modo personalissimo e diverso da tutti gli altri senza che per questo l'esperienza di ognuno perda anche solo un po' del suo valore.

Sto per vivere un altro trasloco e lo vivo in modo impercettibilmente diverso dagli altri traslochi che ho fatto e, dopo aver visto 8 e mezzo mi chiedo come lo vivano gli altri che mi stanno attorno.

Mi sento come di fronte a 8 e mezzo. C'è troppo che sta compiendosi, ci sarebbe troppo da dire e alla fine, non dico nulla, smarrita di fronte a...al troppo di vita?

In tutto questo una nota sicuramente positiva è che ho finalmente uno squarcio concreto di un mio ipotetico futuro, una piccola certezza, il che non è mica nulla, oggigiorno..! In pratica sono stata ammessa alla specialistica di traduzione dell'università di Ginevra (ETI). Quindi se all'ESIT le cose non dovessero andare in porto potrei comunque iscrivermi lì...staremo a vedere.

Lunedì parto
.

03 mai 2010

Fellini


Ultimamente ho avuto modo di conoscere (non posso certo dire "approfondire le conoscenze" perché erano quasi inesistenti) un po' meglio l'opera di uno dei maggiori registi italiani, Federico Fellini.
Normalmente non avrei dovuto fare eccezione a quel fenomeno per cui gli stranieri ne sanno di più sul nostro paese e la nostra cultura e allo stesso tempo noi ne sappiamo di più sui loro; ma con le arti visive, teatrali e cinematografiche invece non è così: di kabuki non so virtualmente nulla, non ho mai guardato un film di Ozu o Kurosawa per intero e non si può dire che io brilli per conoscenze su correnti artistiche e pittori. Ma allo stesso tempo, dopo aver visto "Le notti di Cabiria", ho iniziato ad alimentare seri dubbi sul fatto che un giapponese possa apprezzare appieno un film di Fellini...
Intendiamoci: lungi da me l'intenzione di alimentare sentimenti di superiorità - in un verso o nell'altro- secondo cui le culture sono inaccessibili ai fruitori non originari dal contesto che la cultura esemplifica/racconta/etc etc. Anzi! Le mie perplessità sono soltanto le seguenti. A fronte di una marea di giapponesi che dichiarano amare l'Italia a quanto pare anche per prodotti della sua cultura quali il canto lirico (lì sì che si applica la regola di cui dicevo all'inizio) e i film di Fellini non posso che meravigliarmi. Ho visto "Le notti di Cabiria", come accennavo, che è in perfetto stile e spirito "romanesco". Immagino che la versione giapponese sia sottotitolata. Se è così, per la velocità dei dialoghi ci starà solo metà di quel che viene detto; e se anche è stato doppiato, come si fa a tradurre rendendone lo spirito?
Ma nell'amare qualcosa senza conoscerne o capirne il vero spirito non c'è - in fondo- nulla di male in sé.
Io sono una totale neofita in fatto di registi italiani del dopoguerra. Domenica sono andata a una visita guidata di una mostra del MAMbo su Fellini per completare le mie lacune. Ho apprezzato moltissimo; l'allestimento era equilibrato, il materiale abbondante e stimolante; e ho imparato parecchie cose.

"La dolce vita", nonostante evochi sin dal titolo un modus vivendi che dovrebbe essermi noto - quello italiano di cui mi vanto di essere fedele conoscitrice- non mi è piaciuto la prima volta che lo vidi, un paio di estati fa. Sarà stato che si moriva dal caldo, sarà stato che eravamo scomodi perchè non c'era divani abbastanza per tutti, sarà che era troppo lungo il film...mi dicevo. Invece ho scoperto che conoscere il contesto mi avrebbe aiutata ad apprezzare questo capolavoro: sapere che ci sono riferimenti a fatti realmente accaduti* avrebbe creato quel legame che lega lo spettatore all'opera con qualcosa di personale e che fa della visione un'esperienza.

Queste che ho appena maldestramente cercato di liberare dalla matassa di pensieri contorti nel mio cervello, sono le riflessioni che mi ha suscitato Fellini con la sua opera in un film e una mostra. Pensate voi a guardare tutti i suoi film...

* Ad esempio il ritrovamento di un pesce gigante sulla spiaggia.
___________________________________________________________________
Tra me, te, e Bologna.

MAMbo, una domenica piovosa, per me di dura consapevolezza che si fa strada, per te chissà - dopo anni ancora non riesco a discernere dove iniziano le tue preoccupazioni e dove lasciano lo spazio ad una voluta ed affettuosa serenità che cerchi di trasmettermi (ma io son cocciuta nella mia risolutezza).
Alle mostre non ci attirano le stesse cose e nonostante la guida illustri gli stessi noi ci spostiamo verso oggetti diversi. Sei così alto che è difficile non vederti; tu invece mi cerchi. Sono dietro di te e vedo che ti volti, prima a destra, poi a sinistra, con lo sguardo stupito, che ti stai chiedendo dov'è fefi? e poi ti volti completamente, mi hai trovata, io ti sorrido pazza dalla gioia ma discreta e tu mi lanci un mezzo sguardo di sollievo e un mezzo di rimprovero.
Io vivo di questi sguardi.

10 décembre 2009

Pensieri sparsi e critica ai nipponisti

Pensavo che studiare per il noryoku shiken mi è stato utile. Uno per iniziare a colmare le mie leggendarie lacune in kanji, due per stilare una meravigliosa lista dei termini piu' improbabili incontrati in quella occasione. E piu' precisamente impastare (neru), paghetta (kozukai), morfologia (keitaigaku), tubero (kyukon), elemento chimico (genso), stetoscopio (choshinki).

Notevolmente mi è piaciuta invece la parola hatsumimi 初耳composta da "primo" (cronologicamente parlando) e "orecchio": cioè "lo sento per la prima volta".

Pensavo anche che rimango fedele al mio primo proposito di laurearmi con una tesi di traduzione dall'originale e nella foga ieri ho scritto una introduzione "personale" e oggi ho tradotto due short stories di Hoshi.

Pensavo pure che non avevo mai pensato che in italiano si dice "la mia casa" ma "a casa mia". E non sapevo spiegare alla mia ripetente perchè il mia venisse posticipato in alcune occasioni e in altre no.

Sono stanca.

Ma suvvia, non voglio chiudere su una nota negativa!
Vi riferiro' questa perla:
All'esame del Noryoku del primo livello a Milano quest'anno c'è stato un soggetto che al termine della spiegazioni sullo svolgimento del detto esame ha pacatamente alzato la mano per chiedere "scusi ma, se si finisce con largo anticipo, si puo' uscire prima?"

...

Momento di silenzio precedente un potenziale scoppio di fragorose risate nervose.
Molti si girano a guardare il malcapitato. Tra cui me, e i miei amici, con occhi strabuzzati.

Brutta razza, i nipponisti.
Un 90% di esaltati che non posso sopportare e che danno del nipponista un'immagine da otaku che si portano dietro anche quelli che sono "normali".
Pensavo anche, ora mi sono ricordata cosi' per caso, che solo per la lingua giapponese sembra esserci tutta questa competitività e questa smania di eccellere soprattutto facendo sentire il prossimo un idiota ed esaltandosi pensando che aver letto due manga significhi aver capito tutto della cultura giapponese. Mi vergogno di essere occidentale di fronte a dei giapponesi, a volte, per questo. Forse che avendo letto i Promessi Sposi un giapponese si potrebbe permettere di affermare pubblicamente di essere figo e aver capito la cultura italiana?
Gente, ripigliamoci. Conoscere la cultura di un altro paese significa viverci anni e anni, e significa spesso purtroppo anche non conoscere la propria. Quindi che c'è da sbandierarlo?
Non sopporto l'identificazione del Giappone con le ossessioni personali e i deliri di grandezza di chi pensa di essere il dio del manga/anima/arte marziale/ikebana...Come dire: Italia è pasta, mafia, ragazzi macho e bel paesaggio. Certo, anche. Ma non solo. Ci sta dietro ben altro. Per non parlare di quelli che aprono dei siti in cui si vantano di essere i primi ed unici ad aver capito il Giappone a tutto tondo, per tutti i suoi aspetti e ci fanno la grazia di elargirci la loro sapienza....e si scopre che non sono mai stati in Giappone.
Per di piu' che la lingua è un reale ostacolo: modestamente mi sento di poter affermare che un occidentale che non parla PERFETTAMENTE giapponese viene trattatto, da chi piu', da chi meno, come un bambino. Quindi se non puoi dialogare con la gente del posto, come pretendi di accedere alla sua cultura?

Mi ricordo ancora le parole di addio di una delle mie prof. alla Waseda. Ci saluto' con "日本語はこれからだ". Letteralmente, "la lingua giapponese è da ora in poi". In sostanza, "siete dei principianti, dopo 1 anno qui avete raggiunto il livello necessario per iniziare seriamente lo studio e la comprensione di questa lingua". "E della sua cultura e tutto quello che ci sta attorno", aggiungo io.

29 mai 2009

Esportazione della "cultura" giapponese

Un pezzo di Giappone per voi.
Link e script e sommaria traduzione di un programma televisivo il cui titolo è "Che paese è il Giappone?". In questa puntata "Il Giappone visto dagli stranieri che ci abitano". Le N.T. sono mie aggiunte.
Buona visione : )

http://www.youtube.com/watch?v=RR-OESlvTS4

(VOCE NARRATORE) ぶっちゃけ、日本ってどんな国?Che tipo di paese è il Giappone?
日本はここがすばらしいんです。外国人を迎え撃つ日本代表の精鋭たち。目を覚ましなさい、日本人、これが本当の日本なのだ。日本に住む7人の外国人たちが生活者の視点から歯に衣着せぬ語り口で日本をきる。Paese meraviglioso per questo e quest altro. Ecco i rappresentanti, l'elite, del Giappone che affrontano gli stranieri. Aprite gli occhi, o popolo (giapponese), ecco il VERO Giappone. 7 stranieri che vivono qui ci raccontano senza peli sulla lingua il Giappone della loro vita quotidiana.

初めて日本にやってきたというバックパッカーたち、彼らの旅を一日密着取材。我が家に外国人がやってきた。ベラルーシ人が日本家庭にホームステイ。外国人が頭に描く日本とは?フランス人アーティストが日本のイメージを映像で表現。Dati dei viaggi di questi backpackers arrivati in Giappone per la prima volta. Un bielorusso che fa homestay. Qual è l'immagine che hanno gli stranieri del Giappone? Un artista francese esprime la sua visione del Giappone attraverso immagini.

(PREVIEW ARGOMENTO) 日本のDNA . Il dna del Giappone

全世界でアンケートを実施。外国人たちの素朴な疑問や意見から、日本のおいしつがみえてくる Indagine a livello mondiale. Attraverso i dubbi e i pensieri piu' ingenui degli stranieri, si intravede l'essenza del Giappone.   

果たして、我々が知らない本当の日本とは一体…。Come previsto, il vero Giappone che noi non conosciamo...
外国人が見た日本 -il Giappone visto dagli stranieri!

(PRESENTATORE)男:さ、始まりました。外国人が見た日本。美しい国を目指すことになった日本でございますが、今、日本は世界の人々にどのように見られているんでしょうか。Dunque, iniziamo. Il Giappone visto dagli stranieri. Paese che aspira alla bellezza, ma ora, nel mondo, come viene visto?

(PRESENTARICE)女:はい、外国の方々が日本に暮らして、生活者の視点から日本をびしびしきっていただこうと思います。そして、学ぶべきものは学び、イヤイヤそうじゃないと判断できることはどんどん反論していただきたいと思います。Oggi stranieri che vivono in Giappone ce ne faranno una severa analisi dal punto di vista della vita quotidiana. (I rappresentanti del Giappone) imparando quello che c'è da imparare, contraddirranno quando penseranno "ma anche no qua si potrebbe ribattere".

(PRESENTATORI ALL UNISONO)男と女:大勢、今日ね、いらっしゃっていただいております。若干一名…現在六本木にいるということで、ちょっと遅れております。インド時間が流れている。インドのセットさんが今こちらに向かってらっしゃると。さ、それでは、最初のVTRに参りましょう。ぶっちゃけ日本はこうだ。Oggi ci fanno l'onore della loro presenza in tanti (stranieri, i guests). Una personaaaa...ancora è a Ropponghi (N.T. posto a Tokyo, famoso per essere frequentato dagli stranieri)(N.T. qui stanno prendendo per il culo) e quindi arrivera' un po' in ritardo. Sara' ancora all'ora indiana. Signor Setto, che viene dall'India, ha detto che ci sta raggiungendo. Bene, iniziamo col primo filmato. Ecco com'è il Giappone.

VTR:VIDEO
日本にやってくる外国人は観光客だけで年間およそ670万人。ほんの一昔前まで外国の人々に侍は刀を差して歩き、女性はみんな着物を着ていると本気で思われていた日本で、外国人は一体何を見、何を感じ、どう思ったのか。日本に滞在している外国人のリアルな声を徹底採取。ぶっちゃけ、日本ってどう?Degli stranieri che vengono qua, soltanto contando i turisti siamo a 670 000 persone all'anno. L'antico Giappone ai loro occhi è samurai che vanno in giro con la katana e geishe che mettono kimono. Ma cosa vedono, provano e pensano gli starnieri qui ora? Sentiamo la voce di residenti stranieri in Giappone.


CINESE 食べにいくとか、「今日ご馳走していいかな、よくないかな」、友だちとかはっきり言わないですよ。だから、はっきり言わないとわかりません。Quando si va a mangiare, gli amici tipo non ti dicono se va bene o meno offrire o meno, quindi siccome non viene detto chiaramente non si capisce (?)

AMERICANO アメリカ人:日本人は食事に行って、食べ物が美味しくなくても、マズイとは決して言わない。I giappi quando mangiano, anche se c'è qualcosa che non gli piace molto, non dicono "non mi piace".

TIZIO DAL GANA ガーナ人:日本人は話を聞いている時、ただ頷くだけで、わかっているのか、わかっていないのかYESかNOかハッキリ言わない。Quando ti ascoltano parlare, fanno "di si" con la testa, ma se capiscano, non capiscano, intendano si o intendano no, non lo dicono chiaramente.

というように曖昧な表現の多い日本人。国のゆくつえを決断するため政治家でさえ、奥歯にものが挟まったような表現をする        。そこで、最初の「外国人が見た日本」は…日本は曖昧のかたまりである。E quindi ci sono molti giapponesi che usano spressioni "ambigue". Anche i politici usano sempre giri di parole. Non c'è che ambiguità in questo Giappone secondo gli stranieri!

『カナダ人』Canadese
外国人と話すときは、あのー、無駄なんですよ。逆に何言ってるかはっきりしないからずうずうしく思われるんですよ。NOのほうが確実にいいんですよ。Parlare coi giappi non ha senso. Siccome non dicono nulla chiaramente...meglio dire di "no" .


『ラサール石井』
NOとかNONとか、先にまずつけてから文法がはじまるじゃないですか。日本語はしゃべりながら考えられるんですよ。それは~どうんなんでしょ~とかね。La grammatica di lingue europee è fatta in modo che si inizia dicendo no. Ma in giapponese si pensa mentre si parla (presa). Tipo "mmm vediaaaamoo....".(N.T. frase usatissima dai giappi, solitamente raramente seguita da qualche cosa di preciso).

『フランス人』FRANCESE
英語でもフランス語でも、あのー、YESかNO、OUI、NONか言って、日本人はいつも、はいはいとか言うんですよね。それは、じゃぁOUIっていうことでしょ、ちげーますよ。あなたの言ってることをわかってるから、聞き取ってるから、はいと言ってますっていう、その考え方が外国人にはものすごく分かりづらいんですよ。Sia in inglese che in francese si dice si oppure no, ma i giapponesi dicono "hai" (=si) tutto il tempo giusto? Ma questo, uno pensa "sarà si", e invece noo. Significa sto capendo quello che mi stai dicendo, ti sto ad ascoltare! Questo modo di fare e pensare è di difficile concepimento per gli stranieri..

『韓国人』COREAN
日本人は凄く慎重で、冷静沈着でですね、すぐ結論をしない。えー、よく考えて後で結論をする、そういう意味ではすごくいい面なんですけど、悪い面としては、えー、その場ではっきり断言しないことによって責任を負わない。I giapponesi sono davvero cauti e tranquilli..non tirano mai alcuna conclusione sul momento. Ci pensano su e poi dopo tirano le loro conclusioni. In questo senso, hanno una grande qualità, ma per quanto ne riguarda il lato negativo, non esprimersi li al momento viene preso come un "non prendersi le responsiblità".

『真鍋かおり』PRESENTATRICE
逆にこう外国の方が、こうしゃべっているのとかを聞くと、なんでそこまではっきり言うのって。Invece, quando tipo degli stranieri stanno parlando o cosi e li ascolto, penso ma perchè dicono le cose cosi chiaramente in faccia?!?!

『カナダ人』CANADESE
それは言わなきゃ通じないんですから、向こうの人たちは議論するときが
気持ちは入ってないですよ、なんか真剣よりも剣道みたいな感覚でやっているんですから、あんまりこう日本人には超きついけど、本人達全然普通って感じですよ。Non dirlo risulta a non capirsi...gli stranieri quando discutono su qualcosa non sono coinvolti "coi sentimenti".

『ラサール石井』
いやー僕はね、知り合いがNYでレストランでウェイターをやってるんですよ。日本人でそしたらウェイターはチップで暮らしてるんだよね。でもあのー、チップを払わない人がいる、だから払わない人がいると、置いてないと追いかけるんですよ。追いかけると、おれは、これチップを払いたくないって、ここのサービスが良くなかったから、あえてチップを置かなかったっていうのを、なぜだかそこで討論してチップを出す、出さないっていうのをやるんだけど、すごいめんどくさい。

『カナダ人』CANADESE
ただし逆に日本人の場合、難しい話題、これでけっちゃくでつかないこと多いんですよ。だから政治の世界、いつも玉虫色、骨抜き、妥協みたいな案ばかり出てくるんですよ。Nel caso dei giapponesi, quando è in ballo un argomento difficile non sono rari i casi in cui non si giunge a nessuna conclusione. Per questo nel mondo politico, è pieno di espressioni indirette.

『舛添』
ただそれはねー、あのー、翻訳能力の問題で、それでは前向きに善処しますってはやらないってことなんですよ。だから、そのー、言葉を翻訳したりすればいいんで。Questo forse è semplicemente un problema di traduzione, (l'espressione frequentemente usata dai politici)"considerero' la questione con attitudine positiva" significa "no". Quindi perchè non tradurlo direttamente come "no"..

『カナダ人』CANADESE
だからその言葉の日本人同士の決着でも、そのー、難しい。あのー、要するに、対立があるときに結局決着がつかないまま、先送りということにするんですよ。Per quello alla fine senza giungere ad una conclusione di finisce per rimandare la soluzione della questione.

『舛添』
先送りして、永遠に解決しないんじゃなくて、今の条件では無理だけれども、我々は条件をつくっていくほうですから。前向きに対処しますので、練習しますっていってて、今できないよっと。だけど努力して3ヵ月後にできるかもしれないのに、今できないからできないのよグッバイ、っていうのとどっちがいいかって話なんですよ。Rimandare la questione non significa non risolverla per sempre, bensì "nelle condizioni attuali è impossibile", ma faremo in modo che lo diventi. Siccome ci penso, mi ci impegno per farcela, ti dico "ora non posso". Ma impegnadocisi magari 3 mesi dopo è possibile che si riesca a risolvere, quindi dire "ora nisba, bye bye" ,oppure rimandare, quale delle due opzioni è migliore?

『八代』
曖昧さっていうのは英語で訳すとambiguityになるんじゃないですか。Ambiguityっていうことばつかいもネガチーブな意味、印象に受け止められる、でも日本のいう曖昧さっていうのは必ずしも英語のambiguityではなく、空気を読むっていうこともあるんですね。いわなくてもわかると、はっきり言わなくてもわかるという文化がある。でもこれから、このー、国際化してってですね、世界に出てく時にはそれは通用しない。私がいちばん感じるのは、あの、契約書ですね。日本人同士が交わす契約書ってものすごく曖昧な条項なんですよ。これを英語に直した時に、英語にできないものがいっぱいある。で、海外の人が読んでも理解できない。やはり国内のスタンダードそのプライベートのスタンダードとインターナショナルなスタンダードっていうのは使い分けなきゃいけない。"Aimais" viene tradotto "ambiguity" in inglese giusto? Ma "ambiguity" ha un un significato negativo, e ci si ferma cosi' ad una cattiva impressione. Ma l'"aimaisa" giapponese non corrisponde per forza all'inglese "ambiguity", significa anche "sapere leggere tra le righe". Esiste una cultura del "non viene detto ma si capisce comunque, non viene detto chiaramente ma viene inteso". Ma ora, con l'internazionalizzazione in atto, quando si va nel vasto mondo, una cosa del genere come comunicazione non funziona. Quello che io percepisco di piu' a riguardo sono i contratti. I contratti tra giapponesi sono na roba estremamente "aimai" (ambigua?....). Al momento di tradurli in inglese, ci si rende che c'è una montagna di roba intraducibile. E quando degli stranieri li leggono, non riescono a capire. Quindi decisamente, lo standard nazionale e quello internazionale, vanno distinti.

『アメリカ人』AMERICANO
契約の世界だけではなくて、例えば日本人が毎日使う言葉の中に、よろしくお願いしますという言葉があるんですよ。これはね、実はね、曖昧な表現なんですよ。これ英語に訳すと会社関係やったら、両者が儲かるように力を合わせましょう言うような具体的な英語にしないと、よろしくお願いしますといった曖昧な人間関係は、それが日本語は毎日のようにみんなが使うんです。Non si tratta solo dei contratti, ma anche di parole che i giappi usano nella vita di tutti i giorni. Come ad esempio "yoroshiku onegai shimasu". Questa si che è un'espressione ambigua...per tradurla correttamente in inglese nel campo delle relazioni tra colleghi in un azienda, ad esempio, bisogna fare una frase intera, dal significato concreto, del tipo "uniamo le forze per un unico goal" .(N.T. il campo di utilizzazione di yoroshiku onegai shimasu è INFINITO questo è solo un minuscolo esempio, ed è in questo senso che lo intende l'americano: è un espressione uguale per miliardi di situazioni, una parola "passe-partout", che pero' a venir tradotta assumerebbe forme tutte diversissime. Tipo "mi raccomando", "piacere conoscerla", "le chiedo questo favore", etc. etc.)

『ガーナ人』CANADESE
ぼく、あのー、バドミントンよくやってるんですけど、試合が始まる前からみんなが、あっじゃあ、よろしくお願いしますとかって、直後にパシってやってくるんですよ。Infatti, io gioco spesso a badminton, prima dell'inizio di una partita, tutti fanno "beeeene, yoroshiku onegaishimasu" e subito tirano la battuta ( risa) (N.T. intesa come presa in giro qui "yoroshiku onegaishimasu ").

26 février 2009

Perle YouTube

Beh ormai è serata, quindi beccatevi anche questo video di inglese giapponico :D

Imperdibile

...per i fan di Death Note e Kenichi Matsuyama!
Hanno pensato di usare l'immagine del personaggio "L" per fare la pubblicità delle cicche, ma nel film "L" mangia solo schifezze super dolci. La pubblicità qui nel video gioca su sto fatto...mi fa morire!!!間違えました。
もしもし?
コアラのマチを買ってきてください。
Mi son sbagliato.Pronto?
Vammi a comprare i biscotti al cioccolato a forma di koala per favore

24 février 2009

Chi l'avrebbe mai detto..!

Chi avrebbe mai detto che, un giorno, avrei scoperto che il cartone animato che seguivo e disegnavo e adoravo alle medie, senza saperne nulla tranne che ora e canale di trasmissione, un giorno si sarebbe materializzato sotto una luce completamente diversa, sotto la voce "manga" nella mia testa di nipponista e in una libreria a Tokyo. Sto leggendo "Ranma 1/2", il cui cartone animato credo mi abbia molto influenzata quand'ero piu' piccola (non a caso i miei compagni delle medie dicevano che ero manesca...), e ho scoperto che "Ranma" è composto da due kanji 乱馬e che le impressioni avute da piccola si riproducono anche ora leggendolo in giapponese (pensa te), nella stessa maniera indelebile ed incisiva. E con quella comprensione istintiva dei comportamenti e dei modi dei protagonisti, come se non appartenesseno a una cultura diversa.[...e qui si potrebbe aprire un discorso molto lungo sull'influenza dei cartoni nipponici in occidente].
Chi l'avrebbe mai detto...mi sembra di essere tornata nella mia mente di dodicenne. E mi piace perchè quelli erano tempi senza preoccupazioni e responsabilità.

23 février 2009

Lightheartedly

Tutti i gay della mia vita li sto conoscendo quest'anno e menomale perchè sanno come tirarti su il morale!
Grazie a uno di loro (giapponese che ama l'Italia) ho potuto guardare stasera il fantastico programma NHK イタリア語会話 (Conversazione di Italiano), una mezzoretta di spirito italiano sottotitolato (parzialmente) in giapponese con tanto di dialoghi naturali tra 3 italiani, dialoghi costruiti apposta attorno a un'espressione (stasera era "che cosa fai nel tempo libero?"), e esercizietti di grammatica, nonchè presentazione di alcuni aspetti della cultura italiana (cucina, musica). Un mio amico (italiano)mi aveva avvisata che c'erano cose dubbie nella sezione cucina (ho sentito di cose orrende tipo "Caprese Veloce", mettiamo mozzarella e pomodoro in mixer ahahahahahahahahahahhahaha) e che l'immagine veicolata qui dell'Italia ogni tanto ero un po' stereotipata, ma cosi' sia...ho trascorso 30 minuti piacevoli, non so perchè!
Sempre legato a questo programma poi c'è il blog di questi 2 tizi che fanno la conversazione di italiano...scritto in giapponese e, a prima vista, piuttosto carino. Aneddoti sulla vita in Giappone, su cosa vi trovano di strano, su come sono le cose in Italia...come il mio blog ma in meglio XD http://lucaleo.cocolog-nifty.com/ Mi sono identificata nella critica allo spreco di sacchetti di plastica per mettere gli ombrelli quando piove, e in alcuni dialoghi tipici italiani (ti dico una cosa ma se di tuo non sei convinto dici 'ma chè stai a di' 'etc).
Ah e nel dialogo costruito del programma televisivo c'era il tizio che diceva "mi piace l'opera", stereotipooooo!!! Se venite in Giappone non stupitevi, vi chiederanno tutti se avete visto la Tosca e se andata alla Scala XD Purtroppo deludo sempre molti nostri ammiratori dicendo che l'opera per la maggior parte piace ai vecchi LOL. Ma se ci penso conosco ben 2 giapponesi che hanno a che fare con l'Italia che sono cantanti lirici..! Comunque torto non hanno, ma è il solito paradosso del "conosco meglio la cultura del tuo paese che quella del mio "...Salvo poi presentare, nella sezione musica, le canzoni di Gianna Nannini, allora forse era meglio alimentare lo stereotipo e presentare la Tosca...

22 janvier 2009

Ore giapponesi libere

Primo argomento: pensiero occidentale e pensiero orientale sul lavoro.
Il titolo è un po' pretenzioso, non penso di arrivare a tanto. Era per spirito di sintesi. Esprit de géométrie & co.
Ma qualche parere e spunto ce li avrei.
Da una chiaccherata con un compagno di studentato coreano risulterebbe che gli orientali preferiscono ammazzarsi letteralmente dal lavoro mentre sono giovani e farsi un pacco di soldi per poi goderseli durante la vecchiaia piuttosto che fare questa strana cosa a cui agognano molti occidentali che è trovarsi un lavoro che piace e che dia soddisfazioni. In effetti il mio commento è stato, con la solita foga italiana anche un po' terrona "MA CERTO che vogliamo un lavoro che ci piaccia, chè siamo masochisti?!?!". Chissa' perchè l'ipotesi lavoro piacevole-redditizio non è stata contemplata da nessuna delle due parti. Sarà che ci ossessionano con questa crisi economica mondiale e calo delle assunzioni e disoccupazione e giovani laureati che non trovano lavoro? Per lo meno, a me ossessionano, e hanno anche un po' rotto le palle, perchè mi sono ritrovata a rendermi conto di essere convinta di non riuscire a trovare lavoro nemmeno io, in un certo senso. Ma sto divagando. Comunque a quanto pare gli orientali affrontano la questione con l'obbiettivo di fare i soldi e poi goderseli. Noi occidentali invece vogliamo fare qualcosa che ci piace e goderci la vita anche da giovani, tra l'altro se uno schiatta a 40 anni con 40 miliardi in banca e 30 ore di straordinari a settimana, cosa si è goduto? Ma sto essendo poco obiettiva. La questione, ripensandoci, dovrebbe proprio essere cosi, trend e mode ed eccezioni a parte, visto che ad esempio uno come Nietzsche nell'anticristo, aforisma 12 (non siate impressionati, è l'unico che mi ricordi), diceva in sostanza chi te lo fa fare di fare qualcosa se a proposito non provi un personale intimo interesse piacere? E uno come Confucio forse non l'ha mai pensato, anzi. E questo è uno.
Due, un mio compagno di classe cinese alla presentazione di orale ha riportato i risultati di un'inchiesta secondo la quale i giapponesi dicono di scegliere il lavoro per la natura/sostanza/contenuto stessi del lavoro (仕事の内容)mentre i loro vicini coreani e cinesi affermano candidamente di sceglierlo in base al reddito.
Mi piacerebbe poter dire che i giapponesi, tra gli asiatici, sono i piu' educati e idealisti e percio' hanno mentito dicendo "contenuto del lavoro" pur scegliendo in base al "reddito".
Ovviamente la condizione ideale per tutti sarebbe avere un lavoro figo e fare i soldi, ma in assenza di questo, cosa scegliere? Oppure per cosa protendere, visto che non sempre ci è dato di scegliere...?

Secondo argomento: comunicazione di servizio.
Da una settimana o due ho cambiato la visualizzazione del numero di post di questo blog riducendola a 3 per pagina. Questo è per permettere a tutti di accorgersi che in fondo alla pagina ho aggiunto un video di Youtube. E' un fanvideo di poco valore a dire il vero, con la solita canzone smielosa e scelta di immagini super melodrammatica, ma era l'unico sul film in questione che ho trovato: GO. Ora che ci penso, forse dovrei mettere la locandina del film...Ad ogni modo è un film che mi ha veramente colpita e fatto pensare, lo consiglio a chiunque si interessi di questioni di nazionalità e identità. Il regista è Isao Yukisada se non sbaglio, realizzato nel 2001. Storia di un ragazzo nato e cresciuto in Giappone ma di origini coreane e percio' discriminato nonchè soprannominato 在日韓国人 ossia coreano residente in Giappone. E' un problema sociale realmente esistente, s'intende. La frase che ho riportato sopra il video puo' essere tradotta come "La nazionalità te la puoi comprare facilmente. Se ci sono i soldi...E' cosi' per l'America, è cosi' per la Russia. Se solo il mare fosse un po' piu' bello oggi....Mah, affacciati e guarda il mondo. Dopo, da solo, decidi." Siccome io ho idee e definizioni personali su "nazionalità", "identità" e "senso di appartenenza", questo film mi ha ispirata parecchio, dando un punto di vista diverso sulla questione.


Terzo argomento: cibi tipici e kitsch.
I giapponesi con la loro ossessione degli esami hanno creato e re-inventato dolci, snack e cioccolato per i poveracci che fanno esami. Mi spiego subito con un esempio. Kit Kat è diventato sinonimo di se mi mangi passi l'esame perchè in giapponese si pronuncia kitto kattoキットカット, cambiandolo un po' kitto katsuきっと勝つ ossia sicuro vinco. Eh beh. Ma questo è solo uno dei mille esempi! Anzi, questa era una re-invenzione. Di sana pianta invece ci sono dei biscottini ripieni di crema al cioccolato a forma di Koala, con ovviamente tanti Koala disegnati sulla confezione, per un gioco di parole: netetemo ochinai 寝てても落ちない anche se dormi non cadi. Solo che cadere si usa anche per "non passare" un esame..anche se dormi passi....Devo continuare?

Infine, questa bevanda dal colore poco invitante è, in realtà, molto buona: sa di gelato al tè verde, ed è calda.


Ultimo argomento: 一番悪いレベールで経験しておけば・・・
Sono le parole di un mio amico giappo che vive a Milano. Non riesco proprio a tradurle bene, ma grosso modo nel loro contesto significano "se uno fa un'esperienza orrenda, dopo tutto gli sembrerà il paradiso". E' oltre un anno che aspetta il permesso di soggiorno, nonostante abbia riempito e riempa tutt'ora le condizioni per stare in Italia, e se non lo rinnova presto (cosa che non puo' fare visto che non ha l'originale), verrà espulso, come gli hanno detto in Questura l'altro giorno, dopo mille appuntamenti in cui gli veniva solo detto "no, oggi non possiamo fare niente, la tua pratica è in fase di rigetto, ciao". Un pensiero a lui e a tutti gli immigrati non clandestini che in Italia vivono un inferno per l'incompetenza di chi si occupa delle pratiche. E non è un'esagerazione: mia madre ad esempio quando venne in Italia per la prima volta per ricongiungimento familiare, a Milano non ricevette il permesso per 3 anni. Vai Italia...cosi ti vogliamo...E non inferisco oltre raccontandovi l'estrema efficacia e cortesia degli addetti alla Questura a Tokyo.

10 juin 2008

Serata onigiri tra ragazze :D



Voi non potete capire il potenziale di viscosità e appiccicosità del riso se non avete mai cucinato onigiri!
Stasera abbiamo fatto un tentativo di onigiri, seguito da 2 episodi di densha otoko (ricordate? lo sfigato che ha un orgasmo multiplo ogni volta che sente la voce della tipa che gli piace), con inframezzo al gelato.
E chi ha detto che il cibo giapponese non sazia, vada a letto! Son dei mattoni quei cosi :D (il fatto che sia poi riuscita a trangugiare pure il gelato è legato allo schifo che faccio hi hi). No ma dai ma siamo seri. Questi
onigiri li abbiamo troppo europeizzati (vai con le melanzane alla griglia come contorno) pero' sono venuti buoni! Poi da' una gran soddisfazione farli, perchè rimangono magicamente incollati e in forma. Altresi' trovo rilassante l'azione di sciacquare il riso, dovro' provarla come terapia calmante.
Poi guardando Densha Otoko sono fiorite mille teorie sui modi di vivere ed esprimersi dei giapponesi.

Com'è che si dice che sono tanto inespressivi quando nelle serie come questa fanno facce al limite dell'inumano?
Mai visto visi cosi' espressivi, e non è che non parlino e debbano sostituire i gesti alle parole voglio dire!
Infatti boh. Pure il teatro Noh usava uno sfracelo di maschere. Quindi? Indaghero' (anche) questo in Giappone. Ci sara' un mito da smontare o sono solo i tempi che cambiano e l'occidentalizzazione che continua?

Dicevamo pure (io e le mie coinquilins) della mia sfortunata amicizia con S. che ha simpaticamente mandato tutto a rotoli con la mia piu' grande incomprensione e non-compassione. Ci vuole un bel coraggio a dire A un giorno e Z quello successivo, visto che le medie sono finite da un pezzo. Ma essendo giunte alla conclusione che doveva essere caduto in depressione - il ritorno in Giappone, a casa dei genitori alla bellezza di 35 anni...l'attesa snervante del visto...magari ha pure rivisto la ex che nel frattempo altrochè piangersi addosso, si sara' rifatta una vita...c'ha provato con una che gli piaceva e non gli è andata bene...- l'abbiamo quasi capito. Chissa perchè noi occidentali siamo ben disposti a capire gli orientali misteriosi portatori di una cultura non meno affascinante (non dicasi altrettanto per gli orientali medio orientali, a cui non si riconosce nulla) e invece loro fette di salame sugli occhi. Sara' una questione di comodo. Del resto, a noi è concesso esprimere le nostre opinioni, a loro no. Poverini, che almeno possano fingere di avere un buon motivo per litigare. Vabé niente, queste sono considerazioni mie che non posso trasmettere bene anche perchè sono la prima ad essere perplessa. Ma questo non è che un primo impatto che sicuramente si rivelera' piu duro nel caso di giapponesi mai stati all'estero O_o. L'importante è esserne consci...Per fortuna c'è Densha Otoko e i BeachBoys con Surfin USA :D

01 juin 2008

電車男/Densha Otoko Fan ^^

Non puo' mancare.
Un post in onore a densha otoko, train man, l'unico giapponese cosi magnificamente imbranato da sbattere la testa sulla tastiera del computer mentre è al telefono e fa l'inchino (un po' troppo profondo) perchè sta ringraziando una ragazza per un regalo, LOOOOL!

L'ho scoperto al corso di letteratura giapponese. All'inizio uno fa fatica a capire, come quando si tolgono gli occhiali e non si riesce a mettere a fuoco: è una storia vera, ma non solo.

E' successo veramente: un otaku* ha aiutato una bellissima ragazza in difficoltà con un ubriacone mentre erano sul treno. La ragazza gli chiede l'indirizzo ma non si limita a una lettera di ringraziamento: gli manda persino delle tazze firmate HERMES.
A quel punto l'otaku, impanicatissimo, va su forum (vi ricordo che è tutto vero, il forum esiste) in stile "single disperati" a chiedere aiuto perchè alla veneranda età di 23 anni non è mai uscito con una ragazza ed è terrorizzato; gli utenti del forum gli danno supporto morale, lo consigliano, fanno il tifo per lui, e riuscira' ad invitare la bellissima ragazza a cena...

Cosa c'entra con letteratura?
Beh il proprietario del forum ha pensato bene di pubblicare le conversazioni!
E quindi eccovi questo libbricino di cui sono in possesso da poco, che contrariamente all'uso giapponese si apre da sinistra a destra (come noi) perchè su internet si scrive da sinistra a destra. Sono conversazioni del forum e basta, come leggere la cronologia di MSN, con tanto di Nick, ora di pubblicazione di ogni messaggino, emoticon e smiley. Essi, la letteratura ora è questo...
[appena ho dato l'ultimo esame mi metto e provo a tradurlo].
Comunque è stato un successone. Pubblicato nel 2004 col titolo di Densha Otoko che è il nick del protagonista sul forum, autore: "Nakano Hitori" , in giapponese, simbolicamente, "uno di noi".

Come da consuetudine nipponica, da ogni buon successo di letterario si cerca di tirare il massimo del profitto, quindi gli adattamenti ad altri formati si sprecano: film, 4 o 5 manga, drama (ossia serie televisiva).
Proprio due puntate di quest'ultima ho guardato oggi :D Da scompisciarsi...

Fondamentalmente una storia tenera, perchè lui cercherà di migliorarsi e col suo esempio invoglierà altri a fare altrettanto...

Ecco a voi anche qualche fotografia del testo (non lo chiamo romanzo perchè non mi sembra il caso...pero' caspita i giappo rimangono troppo fedeli alle proprie tradizioni.....la "autobiografia verosimile, ma autentica perchè immediata e soggettiva" dall'anno 1000 ad ora benché sotto diversi formati spopola e si aggiudica persino l'appellativo di Junbungaku, "letteratura alta" negli anni '20...). [Oe Kenzaburo non se la prenda...]


* Otaku= Adolescente giapponese con difficoltà a relazionarsi socialmente o in genere col mondo esterno, tende a starsene chiuso nel suo mondo, di solito le 4 mura di camera sua, che ha l'aspetto di un museo: l'otaku solitamente ha una passione che coltiva sfegatatamente collezionando tutto il possibile in merito, e di solito è interesse smisurato per i manga/videogiochi e simili. Fenomeno grave in quanto è origine di buona percentuale dei numerosi suicidi che avvengono in Giappone.
L'otaku si riconosce a 8 km di distanza sia guardano la sua stanza, sia scorgendone il vestiario da "sfigato".