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11 novembre 2010

"Aiutiamo gli insegnanti a svolgere meglio il loro lavoro"

"Ultimamente si vedono spesso ai telegiornali presidi che chinano il capo. Insegnanti del liceo che all'esame di metà semestre hanno assegnato un problema posto così: “Chi ha ucciso il Preside?”. Maestre delle elementari che hanno fatto scrivere ai loro allievi frasi di minacce nel contesto del corso di morale.

Se sommiamo quelli delle elementari, delle medie e del liceo, ci sono in Giappone 100 mila insegnanti. Quelli che pongono ora problema sono solo una manciata. Di questi, ci saranno state persone che già di loro non sono adatte all'insegnamento.

Tuttavia, ciò che emerge da diverse fonti è l'ombra di un corpo insegnante talmente esausto da non riuscire neppure ad ammonire o consigliare i colleghi che hanno comportamenti tali per cui feriscono i bambini o perdono di vista il buon senso.

Capita, quando si entra in aula docenti per raccogliere documentazione, di sentrisi come se si stesse in un Internet Café. Anche dopo il tramonto, si vedono qua e là professori che stanno in silenzio di fronte ai loro schermi di computer accesi. Sono impegnati in lavori d'ufficio quali mandare rapporti al Consiglio Scolastico Provinciale e calcolare le spese di mensa.

Secondo un'inchiesta del Ministero dell'Educazione del 2006, gli straordinari ammontano a 42 ore mensili, 5 volte quanto quelli di 40 anni fa. C'è poi anche un aumento di problemi di bullismo tra bambini, di pretese da parte dei genitori, e di allievi stranieri. Nonostante il carico di lavoro degli insegnanti stia aumentando, a causa di difficoltà incontrate dalla finanza pubblica il numero di professori viene controllato. Al solo pensiero di aumentarlo, gli enti locali [le scuole N.d.T.] decidono di passare all'assunzione di insegnanti non professionisti che si accontentano di uno stipendio basso.

Sono aumentati i congedi – talvolta sconvolgenti nella vita di un professore - e così anche gli insegnanti che hanno perso le speranze. Sono in 12 mila in tutto il paese, scuole private e pubbliche di ogni livello incluse, ad abbandonare la professione prematuramente, e l'anno scorso si è registrato un nuovo record di neoassunti autolicenziatisi entro un anno dall'assunzione (317 in tutto).

Di conseguenza c'è poco da stupirsi se i giovani brillanti che ambiscono alla carriera di professore diminuiscono. Lo smezzamento di candidature all'esame di Stato nelle province è sintomatico. Trovo sia grave anche il problema della “crisi degli insegnanti”, tra i tanti problemi che circondano l'educazione.

Quello che si sta perdendo, secondo le parole di un veterano dell'insegnamento è, oltre allo yutori – la libertà e flessibilità, lo spazio vitale per esercitare la professione al meglio* - , la pratica che fa parte della “cultura degli insegnanti” di emulare il migliore per fare progressi. I veterani parlano della loro esperienza, e i giovani fanno le loro richieste di consigli. Si studia insieme il modo di far lezione, e si trova una soluzione, uno stratagemma. In passato, anche in tali condizioni, si trovava sempre un professore che aveva problemi [con una classe, N.d.T.]. Ma ora la comunicazione tra i membri del corpo insegnante si sta sempre più impoverendo.

Oltre a prendre i dovuti provvedimenti nei confronti dei professori che hanno causato l'attuale problema, bisognerebbe rivedere la cooperazione tra ricercatori e insegnanti. Oltre a questo, bisognerebbe fare della scuola un luogo dove si educa. Sarebbe opportuno farsi aiutare molto di più dalle persone in sito che possono dare una mano.

Occorre accellerare la messa in atto del piano per il “Miglioramento del numero e della qualità degli insegnanti”. Ma il Ministero delle Finanze disapprova il piano del Ministero dell'Educazione. Anche le discussioni in merito a come modificare la formazione, l'assunzione e i corsi di aggiornamento degli insegnanti sta prendendo molto tempo. Ancora non è chiaro in che direzione andrà l'idea della revisione del sistema dell'Esame di Stato, nata con la proposta di escludere i professori problematici.

A criticare gli insegnanti e mettere loro pressione e basta non si arriverà a nessuna soluzione."


*Mia aggiunta tra i trattini, per yutori che non è direttamente traducibile ed è la parola chiave, che fa peraltro riferimento alla dicotomia tra insegnamento tradizionale – rigido e severo – e insegnamento più transigente, yutori kyoiku per l'appunto – di recente introduzione in Giappone.


Mia traduzione dal giapponese di un articolo intitolatoどうした先生?ゆとりを取り戻せる改革を un commento alle recenti problematiche scolastiche giapponesi pubblicato sull'Asahi, sezione 社説 il primo novembre 2010. Scusate ma non ritrovo il link diretto.

08 juin 2010

"La lista dei kanji della lingua giapponese aumenta"


Per la prima volta in 29 anni, la lista dei caratteri cinesi della lingua giapponese si allunga. L'uso dei computer e dei telefonini ha modificato il rapporto con la scrittura.

Tra non molto bisognerà essere in grado di leggere 2136 caratteri cinesi per poter leggere il giapponese d'oggigiorno. La lingua giapponese comprende 4 sistemi di scrittura: il sillabario detto hiragana per le parole di origine giapponese, quello detto katakana per le parole di provenienza straniera, i caratteri latini chiamati romaji e quelli cinesi chiamati kanji.

L'attuale lista di kanji che gli studenti giapponesi devono imparare prima della maturità ne comprende 1945. Tuttavia, molti altri caratteri più complessi vengono utilizzati in alcuni campi di specializzazione quali la filosofia e le scienze. I dizionari di kanji ne raccolgono di solito più di 4000. Secondo l'agenzia stampa Kyodo, dopo 5 anni di studi il Consiglio per gli Affari Culturali avrebbe consegnato al Ministero dell'Educazione una relazione in cui si propone di aggiungere 196 caratteri e toglierne 5 dalla lista dei 1945.

Alcuni dei nuovi caratteri sono complessi e composti da molti tratti. Il Consiglio per gli Affari Culturali giustifica la sua proposta di aggiunta facendo notare che l'uso di computer e telefonini facilita la scrittura dei caratteri. "Non è utile saper scrivere tutti i caratteri a mano" spiega uno dei membri del Consiglio all'Agenzia.

La riforma verrà applicata entro la fine dell'anno. Si tratta della prima modifica della lista ufficiale dei caratteri cinesi da 29 anni a questa parte, la terza dai tempi della Grande Riforma avvenuta dopo la seconda guerra mondiale nel '45.

11 mai 2010

池上彰の学べるニュース

Volevo segnalare un programma televisivo giapponese che mi piace molto: Ikeami Manaberu Niuusu, una specie di talk-show in cui, settimanalmente, viene spiegato un argomento di attualità in modo che anche "i comuni mortali" (la mia prof. dice "gli stupidi e ignoranti") possano capire, quindi un programma particolarmente indicato per chi, se non quella del cervello, ha la barriera della lingua :-)
Qui il sito ufficiale.
Se lo cercate così 学べるニュース 池上彰+動画 in Google, dovrebbero saltarvi fuori link di siti dove vedere delle puntate; altrimenti se ne trovano anche su YouTube.
A me è servito per capire e imparare qualcosa di più su argomenti quali l'educazione/il sistema scolastico dal dopoguerra a oggi (con particolare attenzione al binomio ゆとり教育 e 詰め込み*) e il finanziamento della costruzione di autostrade (difatti il Partito Democratico si è proposto di rendere gratuite le autostrade di tutto il paese).
Interessante, divertente, pedagogico.

*ゆとり教育(yutori kyouiku)= educazione che pone al centro l'individuo - educazione introdotta per imitazione dell'America e del suo "pensiamo con la nostra testa"
詰め込み教育(tsumekomi kyouiku)= educazione basata sulla mera memorizzazione di dati - educazione di stampo tradizionale in Giappone

12 mars 2010

Les problèmes de la princesse Aiko et de sa mère, Sa Majesté Masako.

Une princesse bousculée, une lourde couronne.

Article de Martin Fackler, The New York Times- Tokyo Journal, 12 mars 2010. Traduction par moi-même.

Quand un fonctionnaire de l'Agence de la Maison Impériale a annoncé la semaine passée que la princesse Aiko refusait d'aller à l'école parce qu'elle avait été intimidée par ses camarades, il a fait bien plus que revéler un problème banal qu'affronte un membre de l'ancienne et reservée monarchie du Japon.

Il a aussi revélé un nouvel aspect d'un des drammes plus captivants mais mystérieux au Japon, la dépression et réclusion durée 7 ans de la mère d'Aiko, la princesse héritière Masako, qui fut une diplomate formée à Harvard. Aiko est fille unique de la princesse Masako et de son mari, le prince héritier Naruhito, largement reconnue comme un des rares motifs de joie pour la triste princesse héritière.

Cet episode a de nouveau soumis la triste histoire de la princesse Masako au regard sévère de la presse populaire. Les médias ici ont représenté en 1993 son marriage comme le compte de fées d'un roturier qui épouse un prince, mais ils ont ensuite pris une attitude de plus en plus critique face à son incapacité de donner au trône un héritier mâle. On estime que la pression toujours plus forte a laquelle elle a été soumise est une des raisons principales qui l'ont menée à ce qui a tout l'air d'avoir été une dépression nerveuse.

Depuis l'annonce de la semaine passée, la princesse Masako est reapparue pour accompagner sa fille à l'école et même assister aux cours. Certains commentateurs se sont essayés à des spéculations sur le fait que les problèmes de la mère auraient pu rendre Aiko trop sensible ou emotionellement fragile.

La question en ce moment est de voire si la nouvelle que sa fille a été intimidée va rendre les japonais plus compatissants vers son sort, ou uniquement alimenter les critiques. Certains affirment que l'état d'Aiko ne fera qu'augmenter les demandes de la part du parti conservatoire aux père Naruhito, 50 ans, de renoncer à succeder à son père, l'Empereur Akihito, 76 ans.

“Beaucoup de gens ne vourront pas qu'une famille en telle mauvaise forme devienne l'Empereur et l'Impératrice” a dit Akira Hashimoto, un ancien camarade d'école de l'Empereur Akihito qui a écrit plusieurs livres sur la famille impériale. “Si les problèmes d'Aiko persistent, cela ne fera qu'augrmenter la pression sur le prince héritier Naruhito.”

L'attention de laquelle bénéficie à nouveau la famille des héritièrs au trône a repris vendredi, lorsque le fonctionnaire principal de l'Agence de la Maison Impériale, qui gère les affaires concernant le prince héritier et sa famille, a annoncé à une conférence de presse de routine qu'Aiko restait à la maison à cause de maux d'estomac et crises d'anxiété. Le fonctionnaire, Issei Nomura, a ensuite revélé que l'agence croiyait que la princesse avait subi des comportements violents de la part de garçons dans son école primaire, même s'il n'a pas donné de détails.

Ce défoulement apparamment imprévu est sans précédants parmi les cercles très restreints de la famille impériale japonaise, si liée aux traditions, et il a immédiatement déclenché une couverture médiatique fanatique des médias japonais. Certains reportages ont critiqué Nomura pour avoir réagi de façon excessive à un problème commun que beaucoup de parents d'autres classes sociales doivent affronter.

Toutefois les mots les plus crûs ont été addressés à l'école primaire Gakushuuin, crée il y a plus d'un siècle pour éduquer l'artistocratie d'avant-guerre du Japon. Des tabloids ont rapporté avec ton scandalisé comment l'école avait laissé que des élèves courent, crient en classe et se bagarrent dans la cour – une cohue normale dans d'autres écoles, mais inacceptable dans une école partonnée par la famille impériale.

En réponse aux commentaires de Nomura, un directeur de l'école, Motomasa Higashisono, a dit que Aiko avait pris peur car deux garçons avaient failli la heurter par accident alors qu'ils couraient à travers le corridor pour aller au réfectoire.

“D'après ce que j'ai cru comprendre, il n'y a pas eu d'actes de violence ou intimidation à l'égard de son altesse la princesse Aiko” a dit Mr. Higashisono. Malgré cela on a parlé de la possibilité que la famille impériale coupe ses relations avec l'école à cause de cet incident.

De façon indirecte, cette saga a aussi augmenté les préoccupations de quelques conservateurs sur la question si le prince Naruhito est apte a monter sur le trône ou pas. Certains observateurs de la Cour, comme Hashimoto ont commencé à se demander comment le prince pourrait s'occuper de ses tâches en tant que Empereur alors que sa femme en est incapable et que sa fille ne peut pas aller à l'école.

Naruhito a partagé le blâme à sa femme de ne pas avoir eu un garçon, ce qui a causé un débat très politique sur le fait de casser avec des siècles de tradition et permettre ainsi à une femme de monter au trône japonais, une des monarchies plus anciennes au monde. Ce dèbat s'est terminé il y a trois ans quand la femme du petit frère du prince héritier, le prince Akishino, a donné naissance à un fils, assurant ainsi au moins pour une génération la succession avec un héritier mâle.

D'autres, toutefois, disent que l'incident à l'école pourrait avoir l'effet contraire, c'est à dire de faire éprouver au public de la compassion pour princesse Masako. Si elle était perçue comme une mère préoccupée qui affronte les intimidations à son enfant, un problème bien trop commun dans le système éducatif très stressant du Japon, cela pourrait la faire sembler moins distante.

“Cela impressionnera le public, le fait que Masako a des problèmes comme nous tous”, a affirmé Takeshi Hara, un professeur spécialiste de la monarchie à l'Université Meiji. “Cela pourrait apporter plus de soutient à elle et au prince héritier”.


08 mars 2010

La figlia della coppia di principi ereditari non va a scuola e diventa argomento di attualità.

La figlia primogenita della coppia del principe ereditario, la piccola Aiko (8 anni), che non riusciva più ad andare a scuola, il giorno 8 si è recata alla quarta ora di lezione. L'Agenzia della Casa Imperiale ha reso noto che la madre, Sua Altezza Masako, ha accompagnato la figlia ed assistito alla lezione, per quietare le ansie di Aiko.
Dall'inizio di questo mese si sono susseguite le assenze, causate dalla forte preoccupazione di Aiko nei confronti del "comportamento violento" di alcuni compagni di classe.
Secondo quanto riferisce l'Agenzia della Casa Imperiale, l'alto funzionario imperiale, il Sig. Nomura, informerà a breve le loro Altezze l'Imperatore e l'Imperatrice sulle condizioni di Aiko. Riguardo all'annuncio fatto delle assenze di Aiko, il funzionario imperiale Kazaoka Noriyuki ha commentato, all'occasione di una regolare conferenza stampa tenutasi il giorno 8, che "il fatto di dare un resoconto sullo stato di salute dei membri della famiglia del principe ereditario era una pratica abituale alle conferenze stampa" e che " va inteso che si era parlato di Aiko dopo aver ottenuto preliminarmente la comprensione della scuola, seguendo l'ordine naturale delle cose."
Secondo la scuola, verso l'ora di pranzo del 7, il giorno seguente il preannuncio delle assenze di Aiko, un furgoncino pubblicitario di sinistra si sarebbe aggirato da quelle parti. Inoltre, telefonate di protesta e di opinioni sarebbe arrivate alla scuola stessa e all'Agenzia della Casa Imperiale.

Traduzione dell'articolo 愛子さま登校 雅子さま付き添い、授業も参観 "Aiko a scuola, Masako l'accompagna e assiste anche alle lezioni" sull'Asahi Online di lunedì 8 marzo.

04 mars 2010

学校の無償化 Rendere la scuola pubblica?

Questo è un post che scrivo come riassunto dell'attualità giapponese di fine febbraio che sono riuscita bene o male a seguire.

Innanzitutto, la traduzione del titolo in italiano: con "scuola pubblica" ho inteso il contrario di scuola privata intesa come scuola a pagamento, quindi, alla fine, scuola gratis. 無償(mushou) infatti significa gratis.
Tra le problematiche che il governo nipponico sta cercando di affrontare c'è anche quella dell'educazione. Lo si era notato già dal tema del primo Hato Café organizzato dal primo ministro, l'educazione dei figli. Ad ogni modo i parlamentari giapponesi si stanno ponendo la domanda del rendere o meno la scuola gratis e se sì fare così con le scuole statali 公立学校 (kouritsugakkou) e/o private 私立学校 (shiritsugakkou). Si noti che anche per le scuole statali c'è da pagare una tassa di iscrizione, che è circa 1/3 di quella delle private, ma che rappresenta comunque un peso per le famiglie non molto abbienti.
La proposta è determinata dai seguenti fattori, che agiscono come un circolo vizioso: il tasso di abbandono del liceo è alto. Il motivo è che le famiglie povere lasciano che i figli lavorino. Ovviamente per poter andare a scuola allo stesso tempo, bisogna lavorare di sera, o di notte. Si va a letto tardi. Si va male a scuola. Si finisce per mollare. Per questo si propone di azzerare il costo delle tasse di iscrizione delle scuole statali.
Il problema che ne deriva, tuttavia, è che non basta andare a scuola, bisogna anche passare gli esami. Chi va alla statale - ponendo pure che gli sia finalmente possibile perché è gratis- ma non passa gli esami è costretto a riorientarsi alla privata. Che però costa troppo. L'ultima spiaggia è la scuola serale, a pagamento. Risultato? Adolescenti che lavorano di giorno per pagarsi la scuola serale a cui vanno di sera.
(Continua)

26 février 2010

まんが日本昔ばなし

Le fiabe giapponesi: un mondo fantastico popolato di spiriti, racconti la cui morale è spesso profondamente diversa da quella a cui siamo abituati noi...
Tralasciando la tradizione scritta, vastissima e su cui bisognerebbe essere molto ferrati per riconoscere varianti regionali e riscritture in chiave politica operate in secoli recenti, ci si può avvicinare a questo affascinante mondo attraverso i まんが日本昔ばなし, cioè le fiabe a fumetto/anime fruibili anche su YouTube.
Trovo questi video deliziosi: i personaggi parlano un po' in dialetto, come gli anziani, e usano un sacco di onomatopee, per cui se ne imparano un sacco...

おすすめです...

17 février 2010

Risultati concreti del primo Hato Café: assegni famigliari. 2011年度に子供手当へ

Dal blog di Hatoyama:

"Poco fa è terminato il primo Hato Café.
7 madri e 3 padri mi hanno fatto l'onore di venire alla residenza ufficiale e dalle 2 circa è iniziato l'Hato Café.
Ho avuto l'onore di prendere parte alla discussione poco dopo il suo inzio, e di sentire la voce di madri e padri che al momento si stanno confrontando con l'educazione dei propri figli.
Ho avuto diretto contatto con l'esperienza di queste persone che tirano su i figli in ambienti molto diversi, fatto scoperte anche inaspettate e ricevuto molte idee sagge.
Al fine di procedere con provvedimenti a sostegno dell'educazione questo incontro è diventato un punto di riferimento.
Desidero nuovamente ringraziarvi per questa opportunità.

Inoltre, molti volontari oggi sono venuti a prendersi cura dei figli delle madri e dei padri durante l'incontro. Tutto questo non sarebbe stato possibile se non con la presenza dello staff della residenza ufficiale. Grazie infinte.

Anche prossimamente proporrò temi diversi per ogni incontro dell'Hato Café, che intendo proseguire. Desidero ascoltare ancora di più i vostri pareri e cambiare questo Paese."

Ecco le impressioni del primo ministro, confermate dai fatti: le news del 15 febbraio parlano dell'assegnazione nel 2011 di circa 26 000 Yen (ca.260 euro)a persona come assegno familiare.

30 janvier 2010

Primo Hato Café dal vivo

Se vi ricordate il primo ministro Hatoyama ha iniziato a tenere un blog, secondo una politica di sforzo a ridurre il gap con i cittadini. Nel primo post prometteva di creare uno spazio non solo virtuale ma anche reale di scambio e incontro. Ieri, venerdì, ha pubblicato in un nuovo post l'annuncio del primo "Hato Café" dal vivo. Avrà luogo il 14 febbraio, in presenza di Hatoyama stesso, e avrà per tema l'educazione dei figli. Sono invitati a fare domanda per partecipare - entro il 1°febbraio, quasi avessero paura di dare troppo tempo alla gente!- genitori con figli. Basta inviare una e-mail all'indirizzo indicato e rispondere alle seguenti domande:
- Il fatto di allevare, ora, per Lei un figlio, cosa le porta di positivo?
-Qual è secondo lei il suo compito principale nella vita quotidiana?
-Qual è il tema di attualità che Le sta piu' a cuore in questo momento?
- Secondo Lei come dovrebbe diventare il Giappone?
- Ha qualcosa da condividere con /dire al primo ministro?
- Per quale motivo ha voluto partecipare all'incontro Hato Cafe?

Il primo ministro scrive che spera di sentire il parere dei genitori sull'ambiente in cui crescono i figli e questioni relative alla loro educazione. Si propone poi nel futuro di dare ascolto a una vasta gamma di tipi diversi di "utenti", di età e occupazioni diverse, etc. Quando si recherà fuori Tokyo cercherà di organizzare i Cafe anche all'infuori della capitale.

Alla fine del post, in un carattere diverso, sono scritte le regole a cui ubbidire se si intende partecipare.
Mi hanno fatto sorridere perché sono uguali alle regole che avevo nel mio corso intensivo di "Comunicazione", il cui scopo era insegnarci a comunicare - specie dialogare in situazioni simili a conferenze- "alla giapponese".
Le suddette regole sono:
- Non è necessario arrivare a nessuna conclusione, né insistere troppo sulla propria opinione. Aspiriamo solo a un Giappone migliore dove sia possibile dialogare.
- Adottate un punto di vista personale e partite da esperienze realmente vissute per i vostri discorsi. Inappropriati sonoi "in generale" e i "di solito".
- Anche il primo ministro parteciperà alla conversazione. Siamo sicuri che avete molte cose da chiedere al primo ministro, ma state solo attenti a non focalizzarvi unicamente su questo.
- Esprimetevi nel modo piu' chiaro e facile da capire possibile. Non interrompete gli altri e ascoltateli fino a che abbiano finito di parlare.
- Metteremo a disposizione caffé, té nero, té e pasticcini. Sia i partecipanti che il primo ministri sono pregati di servirsi da sè (self-service).

Trovo tutto questo molto gustoso ed attendo con ansia l'esito...

25 décembre 2009

La mia attività all'ICC - Links

A titolo di ricordo e anche per consultazione futura, volevo pubblicare qui alcuni link di..tracce che ho lasciato di me in Giappone. Tracce vere, di cui sono orgogliosa!
Si tratta dell'...
Outreach program sul sito dell'ICC e in un articolo di Waseda Weekly (anche su questo blog qui).

Oltre all'Outreach ho partecipato anche al language exchange program e sono stata intervistata dal Waseda Weekly per un articolo su che cos'è l'amore attraverso il mondo. Ho ricevuto dai miei genitori una copia dell'uscita in cui compare l'articolo, ma ancora non ho potuto vederla. A gennaio le foto. Ho anche aiutato a fare un video di presentazione dell'ICC, ma non riesco a trovarlo online. ^_^

10 décembre 2009

Pensieri sparsi e critica ai nipponisti

Pensavo che studiare per il noryoku shiken mi è stato utile. Uno per iniziare a colmare le mie leggendarie lacune in kanji, due per stilare una meravigliosa lista dei termini piu' improbabili incontrati in quella occasione. E piu' precisamente impastare (neru), paghetta (kozukai), morfologia (keitaigaku), tubero (kyukon), elemento chimico (genso), stetoscopio (choshinki).

Notevolmente mi è piaciuta invece la parola hatsumimi 初耳composta da "primo" (cronologicamente parlando) e "orecchio": cioè "lo sento per la prima volta".

Pensavo anche che rimango fedele al mio primo proposito di laurearmi con una tesi di traduzione dall'originale e nella foga ieri ho scritto una introduzione "personale" e oggi ho tradotto due short stories di Hoshi.

Pensavo pure che non avevo mai pensato che in italiano si dice "la mia casa" ma "a casa mia". E non sapevo spiegare alla mia ripetente perchè il mia venisse posticipato in alcune occasioni e in altre no.

Sono stanca.

Ma suvvia, non voglio chiudere su una nota negativa!
Vi riferiro' questa perla:
All'esame del Noryoku del primo livello a Milano quest'anno c'è stato un soggetto che al termine della spiegazioni sullo svolgimento del detto esame ha pacatamente alzato la mano per chiedere "scusi ma, se si finisce con largo anticipo, si puo' uscire prima?"

...

Momento di silenzio precedente un potenziale scoppio di fragorose risate nervose.
Molti si girano a guardare il malcapitato. Tra cui me, e i miei amici, con occhi strabuzzati.

Brutta razza, i nipponisti.
Un 90% di esaltati che non posso sopportare e che danno del nipponista un'immagine da otaku che si portano dietro anche quelli che sono "normali".
Pensavo anche, ora mi sono ricordata cosi' per caso, che solo per la lingua giapponese sembra esserci tutta questa competitività e questa smania di eccellere soprattutto facendo sentire il prossimo un idiota ed esaltandosi pensando che aver letto due manga significhi aver capito tutto della cultura giapponese. Mi vergogno di essere occidentale di fronte a dei giapponesi, a volte, per questo. Forse che avendo letto i Promessi Sposi un giapponese si potrebbe permettere di affermare pubblicamente di essere figo e aver capito la cultura italiana?
Gente, ripigliamoci. Conoscere la cultura di un altro paese significa viverci anni e anni, e significa spesso purtroppo anche non conoscere la propria. Quindi che c'è da sbandierarlo?
Non sopporto l'identificazione del Giappone con le ossessioni personali e i deliri di grandezza di chi pensa di essere il dio del manga/anima/arte marziale/ikebana...Come dire: Italia è pasta, mafia, ragazzi macho e bel paesaggio. Certo, anche. Ma non solo. Ci sta dietro ben altro. Per non parlare di quelli che aprono dei siti in cui si vantano di essere i primi ed unici ad aver capito il Giappone a tutto tondo, per tutti i suoi aspetti e ci fanno la grazia di elargirci la loro sapienza....e si scopre che non sono mai stati in Giappone.
Per di piu' che la lingua è un reale ostacolo: modestamente mi sento di poter affermare che un occidentale che non parla PERFETTAMENTE giapponese viene trattatto, da chi piu', da chi meno, come un bambino. Quindi se non puoi dialogare con la gente del posto, come pretendi di accedere alla sua cultura?

Mi ricordo ancora le parole di addio di una delle mie prof. alla Waseda. Ci saluto' con "日本語はこれからだ". Letteralmente, "la lingua giapponese è da ora in poi". In sostanza, "siete dei principianti, dopo 1 anno qui avete raggiunto il livello necessario per iniziare seriamente lo studio e la comprensione di questa lingua". "E della sua cultura e tutto quello che ci sta attorno", aggiungo io.

16 octobre 2009

Esamificio

Ce l'avevano raccontato e noi un po' non ci avevamo creduto: in Giappone sin dalle elementari ci sono mille test e esami e classifiche, che servono a entrare nelle scuole piu' prestigiose. Ho scoperto stasera che è vero e molto piu' terrificante di quanto immaginassi:

https://www.yotsuyaotsuka.com/toitsutest/index.php

A questo link trovato la pagina che annuncia un test per i bimbi delle elementari. Non ho letto nel dettaglio, pero' da quello che ho capito io è un test che serve a valutare le capacità scolastiche dei bimbi e ne stila una classifica a livello nazionale.
Nazionale. Gia' questa parola è grave.
Poi, da quest anno, possono farlo anche quelli della seconda. Terrificante.
E la pubblicità che si alterna sullo schermo mi presenta visi di bellissime bambine, a volte con accanto un "lo faccio anche io" e a volte un piu' spaventoso "3 novembre. Testiamo il Giappone". Le prime righe di spiegazione che incontro recitano "non abbiamo futuro se ognuno dei nostri figli non cresce". Ah e dimenticavo, il test è gratuito.
Vi rendete conto di cosa organizza un governo e di quanta gente è coinvolta?!...

Sono abbastanza stupita...
E' la prima volta che mi imbatto concretamente in qualcosa del genere.
Le materie in esame: per quelli di seconda e terza solo matematica e giapponese, per i piu' grandicelli invece anche "società" e scienze.
In fondo alla pagina, improbabili commenti che suonano come
テスト自体はとても難しいですが 楽しく問題を解けたようです。結果も4年の時より上がったと喜び、自信もついたようです。結果が詳しく出るので 自分の苦手分野や得意分野が分かり、今後の勉強の参考になりました。次回も是非参加させたいと思っています。"il test in sè è molto difficile ma ho potuto rispondere alle domande divertendomi. Siccome il risultato era piu' alto rispetto al quarto anno sono stato contento e la mia autostima è aumentata. Poi visto che il risultati sono dettagliati si puo' capire i propri punti deboli e punti di forza, cosa che sarà utile come punto di riferimento per lo studio futuro. Penso di voler far partecipare anche la prossima volta". Firmato "protettore" (non riesco a tradurre altrimenti il 保護者
) , affiancato da un "4a elementare". Che sia il commento di un genitore?
Ad ogni modo sono allibita...XD