Naturalmente appena inizia la sessione di esami io non trovo nulla di meglio da fare che migrare il mio blog. A mia discolpa però potrei dire che quando ho salvato il contenuto del "vecchio" blog per esportarlo qui, mi sono detta "vuoi vedere che sarà in formato XML?" e ci ho azzeccato! Applicazione delle materie studiate...
Scherzi a parte: ho deciso di optare per più trasparenza e pseudo professionalità.
Ai tempi avevo iniziato a scrivere sotto il mio vero nome; poi un giorno qualcuno che non conoscevo mi ha scritto un messaggio privato su Facebook per chiedermi informazioni che sapeva che io avevo perché aveva letto il mio blog e scoperto come mi chiamo, e mi sono detta "ok, abbiamo oltrepassato un limite". E quindi avevo tolto il mio nome e lasciato solo il nickname "Peppa". Ho ricambiato idea. (E mi sono resa introvabile su Facebook :O))
In fondo è molto meglio scrivere pensando di poter essere identificati: da una parte questo comporta quasi inconsciamente un'innalzamento della qualità della scrittura (si spera) e una migliore selezione del contenuto e dei modi di esporlo. Dall'altra, se il blog piace almeno si saprà di chi è veramente. Senza parlare degli svantaggi dello scrivere anonimamente: la verità-identità viene sempre a galla, e a quel punto aver tentato di nascondersi espone molto facilmente a critiche.
Non sono così egocentrica come questo discorso suggerirebbe: questo blog non è il centro del mondo, e ho scritto troppe cose banali in proporzione a quelle interessanti, per poter sperare di far rimanere l'utente che capita qui per caso... Però ultimamente la questione dello scrivere un blog e con che identità mi ha dato da fare. A pensarci bene tra 1 anno sarò laureata, si spera che andrò a lavorare e che non smetterò di punto in bianco di scrivere quello che penso per paura di, chenneso, venir letta dai colleghi e simili e affini. Tanto vale essere sinceri - male che vada starò antipatica a qualcuno, e simpatica a qualcun altro ma almeno sarà per quello che penso.
E non dimentico alcuni episodi molto umani di "devirtualizzazione": persone che mi leggevano che hanno deciso di chiedermi di incontrarci perché vivevamo nella stessa città o ci sarebbe stato modo di incrociarsi. I dialoghi sono sempre meglio dei monologhi :)
***
This blog has been migrated from another URL yesterday. Yesterday I also set up Apple Mail to gather all my e-mails at the same place. Oh yes, because I had just opened a new GMail account. All of a sudden. I call those "period-is-approaching-and-it-shows" kind of changes. Not that I open a new e-mail account every month.
And I was actually pleased to see that when you have to save your blog content in an exportable format, this format is XML! XML is everywhere. XML is watching you. It is pervading our lives without us even noticing it. I say pleased because I guessed it before clicking on the button "Save blog content" and saw I got it right.
The main reason for the migration is: link this blog to a clear e-mail and identity.
I used to blog under my true name. Then one day there was this person coming out of nowhere sending me an information request - on Facebook. How she made the link between my blog (which she was referring to) and my full name is still a mystery to me. I freaked out. So I started using a nickname.
But I changed my mind again. Guess what, nickname or not, you can find out who I am anyway. So why hide? Now I tell you my name, the place I live, what I do...you can find out who I am. (The only thing you can't do is stalk me because 1) I'm not that stupid, I take precautions 2) Even if you find my last name out, you can't track me down on Facebook. Why would you anyway, you can be annoying here by commenting every 2 minutes.)
So now there is a tacit agreement between us - me author and you reader. Exchange of ideas is our goal. Transparency and respect are our promises.
Next year I will be out of college in the real world. If this blog keeps on being read at all, and being appreciated, I want to be recognized as being its author. If it's read by a colleague of mine and he/she ends up hating me for whatever reason, let it be. It's life, it's nothing new. What matters is that, thanks to transparency, I will have written in a manner that is appropriate and respectful.
You know what, I cherish a couple of good encounters I have made thanks to this blog: people who had been reading me and once came up with the suggestion to meet (when it was geographically possible). No, no guys and flirts, but genuine, human, enriching encounters. Because being two when you talk is usually much better than one and alone. Transparency also means enabling such things :)
Affichage des articles dont le libellé est Perso/riflessioni personali. Afficher tous les articles
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05 juin 2011
04 juin 2011
The future looks bright (to me)
Lately I feel like I have been sleeping through most of my life and am only waking up now. Well, hopefully I'll catch up soon.
I have been reading like mad ever since this "waking up": I found blogs and tweets and web sites about localization and all what goes with this industry and can't seem to get my eyes off them. It feels like addiction.
It's highly motivating&interesting to me, and although I fail to grasp everything, I'm learning day after day, post after post, comment after comment.
Here are some concepts learned thanks to the comment made on the piece of news that Google is shutting down its MT API:
- Well....API :D
- LSP
- Deprecation
Looking forward to learn more...
By the way, this is not the only reason why future looks bright to me this morning ;)
I received my "machine translation post-editor intern" contract from my supervisor yesterday. The kind of thing that gets you in a good mood. Moreover,he's invited me to participate to a conference on translation that takes place before my start date, which I'm really flattered and excited about. Add to that my discovery about a translation and localization services provider headquartered in my beloved Bologna and you get the picture. Oh yes, very bright.
25 avril 2011
Encore, et avec un rouge à lèvres, à Paris
Come posso pensare un giorno di non fare mai più la cameriera?
L'altra sera ho avuto una coppia che ha preso pasta al salmone e una carbonara. E per dolce tagliatelle ai funghi.
Fonte inesauribile di squarci improbabili su vite diverse e strane.
28 février 2011
Fil rouge
Il titolo della prima traduzione dal francese vista in classe questo semestre è "Boîte de Pandore".
Il vaso di Pandora sembra perseguitarmi ovunque io vada. Si materializza sotto forma di Facebook, questo strumento del demonio che ti da' l'illusione di avere una vita sociale - o di non poterne fare a meno, pena l'estromissione dai "giri" che contano - ma che alla fine ti fa odiare le persone che (pensi di) conoscere. La mancanza totale di tatto, di considerazione per l'altro vi è talmente palese che chi non se ne accorge e mi chiede perché volevo cancellare l'account mi sembra più fuori dal mondo di me - e ce ne vuole.
Poi Pandora si materializza sotto forma di frammenti di frasi, allusioni nefaste, distillati che sciolgono i miei sogni e li fanno apparire vani: "una tesi sul bilinguismo? E' banale, lo sanno tutti che è uno svantaggio essere bilingui quando si traduce".
Ho già pensato due volte di dover smettere questo Master, perché non sono adatta. Evidentemente non ho ancora trovato la mia strada. E la mia mancanza di obiettività nei miei confronti, che mi ha portata qui, lo confermerebbe. Forse a forza di chiudere un occhio o due ho perso di vista altre possibilità, altre strade di vita.
14 février 2011
13 février 2011
Venti-cinque.
Ci siamo quasi. Tra una settimana è il mio 25esimo compleanno.
Non sono per niente contenta di compiere 25 anni. Mi sembrano improvvisamente tantissimi...
Quando ero più giovane, forse sui 19 o 20, mi immaginavo - anzi, mi appariva come cosa ovvia - che a 25 anni sarei stata un'adulta attraente, in forma, realizzata, con lavoro e un monolocale, autosufficiente e indipendente, all'inizio di una promettente carriera e magari anche felicemente fidanzata.
In un certo senso è come se la società in cui vivo attualmente - almeno quella svizzera, ma forse mi sento di dire quella occidentale in generale, anche se è una cattiva generalizzazione - si aspetti da una venticinquenne che sia quantomeno autosufficiente. Ne sono la prova i prezzi dei mezzi di trasporto pubblici e delle assicurazioni private: dai 25 in su, si paga il prezzo pieno, da adulto che lavora e che se lo può permettere.
Io invece cosa sono?
Iscritta al primo anno di traduzione, a un'anno e mezzo dalla laurea, in una filiale i cui sbocchi professionali esistono ma sono difficili da prevedere...quanto tempo mi ci vorrà ancora per diventare la giovane realizzata della mia immaginazione?
10 février 2011
Post examens: vacances, traduction bénévole, réflexions sur Facebook et mes 25 ans
Ca fait longtemps que je n'ai pas écrit, alors que j'ai 2 sujets sur lesquels j'ai envie de réfléchir et que j'aimerais partager qui attendent d'être publiés. Mais par manque de temps - j'ai terminé les examens et je suis partie en vacances en Italie, loin d'internet et des ordinateurs pendant une semaine -, ou par excès de perfectionnisme - le désir de bien écrire et donc d'affronter l'écran blanc lorsque j'aurai les idées claires et quelques "bons plans" retardent finalement les posts qui me tiennent plus à coeur.
Comme toutefois je considère l'écriture un exercice et une thérapie à la fois (sans connotation tragique, mais plutôt en ce sens que c'est une pratique saine) et que vous, mes lecteurs, avez le droit de demander de la régularité donc de l'attractivité à ce blog, me voici en train de synthétiser quelques remarques.
Tout d'abord je n'ai pas disparu, j'ai simplement eu les examens et des vacances.
La session d'examens s'est terminée avec un écrit théorique tout à fait abordable le 31 du mois de janvier. Les résultats seront à aller chercher au Secrétariat le 18 février. Ca fait très école je trouve. Genre, fais signer tes notes à tes parents.
Début février j'ai eu deux nouvelles plutôt...énervantes. Premièrement, je n'ai pas été reçue pour un emploi à temps partiel à l'université pour lequel j'avais postulé, faute de places libres pour les candidats ayant ma combinaison de langues....ben tiens. Un refrain qui commence déjà à me fatiguer. Deuxièmement mon "employeur" m'a stressée et fait pression sur les délais. Il s'agit de la traduction bénévole d'un site web que je dois faire pour une association, en échange de mon nom sur le site (citation en tant que traductrice) et de la création d'une page personnelle. Cet employeur qui n'en est pas un, puisque je ne suis pas payée, a attendu la date prévue de commencement de la traduction que je lui avais annoncée pour m'envoyer un courriel fort peu agréable dont le but, je pense, était de me mettre la pression sur les délais, alors qu'il avait été convenu que, par principe, il n'y en aurait pas eu. Ma maturité émotive a été mise à rude épreuve: je réagis très mal dans ces situations. Heureusement j'ai eu au moins le réflexe de ne pas répondre de suite, et de laisser passer 24 heures. Le jour suivant j'ai été en mesure, de ce fait, de produire une réponse cordiale, posée, mais sèche. Ce qui m'a permis de ne pas me laisser faire, de garder le mandat, et d'obtenir une date-échéance qui convienne à tous.
Comme cette date n'est pas si éloignée, je m'occupe actuellement de la traduction du dit site, ce qui bien sur est intéressant. C'est une bonne expérience de gestion d'un petit mais vrai mandat de travail de A à Z. Et faute de réellement me procurer argent ou emploi que ce soit maintenant ou dans l'avenir (les promesses restent pour l'instant des promesses, alors que je traduis près de 60 pages en arial 11 gratuitement), j'aurai du moins la conscience tranquille quand je serai au chômage et je me demanderai si j'ai tout fait pour trouver du travail comme traductrice indépendante, en faisant du bénévolat et en me créant des relations...je reste réaliste. D'ailleurs, je parierais que le nombre de pages à traduire gratuitement avant de décrocher du travail rémunéré est bien plus haut que ça...
Voici pour les deux nouvelles de début février, qui somme tout et autrement a été une période très agréable (forcément vous me direz, en Italie...).
Dès que je pourrai j'aimerais écrire deux trois choses à propos du fait que j'aurais 25 ans dans 10 jours, anniversaire que je n'ai aucunement envie de fêter. Enfin, quelques considérations sur Facebook et les relations sociales s'imposent aussi. La conclusion, je vous l'anticipe, est que je suis vieille et que j'aime la solitude :P
05 janvier 2011
[potentiels]métiers
Traductrice. Trop général.
Post-éditrice pour une grande organisation internationale. Concret comme débouché, impossible à cause de ma combinaison de langues.
Traductrice littéraire du japonais à l'italien. Un rêve.
Ecrivain. N'en parlons même pas, mais les idées sont là.
Journaliste? Ce que ça doit être frustrant, dans ce monde politisé.Mais ça inspire des ambitions, comme métier, et donne l'impression d'accomplir une noble tache.
Réviseur de copies. C'est par là qu'on commence.
Chercheuse d'informations (Veille multilingue). Cool, genre espion.
Relations publiques! Une découverte récente qui m'a beaucoup intriguée.
Serveuse dans un resto japonais de classe à Paris. Polyglotte mais pas appréciée à ma juste valeur, certainement.
Prof. d'italien dans une école primaire. Ou privée d'ailleurs. J'adore les gamins.
Prof. tout court. Moins probable, faut trop de diplômes.
Il faut savoir se voir autrement. Voici le début d'une liste non exhaustive des métiers que je pourrais faire un jour, peut-être...ce n'est pas si désespérant que ça, finalement.
Il existe plusieurs combinaisons!
Ecrivain la nuit, serveuse le jour, gagnant 800 euros par mois.
50% veille dans une grosse boite monotone, 50% prof. dans une école quelconque.
Etc.
C'est chic, je me réjouis de savoir...!
26 décembre 2010
Héritage nippon - Retaggio giapponese
"NEIGE - Attention à la vitesse" Une des images plus sympathiques du Japon- "NEVE - Attenzione alla velocità". Una delle mie foto preferite del Giappone.
Il parait que mon professeur de traduction s'est offusqué de mon manque d'enthousiasme au moment de la remise du travail de séminaire, pour lequel il m'a publiquement félicitée. Un manque purement imaginaire.
Je n'ai pas eu l'occasion de lui expliquer que je n'exulte pas de mes victoires devant les autres. Ce n'est pas élégant. Et je l'ai appris au Japon. (C'est un peu le code d'honneur des sumos...un sumo qui sait gagner n'exulte pas de sa victoire).
J'ai eu des différends avec ma colocataire. Une de mes copines m'a conseillé de mettre les choses à plat une fois en en discutant face à face. Mais moi je ne veux pas discuter face à face. Comme le dit Amélie Nothomb dans son "Stupeur et Tremblements", "discuter c'est prendre le risque d'envenimer les choses". Et ça aussi ça me vient du Japon.
***
Stando a quanto mi è stato riferito, il mio professore di traduzione non ha apprezzato (o capito) la mia apparente mancanza di entusiasmo al ricevere tanti complimenti per il lavoro di seminario che avevo svolto.
Non ho avuto modo di spiegargli la mia apparente indifferenza. Non si esulta dei propri buoni risultati davanti agli altri: non è elegante. Abitudine nipponica che accolgo in pieno.
C'è stato qualche problema ultimamente con una mia coinquilina. Una mia amica mi ha consigliato di parlarne una volta con lei direttamente, dal vivo. Io invece non ho per nulla voglia di parlarne con la diretta interessata. Sono d'accordo con Amélie Nothomb che nel suo libro autobiografico sulla vita in Giappone dice che "discutere è rischiare di peggiorare la situazione". Altra intima convinzione in diretta dal Paese del Sol Levante.
02 novembre 2010
Influenze indesiderate
"Lei lasci che la invidino!"
Tutto il dramma emblematico del mio bilinguismo raccolto in questa frase.
Il bilinguismo è una fregatura. Chissà perché toccano sempre a me i ruoli di Cassandra.
01 novembre 2010
会って良かった人
久しぶりに日本語で書いてみようかなと思う。
何主題にするかという決定は何が外国語でも簡単に書けるかによる。
それだけによるかな。
結局知っている人に読めて欲しくないものにするんじゃないですかね(笑)
とりあえず堅苦しいものを避ける。だって、翻訳の勉強を初めてから、「書く」という活動にものすごく意識を持たされていて、もう自由に書けないという感じだ。というか、一番相応しい言葉が出るまで諦めないという姿勢か。あんな姿勢は私らしくて、プロらしくて良かったんだけど、たまに「思い付いたまま」に書きたいの。
さて、主題に入ると、会って良かった人に出会った。
翻訳の大学院生になってもう一ヶ月なのに、やっぱり通訳やりたかったのでまだ悔しい...。
それなのにこつこつと働いてきた。
授業で翻訳の「同僚」C。が友達になった。で、C。の一緒に住んでいる友達が通訳を専門にしている人だ。Iという人だ。二人ともいい女性で、もう毎週何回も会っている。これも私の人生に初めてかな?今までそんな友達はいなかった...。
それである週末はCとIのところでパーテイすることになって、そこ通訳の学生の何人もに紹介された。皆本当に素敵で全然自慢しない人で、勝手なうらやましさもう感じられなくなった。(そうではなかった人ならもっとうらやましくなっただろう)。
そのうえ、ある格好いい男学生が私に言った: 『君、翻訳か?いいな!僕今までずっと翻訳だった。ロンドンとパリで翻訳者として働いた。実は、大学院も翻訳にしたかったけど、結局ある友達の影響で通訳にした」。
私:「マジで翻訳勉強してきたんだ?でも翻訳やりたい通訳者なんて...信じられないし、通訳続けたほうがいいと思うし。なぜかというと、通訳やる人には必ず翻訳もできると言えるが、その反対は絶対無理だからだ」と答えた。
が、彼:「それについてだけど、皆そう思い込む傾向があるが、僕はそう思わない。すごい翻訳者はすごい翻訳者だ。かならずしも通訳者にもできるわけないと思う。素敵な翻訳者いると、本当に尊敬するよ」と言った。
解放されたかのようだった。
翻訳はあんなに重んじられない職業だから...いよいよ尊敬してくれる人にこう言われてすごく嬉しかった。当人にまだ言ってないな。感謝します。
15 septembre 2010
The places I live in - part 2
Deuxième chapitre de la série "les endroits qui m'ont marquée" (et qui continuent de le faire, d'ailleurs), BOLOGNE en Italie.





Bologne fait partie à juste titre de la Top 3 parce que c'est LA ville ou j'ai séjourné le plus longtemps en absolu, même si c'est encore Côme, en Lombardie, qui avec ses 4 ans consécutifs détient le record d'endroit où j'ai séjourné le plus longtemps de façon continue. A Bologne, j'y suis arrivée la première fois lorsque j'avais 11 ans, pour la dernière année d'école primaire. A cette époque mon père travaillait encore dans la grande entreprise qui nous a tellement fait déménager, ma mère restait à la maison pour m'aider ma soeur et moi à faire les devoirs, on avait un très joli chat, Pistache, et nous vivions dans un splendide appartement de quelque 150-170 m2. Au dernier étage d'un immeuble élégant et discret, en plein centre ville, cet appartement énorme était d'après mes souvenirs lumineux, couvert de veluxs et amélioré d'une longue terrasse qui offrait une vue sur les toits etde l'amusement à Pistache. La vie à Bologne était donc sereine, comme elle peut l'être àcet âge et dans ces conditions-là. Nous sommes restés 3 ans. C'est le premier endroit dont j'aieune conscience, malgré mon âge; j'ai gardé au fil des années un souvenir très net du centre ville: rouge, orange et jaune. Car selon la loi, il est a peu près interdit de peindre les murs d'une autre couleur. (Cela donne un effet qui la fait ressembler à Toulouse, la ville rose, et qui lui vaut le surnom de Bologna la rossa, Bologne la rouge, aussi à cause du penchant politique). Le déménagement, à 14 ans, de Bologne à Côme a été traumatisant et a nourri ma nostalgie pour la ville rouge pendant des années. C'est une des raisons qui m'ont poussée à y retourner pour les études universitaires:tout récemment donc, j'y a fait ma deuxième, troisième et dernière année de licence. Malgré la joie d'aller vivre dans une ville que je connaissais, et donc l'impression toute nouvelle d'avoir un endroit d'origine, où pouvoir retourner en se disant "C'est ici mon chez moi", les débuts ont été difficiles à cause des formalités requises aux immigrants: officiellement, j'étais une extra-communautaire, et j'en ai vu des vertes et des bien mûres. De plus, je ne vivais plus avec ma famille, j'étais en coloc, il y a eu des hauts et des bas, donc la comparaison avec ma vie à Bologne d'auparavant ne faisait pas toujours bon effet. Mais dans l'ensemble, et pour tout un tas de raisons,c'est une ville que j'adore, où j'ai bien vécu, qui n'est ni trop grande, ni trop petite comme j'aime le répéter à tout le monde, où j'ai l'impression d'être chez moi. Ce serait long à expliquer, et d'ailleurs, j'ai déjà beaucoup écrit pour décrire bien peu de chose! En tout, j'ai passé donc 6 ans à Bologne. J'y retourne et j'y retournerai régulièrement, entres autre parce que mon fiancé y vit (ainsi que beaucoup d'amis). Je considère les retours à Bologne comme des retours au pays...
Voici comment on peut prendre son café dans un bar en centre ville...
Comme c'est une ville que j'aime et que j'ai aussi la passion pour la photographie, il va de soi que j'ai une quantité absolument démentielle de photos de Bologne, je ne peux vous proposer ici que la crème de la crème des clichés récents...
On dirait Venise, mais la couleur des façades nous renseigne sur le fait que c'est bien Bologne...
Un des symboles de la ville, San Luca, visible dès l'arrivée en train, au loin...
Un autre symbole, les tours. La plus importante étant celle ci, où je suis montée
D'en haut, une vue imprenable sur les axes et le couleurs
Demain je déménage à Genève et je voulais rendre hommage à la rossa :)
14 septembre 2010
The places I live in - part 1
Je fais partie de ceux qui pensent que c'est les gens qu'on a autour de soi qui font la différence; toutefois, il est vrai qu'il existe des endroits qui pour des raisons qu'il serait vain espérer pouvoir énumérer, font une différence eux aussi par le simple fait de s'y trouver. Je fais partie de ceux qui pensent également que tout ce qui est autour de nous nous influence. C'est donc dans le double but de rendre hommage à et de vous présenter les lieux où je vis que j'écris ce post. Aussi, comment pourrais-je être certaine d'avoir fait de mon mieux pour être claire dans ce blog, si ce n'est en vous racontant et montrant la terre que je foule régulièrement?




Au Menu, donc, 3 endroits.
Le premier, la région où vivent mes parents.
C'est à dire le canton de Vaud, en Suisse, du côté à l'est du Lac Léman, dans les Alpes.
C'est le premier endroit que je cite parce qu'il est lié quelque peu à mon enfance. Depuis toujours, nous nous y rendons pour y passer les vacances, que ce soit à Noël ou pendant l'été. C'est le seul endroit où ma famille à une maison à soi, chose rare étant donné notre ex-status d'expatriés. Actuellement s'y trouve aussi l'activité de ma famille, qui s'est reconvertie toute entière après le licenciement de mon père: l'Hôtel-Restaurant (dont je tais le nom pour des raisons de privacy ;) ) C'est donc ici que vous me trouverez pendant la hautesaison, en train de servir à table probablement. Ce sera sans doute aussi l'endroit où je passerai quelques fins de semaine, puisque ce n'est pas si éloigné de Genève. C'est en pleine cambrousse, en plus à la montagne, avec tous les avantages et désavantages que cela apporte.
Que dire d'autre?
Les photos feront le reste.
Coucher de soleil - Tramonto
La dite région, ici en hiver, entre le Lac et les Alpes - La regione sopraccitata, qui in inverno, tra lago e montagne
Le paysage en hiver - Paesaggio invernale -
La vue depuis ma chambre, en hiver - Vista dalla finestra di camera mia, inverno
Et, bien entendu, la fondue! - Ovviamente ecco qui il piatto tipico, la fonduta
...ainsi que la choucroute - E i crauti, che non potevano mancare
l
Un marché au bord du Lac Léman - Un mercato in riva al Lago Lemano -
Toujours au bord du Lac Léman, en été - Sempre in riva al lago Lemano, d'estate
11 août 2010
14 juin 2010
A message to the people who are reading me.
Cari lettori,
Per tornare a cose leggermente più personali e lasciar stare la politica un attimo, vorrei annunciare che il mio fatidico orale all'ESIT si avvicina; benché per motivi di scarsa organizzazione (il segretariato di un'uni, rimane il segretariato di un'uni! eccezion fatta per le uni giapponesi di cui ho, penso, narrato l'ineccepibile perfezione) non mi sia chiarissimo quando e quante volte sarò interrogata, è certo che tra un mese avrò già i risultati...
La preparazione procede. Mi sto anche confrontando con altre persone, via Skype (che invenzione meravigliosa). Uso i discorsi di consecutiva recuperati all'ETI per fare restituzioni da C e B ad A e da A a B. All'inizio fare una restituzione in generale e dall'inglese soprattutto era una tragedia, ma in poche volte l'ostacolo si è ridotto; e con una settimana di allenamento giornaliero la mia memoria è già migliorata! Quindi sapendo che mancano grosso modo 3 settimane all'esame, sono fiduciosa, fiduciosa di poter affrontare l'orale quanto meno nelle mie migliori condizioni possibili. Probabilmente dovrò fare un mega ripassone dell'attualità francese e italiana di quest'anno, del vocabolario giapponese e inglese che ho imparato in questi mesi e sarò "pronta". L'importante è poi non avere rimpianti.
Ho chiaramente in mente un pronostico di come andrà la faccenda. Non posso dirvelo, per scaramanzia (e anche perché internet è uno spazio troppo pubblico...). Ma non appena usciranno i risultati...si saprà.
In questo mezzo anno abbondante di preparazione a questi esami per scuola interpreti ho avuto meno commenti e meno riscontri che mai sul blog. Capisco che il pubblico cambi in funzione dell'argomento. Purtroppo è così. Ma devo dirvelo: questo blog è destinato inesorabilmente ad orientarsi verso un resoconto delle mie avventure in Specialistica di Traduzione o di Interpretariato. Alcuni di voi lettori, interessati principalmente al Giappone, forse se ne andranno - benché si speri che io entri anche con giapponese in scuola interpreti e continui a poter parlare così della lingua e di tutto quello che ci sta dietro-, altri, nuovi lettori compariranno perché interessati all'interpretariato. Cercherò anche di rendere il sito bilingue, d'ora in poi.
Queste sono le mie prospettive future, per ora. Spero siano il più possibile di vostro gradimento e che vi portino a seguirmi nelle mie avventure che, questo è certo, rimangono e rimarranno internazionali :)
Chers lecteurs,
Il ne m'arrive pas souvent de parler de moi ni de m'adresser à vous de cette façon, mais le moment est venu, l'instant d'un "post", de laisser tomber un peu la politique et de vous informer sur ce qui se passe dans ma vie. Le fameux oral à l'ESIT approche. J'ai reçu...on va dire deux convocations, et bien que la question du quand et combien de fois je vais être examinée reste entière, ce qui est sur c'est que d'ici un mois seulement, j'aurai déjà eu mes résultats. Je prends des risques en en parlant, je ferais sans doute mieux de me taire pour ne pas en ramasser plein la figure par la suite quand j'aurai découvert mon échec! Mais je dois dire que depuis que j'ai sérieusement (et finalement) commencé à faire des exercices oraux, j'ai pris un peu confiance. Un peu, pas trop. J'ai déjà un pronostic des résultats, une évaluation de mes capacités on va dire, et je vous assure que tout n'y est pas rose. Mais je vais quand-même le garder pour moi jusqu'au moment des résultats- ou bien, qui sait, si l'oral se passe particulièrement bien peut-être aurais-je envie d'en parler? Mais enfin bref, ce que je voulais dire c'est autre chose. Tout d'abord, qu'en une semaine d'exercices quotidiens, ma mémoire et mes performances se sont déjà améliorés. Sachant qu'il me reste encore 3 semaines avant l'exam, je reste assez confiante pour la suite (c'est à dire confiante que je vais faire de mon mieux à l'oral, ce qui reste le principal, pour ne pas avoir de remords).
Et aussi la chose suivante. J'ai remarqué qu'en ces 6 mois de préparation à tous ces examens aux écoles traducteurs et interprètes, l'affluence et les commentaires sur ce blog ont sensiblement diminué. Je le comprends, bien évidemment! Le sujet a commencé à changer, donc les lecteurs qui me lisaient parce que je parlais de ma vie au Japon sont moins intéressés. Et comment le leur reprocher? Je vais toutefois devoir l'admettre, il est d'ores et déjà clair que le sujet principal de ce blog va inexorablement changer et porter soit sur mon Master en Traduction, soit sur mon Master en Interprétation. Dans le deuxième cas, les chances que je parle encore de/du japonais sont meilleures. Mais quoi qu'il en soit je sais pertinemment que je vais perdre quelques lecteurs et, qui sait, en acquérir d'autres. Dans l'effort - que je renouvelle - d'écrire un blog le plus possible intéressant, je vais aussi essayer de le rendre complètement bilingue (italien et français), et, si j'en aurai le temps, pourquoi pas trilingue (japonais) de temps en temps. J'espère en tout cas que tout cela vous conviendra et vous convaincra à continuer de me suivre! Mes aventures sur ce blog, assurément, sont et seront toujours à caractère international! :)
ブロゴを読んでいるの皆様へ。
プライベートなことを話すのは珍しいですが、今回告白したいと思う。
簡単に言いますと、一ヶ月の間に、パリ第三大学通訳翻訳高等学院へ入学ができるかどうか分かる。それに従って、私のブログの内容も変える。最近、ずっと翻訳と通訳の学校の入学試験のための受験勉強をしていた間、ブログへのコメントがかなり減った。というのは、話題が変えたので、今まで読んでくれた人の中にもう興味ないから読まない人もいるというのです。当たり前で、ビックリしないし、全然大丈夫だ。去年、基本的に日本での留学と生活について語っていた。大成功だった。多くの方が読んだり、コメントしたりしてくれた。
だが、これから話題と内容は変えるでしょう。翻訳大学院に入学したら、それについて書こうと思っている。通訳大学院に入学したら、それについて書こうと。もちろん、通訳の場合、日本語からの通訳コースにも入学できた場合、まだ日本や日本語に関する記事を書こうと思っている。でも確かなことを言いますと、このブログを読んでいる方も変えるということですね。新しい読者へ>大歓迎と、もう興味ない読者へ>今までありがとうと私の気持ちを伝えたいと思う。
このブログを、できるだけ多くの読者にとって興味深いものにしたいと思って、これからフランス語とイタリア語も使って書こう。時々日本語でも書きたいと思う。
これからも宜しくお願いいたします。
04 juin 2010
バイトと受験勉強の2010の夏です。
小さな良いことで、今日はいい一日になりそうです!
まずは、天気が凄くいい。
そしてバイトも見つけたし、「よくわかる逐次通訳」という必ず手に入れたかった本も日本から届きました!(水曜日にエムエスで発送、金曜日に到着って、さっすが日本とスイスの郵便ですね)。試験は7月の上旬にあるから、間に合えるかどうか心配でしたが、送ってくれた友達のおかげで、日本語を中心とした受験勉強をすぐ始められます。
それで練習は重なるけれども、練習すれば練習するほど自信を持つようになるのではないか。そして実は最近何ヶ月も時事問題を理解しようとしていて、同じことを繰り返してやっていた、そればかりで少し退屈になってしまったんですけれども、この相応しくて新しい勉強方法であらためて全力を尽くすことができると思う!頑張ります!
Oggi è una giornata per me molto positiva, non c'é che dire!
Anzitutto è arrivato il bel tempo anche in questa valle sperduta delle Alpi (sono attualmente in Svizzera dai miei); oltretutto ho firmato oggi il mio contratto per un lavoretto estivo di 2 mesi che mi permetterà di mettere da parti un po' di soldi e salvarmi dalla noia di questo paesino di 1000 anime e 500 capre; e soprattutto mi è arrivato il tanto atteso "Capire la consecutiva", un manuale di consecutiva dal giapponese corredato di CD e scritto dalla (mia potenziale futura) prof. di consecutiva giapponese dell'ESIT! Dopo aver scoperto l'esistenza di questo libro sono andata in paranoia, pensando di dovermelo procurare assolutamente in tempo utile (naturalmente si può comprare solo in Giappone); e così è stato, grazie al mio amico Marco, che saluto e ringrazio anche qui per avermelo comprato e spedito dal Giappone - tutto nel giro di una settimana anche grazie alla storica efficienza dei servizi postali nipponici e svizzeri.
Ora è venuto il momento di confrontarsi seriamente con esercizi che si riveleranno sicuramente difficili ma che col tempo dovrei riuscire a trasformare in un po' di auto-stima e preparazione per l'orale di luglio!
Une journée sans aucun doute positive pour moi, il n'y a pas à dire!
Tout d'abord le beau temps s'est frayé un chemin même jusqu'ici, jusqu'à cette vallée paumée dans les alpes suisse où, je le rappelle, il a gelé jusqu'à avant hier! Du soleil, ça fait du bien au moral.
Ensuite, j'ai officiellement un boulot d'été de 2 mois (juillet, aout), ce qui va me permettre de mettre de coté un peu d'argent et, surtout, de me sauver de l'ennui mortel que représente ce village d'environ 1000 âmes et 500 chèvres (ah oui et n'oublions pas les touristes, AH, LES TOURISTES l'été, comme par exemple ces hordes d'indous qui ne parlent pas clairement, font un boucan d'enfer et mangent assez salement).
Petite cerise sur le gâteau, ce livre de consécutive japonaise écrit par la prof. de l'ESIT, achetable uniquement au Japon et que je devais impérativement me procurer, est désormais sur ma table! Grâce à l'aide d'un ami sur place j'ai pu me le procurer dans un laps de temps non seulement tout à fait honorable (merci La Poste Nipponne et Suisse) mais aussi bien en avance par rapport à mes attentes! Cela va me permettre de me frotter dès tout de suite à la dure réalité de la consécutive à partir du Japonais, à savoir, la compréhension du message tout d'abord, pour m'entrainer aux exercices que l'on demandera de moi en juillet. Je pense que ce ne sera pas une partie de plaisir...franchement. Mais avec le temps à ma disposition je vais essayer de transformer toute ça en de l'auto-estime et de la préparation pour le fameux oral!
28 mai 2010
8 e mezzo
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Conoscete il film di Fellini che si intitola "8 e mezzo"?
Se lo avete mai visto potete probabilmente capire il mio stato d'animo ora: frastornato e confuso.
Fellini ha fatto un altro affondo colpendo con quello di noi che c'è nei suoi film...
Come non condividere? Ciò che rende le cose infinite è la fedeltà che dimostriamo ad esse, diceva, anche se con altre parole. Oppure felicità è poter essere sinceri con tutti non ferendo nessuno. Ciò che è straordinario è che ognuno possa vivere l'esperienza di un film di Fellini in modo personalissimo e diverso da tutti gli altri senza che per questo l'esperienza di ognuno perda anche solo un po' del suo valore.
Sto per vivere un altro trasloco e lo vivo in modo impercettibilmente diverso dagli altri traslochi che ho fatto e, dopo aver visto 8 e mezzo mi chiedo come lo vivano gli altri che mi stanno attorno.
Mi sento come di fronte a 8 e mezzo. C'è troppo che sta compiendosi, ci sarebbe troppo da dire e alla fine, non dico nulla, smarrita di fronte a...al troppo di vita?
In tutto questo una nota sicuramente positiva è che ho finalmente uno squarcio concreto di un mio ipotetico futuro, una piccola certezza, il che non è mica nulla, oggigiorno..! In pratica sono stata ammessa alla specialistica di traduzione dell'università di Ginevra (ETI). Quindi se all'ESIT le cose non dovessero andare in porto potrei comunque iscrivermi lì...staremo a vedere.
Lunedì parto
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22 avril 2010
Ironia del destino
Ultimamente, essendo abbastanza intrippata con la prossima tappa della mia vita che, mi auguro, sarà l'apprendimento del mestiere di interprete, mi sono un po' documentata sulle possibilità di lavoro.
Ne risulta che il mio profilo, con qualche aggiustamento da arrecarvi negli anni (tipo recuperando il mio tedesco, che appresi da bimba e che è sepolto da qualche parte nel mio cervello), è quello del candidato a trovare lavoro sul mercato privato come freelance e nelle istituzioni europee piuttosto che all'ONU. Per lavorare come "staff member" all'ONU infatti, bisogna avere nella propria combinazione linguistica ben 3 delle lingue ufficiali - Francese, Inglese, Arabo, Russo, Cinese, Spagnolo - e io ne ho soltanto due.
Preso coscienza di dove mi potrebbe portare il mio lavoro, è riemerso il problema della nazionalità, che per lunghi anni è stato un tema per me di grande importanza. E che avevo sepolto per il troppo dolore di avere un passaporto di un paese di cui non so nulla e dove non ho mai vissuto (la Svizzera) e l'identità e il senso di appartenenza ad un altro (l'Italia). Come mai ho riesumato questo argomento doloroso? No, non sono masochista. Perché a quanto pare, nelle istituzioni europee si può lavorare come staff member (cioè avere un contratto di lavoro vero e proprio e non vivere di missioni come fanno i freelance) solo e soltanto se si ha la nazionalità di uno dei 27 paesi membri. Si presume che prima o poi uno nella vita prenda dimora fissa ed eserciti un'attività remunerata stabile che gli possa garantire sicurezza, cosa di cui io, vagabonda, prevedo di aver bisogno più di chi mi invidia una vita passata a scorrazzare tra un continente e l'altro.
Voi capite che io in quanto svizzera che ha sempre anelato a e avuto diritto alla cittadinanza italiana, mi mangio le mani ma appena un pochino.
Quando avevo tentato una domanda di naturalizzazione in virtù del fatto che riempo BEN 2 delle condizioni necessarie e sufficienti per diventare italiana - parentela con una nonna italiana e residenza ininterrotta di oltre 10 anni sul territorio italiano - con mio grande sdegno e disappunto me la si negò perché mi mancava il requisito di essere una lavoratrice che paga le tasse da 3 anni prima della domanda o avere i genitori in tale situazione se si è studenti.
Ironia della sorte: mio padre ha lavorato in Italia e pagato le tasse per tipo 20 anni ma è rimpatriato in Svizzera esattamente 3 anni prima del mio primo ingenuo tentativo di ottenere il passaporto italiano. Io non mi ero mai informata prima, i miei genitori neanche, nessuno poteva sospettarlo. La mia domanda non è stata accolta. Parlo di circa 3, 4 anni fa.
Me ne sono fatta una ragione pensando che non appena sarebbe stato possibile mi sarei messa a lavorare in Italia e dopo i regolamentari 3 anni avrei fatto domanda e poi ottenuto questo benedetto passaporto. Non prendo in considerazione, per una questione di principio e convinzioni mie, l'ipotesi di ottenere la cittadinanza attraverso il matrimonio, e comunque anche lì ci vogliono dai 2 ai 3 anni dalla cerimonia prima di far domanda.
Oggi compro il giornale e vado a leggerlo ai giardini.
E' una bella giornata di sole, si sta bene.
Scopro un articolo sulla naturalizzazione di circa 40'000 stranieri in Italia per il 2009. Scopro 3 fatti rivoltanti.
Innanzitutto in Europa l'Italia è fanalino di coda per questo fenomeno. Su 60'000 domande ne sono state accolte 40'000, mentre in Francia si viaggia sui 140'000 l'anno.
Secondo, per chi pensa di fare il furbo e sposarsi solo per ottenere la cittadinanza è stato varato un "pacchetto sicurezza" che impone di aspettare 2 anni se si vive in Italia 3 se si è all'estero prima di poter fare la richiesta. E' una posizione che condivido, tutto sommato. Peccato che ci sia un lato schifoso a tutto questo: per sposarsi bisogna presentare il permesso di soggiorno.
E in tutto questo ho scoperto che il tempo medio necessario allo stato italiano per analizzare e approvare le domande è di...4 anni, sia nel caso di naturalizzazione per matrimonio che per residenza.
Facendo un paio di conti cosa ne posso dedurre?
Ho ora 24 anni di cui 12 in Italia e una nonna italiana. Prima di diventare italiana, se la legge non cambia, dovrei aspettare, se tutto va bene:
-2 anni prima di laurearmi
-più altri 3 anni dalla laurea ponendo che riesca a trovare subito lavoro e ad esercitarlo in Italia come freelance, il che è molto più facile da scrivere che da fare
-più 4 anni perché la richiesta mi venga approvata
totale: 9 anni. Cioè, in altre parole, se io sono la candidata ideale per un dato tipo di impiego per svolgere il quale mi laureo a 26 anni, potrò pensare di occupare quel posto a partire dai 34 anni circa. E nel frattempo sarò virtualmente costretta/bloccata in Italia nonostante potenzialmente ci potrebbero essere proposte di lavoro più interessanti all'estero.
Non so se sperare in un'adesione della Svizzera all'UE oppure ad un cambio di condizioni di reclutamento in seno alle istituzioni dell'UE stessa, perché la questione della naturalizzazione è decisamente cavillosa, frustrante ed ingiusta.
Del resto, il fatto che gli svizzeri possano lavorare all'UE in quanto freelance sottolinea la loro sostanziale idoneità: se uno fa bene il suo lavoro, ha superato gli esami di accreditamento, ha residenza fissa e paga le imposte in un paese dell'UE e per giunta ha avuto una educazione più europea che svizzera, perché non deve poter lavorare nelle sue istituzioni?
Non avendo più fiducia né speranza nell'Italia spero nell'Europa come luogo dove le cose si fanno intelligentemente.
Ironia del destino? Il mio cognome è italiano.
29 mars 2010
Bologna vista dagli Asinelli
Visto che mi sono laureata sono finalmente potuta salire in cima all'Asinelli, che è la torre più alta di Bologna, in pieno centro di essa. Infatti a Bologna, ridente città universitaria, vanno rispettate una serie di "leggi invisibili per gli universitari" la cui non osservanza comporta infinita sfiga e mancata laurea agli studenti universitari.
La vista è davvero mozzafiato.
In totale ho abitato a Bologna dalla 5a elementare alla 2a media (inclusi) e per 3 anni in due comode rate per l'università. Fanno 6 anni. Mi sembrano molto di più, a volte. E' comunque la cifra maggiore di anni passati in totale in una stessa città (sebbene con indirizzi diversi!) da parte mia. Non detiene però il record di anni consecutivi, che è di Como con il periodo 3a media- 3a liceo inclusi.
Bologna mi mancherà, anche se non la lascerò probabilmente mai veramente.
28 mars 2010
Laurea 卒業式
Per la gioia di tutti, finalmente mi sono laureata!
Questo evento, secondo soltanto al crollo dell'impero romano per il carico di conseguenze che comporta, è stato debitamente festeggiato in questo locale il cui proprietario, come vedete, è stato costretto (non sappiamo come!)da mio padre a cambiare per una sera l'insegna da "Bravo Caffè" in "Brava Peppa" :D
Grazie a tutti!!!

やっと卒業しました!
お祝いの一つとして、ご覧の通りこの店の名前が一時的に「BRAVO CAFE」から「BRAVA PEPPA」へ変化されてもらったのです!(店長がお父さんに頼まれたらしい!)。
皆さん、本当にありがとうございました!
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