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10 juin 2010

Yes we...kan




Trovata mediatica molto simpatica per il nuovo primo ministro Naoto Kan: le magliette "Yes we Kan", modellate sullo slogan di Obama "Yes we can"!
(Leggi articolo qui in inglese).
Dopo un primo ministro che non brillava per la sua leadership, ecco un'idea carismatica!

Voici une idée sympathique et indice de charisme pour le nouveau premier ministre Naoto Kan: des t-shirts "Yes we Kan", un jeu de mots construit d'après le slogan du président américain "Yes we can"!
(Ici l'article en français).
Nous espérons tous qu'il s'agisse du signe prémonitoire du leadership du nouveau chef du gouvernement!

04 juin 2010

Naoto Kan è il nuovo primo ministro del Giappone / Naoto Kan élu nouveau premier ministre au Japon


Oggi, venerdì 4 giugno, l'onorevole Naoto Kan, vice primo ministro e ministro delle finanze sotto il governo Hatoyama, è stato eletto nuovo leader del Partito Democratico (DPJ) e poi nuovo primo ministro.

Articoli e video in merito: La Repubblica, YouTube.

Le vendredi 4 juin, Naoto Kan, vice premier ministre et ministre des finances du gouvernement Hatoyama démissionnaire le 2 juin, a été élu nouveau représentant et leader du Parti Démocrate (DPJ) et ensuite nouveau premier ministre du Japon.

Les articles et les vidéos: Le Monde, YouTube.

02 juin 2010

Dimissioni di Hatoyama / Hatoyama démissionne

(Nihon Keizai Shinbun)

Hatoyama si è dimesso dalla carica di primo ministro a causa del non avvenuto spostamento della base americana di Futenma al di fuori della provincia di Okinawa, motivo dell'abbandono della coalizione al governo da parte del partito social democratico, nonché per le accuse di finanziamenti illeciti al partito (problema detto "dei soldi e della politica") che avevano coinvolto il segretario Ozawa di cui Hatoyama chiede le dimissioni. Si parla già di Naoto Kan, vice primo ministro nonché ministro dell'economia e della finanza, come di un probabile successore.

(Leggi l'articolo della Repubblica.)

Si termina in sconfitta la sfida di Hatoyama, il primo primo ministro giapponese di cui ho seguito volentieri le vicende e il blog perché era di centro-sinistra e parlava chiaramente.


Le premier ministre japonais Hatoyama a démissionné à cause du non-déplacement de la base américaine de Futenma hors de la province d'Okinawa, problème qui a mené le parti social-démocrate a quitter la coalition du gouvernement, et aussi à cause du problème d'accuses de financement illicite de parti ("affaire d'argent et politique") qui concernent le secrétaire du parti Ozawa, à qui Hatoyama demande de démissionner également. On parle de Naoto Kan, le vice premier ministre et ministre de l'économie et de la finance, comme potentiel succésseur.

(Voici un article du Monde qui résume parfaitement la situation.)

La tentative de guider le pays se termine par un échec pour Hatoyama, le premier premier ministre japonais dont j'ai suivi avec plaisir les affaires et le blog grâce au fait qu'il était de centre-gauche et qu'il parlait clairement.

(Asahi.com e un video del discorso di Hatoyama - in giapponese)

22 avril 2010

Ironia del destino

Ultimamente, essendo abbastanza intrippata con la prossima tappa della mia vita che, mi auguro, sarà l'apprendimento del mestiere di interprete, mi sono un po' documentata sulle possibilità di lavoro.
Ne risulta che il mio profilo, con qualche aggiustamento da arrecarvi negli anni (tipo recuperando il mio tedesco, che appresi da bimba e che è sepolto da qualche parte nel mio cervello), è quello del candidato a trovare lavoro sul mercato privato come freelance e nelle istituzioni europee piuttosto che all'ONU. Per lavorare come "staff member" all'ONU infatti, bisogna avere nella propria combinazione linguistica ben 3 delle lingue ufficiali - Francese, Inglese, Arabo, Russo, Cinese, Spagnolo - e io ne ho soltanto due.
Preso coscienza di dove mi potrebbe portare il mio lavoro, è riemerso il problema della nazionalità, che per lunghi anni è stato un tema per me di grande importanza. E che avevo sepolto per il troppo dolore di avere un passaporto di un paese di cui non so nulla e dove non ho mai vissuto (la Svizzera) e l'identità e il senso di appartenenza ad un altro (l'Italia). Come mai ho riesumato questo argomento doloroso? No, non sono masochista. Perché a quanto pare, nelle istituzioni europee si può lavorare come staff member (cioè avere un contratto di lavoro vero e proprio e non vivere di missioni come fanno i freelance) solo e soltanto se si ha la nazionalità di uno dei 27 paesi membri. Si presume che prima o poi uno nella vita prenda dimora fissa ed eserciti un'attività remunerata stabile che gli possa garantire sicurezza, cosa di cui io, vagabonda, prevedo di aver bisogno più di chi mi invidia una vita passata a scorrazzare tra un continente e l'altro.
Voi capite che io in quanto svizzera che ha sempre anelato a e avuto diritto alla cittadinanza italiana, mi mangio le mani ma appena un pochino.
Quando avevo tentato una domanda di naturalizzazione in virtù del fatto che riempo BEN 2 delle condizioni necessarie e sufficienti per diventare italiana - parentela con una nonna italiana e residenza ininterrotta di oltre 10 anni sul territorio italiano - con mio grande sdegno e disappunto me la si negò perché mi mancava il requisito di essere una lavoratrice che paga le tasse da 3 anni prima della domanda o avere i genitori in tale situazione se si è studenti.
Ironia della sorte: mio padre ha lavorato in Italia e pagato le tasse per tipo 20 anni ma è rimpatriato in Svizzera esattamente 3 anni prima del mio primo ingenuo tentativo di ottenere il passaporto italiano. Io non mi ero mai informata prima, i miei genitori neanche, nessuno poteva sospettarlo. La mia domanda non è stata accolta. Parlo di circa 3, 4 anni fa.
Me ne sono fatta una ragione pensando che non appena sarebbe stato possibile mi sarei messa a lavorare in Italia e dopo i regolamentari 3 anni avrei fatto domanda e poi ottenuto questo benedetto passaporto. Non prendo in considerazione, per una questione di principio e convinzioni mie, l'ipotesi di ottenere la cittadinanza attraverso il matrimonio, e comunque anche lì ci vogliono dai 2 ai 3 anni dalla cerimonia prima di far domanda.

Oggi compro il giornale e vado a leggerlo ai giardini.
E' una bella giornata di sole, si sta bene.
Scopro un articolo sulla naturalizzazione di circa 40'000 stranieri in Italia per il 2009. Scopro 3 fatti rivoltanti.
Innanzitutto in Europa l'Italia è fanalino di coda per questo fenomeno. Su 60'000 domande ne sono state accolte 40'000, mentre in Francia si viaggia sui 140'000 l'anno.
Secondo, per chi pensa di fare il furbo e sposarsi solo per ottenere la cittadinanza è stato varato un "pacchetto sicurezza" che impone di aspettare 2 anni se si vive in Italia 3 se si è all'estero prima di poter fare la richiesta. E' una posizione che condivido, tutto sommato. Peccato che ci sia un lato schifoso a tutto questo: per sposarsi bisogna presentare il permesso di soggiorno.
E in tutto questo ho scoperto che il tempo medio necessario allo stato italiano per analizzare e approvare le domande è di...4 anni, sia nel caso di naturalizzazione per matrimonio che per residenza.

Facendo un paio di conti cosa ne posso dedurre?
Ho ora 24 anni di cui 12 in Italia e una nonna italiana. Prima di diventare italiana, se la legge non cambia, dovrei aspettare, se tutto va bene:
-2 anni prima di laurearmi
-più altri 3 anni dalla laurea ponendo che riesca a trovare subito lavoro e ad esercitarlo in Italia come freelance, il che è molto più facile da scrivere che da fare
-più 4 anni perché la richiesta mi venga approvata
totale: 9 anni. Cioè, in altre parole, se io sono la candidata ideale per un dato tipo di impiego per svolgere il quale mi laureo a 26 anni, potrò pensare di occupare quel posto a partire dai 34 anni circa. E nel frattempo sarò virtualmente costretta/bloccata in Italia nonostante potenzialmente ci potrebbero essere proposte di lavoro più interessanti all'estero.

Non so se sperare in un'adesione della Svizzera all'UE oppure ad un cambio di condizioni di reclutamento in seno alle istituzioni dell'UE stessa, perché la questione della naturalizzazione è decisamente cavillosa, frustrante ed ingiusta.
Del resto, il fatto che gli svizzeri possano lavorare all'UE in quanto freelance sottolinea la loro sostanziale idoneità: se uno fa bene il suo lavoro, ha superato gli esami di accreditamento, ha residenza fissa e paga le imposte in un paese dell'UE e per giunta ha avuto una educazione più europea che svizzera, perché non deve poter lavorare nelle sue istituzioni?

Non avendo più fiducia né speranza nell'Italia spero nell'Europa come luogo dove le cose si fanno intelligentemente.

Ironia del destino? Il mio cognome è italiano.

19 mars 2010

Une lesson qui nous vient des japonais: l'avenir du nouveau parti au pouvoir pourrait intéresser les tories.

Les japonais adorent remarquer les ressamblances entre leur pays et l'Angleterre. Les deux occupent des îles situées à l'extrémité d'un continent avec lequel les relations sont parfois compliquées. Les deux sont des monarchies constitutionnelles avec un système parlementaire. Les deux peuples, dit-on, donnent beaucoup d'importance à la tradition, aux bonnes manières, aux jardins bien soignés, et au thé.

La comparaison ne s'étend d'habitude pas jusqu'aux partis politiques. Mais dans la semaine où David Cameron a lancé une campagne électorale avec le slogan “votez pour le changement”, les points en commun sont devenus plus difficiles à ignorer. Le premier ministre japonais, Hatoyama Yukio, a remporté une victoire écrasante en août 2009 grâce à un mantra similaire qui demandait du “changement de régime”. Sa performance au pouvoir suivant l'élection est une lesson a ne pas rater pour les tories.

Après être parvenu a démoniser le gouvernement sous le Parti Libéral-démocrate pour avoir guidé le pays pendant des décennies de gâchis, incompétence et corruption, le Parti Démocrate japonais de Hatoyama a vite dégringolé vers ses propres scandales. Le secrétaire général et stratège électoral principal, Ichiro Ozawa, a été pris dans une enquête sur des financement politiques. Depuis, des irrégularités financières concernant d'autres membres du parti ont été devoilées, et l'image de Hatoyama n'est pas sortie indemne des questionnements sur un héritage de part de la mère, précédamment gardé au secret, de 900 millions de yen. Tout comme Cameron, le premier ministre vient d'un background privilégié et est vu par beaucoup de japonais comme une sorte d'aristocrate.

Les critiques sur le Parti Démocrate japonais (centre-gauche) vont jusqu'à la politique économique, avec la déflation, les révenus qui tombent et une dette nationale qui arrive presque à 200% du PIL qui contribuent à augmenter cette impression que la nation entière s'envase façon GB. Ce n'est pas un hasard, et c'est d'ailleurs très irritant, si la Chine cette année va dépasser le Japon en tant que 2ème économie mondiale.

Parmi les problèmes que les tories pourraient rencontrer si ils prennent le pouvoir en Angleterre, les promesses du nouveau gouvernement de faire passer des réformes de budget, de redonner la priorité aux dépenses publiques, d'introduire des subventions pour les enfants et d'élargir le nombre d'écoles gratuites restent irréalisés et probablement infinanciables. En plus de tout ça, un changement controversé en matière de politique sur l'immigration se profile.

Jusqu'à maintenant, le Japon -cette nation volontairement homogène- a imposé de sévères limitations sur tout afflux d'étrangers. Mais une population vieillissante et une main-d'oeuvre qui fait défaut signifient que le pays a besoin de plus de travailleurs.

Les défenseurs du Parti Démocrate disent que le parti est sincère quand il affirme vouloir aider les gens et éviter que les puissants bureaucrates décident de tout en politique. Mais quelques erreurs au niveau intérieur en plus de la perspective d'un humiliant pas en arrière – ou d'un face à face dangereux- avec les Etats-Unis à cause du problème de relocalisation d'une base militaire à Okinawa ont eu un poids non négligeable sur la position publique du nouveau gouvernement.

A peine 6 mois après l'élection, le taux d'approbation a chuté à environ 40% alors qu'on spécule sur le fait que les partenaires de la coalition pourraient s'envoler et Hatoyama démissionner.

Comme il l'a souvent été le cas en GB dans de circonstances pareilles, le Parti Démocrate dispose d'une grande consolation. Au moment même où il se bat, ses concurrents sont obligés de se confronter, une situation d'opposition bien inhabituelle.

Yoichi Masuzoe, le leader plus populaire du Parti Libéral-Démocrate, a averti cette semaine qu'il pourrait bien former un parti de rupture. L'opinion pense que le Parti Libéral est “le parti bizarre et stupide” maintenant, a-t'il remarqué, et si il ne change pas rapidement il risque de ne plus jamais réussir à regagner du pouvoir. Cameron et les siens espèrent que c'est le même avenir qui guette le labour de Brown après les élections, et viceversa. Le nouveau parti au pouvoir du Japon est en difficulté, et nous promet des problèmes aux urnes en juillet. Mais ses opposants sont même encore plus mal en point.

Traduction d'un article paru sur The Guardian le 5 mars.


15 mars 2010

Challenge 25

チャレンジ25 - Charenji 25, Challenge 25. E' la sfida che si è posto il governo giapponese con l'adozione di un provvedimento per abbassare di 25% rispetto agli anni 90, ed entro il 2020, le emissioni di CO2.
In questo spot televisivo "motivazionale" potete sentire la voce di Hatoyama che dice: "Se non fermiamo ora il riscaldamento globale, l'ambiente della Terra si distruggerà. Per il futuro dei bambini, raccogliamo insieme la sfida di tagliare di più del 25% la CO2".

12 mars 2010

Les problèmes de la princesse Aiko et de sa mère, Sa Majesté Masako.

Une princesse bousculée, une lourde couronne.

Article de Martin Fackler, The New York Times- Tokyo Journal, 12 mars 2010. Traduction par moi-même.

Quand un fonctionnaire de l'Agence de la Maison Impériale a annoncé la semaine passée que la princesse Aiko refusait d'aller à l'école parce qu'elle avait été intimidée par ses camarades, il a fait bien plus que revéler un problème banal qu'affronte un membre de l'ancienne et reservée monarchie du Japon.

Il a aussi revélé un nouvel aspect d'un des drammes plus captivants mais mystérieux au Japon, la dépression et réclusion durée 7 ans de la mère d'Aiko, la princesse héritière Masako, qui fut une diplomate formée à Harvard. Aiko est fille unique de la princesse Masako et de son mari, le prince héritier Naruhito, largement reconnue comme un des rares motifs de joie pour la triste princesse héritière.

Cet episode a de nouveau soumis la triste histoire de la princesse Masako au regard sévère de la presse populaire. Les médias ici ont représenté en 1993 son marriage comme le compte de fées d'un roturier qui épouse un prince, mais ils ont ensuite pris une attitude de plus en plus critique face à son incapacité de donner au trône un héritier mâle. On estime que la pression toujours plus forte a laquelle elle a été soumise est une des raisons principales qui l'ont menée à ce qui a tout l'air d'avoir été une dépression nerveuse.

Depuis l'annonce de la semaine passée, la princesse Masako est reapparue pour accompagner sa fille à l'école et même assister aux cours. Certains commentateurs se sont essayés à des spéculations sur le fait que les problèmes de la mère auraient pu rendre Aiko trop sensible ou emotionellement fragile.

La question en ce moment est de voire si la nouvelle que sa fille a été intimidée va rendre les japonais plus compatissants vers son sort, ou uniquement alimenter les critiques. Certains affirment que l'état d'Aiko ne fera qu'augmenter les demandes de la part du parti conservatoire aux père Naruhito, 50 ans, de renoncer à succeder à son père, l'Empereur Akihito, 76 ans.

“Beaucoup de gens ne vourront pas qu'une famille en telle mauvaise forme devienne l'Empereur et l'Impératrice” a dit Akira Hashimoto, un ancien camarade d'école de l'Empereur Akihito qui a écrit plusieurs livres sur la famille impériale. “Si les problèmes d'Aiko persistent, cela ne fera qu'augrmenter la pression sur le prince héritier Naruhito.”

L'attention de laquelle bénéficie à nouveau la famille des héritièrs au trône a repris vendredi, lorsque le fonctionnaire principal de l'Agence de la Maison Impériale, qui gère les affaires concernant le prince héritier et sa famille, a annoncé à une conférence de presse de routine qu'Aiko restait à la maison à cause de maux d'estomac et crises d'anxiété. Le fonctionnaire, Issei Nomura, a ensuite revélé que l'agence croiyait que la princesse avait subi des comportements violents de la part de garçons dans son école primaire, même s'il n'a pas donné de détails.

Ce défoulement apparamment imprévu est sans précédants parmi les cercles très restreints de la famille impériale japonaise, si liée aux traditions, et il a immédiatement déclenché une couverture médiatique fanatique des médias japonais. Certains reportages ont critiqué Nomura pour avoir réagi de façon excessive à un problème commun que beaucoup de parents d'autres classes sociales doivent affronter.

Toutefois les mots les plus crûs ont été addressés à l'école primaire Gakushuuin, crée il y a plus d'un siècle pour éduquer l'artistocratie d'avant-guerre du Japon. Des tabloids ont rapporté avec ton scandalisé comment l'école avait laissé que des élèves courent, crient en classe et se bagarrent dans la cour – une cohue normale dans d'autres écoles, mais inacceptable dans une école partonnée par la famille impériale.

En réponse aux commentaires de Nomura, un directeur de l'école, Motomasa Higashisono, a dit que Aiko avait pris peur car deux garçons avaient failli la heurter par accident alors qu'ils couraient à travers le corridor pour aller au réfectoire.

“D'après ce que j'ai cru comprendre, il n'y a pas eu d'actes de violence ou intimidation à l'égard de son altesse la princesse Aiko” a dit Mr. Higashisono. Malgré cela on a parlé de la possibilité que la famille impériale coupe ses relations avec l'école à cause de cet incident.

De façon indirecte, cette saga a aussi augmenté les préoccupations de quelques conservateurs sur la question si le prince Naruhito est apte a monter sur le trône ou pas. Certains observateurs de la Cour, comme Hashimoto ont commencé à se demander comment le prince pourrait s'occuper de ses tâches en tant que Empereur alors que sa femme en est incapable et que sa fille ne peut pas aller à l'école.

Naruhito a partagé le blâme à sa femme de ne pas avoir eu un garçon, ce qui a causé un débat très politique sur le fait de casser avec des siècles de tradition et permettre ainsi à une femme de monter au trône japonais, une des monarchies plus anciennes au monde. Ce dèbat s'est terminé il y a trois ans quand la femme du petit frère du prince héritier, le prince Akishino, a donné naissance à un fils, assurant ainsi au moins pour une génération la succession avec un héritier mâle.

D'autres, toutefois, disent que l'incident à l'école pourrait avoir l'effet contraire, c'est à dire de faire éprouver au public de la compassion pour princesse Masako. Si elle était perçue comme une mère préoccupée qui affronte les intimidations à son enfant, un problème bien trop commun dans le système éducatif très stressant du Japon, cela pourrait la faire sembler moins distante.

“Cela impressionnera le public, le fait que Masako a des problèmes comme nous tous”, a affirmé Takeshi Hara, un professeur spécialiste de la monarchie à l'Université Meiji. “Cela pourrait apporter plus de soutient à elle et au prince héritier”.


Una lezione giapponese di diritto 時効廃止改正案

"Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 12 un progetto di emendamento della legge sul Codice Penale e sul Codice di Procedura Penale riguardante l'eliminazione della prescrizione per quanto riguarda crimini gravi quali omicidi.
Un ministro commenta: "Si tratta di un provvedimento che risponde alle vittime e alla voce dei cittadini per cui alcune cose non si possono perdonare". Il Ministro della Giustizia Chiba chiede che si agisca con tempestività, visto che si sta ancora usando la prescrizione.
La proposta di emendamento prevede l'eliminazione della prescrizione per reati gravi quali omicidio e omicidio con furto, e, per quanto riguarda altri crimini in cui "si è causata la morte di qualcuno", il raddoppiamento del periodo prima di andare in prescrizione. Inoltre verrebbero applicati gli stessi principi ai processi ancora in corso.
La proposta di emendamento verrà consegnata oggi pomeriggio al Parlamento".

Traduzione del servizio comparso su Yahoo News Japan il 12 marzo.

日本では今日、国会で時効の廃止を盛り込む刑法、刑事訴訟法改正案が提出されるのはイタリアのベルルスコに政権にとっては招くべき模範だと思います。


17 février 2010

Risultati concreti del primo Hato Café: assegni famigliari. 2011年度に子供手当へ

Dal blog di Hatoyama:

"Poco fa è terminato il primo Hato Café.
7 madri e 3 padri mi hanno fatto l'onore di venire alla residenza ufficiale e dalle 2 circa è iniziato l'Hato Café.
Ho avuto l'onore di prendere parte alla discussione poco dopo il suo inzio, e di sentire la voce di madri e padri che al momento si stanno confrontando con l'educazione dei propri figli.
Ho avuto diretto contatto con l'esperienza di queste persone che tirano su i figli in ambienti molto diversi, fatto scoperte anche inaspettate e ricevuto molte idee sagge.
Al fine di procedere con provvedimenti a sostegno dell'educazione questo incontro è diventato un punto di riferimento.
Desidero nuovamente ringraziarvi per questa opportunità.

Inoltre, molti volontari oggi sono venuti a prendersi cura dei figli delle madri e dei padri durante l'incontro. Tutto questo non sarebbe stato possibile se non con la presenza dello staff della residenza ufficiale. Grazie infinte.

Anche prossimamente proporrò temi diversi per ogni incontro dell'Hato Café, che intendo proseguire. Desidero ascoltare ancora di più i vostri pareri e cambiare questo Paese."

Ecco le impressioni del primo ministro, confermate dai fatti: le news del 15 febbraio parlano dell'assegnazione nel 2011 di circa 26 000 Yen (ca.260 euro)a persona come assegno familiare.

06 février 2010

Ho ricevuto (umilmente) molte applications

Dal blog di Hatoyama.

Nell'arco di 4 giorni ho ricevuto circa 700 domande per l'evento "Real Hato Cafe"propostovi poco tempo fa.
Ringrazio tutti per la partecipazione nonostante l'estrema brevità del periodo per fare domanda.

Per quanto riguarda le risposte mandatemi in merito ai quesiti quali"Come pensa che dovrebbe diventare il Giappone?", "C'è qualcosa che vorrebbe dire al Primo Ministro?" etc. numerose di queste sono state scritte da cittadini desiderosi di migliorare questo paese e partecipare alla politica, il che mi ha fatto commuovere molto.

Permettetemi in futuro di far riferimento ai Vostri pareri, numerosi dei quali erano molto costruttivi, incluse le critiche.

Per quanto riguarda il "Real Hato Cafe", permettetemi di selezionare i partecipanti in modo da fare una scelta equilibrata tendendo conto della Vostra età, del Vostro sesso e del numero e età dei Vostri figli. Chiedo scusa a coloro i quali non verranno scelti questa volta. Sarò felice se farete domanda per il prossimo Cafe.

Se il tempo lo permetterà, spero di poterVi mostrare anche il giardino.
Non vedo l'ora di poterVi incontrare.



30 janvier 2010

Primo Hato Café dal vivo

Se vi ricordate il primo ministro Hatoyama ha iniziato a tenere un blog, secondo una politica di sforzo a ridurre il gap con i cittadini. Nel primo post prometteva di creare uno spazio non solo virtuale ma anche reale di scambio e incontro. Ieri, venerdì, ha pubblicato in un nuovo post l'annuncio del primo "Hato Café" dal vivo. Avrà luogo il 14 febbraio, in presenza di Hatoyama stesso, e avrà per tema l'educazione dei figli. Sono invitati a fare domanda per partecipare - entro il 1°febbraio, quasi avessero paura di dare troppo tempo alla gente!- genitori con figli. Basta inviare una e-mail all'indirizzo indicato e rispondere alle seguenti domande:
- Il fatto di allevare, ora, per Lei un figlio, cosa le porta di positivo?
-Qual è secondo lei il suo compito principale nella vita quotidiana?
-Qual è il tema di attualità che Le sta piu' a cuore in questo momento?
- Secondo Lei come dovrebbe diventare il Giappone?
- Ha qualcosa da condividere con /dire al primo ministro?
- Per quale motivo ha voluto partecipare all'incontro Hato Cafe?

Il primo ministro scrive che spera di sentire il parere dei genitori sull'ambiente in cui crescono i figli e questioni relative alla loro educazione. Si propone poi nel futuro di dare ascolto a una vasta gamma di tipi diversi di "utenti", di età e occupazioni diverse, etc. Quando si recherà fuori Tokyo cercherà di organizzare i Cafe anche all'infuori della capitale.

Alla fine del post, in un carattere diverso, sono scritte le regole a cui ubbidire se si intende partecipare.
Mi hanno fatto sorridere perché sono uguali alle regole che avevo nel mio corso intensivo di "Comunicazione", il cui scopo era insegnarci a comunicare - specie dialogare in situazioni simili a conferenze- "alla giapponese".
Le suddette regole sono:
- Non è necessario arrivare a nessuna conclusione, né insistere troppo sulla propria opinione. Aspiriamo solo a un Giappone migliore dove sia possibile dialogare.
- Adottate un punto di vista personale e partite da esperienze realmente vissute per i vostri discorsi. Inappropriati sonoi "in generale" e i "di solito".
- Anche il primo ministro parteciperà alla conversazione. Siamo sicuri che avete molte cose da chiedere al primo ministro, ma state solo attenti a non focalizzarvi unicamente su questo.
- Esprimetevi nel modo piu' chiaro e facile da capire possibile. Non interrompete gli altri e ascoltateli fino a che abbiano finito di parlare.
- Metteremo a disposizione caffé, té nero, té e pasticcini. Sia i partecipanti che il primo ministri sono pregati di servirsi da sè (self-service).

Trovo tutto questo molto gustoso ed attendo con ansia l'esito...

26 janvier 2010

Un uomo rimane un uomo

Oggi la mia riflessione è alquanto semplice: un uomo, nonostante sia il Presidente della Repubblica francese, o il Primo Ministro del Giappone, rimane sempre un uomo.

Sarkozy. Un uomo complessato per la sua bassa statura, dalla mimica e dai gesti eternamente nervosi, che, in seguito alla programmata comparsa su TF1 di ieri sera, è stato tacciato di "prevedibile come al solito, ma stranamente calmo" di fronte alle lamentele e ai problemi di 11 interlocutori che impersonificavano le difficoltà dei francesi. Poverino. Si è tanto impegnato a non scoppiare in un accesso furibondo d'ira, è stato così bravo a trattenersi, eppure è tutto vano. In entrambi i casi, a piombargli addosso è solo critica.

Hatoyama. La recente svolta del Giappone, non ha neanche sei mesi di operato alle spalle che già lo abbattono a colpi di "è l'uomo meno carismatico sulla faccia della terra, e gli manca anche la leadership". Poi vive nella società giapponese, figuriamoci! Il suo blog sembra il giornalino intimo modello di un pargolo di sangue blu che fa correggere gli errori di ortografia alla madre, e quelli concettuali al padre che, severo, non gli elargirà mai un complimento, nonostante il visibile sforzo di non scrivere nulla di personale, nulla di sconveniente, nulla che non si deve. Ma alla fine neanche nulla di vero. L'ultimo suo post, ad esempio, è scandaloso. Linguaggio chiarissimo, ma contenuti...un concentrato di "impasto calcolato per il cittadino scontento e il Parlamento esigente". In sostanza un "quanto siamo bravi, abbiamo dato tot soldi ad Haiti", "Haiti ci è grata", "abbiamo ricevuto l'approvazione di tutti, a Montreal, per aver annunciato la nostra intenzione di dare altri soldi a Haiti" e, infine, il patetico e rivelatore "anche il Giappone è una terra facilmente soggetta a disastri naturali". Giusto se non si fosse capito per quale motivo agivano. Metterlo nero su bianco, pergiunta su un blog, è davvero il massimo dell'ingenuità e del cattivo gusto. I giapponesi sono in totale e totalizzante lotta con la loro coscienza, non sanno piu' cosa vogliono fare cosa debbono fare e cosa dovrebbero fare e per autoconvincersi scrivono delle belle frasi esteticamente ineccepibili che ai loro occhi giustificano l'azione in sè dettata da motivi tutt'altro che altruistici e morali.

Ma un uomo rimane un uomo, e il governo, che è fatto da uomini, rimane umano nella sua dimensione, e in quanto tale sbaglia. Basta seguire le news per venire bombardati da tutti questi errori.

15 octobre 2009

Aria di cambiamenti...

...nella scena politica giapponese!

Ogni tanto è bene confrontarsi anche con questi argomenti...in fondo per la prima volta da 50 anni in Giappone ha vinto l'opposizione. Per l'occasione ho deciso di tradurre il commento di un mio amico (Anthony, studia relazioni internazionali) e riportarlo qui. La fonte è: http://anthony-le-conquerant.over-blog.com/article-36290588.html

"Ecco un momento storico, che farà voltar pagina al Giappone, e che ho pensato potesse giovarvi conoscere![…]
Infatti il Giappone finora non ha conosciuto alternanza a livello politico: il Partito Conservatore, chiamato Partito Liberal Democratico (PLD), si è sempre accaparrato la carica al Cabinetto, l’organo politico supremo del paese, che dipende dal risultato delle elezioni parlamentari, dal 1955 a oggi. Tuttavia, da diversi anni numerosi ministri del PLD sono stati destituiti uno dopo l’altro, ognuno prima della fine del proprio mandato, vuoi per motivi di frode, di mancanza di risultati o semplicemente per mancanza di popolarità. E così è stato anche per l’ultimo, Aso Taro, vittima del suo carattere di “looser”, delle sue goffezze diplomatiche, della sua incapacità di tenere testa a ministri troppo chiacchieroni, e di una polemica che lo faceva passare per illetterato manco capace a leggere gli ideogrammi più comuni. Gli elettori (l’elettorato?) giapponese ha quindi reagito con un forte messaggio di stanchezza all’occasione delle elezioni dello scorso 30 agosto, comportamento anche coraggioso, conoscendo la tendenza a seguire e mantenere le cose come stanno, sia in ambito elettorale che non.

Ma concretamente, che cosa cambia? Chiederselo è lecito, perché si sa che sia di destra che di sinistra i politici giapponesi sono uomini che hanno ereditato straordinarie fortune familiari costruitesi non grazie alla recente industrializzazione del territorio bensì nel periodo feudale del 17esimo secolo. Sono quindi tutti quanti ricchi, tutti quanti laureati della stessa università, la “Todai” (Università di Tokyo) e specializzati presso qualche famosa università americana come Stanford, Harvard, Columbia o britannica tipo Oxford.
Il nuovo primo ministro non fa eccezione alla regola, visto che non solo è laureato a Todai e Stanford, ma è tra i piu’ ricchi del paese: da parte della madre ha ereditato l’impero del pneumatico Bridgestone. Siccome poi il suo partito è stato eletto per la promessa di ridurre il gap tra le classi sociali, ci si chiede come possa lui aver capito queste problematiche…
Ciò di cui invece possiamo essere certi, come assicurato dallo studioso Jeffrey Kingston, è che il ministro ha scelto “alcuni tra i più talentuosi e sperimentati e li ha messi in posti chiave” . Così abbiamo Naoto Kan all’ufficio strategie nazionali e che avrà il duro compito di opporsi alla pesante burocrazia che finora aveva funzionato in perfetta simbiosi col PLD. Missione delicata anche per l’ex-funzionario del ministero delle finanze Katsuda Okada, che si vede attribuire le relazioni esterne, che comprendono tra l’altro i casi della presenza militare americana sul territorio nipponico (48 000 soldati), l’indipendenza diplomatica dagli Stati Uniti e le agitazioni in Nord Corea. Senza dimenticare Sakihito Ozawa, per l’ambiente, che dovrà occuparsi degli impegni nipponici per il protocollo di Kyoto ossia la riduzione dell’emissione di gas a effetto serra. Caso molto importante visto che il PLD si è decisamente allontanato dagli obiettivi: nel 2008 anziché diminuire del 6% sono aumentate del 2, 3%.

Infine, la politica sociale deve non solo concentrarsi su un miglioramento delle condizioni economiche e degli stipendi senza andare a gravare sulle famiglie con nuove imposte sui consumi, ma anche iniziare ad occuparsi di argomenti cari all’opposizione che improvvisamente si ritrova in pole position: questi argomenti sono le ineguaglianze tra uomo e donna, l’alimentazione, il tasso di natalità…e di cui si occuperà Mizuho Fukushima."