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09 août 2010

Benvenuta in Svizzera...!


Mi ero ripromessa di non scrivere fino a settembre ma mi prudono le mani per cui eccomi qui, in veste di cittadina svizzera rimpatriata nonché traumatizzata. Dunque!
Il trauma non è irreversibile ma la sorpresa è tanta.
Sono ormai due mesi pieni che sono tornata nel mio ridente paesino di montagna e che ho annunciato alle autorità il mio rimpatrio nonché la presa di domicilio e residenza in questo comune delle alpi francofone.
Il suddetto arrivo e la suddetta residenza comportano degli obblighi a cui stranieri e svizzeri devono adempiere; quindi come previsto, in tempi molto brevi mi è giunta una lettera che - in sostanza- recitava "Ciao, noi siamo quelli delle assicurazioni sociali, ecco i tuoi obblighi " e giù la lista "ah sì, benvenuta in svizzera".
Questi obblighi sono di assicurarsi presso due entità: la cassa AVS - assicurazione vecchiaia e superstiti, nome che ha suscitato la mia ilarità non appena l'ho saputo- che in parole povere è la pensione, e la cassa malattia, cioè l'assicurazione malattia. Entrambe sono obbligatorie per gli svizzeri, in particolare la seconda, anche se non entrerò nel dettaglio. L'AVS è una cassa l'affiliazione alla quale inizia a partire dai 20 anni tranne se non si è in Svizzera (come me) e/o quando si inizia a lavorare. Avendo io iniziato a luglio un lavoretto part-time, ho fatto domanda per avere anche io il mio codice a 32 cifre (No, esagero) che serve a pagare contributi per la pensione.
La seconda è la dannazione di tutti gli svizzeri e il motivo per il quale i nostri stipendi sembrano così alti al resto del mondo: se uno vuole essere curato (ma anche se non vuole..!) DEVE assicurarsi (un po' come negli Stati Uniti, per semplificare), e son soldi. Sui 2,3,400 franchi a mese a persona, a seconda dell'età e del tipo di copertura. Se immaginate una famiglia con 2 figli maggiorenni, si fanno presto i conti. Ma non è mica finita qui: il "premio" di tot centinaia di franchi al mese non garantisce in nessun caso un rimborso totale delle spese mediche, perché ad ogni premio è associata una franchigia, una somma-tetto fino alla quale tutte le dette spese sono a carico dell'assicurato. Tutte queste cifre variano da cantone a cantone; ma per dirvi una cifra medio-bassa del cantone di Ginevra per una giovane adulta di 19-25 anni come me, sono 250-300 franchi di premio per una franchigia di 500 franchi.
Tuttavia la Confederazione Elvetica è magnanima, perché concede ad ogni straniero neoresidente, o ad ogni svizzero rimpatriato ben 3 mesi per stipulare un contratto di assicurazione malattia. "POLLEGGIO!", mi direte. "Mica tanto!", vi risponderei. E ora ve ne spiego il motivo.

Nel migliore dei casi, lo svizzero rimpatriato dispone di risorse che gli permettono di orientarsi, ad esempio ha della famiglia rimasta nel paese, perché altrimenti lo scenario che lo attende è da peggior incubo amministrativo-burocratico possibile. L'assicurazione malattia è non solo onerosissima, si tratta anche di una selva dove non è immediato trovare la propria strada.
Tanto per incominciare, le aziende pubbliche o private che propongono un'assicurazione malattia sono centinaia per cantone...agli occhi di un habitué, basterebbe paragonare con cura i premi di ogni assicurazione in una data area per scegliere - operazione che richiede notevole dimestichezza con siti quali bonus.ch o comparis.ch nonché una dose di pazienza e amore per lo schermo del computer fuori norma - ma per uno neofita la cosa è più complicata: i siti su questo argomento parlano al neofita di TelMed, HMO, medico di famiglia, assicurazione standard, assicurazioni complementari, assicurazione con o senza copertura incidente, bonus, franchigia ad opzione, Tarmed, LAMal, SAM. Avete presente ora, la selva.
Ora che ho fatto 30 non posso non fare 31 e lasciarvi così, per cui in breve renderò chiaro il cocktail di termini oscuri appena preparatovi (l'ho fatto apposta, perché possiate mettervi nei panni di chi in questo paese non ci ha mai abitato ed ha ricevuto il trattamento che ha ricevuto, come rivelerò più avanti).
TelMed, HMO, medico di famiglia e assicurazione standard sono i 4 modelli di base dell'assicurazione e si differenziano per il modo in cui le prestazioni vengono erogate. Le prestazioni erogate sono decise in base alla legge federale, quindi uguali per tutti e da ogni cassa malattia, ma il modo di erogazione dipende dal modello scelto. TelMed prevede consultazioni al telefono come primo contatto col medico in caso di malattia, HMO prevede che si scelga un medico all'interno di una lista e questo medico diventa il punto di riferimento per ogni problema e ti manda poi dallo specialista se ce n'è bisogno ma opera nel quadro di un raggruppamento di medici, il medico di famiglia è come in Italia, si sceglie da una lista ed è il punto di riferimento*, l'assicurazione standard, detta anche tradizionale, prevede che l'assicurato vada direttamente dal medico che gli aggrada, generalista o specialista che sia, ovunque si trovi nel cantone. L'assicurazione complementare come dice il nome copre tutto quello che non è coperto dal quella di base (declinata nei 4 modelli appena descritti), ad esempio spese di dentista ed altro. Non è obbligatoria. Con o senza copertura incidente si spiega da solo - per fortuna, una cosa intuitiva c'era- il bonus è la possibilità di ottenere riduzioni sul premio se per tot tempo non si è mai usufruito dell'aiuto dell'assicurazione, mentre la franchigia ad opzione è la possibilità di scegliere se avere una franchigia da 300, 500, 1500 o più franchi. Tarmed è lo schema in base al quale vengono stabilite le tariffe delle prestazioni mediche, LAMal è la legge che disciplina il tutto, il SAM me lo sono scordato, per dire.
Ora che vi è chiaro perché 3 mesi sono pochi per districarsi e fare una scelta, posso rivelarvi cosa mi è successo...
Di ritorno da una splendida settimanina di ferie in Italia - vacanze trascorse nel relax e nella serenità più totali- ho trovato 2 lettere di cui una era il secondo richiamo da parte dei simpaticoni delle assicurazioni sociali. Sì, quelli del "Ciao, ecco i tuoi obblighi". Costoro, non contenti di una lettera di richiamo dopo un mese di silenzio da parte mia, e non contenti di una telefonata da parte mia, fatta per spiegare che non potevo mandare prove della mia affiliazione all'AVS (cassa pensione) perché avendo iniziato a lavorare a luglio, non mi poteva ancora essere arrivato lo stipendio con la prova che pagavo i contributi a luglio stesso (!...mi sembra elementare no?), telefonata dicevo in cui ho approfittato di dire "Guardate che non mi sono scordata per l'assicurazione malattia, sto semplicemente informandomi, al momento, per fare la scelta giusta", non contenti, mi hanno mandato un secondo richiamo. Questo richiamo, spedito in data 30 luglio, a ben un mese dalla scadenza per l'affiliazione, mi minacciava, se non mandavo le prove della mia affiliazione ad una cassa malati entro 10 giorni, di denunciarmi alle autorità competenti..!!
Al che mi è venuta un'ansia senza precedenti, forse pari soltanto a quella provata per la pressapochezza e incompetenza della burocrazia italiana, di cui tuttavia ho imparato ad apprezzare la relativa (ma purtroppo casuale) flessibilità.
Pensate voi cosa mi tocca...
Pensate voi che impressione mi dà il mio paese di nascita...!
Il tutto è stato messo a posto tramite un'e-mail di spiegazione, come dicevo all'inizio non è successo nulla di veramente grave. Però è indicativo di quanto siano poco rilassati, per usare un eufemismo.
Speriamo che il cantone di Ginevra mi destini un'accoglienza migliore...!

Per ora, dalla Svizzera, è tutto.

*se ho ben capito differisce dal modello HMO perché costui può non esercitare all'interno di un raggruppamento, quindi ha costi di funzionamento più alti

22 juin 2010

Deliri da interprete-wannabe / Délires d'une aspirante interprète


Schizofreni.
Si dice schizofrenici in italiano.
Ma io ho detto "schizofreni", che chiaramente è un gallicismo.(Schizofrènes)

Ieri, per la prima volta da anni, ho fatto un gallicismo in italiano. Dopo mesi a preoccuparmi dello stato di salute della mia lingua madre, finalmente un segno tangibile della sua presenza in me.

Oggi, ho ricevuto una lettera dalla Fondazione Svizzera, che mi ha annunciato l'esito positivo della mia candidatura alla CiuP (Cité internationale universitaire de Paris) di Parigi.

Devon'essere segnali, per forza :P
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Hier soir, pour la première fois depuis des années, au lieu de faire un italianisme en parlant français j'ai fait un gallicisme en parlant italien, en disant "schizofreni" au lieu de "schizofrenici". J'en ai été ra-vie, un truc de malade. Mais bien sûr, que c'est à éviter! Mais quand vous n'arrêtez pas de faire des italianismes en parlant français - votre langue maternelle - et que ça vous fait souci, un gallicisme n'est pas si mal accepté! Après tout, c'est la preuve que ma langue maternelle est bien là et qu'elle recommence sa domination.

Et puis aujourd'hui, j'ai appris que je suis admise à la CiuP. Donc supposant que je serai admise à l'ESIT, pas de soucis à se faire pour le logement à Paris!

Si c'est pas des signes révélateurs, ça :P

Bon, il ne me reste "plus qu'a" passer les oraux...

22 avril 2010

Ironia del destino

Ultimamente, essendo abbastanza intrippata con la prossima tappa della mia vita che, mi auguro, sarà l'apprendimento del mestiere di interprete, mi sono un po' documentata sulle possibilità di lavoro.
Ne risulta che il mio profilo, con qualche aggiustamento da arrecarvi negli anni (tipo recuperando il mio tedesco, che appresi da bimba e che è sepolto da qualche parte nel mio cervello), è quello del candidato a trovare lavoro sul mercato privato come freelance e nelle istituzioni europee piuttosto che all'ONU. Per lavorare come "staff member" all'ONU infatti, bisogna avere nella propria combinazione linguistica ben 3 delle lingue ufficiali - Francese, Inglese, Arabo, Russo, Cinese, Spagnolo - e io ne ho soltanto due.
Preso coscienza di dove mi potrebbe portare il mio lavoro, è riemerso il problema della nazionalità, che per lunghi anni è stato un tema per me di grande importanza. E che avevo sepolto per il troppo dolore di avere un passaporto di un paese di cui non so nulla e dove non ho mai vissuto (la Svizzera) e l'identità e il senso di appartenenza ad un altro (l'Italia). Come mai ho riesumato questo argomento doloroso? No, non sono masochista. Perché a quanto pare, nelle istituzioni europee si può lavorare come staff member (cioè avere un contratto di lavoro vero e proprio e non vivere di missioni come fanno i freelance) solo e soltanto se si ha la nazionalità di uno dei 27 paesi membri. Si presume che prima o poi uno nella vita prenda dimora fissa ed eserciti un'attività remunerata stabile che gli possa garantire sicurezza, cosa di cui io, vagabonda, prevedo di aver bisogno più di chi mi invidia una vita passata a scorrazzare tra un continente e l'altro.
Voi capite che io in quanto svizzera che ha sempre anelato a e avuto diritto alla cittadinanza italiana, mi mangio le mani ma appena un pochino.
Quando avevo tentato una domanda di naturalizzazione in virtù del fatto che riempo BEN 2 delle condizioni necessarie e sufficienti per diventare italiana - parentela con una nonna italiana e residenza ininterrotta di oltre 10 anni sul territorio italiano - con mio grande sdegno e disappunto me la si negò perché mi mancava il requisito di essere una lavoratrice che paga le tasse da 3 anni prima della domanda o avere i genitori in tale situazione se si è studenti.
Ironia della sorte: mio padre ha lavorato in Italia e pagato le tasse per tipo 20 anni ma è rimpatriato in Svizzera esattamente 3 anni prima del mio primo ingenuo tentativo di ottenere il passaporto italiano. Io non mi ero mai informata prima, i miei genitori neanche, nessuno poteva sospettarlo. La mia domanda non è stata accolta. Parlo di circa 3, 4 anni fa.
Me ne sono fatta una ragione pensando che non appena sarebbe stato possibile mi sarei messa a lavorare in Italia e dopo i regolamentari 3 anni avrei fatto domanda e poi ottenuto questo benedetto passaporto. Non prendo in considerazione, per una questione di principio e convinzioni mie, l'ipotesi di ottenere la cittadinanza attraverso il matrimonio, e comunque anche lì ci vogliono dai 2 ai 3 anni dalla cerimonia prima di far domanda.

Oggi compro il giornale e vado a leggerlo ai giardini.
E' una bella giornata di sole, si sta bene.
Scopro un articolo sulla naturalizzazione di circa 40'000 stranieri in Italia per il 2009. Scopro 3 fatti rivoltanti.
Innanzitutto in Europa l'Italia è fanalino di coda per questo fenomeno. Su 60'000 domande ne sono state accolte 40'000, mentre in Francia si viaggia sui 140'000 l'anno.
Secondo, per chi pensa di fare il furbo e sposarsi solo per ottenere la cittadinanza è stato varato un "pacchetto sicurezza" che impone di aspettare 2 anni se si vive in Italia 3 se si è all'estero prima di poter fare la richiesta. E' una posizione che condivido, tutto sommato. Peccato che ci sia un lato schifoso a tutto questo: per sposarsi bisogna presentare il permesso di soggiorno.
E in tutto questo ho scoperto che il tempo medio necessario allo stato italiano per analizzare e approvare le domande è di...4 anni, sia nel caso di naturalizzazione per matrimonio che per residenza.

Facendo un paio di conti cosa ne posso dedurre?
Ho ora 24 anni di cui 12 in Italia e una nonna italiana. Prima di diventare italiana, se la legge non cambia, dovrei aspettare, se tutto va bene:
-2 anni prima di laurearmi
-più altri 3 anni dalla laurea ponendo che riesca a trovare subito lavoro e ad esercitarlo in Italia come freelance, il che è molto più facile da scrivere che da fare
-più 4 anni perché la richiesta mi venga approvata
totale: 9 anni. Cioè, in altre parole, se io sono la candidata ideale per un dato tipo di impiego per svolgere il quale mi laureo a 26 anni, potrò pensare di occupare quel posto a partire dai 34 anni circa. E nel frattempo sarò virtualmente costretta/bloccata in Italia nonostante potenzialmente ci potrebbero essere proposte di lavoro più interessanti all'estero.

Non so se sperare in un'adesione della Svizzera all'UE oppure ad un cambio di condizioni di reclutamento in seno alle istituzioni dell'UE stessa, perché la questione della naturalizzazione è decisamente cavillosa, frustrante ed ingiusta.
Del resto, il fatto che gli svizzeri possano lavorare all'UE in quanto freelance sottolinea la loro sostanziale idoneità: se uno fa bene il suo lavoro, ha superato gli esami di accreditamento, ha residenza fissa e paga le imposte in un paese dell'UE e per giunta ha avuto una educazione più europea che svizzera, perché non deve poter lavorare nelle sue istituzioni?

Non avendo più fiducia né speranza nell'Italia spero nell'Europa come luogo dove le cose si fanno intelligentemente.

Ironia del destino? Il mio cognome è italiano.

22 août 2008

30 settembre 2005

Facendo pulizia sul mio account deviantArt per renderlo operazionale in vista di Tokyo, ho trovato un vecchissimo post in cui narro la mia iscrizione all'università...e la scelta di giapponese...sto parlando del 2005, abitavo Revel e l'Uni era a Tolosa...sono rimasta di stucco. Leggetelo. E' un ottimo esempio di come non controlliamo nulla nella vita pur adoperandoci per renderla il meglio possibile...


"Divento sempre più pazza!!!! Niente post poetico, nè artisticamente meritevole, nè pieno di metafore e riflessioni metafisiche oggi; un resoconto semplice e fedele del mio Oggi. Sveglia 6:20, bus ore 7:00...una nausea...dovrò inventarmi chili e chili di cd da portarmi dietro e che ho voglia di ascoltare per 1h30 di seguito, se no sono fritta....avendo io il mal-di-mezzi-di-trasporto-tranne-l'aereo-ma-il-jet-privato-per-andare-a-lezione-non-ce-l'ho.
Arrivo a Tolosa; ah la vita cittadina! Frenetica, occupata, rumorosa, scombussolante, abitudinaria, anonima e individuale. Contrasti che mi piacciono. Ossimori, come sempre. Detesto la stazione è troppo grigia, preferisco le parti antiche, mattonelle rosse e palazzi d'epoca, chiese e castelli, soprattutto mattonelle rosse che mi ricordano tanto Bologna. Metrò 10 min e arrivo all'università. Caspita. E' più presto dell'ultima volta e c'è il triplo di gente, mi sono persa che era un giorno importante? Cmq sia- vado al mio rendez vouz per l'iscrizione. Aspetto 10 min.
davanti ad una porta che rimane ostinatamente chiusa e affranca un bel "bureau FERME" (ufficio chiuso)..finchè improvvisamente non si apre e vengo chiamata con poca gentilezza da una donna tozza mal truccata e kitsch sui sessant'anni. Questa qua ha vissuto anni da insoddisfatta della sua vita si capisce lontano un chilometro da come tratta la gente. Sprizza scontentezza da tutti i pori. Pazienza. Abbaia. Ops. E' a me che sta abbaiando. Fuori maturità diplomi carte di identità passaporti attestazioni di assicurazioni e responsabilità civile buste con francobollo foto formato carta d'identità foglio di immatricolazione si muova non abbiamo molto tempo che lingua ha scelto? E' arrivata così in fretta, un po' come uno schiaffo che sai di meritare ma che tuttavia non ti aspetti. Che lingua ho scelto? Non ci ho più pensato. Nè sul bus, nè ieri sera, nè di notte, nè niente, non ci avevo più pensato. Avevo accantonato il pensiero come si accantona un problema a cui si ha già trovato soluzione. Ma come faccio ad avere la soluzione se non conosco bene il problema? Sarà istinto. Ricompongo le idee, dico "Giapponese", ma mi affretto d'aggiungere che vorrei sapere se ci sono sanzioni particolari in caso di assenze, dato che si parlava nel caso del giapponese di "assiduité exigée". Non l'avessi mai chiesto. Speravo buone notizie, ottengo una sgridata e nisba informazione. Sarà il modo di fare in quel posto. Allora giapponese? E' sicura? No, non sono affatto sicura, ma vada per giapponese. Mi butto. Salto nel buio. Sorpresa. Variabilità della mia vita e di ciò che mi succede. Everything's in its right place. Non può andare male niente. La signora insoddisfatta e cattiva finisce il mio "dossier", dopo aver dichiarato che lei è la responsabile della mia facoltà. Ma bene. Già mi odia. Già la odio. Ma le passioni sono interessanti, danno un po' di pimento alla vita. Responsabile della mia facoltà. Che culo. Mi chiede che cosa è quella corrispondenza avuta con l'università il 10 di giugno, beh a dire il vero non so cosa ho scritto il 10 di giugno se magari mi dice l'oggetto, no ah se ne occupa lei, vaaaa bene. Ma basta che non si incazzi signora se mi avevate trattata "male" e rifiutato la mia candidatura a priori e che ora l'avete presa in culo perchè mio padre ha scritto al rettore dell'uni. Non è colpa mia.
Esco con sollievo e con la carta d'identità dello studente. Immatricolazione è una parola che non esiste qui. Meno male. Così non mi ricorderà che avrei dovuto iscrivermi ad un'università italiana. E così non penso al fatto crudele che i studenti del collegio saranno presentati ufficialmente domani- è stupido, oltre che inutile pensarci. Ma proprio stupido. Ma non ci penso, in quel momento. In quel momento so solo che ho 30mila orari da andare a prendere e altrettanti dettagli da verificare-dettagli tipo, se mi devo iscrivere ai gruppi di spagnolo e se sì quando etc...Ho passato 1h30 a cercare di capire! Quantomeno, sapevo dove andavo. Dai, proprio una nuova nuova non sembravo. E poi mi confondevo così bene nella folla! Tutti rastoni/e sfatti/e hippie etnici/che piercingati. Come me. Gongolo, sono a mio agio. Niente più Dolce&GabbanaRichPradaArmani ti guardo dall'altro in basso e ho un cervello che si riduce via via che spendo i miei soldi per vestiti firmati. E niente pavimento così pulito che mi ci specchio dentro-leggi IULM. Sarà un'università di merda, ma la gente che ci gira no, giudizi a prima vista, da confermare o confutare prossimamente. Comunque. Scopro di fronte ai cartelloni chilometrici con gli orari ed una sfilza di indecifrabili codici che stanno per nomi di corsi, che non sono l'unica ad essere persa. Io e una ragazza ci guardiamo, di fronte a spagnolo ESB200L e ESA1A0L e scoppiamo a ridere. Ogni persona che arriva è una potenziale domanda o risposta. Dopo un tot di domande vestite larghe colorate con capelli spettinati e 3 piercing per faccia, arrivano due risposte -dall'aspetto più professional- munite di fogli con carpette sotto in mano e qualche chilo in più. E' un caso, io descrivo. Ho scoperto che prenderò ESA...HJASF68767FS o quel che cazzo è. Poco importa. Me gusta toda la situacion. Obiettivo uno raggiunto, mo' vado a giapponese, li c'è poco da essere confusi - a parte quei strani simboli che, pare, imparerò a scrivere, sì proprio io, da qui a qualche mese- un solo corso ad un solo orario dato. Per la serie: o ti sta bene, o ti attacchi. Bene, ci sarà poca gente allora....(e si scoprì poi che le lezioni di giapponese-grammatica sono dispensate nell'anfiteatro e quelle di giapponese-versione nell'aula magna...ehehehe...)Ok allora forse il tutto non è poi così terrificante e confuso e confusionario, no? Andiamo a vedere inglese. Ritiro quanto appena detto. Un. bordello. di. gente. Ovvio, è inglese, lo fanno tutti. Quanti studenti siamo a quell'uni? Non ne ho la più pallida idea. So che a Tolosa ci sono 3 università, la mia è la più grande e popolosa, e ogni anno gli studenti che non abitano da quelle parti che cercano casa sono 50mila. Dov'è la calcolatrice....? A copiare gli orari di inglese ci ho mess tanto. 15volte3 per il primo semestre, 15volte4 per il secondo. Poi. Ho scoperto. Che avevo già un gruppo a cui ero assegnata per ogni materia. Ma questo l'ho scoperto 5 min. prima di tornarmene a prendere il metrò. Sfiga esistenziale vuole. Ho rivisto però la cara stronza segretaria della mia facoltà. C'è gente fantastica nell'amministrazione della mia facoltà, devo ammettere. Cazzo sono contenta, mi immagino quanta soddisfazione le da' il poter guardare dall'alto in basso tutti quelli che sono nuovi e fanno domande! Oggi di nuovo mi sono beccata un commento molto carino alla mia domanda-pur leggittima- di "che cosa faccio se la mia ultima lezione di economia finisce alle 8 e il mio ultimo bus è alle 7:15?". "Beh va che le lezioni si fanno in dei anfiteatri, te le vai a fare dove ti pare, segui quella che vuoi, poi il gruppo al quale sei stata assegnata ti serve solo per l'esame al quale presentarti.". Aaaaah...si ovvio. Scusa se non ho indovinato. Stronza.
Torno a casa, 1h20 di bus e ridaje, sarà meglio che mi abitui, ma c'è troppa campagna noiosa fuori dal finestrino. Ci devo tornare il 3, il 7, e il 10 prima di iniziare. Tutto questo è tremendamente normale, ma io mi sono divertita, non so per quale arcano motivo. Sarà. Che nessuno ti guarda in faccia. Eccellente! Nemmeno io...
E sono contenta: domani arriva il bastardo che sa farmi ridere. Gongolo. Arriva quello che mi fa sentire come mi
sento: Everything's in its right place. Anche se magari non è così. E' come dire: Sono innamorata. A volte capita che non lo senta, ma lo sono.(nuance...) E' come dire: Mi sento felice, profondamente felice. (ma non lo sono; per esserlo dovrei esserlo al 100%). Ma mi sento felice nonostante sia andato tutto più o meno a puttane e questa è già una conquista."

15 août 2008

Preparativi 4/5.

Ferragosto ed è già quasi tutto pronto. Mancano gli yen- se la banca si desse una mossa, e le valigie. (E ripassare kanji e espressioni di sopravvivenza...).
Ieri sono andata a Ginevra con mia sorella per fare richiesta di visto al consolato giapponese. 2 orette e mezzo di treno, Les Diablerets---> Aigle---> Geneve 83 CHFr. XD
Come previsto ci ho messo 10 minuti dalla stazione al consolato e 3 minuti e mezzo allo sportello. Un giapponese di età indefinibile e in perfetta camicia bianca e golf di lana beige - nonostante la stagione- mi ha "accolta": saranno uscite si e no 2 parole dalla sua bocca e non mi ha guardata in faccia nemmeno per errore (o per controllare che il passaporto lasciatogli fosse proprio il mio). Tutto a posto. E' giapponese. E' scortese guardare negli occhi direttamente e troppo a lungo, però fa un pò strano. Gli ho annunciato lo scopo della mia visita e consegnato i documenti. Pagato, preso la ricevuta, uscita. Il visto è pronto lunedi.
Abbiamo 2 ore da far passare a Ginevra, prima di risalire sul treno e fare tappa a casa della nonna.

Ginevra è quanto di più cosmopolita uno si possa immaginare. Per strada, arabi degli emirati in limousine, gironzolano attorno agli alberghi di lusso con camerieri in divisa nera e bordeaux; latinos e neri chiaccherano vistosamente fuori dai propri colorati locali alimentari o bar; asiatici di ogni tipo e in ogni salsa, dalla business woman al simil operaio; negozi taiwanesi e vietnamiti; ogni tanto uno svizzero, forse...a meno che si tratti di un inglese che abbia perso il gusto kitsch per il vestiario...di tutto c'è. Giretto sul lungolago, davanti alla sede delle United Nations, fotina con getto d'acqua sullo sfondo - uno spreco di soldi secondo me fare un getto cosi alto!!!Pace amen. Andiamo a prendere il treno, durante l'attesa ritiro fuori la ricevuta del consolato per darci un occhio e ...CAZZO. Single-entry visa. Io dovevo come minimo informarmi sul multiple-entry, visto che a Natale devo tornare a casa e ho già preso i biglietti d'aereo...panico. Mi insulto. Con tutto il tempo libero che avevamo, non ero stata capace neanche di accorgermi subito del mio errore e tornare là per tempo! E insulti anche al bonario addetto giappo che non mi aveva chiesto nè informato di nulla!!! Ovviamente non ho il numero sul cellulare, mi ricordo solo le ultime due e prime due cifre...uffa uffa uffa. Arrivate da mia nonna spendo 2 franchi per 20 secondi di telefonata al numero che da' i numeri e dopo pranzo chiamo. Il simpatico addetto si ricordava di me (senza aver visto che faccia avessi! però!). Mi informa che non è possibile avere un multiple entry, che devo chiedere all'Ufficio Immigrazione in Giappone un re-entry permit...ok...tutto a posto...speriamo!
Da mio nonna ho anche avuto occasione di far finta di strimpellare il pianoforte - la mia passione perduta...poi avendo pure dietro l'ipod mi sono sbizzarrita a riprodurre canzoncine di Yann Tiersen ma li è finito il mio divertimento.Rientro a Aigle dove ci sono venuti a prendere i vecchi (intendesi: i genitori) per mangiare fuori.
Che altro? Rifarò una gita per andare a prendere il visto settimana prossima...

06 juin 2008

Ammessa alla Waseda!早稲田大学の留学生になった!


6 mesi dopo la pubblicazione delle graduatorie e 3 mesi dopo la spedizione dei documenti, l'Università Waseda mi ha finalmente risposto, alleluia, e coro di angeli!
*.* Gongolo *.*
Mi hanno ammessa al programma di lingua giapponese, faro' SOLO GIAPPONESE 26 ore a settimana per 1 anno, che è come dire "addio cervello".
Staro' in campus. Arrivero' a Narita il 9 di settembre.
Oddio è tra 3 mesi. A pensare che tra 3 mesi dico addio al mio moroso per praticamente un anno mi viene decisamente dell'angoscia XD
Pero' i voli hanno prezzi abordabili solo se comprati per andata e ritorno quindi per la piu' grande gioia di tutti prenotero' subito il volo di ritorno per Natale.
Sono emozionatissima, mi sono arrivate tutte le informazioni del periodo di orientamento a settembre, giorno per giorno, il questionario per l'affidamento delle camere (fumi? non fumi? bevi? ti droghi? sei tranquillo? a che ora vai a letto di solito?) e quant altro...mamma mia...non vedo l'ora...

17 février 2008

Tutti i documenti per andare in Giappone... 日本に行くための手続き


Mercoledi 20 ho appuntamento col Responsabile delle Relazioni Internazionali della mia uni per consegnare tutti di documenti per andare in Giappone. Verranno spediti alla mia futura università, se non manca nulla, se va tutto bene.
Ho pensato che forse eravate curiosi di sapere di che si trattava. Beh, c'è giusto un po' di roba XD...
来週の水曜日、私の大学の国際関係の主任と予約があります。全ての日本へ行くのための手続きの提出をしに行きます。全部は大丈夫なら、早稲田大学に送ります。たぶん、ある人は、その手続きは何だろうと考えているでしょう。ちょっと説明してみますが、いろいろなことがあります・・・
Infatti ci sta appena tutto su un tavolo ^^ 机はその手続きでいっぱいですね、見て。
Potete vedere dalla checklist che i documenti sono divisi per 1) quelli che interessano all'università 2) quelli che servono ad ottenere il visto d'ingresso nel paese e quindi interessano l'Ufficio Immigrazione.
チェックリストで、どんな書類は大学が必要だ、どんな書類はビサのために必要だ読めます。
Per l'Università:
- Application for Admission (dati anagrafici, background scolastico e simili
- Una pagina scritta in giapponese in cui spieghiamo perchè vogliamo studiare là, frequentando il corso per cui si sta facendo domanda.
- Certificato di Iscrizione all'uni.
- Certificato dei voti.
- Parere dell'Insegnante di giapponese sul candidato.
- Esercizi di giapponese completati come meglio poteva dal candidato, per capire a che livello potrebbe essere.
- Se uno ha superato il JLPT (Japanese Language Proficiency Test), risultato; in alternativa, un'ulteriore certificazione di competenza linguistica giapponese.
- 6 fototessere
- Domanda per borsa di studio JASSO o MONBUKAGAKUSHO (per chi la richiede)
大学のためは
・早稲田大学別科日本語専守課程願書 (自分の個人情報や家族についてや小学校と高校と大学の名前などです。)
・別科日本語専守課程留学計画書 (なんで早稲田へ勉強しに来たがっているの?その後で、何をするつもりですか?について日本語で文書です。)
・今の大学の在学生の証拠。
・今の大学の成績証明書。
・今の大学の日本語教師が書いた学生日本語能力証明書。
・日本語能力チェックシート (練習です。)
・日本語能力試験が受けましたら、得点とレベルは何ですか。
・写真はむっつ
・日本奨学金の願書
Per l'Ufficio Immigrazione:
- Application for Certificate of Eligibility (chi sei cosa fai cosa vuoi fare in Giappone, come pagerai il tuo soggiorno se sei studente e dove abiterai e chi è il tuo garante)
- Curriculum Vitae (naturalmente bisogna indicare tutte le scuole frequentate con luogo e data, nonchè precedente epserienza di studio del giapponese etc)
- Dichiarazione di disporre di sufficienti mezzi per sostentarsi per un anno.
- Saldo del conto corrente con ALMENO 1,000,000 Yen (circa 6000 Euro)
- Dichiarazione fatta da qualcun altro che ti paga il soggiorno in Giappone se non sei tu a pagartelo, e suo saldo del conto corrente.
入国管理局へ
・在留資格認定証明書交付申請書 (あなたは、誰ですか、何をしていますか、何で日本に行きたがってるの、日本で何をするつもりですか、学生ならどうやって払う、どこに住むつもりですか)
・履歴書
・預貯金残高。1’000’000¥ミニマム(最少)
Alla fine non c'è nulla di cosi complicato. Forse l'unica cosa un po' cosi' è dover avere cosi tanti soldi in banca, ma per tutti i paesi è cosi (anche in Italia per chi non lo sapesse!).
あんまり難しくなかったと思います。たぶん、問題は1’000’000¥ミニマムでしょうね。でもね、全ての国と同じです(イタリアへ勉強しに行きたがってる時も、お金がなければ、だめです!)





30 janvier 2008

Domanda di ammissione e burocrazia・願書と手続き

A settembre 2008 parto per Tokyo, a studiare all'università...
9月から、東京で勉強をしよう・・・

Ma prima..un sacco di burocrazia da fare!
でも、その前には手続きがたくさんあります!何よりもまず:別科日本語専修課程留学計画書です。
Ancora da migliorare ma tendenzialmente ecco il testo che sottomettero' all'Università Waseda per fare domanda di ammissione al corso intensivo di lingua giapponese. Naturalmente è in giapponese di tipo vu vu cumprà, ma si fa quello che si puo'. Non ve lo traduco proprio per questo. A grandi linee spiego che secondo me è necessario studiare le lingue nel paese in cui si parlano, e che vorrei potermi arricchire anche del punto di vista del giappone una volta che ne avro' imparato la lingua (detto in modo mooolto meno sofisticato eh :P). Concludo spiegando che vorrei scrivere una tesi di laurea di linguistica, probabilmente sui dialetti, e che vorrei diventare traduttrice.
外国語の勉強を自分でしたら、その外国語を使っている国へ行かなずに、外国語をよく学べません。特に日本語の場合に日本へ行くと住むことが必要だと思います。さらにイタリアには日本語が全然見えないし、聞こえないし、日本文化を学べないし、必ずに日本で日本語の勉強をするつもりです。将来、日本の新聞と作家を読めるようになりたいんです。現在の世界で、いろいろな意見をわかることは大切だと思うからです。さらに、日本人の美学や哲学に興味があるから、日本人が書いた本を読んだほうがいいです。
最後で時々日本人と短く話せたうれしかった、もっとコムニケーシオンを改良するつもりです。

イタリアへ帰った時、卒業小論文を日本語の言語学について書くつもりです。まだ、もっと詳しく決めませんでした、でも方言は面白いと思います。
将来、訳者になりたいんです。

だから、早稲田大学の別科日本語専修課程を通いたいのです。