11 octobre 2008

Corso e lezioni...la mia università.




Ne ho parlato un po' con tutti ma ancora non vi ho dedicato un post: le lezioni all'università.

Magari a qualcuno interessa...

E magari qualcun altro verrà rimandato qui se per l'ennesima volta mi chiede cosa sto facendo da queste parti!

Dunque per andare in ordine, sono all' Università Waseda, che è considerata la seconda migliore università del paese in assoluto e la prima tra le università private. Il campus si trova a Shinjuku.

Sempre per gli amanti di statistiche e numeri, è l'università giapponese col maggior numero di stranieri (2800, tra iscritti a tutti gli effetti e studenti di scambio).

Io sono studente di scambio, ovviamente. Uguale: rimango un anno accademico e non mi laureo qui. Il mio corso si chiama Intensive Japanese Language Program, altresi' BEKKA in giapponese (abbreviato) e consiste di soli corsi di lingua giapponese insegnati in giapponese. In sostanza siamo cavie perchè apparteniamo al centro di ricerca sull'insegnamento della lingua giappo hihi.

Per completare il suddetto corso devo ottenere 13 crediti per semestre. Calmatevi: non c'entrano niente con i nostri crediti quindi non provate a paragonare i 60cfu bolognesi ai 26 wasedesi.

Ogni semestre ci sono 5 corsi obbligatori per un totale di 5 crediti e sono listening, writing, oral expression, reading, grammar. Come corso base, a scelta tra due ho preso quello di comunicazione che da solo vale 5 crediti ed è parecchio tosto. Come corsi a piacimento ho scelto imparare giapponese dai dorama (=serie televisiva, solitamente rosa), regole dello scritto (un approfondimento), kanji (ideogrammi. Che senno da sola non mi ci sarei mai messa), per 1 credito ciascuno.

Ho "solo" 13 lezioni di 90 minuti a settimana, ma sono invasa dai compiti e dalla roba da studiare.

Ogni giorno, ad ogni lezione, c'è un test, che conta per il voto finale chiaramente, e arrivare impreparati equivale a non capire una cippa di che si sta parlando. A volte anche se si arriva preparati è una lotta con dizionario elettronico e memoria per seguire cio' che dice il prof. Ma tutto questo è molto challenging e mi piace!


A listening abbiamo una prof. simpaticissima che sa sempre far esempi divertenti. Solitamente ci da' una lista di vocaboli nuovi, ce li spiega un attimo e poi ascoltiamo le news che contengono i vocaboli appena imparati.

In una lezione ho imparato a capire e dire "un individuo è stato arrestato dalla questura di Tokyo per violazione della legge sulla detenzione di stupefacenti, avendo clandestinamente portato 2, 3 chili di eroina per un valore di 10 milioni di yen" o qualcosa del genere. E non me le scordo piu' ste parole. Metodo impressionante.

La prof. di writing ha una parlantina dal ritmo variabile, ma il suo corso è comunque interessante. La foto degli appunti sotto mostra appunti presi a quella lezione. Ci insegna a evitare frasi che pur essendo corrette grammaticalmente suonano un po' ..bambinesche e strane, ecco.



Espressione orale sarà una goduria per tutti i timidi. Finora abbiamo guardato documentari TV per poi parlarne con frasi tipo insegnateci appositamente, ma pare che costruiremo un sondaggio per andare a fare interview per strada. Molte risate in prospettiva.



Non descrivero' qui pubblicamente le caratteristiche della prof. di reading per essere politicamente corretta. Dovendomi limitare a descrivere il suo corso direi che è forse quello con piu' studio individuale. A inizio lezione ci distribuisce una lista di vocaboli sconosciuti e oscuri alla maggioranza dei comuni mortali che come me studiano giappo da 3 anni e pretende che li impariamo all'istante per poi passare immediatamente a leggere ad alta voce davanti a tutti un articolo di giornale. Ci sono momenti in cui ti vorresti sotterrare. Ah e poi naturalmente bisogna rispondere a domande di contenuto sull'articolo. Beh naturale no? XD...Questo è un corso dove non capisco una cippa e rimando la comprensione al momento in cui mi siedero' alla scrivania per tradurre con calma l'articolo. Cosa che faro' dopo aver finito questo post : D


Grammatica. Utile, indispensabile, prof. severa. Pero' ci ha regalato il libro di testo. 3000 punti. Forse era per redimersi dall'averci detto "queste sono cose che gia' dovreste sapere, se non le capite tornatevene al livello 4" dopo un test riassuntivo del livello inferiore al nostro. Magari non è una frase grave, ma detta da una giappa che per giunta ti sghignazza in faccia non è il massimo della vita.

Comunicazione. L'ho scelto perchè non c'è libro di testo e siamo obbligati a parlare un sacco tutti i giorni. Inoltre è l'unico corso che non ha cadenza settimanale bensi' quotidiana. In una settimana ho gia' fatto progressi visibili, quindi non mi pento di averlo scelto, anzi. Sto anche facendomici degli amici. Il metodo è banale, scegliamo un tema e ne discutiamo in gruppi di 4 persone, curando la propria esposizione ovviamente ma anche la comprensione di cio' che dicono gli altri,poi riassumiamo il tutto per iscritto, aggiungendoci commenti. Ma cavolo se funziona.

Imparare giapponese dai dorama è il sogno di molti, non a caso siamo nell'aula magna. Guardiamo Orange Days, una puntata a lezione. Ludico e utilissimo per capire che caspita dicono quando parlano. Viva le differenza tra scritto e orale!

Regole dello scritto si focalizza sull'uso corretto dei connettori e su alcune particolarità della lingua che ci risultano ostiche, tipo l'omissione o meno del soggetto. La differenza tra ha e ga. Chiaro finalmente. Ci voleva un corso alla Waseda perchè qualcuno affrontasse la questione e me la spiegasse!

Infine kanji, che posso dire, uno mi obbligo a farli iscrivendomi a questo corso, due allo stesso tempo imparo parole nuove che posso usare anche negli altri corsi. Scelta obbligata.

E cosi!

Ora pero' vi pianto senza conclusione perchè i compiti mi stanno aspettando...per l'appunto!

10 octobre 2008

Visita al Senso-ji



Il senso-ji è il tempio shinto piu' famoso di Tokyo. Si trova ad Asakusa (nord est indicativamente) e oltre che dagli stranieri è molto frequentato anche dai giapponesi. Io ci sono andata week end scorso ma non intendendomene di arte orientale non posso descrivervelo a parole...ecco dunque il video.
Qui sotto invece la foto dello "strumento che serve a purificarsi mani e bocca tramite acqua" XD mi vergogno a non saperne il nome giapponese!! E' del tempio Meiji.

Prendendo la metro di sera

09 octobre 2008

1 mese in Giappone!


...è volato!

Ieri un altro episodio carino. Cartoleria dell'Università, dopo aver pagato la cassiera mi parla!!! Come già ho avuto modo di dire è raro che un impiegato esca dal suo ruolo per fare due chiacchere, con uno straniero poi...mi parla incuriosita dal mio modo di usare le bacchette: per legarmi i capelli anzichè mangiare : D E cosi ho scambiato due parole anche con la cassiera della cartoleria...

05 octobre 2008

Solitudine in tutte le salse


Sopra: una coppia sul fiume Sumida
Sono d'umore molto variabile in questi giorni: sabato volevo a tutti i costi staremene per i fatti miei, e cosi sono partita a farmi un pomeriggio di turismo da sola, oggi invece il contrario, dovevo a tutti i costi trovarmi della compagnia per non deprimermi. Gli effetti collaterali di Tokyo suppongo!
Quello che mi colpisce è l'indifferenza della folla.
L'indifferenza della folla alla stazione di Ueno di fronte a una donna piuttosto anziana accovacciata nella sua stessa urina il viso coperto dalle mani, in lacrime, aiutata sotanto da suo marito che pulisce per terra e nel frattempo le parla, forse cercando di rassicurarla. Non un cane che si sia fermato. Vanno tutti dritti per la loro tangente, sembra non li vedano neanche. Eppure stonano col panorama. Tra tutta quella gente ben vestita, sobria e alla moda, che schizza con decisione verso l'entrata della metro, è impossibile non notare una donna accovacciata, per giunta vestita di rosso e abbastanza in carne, cosa rara in Giappone.
Un altro esempio. Oggi ben due volte ho visto 2 ragazzi sulla ventina o forse sui 25 anni dormire per terra. In pieno giorno, per strada. Non mi sto scioccando per la cosa in sé. A tutti puo' capitare di essere in coma etilico (soprattutto se sei giapponese!!!) o di essersi sentiti male, o di non essere riusciti a tornare a casa con l'ultimo treno ( soprattutto se abiti a Tokyo!). Pero', caspita, qualcuno ti sveglia! Qualcuno ti da una mano, chiama la polizia o che. Qui niente. Uno dormiva di fronte alla stazione Takadanobaba. La gente ci girava attorno per entrare. Un altro dormiva sui gradini di una scala per andare sul lungo fiume a Izumi, dove sono stata oggi per un BBQ. Li alcuni ragazzi si sono avvicinati e hanno iniziato a toccarlo dove voi ben capite, cercando di svegliarlo e sghignazzando. Mah.
Ma questa folla...hanno tutti le loro vite, tutti i loro pensieri, e sembra si bendino gli occhi quando c'è qualcosa di sgradevole da vedere. Guai a contaminarsi la vista!
Ho questa brutta impressione.
Izumi Tamagawa, dove abbiamo fatto un BBQ
Per fortuna che per compensare queste brutte cose i giapponesi hanno inventato dei dolci fantastici che farebbero dimenticare qualsiasi amarezza :P
I ningyouyaki 人形焼, la mia nuova droga ^__^

02 octobre 2008

Koi Pinku!

..non è una parolaccia, bensì un attributo che caratterizza il nuovo oggetto di cui sono entrata in possesso oggi: il cellulare. E koi pinku significa rosa "intenso". Leggi pink..leggi femminile...fashion..cool...giapponese insomma!

(ecco il mio nuovo miglior nemico ed io)

E' frustrante. Innanzitutto, devo osservare che i giappi sono disposti a spendere quite a sum of money per il cellulare, perchè questo era il modello piu' schifoso sul mercato e mi viene a costare 5800 yen il primo mese e poi 3000 yen al mese (18Euro/mese). Poi nel caso particolare di chi non sta in Giappone per 2 anni c'è un prezzo per chiudere il contratto, ma va be.

E poi non lo so usare!

E' tutto scritto in giapponese (ma va!) e francamente ho fatto fatica a inserire dei nomi..per fortuna pero' c'è l'infrarosso per spedirsi le info del contatto! E ancora non ho capito come metterlo in modalità silenziosa o con la vibrazione. Ce la farà il nostro eroe a tradurre il manuale prima che sia ora di tornare in Europa???

Detto cio' è anche vero che non spendendo poi cosi tanto per il cibo sono ben disposta ad avere questo gadget ultra trash/moda/droga leggera per comunicare con gli amici e ricevere avvisi dai professori. Posso guardarci la tv, andare su internet, mandare e-mails, fare foto...metterci la carta suica della metro...ci manca solo che ci si depila col cellulare...

Ed è cosi pinku! In italia mi vergognerei ad andarci in giro, qua invece fa un effetto diverso...ad esempio non credo che mi mettero' a vestirmi secondo la moda femminile giapponese, ma in quanto a cellulare rosa come potete vedere ci sono cascata in pieno e mi piace! Non mi rimane che sperare di riuscire a usarlo presto e efficacemente... per la serie "un messaggio non si scrive in 15 minuti, ma 2."..

27 septembre 2008

Piccoli piaceri quotidiani...

Per me il cibo e la cucina giapponesi sono fonte di continuo piacere...anche soltanto mangiare un onigiri preconfezionato del conbini è un momento che pregusto e che mi fa contenta. Ogni giorno non vedo l'ora del pasto insomma! (non che non fosse cosi in Italia... golosa ero sono e rimarro'! :P) E' bello stare in un paese dove potenzialmente ogni giorno potresti scoprire qualcosa di nuovo anche dal punto di vista culinario. Nonostante le inevitabile sorprese. Tipo il natto non mi è piaciuto, intendiamoci! Sono semi di soia fermentati...sono chicchi tipo lenticchie come consistenza ma piu' grossi e di un colorino poco invitante. Il natto o si ama o si odia e io propendo decisamente per la seconda! Ma sostanzialmente mi diverto a provare, ad andare a caso anche perchè mica capisco i menu...
L'altro giorno sono andata con una mia amica italiana in questo posticino qua--->


che sta vicino a dove abito e fa ottimo udon e soba.
Quindi oltre all'aver mangiato bene per poco (1,80 Euro gli kake udon, cioè pasta in brodo se vogliamo -ma proprio se vogliamo perchè sono contro a questo tipo di similitudine)--->
il tenutario (non so come chiamarlo se no..il cuoco-cameriere-forse proprietario? ci ha pure rivolto la parola per scopi non di ordinazione! Chiedendoci cosa facevamo in Giappone, cosa studiavamo etc..una cosa credo abbastanza rara...o quantomeno è la prima volta da quando sono arrivata che in un negozio/ristorante mi si parla in veste di "non impiegato"..di solito è tutto un "benvenuto/ ho capito l'ordinazione /ecco il suo *nome del piatto*/ grazie arrivederci"...non so se capite cosa voglio dire!
Quindi immediatamente questo posto mi è diventato caro...a riprova del fatto che come io sostengo da anni, è la gente e non il posto che fa la differenza.


Di queste piccole cose è fatta la mia vita qui. Ed esattamente questo cercavo.

24 septembre 2008

Gli ultimi giorni in 3 parole chiave: raduni, nomikai e abbuffate!

Direi che posso passare oltre questi giochi di parole in giapponese giovanile - accessibili e/o sconvolgenti o meno che siano per voi lettori miei- e raccontare un po' di raduni e abbuffate! Com'è noto in Giappone si usa andare a bere dopo il lavoro con i colleghi, in modo da stringere rapporti armoniosi (armonia è la parola chiave..mai litigare, mai avere contrasti apertamente!), che poi in realtà sembra si usi andare a bere non appena se ne presenta l'occasione...nonostante per motivi genetici i giappi non reggano affatto l'alcool! Evviva le contraddizioni, pero' in effetti hanno ragione, ci mettono cosi poco ad ubriacarsi che spendono pure poco....e qui nel pub in cui sono andata finora l'happy hour non è una fascia oraria breve, ma dura fino alle 9 di sera di modo che se uno arriva presto si sfonda subito in poche parole. Queste bevute in compagnia si chiamano nomikai. E quando dico che se ne fanno molti intendo che per esempio alcuni club universitari si spacciano per club seri ma poi in realtà l'unica attività che svolgano sono i nomikai hi hi. Io mi ci sono molto divertita!(ai nomikai). A parte l'ovvio problema del comunicare in un posto affollato e rumoroso con la musica di sottofondo..già è difficile da uno a uno in condizioni buone..! Ma insomma, faccio del mio meglio. Sabato scorso siamo andati a un tabehodo(?) ("mangiata a volontà"...) che includeva le bevute a volontà per un prezzo fisso, il cibo era occidentalizzante quindi niente di eccezionale ma in compenso c'era dell'ottimo punch e sake (nihonshuu).
In sala (sopra) siamo tutti noi..

Invece ieri siamo andati a mangiare l'okonomiyaki e il monja, che han questo lato ludico perchè sei tu che te li cucini su una piastra rovente al centro del tavolo...e anche li si pagava un prezzo fisso all'ora. Tutto ottimo e divertente! Seguito da hanabi al parco e infine da un invito a casa di Koko, una ragazza appena tornata dall'Overseas a Milano! (e a casa sua, indovinate un po' cosa abbiamo fatto???). Molto gentile perchè casa sua è la stanza che vedete sotto, ci siamo stati addirittura in 22 ^^


...e per concludere in bellezza stasera sono andata a mangiare i ramen, per la prima volta veri ramen..che delizia, altroche quella roba preconfezionata e precotta che si trova nei supermercati asiatici in Italia! Guardate un po' cosa ci si puo' gustare per 850 yen (suppergiu' 5 euro)...piacere degli occhi e del palato!


(Anche se dalla foto sembra una fonduta, non c'è formaggio, quello è brodo)
Il tutto pure in compagnia! Ora vi starete chiedendo: ma la Stephi mica aveva vinto na borsa di studio per STUDIARE?..non vi preoccupate..tempo 5 giorni e lo scopo ufficiale della mia permanenza si concretizzerà in esattamente 13 volte 90 minuti di lezioni settimanali...

21 septembre 2008

Parole, parole, parole

Quando siete in Giappone,

Non dite "cin cin", nè "ottantacinque" (la traduzione ve la risparmio, almeno pubblicamente..ovviamente è a sfondo sessuale!)..
E non pensate che sia stata io a chiedere di imparare cose del genere, perchè è colpa dei miei nuovi amici giapponesi che sin dalla prima sera si sono lanciati in prouesses del tipo "in italiano so dire CAZZO e PER FAVORE SIGNORA, FAMMI UN POMPINO"....con un accento esilarante...poi non sono credibili...troppo divertenti! Ma dunque torniamo alle cose serie, se dovete fare cin cin dite "campai", se dovete dire 85 ditelo in qualsiasi altra lingua...

E se sentite qualcuno dire che vorrebbe mangiare Pisa, in realtà intendeva la pizza... :D

E sempre per la serie "giochiamo con le parole", qui sopra ecco un cartello in una profumeria...con japan gays reunited che vi augurano un buon bagno!

Turista non per caso

Shinjuku, uscita ovest della stazione, vicino al Metropolitano Government Office e sotto uscita est, quartiere di negozi Domenica, tempo piovoso, tifone evitato ma un terremoto in compenso (io non ho sentito nulla..dormivo come un ghiro suppongo!)...e un po' di tempo per mostrarvi delle foto! Dal momento che le lezioni iniziano il 29 e che sembrano tostissime, visto anche il livello in cui sono entrata dopo il placement test, sto cercando di uscire il piu' possibile ora, e quindi non è un caso se sono andata a Shinjuku qualche giorno fa. Non è lontano, sono 20 minuti a piedi fino alla stazione e poi 4 fermate di treno, pero' un pomeriggio intero non è bastato per esplorarla...Tokyo richiede molto tempo! E poi ero abituata a girarmela in bici e considerare in altro modo le distanze...comunque di seguito ecco un'immagine a tutti nota del Giappone...grattacieli Visti dal quinto piano del mio studentato:






17 septembre 2008

Non sono sparita...

L avrete indovinato ormai, oppure sarete giunti a delle logiche conclusioni: o sono impegnata 24 ore su 24, oppure a Tokyo internet non esiste. Beh, un mix dei due!
Se intanto vi state chiedendo chi e l idiota che abbraccia il torii sulla foto, beh sono io, per dare un idea di quanto fosse grande...ghgh.
Sono arrivata ormai una settimana fa e le mie intenzioni erano di aggiornare non dico giornalmente ma quasi questo blog, ma purtroppo tra i pregi del mio studentato la connessione LAN sicuramente non compare, e contrariamente alle aspettative non c e un internet cafe ad ogni angolo di strada (hum, non c e neanche la e
accentata e l apostrofe su questa tastiera se e per questo). Quindi eccomi qua...finalmente.
Mi rendo conto che tutti siano curiosi e io per prima vorrei raccontare tutto ma...connettersi e avere tempo sara davvero un impresa e per giunta spiegare a parole quello che vedo e quello che provo qui ha dell impossibile. Mill
e stimoli da ogni dove, visivi e non, da catturare e rendere nero su bianco...come faccio a scegliere cosa raccontarvi per primo?!
Forse e piu semplice se inizio con una descrizione di cio che mi sta attorno...ma non vorrei mai scadere nel "qua e pieno di occhi a mandorla e capelli neri" (eh ma va...). Per ora posso solo osservare che il mio quartiere e tranquillo ma popolato, pieno di negozietti e ristorantini di varia natura solitamente aperti 24 ore su 24, non sembra per niente di essere a Tokyo...la strada dove vivo potrebbe essere quella di qualsiasi cittadina giapponese insomma. Anche perche a quanto pare problemi di criminalita e sicurezza davvero non ce ne sono e tutti lasciano finestre e porte aperte, il che aumenta la non impressione di trovarsi in una megalopoli. E poi queste viuzze pseudo labirintiche..indirizzi senza logica..c e chi gia si e perso ed e un po terrorizzato, io invece adoro girarmela, mi sento gia a casa. A parte alcuni episodi che quotidianamente mi ricordano che, NO non sono a casa, ANZI sono una turista (agli occhi loro): quando vai per strada, ci sono distributori di volantini ma quando passi tu smettono di distribuire...Ma episodi di questo genere infine sono anche spiegabili, probabilmente pensano che non capiremo un cavolo ai kanji scritti su li (e non hanno proprio tutti i torti, hem hem!) o che essendo turisti (come sembriamo...solo per il fatto di non avere questi famosi capelli neri e occhi a mandorla) non ce ne potrebbe fregar di meno. Mah. In compenso sono strafelice di sentirmi rispondere solamente in giapponese quando parlo (e parlo in giapponese, coi giapponesi). E alla fine quando entro da qualche parte e decisamente irasshaimase che mi dicono, non welcome.
E continuando questo flusso senza senso e direzione potrei aggiungere poche osservazioni del tipo i giapponesi non sembrano amare il contatto con altrui (non ti guardano negli occhi quando vai alla cassa del negozio ad esempio, e nei "ristoranti" si ordina tramite carta o scontrino prepagato anziche direttamente alla cameriera) pero qui lo dico e qui lo nego perche l accoglienza da parte dei volontari dell uni e stata quanto di piu caloroso ci poteva essere. Forse con una piccola tendenza al "questa e l unica e ultima occasione per scambiare email e numeri con giapponesi"...solo un impressione mia pero...poi staremo a vedere.
Intanto pensavo di pubblicare le foto di domenica scorsa, giorno in cui sono andata, tra le altre cose,al Meiji Jinguu...
Sotto l albero (sacro!) potete vedere le tavolette di legno su cui si scrivono ringraziamenti o preghiere...Qui ecco la processione per un matrimonio in corso...Mentre in un angolo al riparo degli sguardi si aiutava una donna (la sposa?) col yukata.Ed ecco gli sposi!

Ma per concludere su una nota che sicuramente vi fara sorridere come ha fatto sorridere me...
Ieri ero nella biblioteca principale che ripassavo disperata per il placement test di stamattina e cosa vedo davanti a me....
..uno studente intento a leggere un libro che sembra proprio ma proprio interessante! :P

Matane!

28 août 2008

ANCORA 11 giorni.

In diretta da Les Diablerets City, dalla mia postazione montana con caprette e turisti vi dico una cosa solo: NON NE POSSO PIU' DI ASPETTARE!
E' ormai 1 anno e mezzo che pianifico la mia vita in funzione di questo evento, e sono 8 mesi che so di partire, ma questi ultimi giorni non potrebbero passare più lentamente!
Tanto che sono ormai la regina di Google Maps con opzione satellite su Nishi Waseda* e ho esaurito le possibili combinazioni di ricerca video su YouTube con parola chiave waseda-dorm-campus-class-japaneselanguageprogram e simili e affini. Ho trovato assolutamente di tutto. Dal video sul tema "cazzeggio all'ultimo giorno di lezione e parliamo inglese dopo un anno in Giappone", al tema "il mio studentato è un bunker guardate povero me quanta strada per corridoi buii devo fare per andare alle docce"! Per non parlare di Facebook: ormai con alcune persone non so più neanche cosa dire...e ho letto almeno altri 2 blog di persone che mi hanno preceduta (blog che, misteriosamente, scompaiono in ottobre. Sarà mica un caso?)!
E forse vi chiederete: cosa fa una che sta per andare in Giappone 1 anno, internet/info-dipendenza a parte?
La risposta è: niente di speciale. Dovrebbe ripassare i kanji, che hanno questa strana proprietà per cui la possiblità di ricordarteli è inversamente proporzionale alla tua volontà. E passerà l'ultima settimana col moroso. Ah si, e si dannerà facendo le valigie e penserà di passare a Diritto alla specialistica per far causa alle compagnie aeree. Niente più, niente meno.


* Mio (futuro) quartiere, ci sono sia il campus dove ho lezione che lo studentato dove alloggio.

22 août 2008

30 settembre 2005

Facendo pulizia sul mio account deviantArt per renderlo operazionale in vista di Tokyo, ho trovato un vecchissimo post in cui narro la mia iscrizione all'università...e la scelta di giapponese...sto parlando del 2005, abitavo Revel e l'Uni era a Tolosa...sono rimasta di stucco. Leggetelo. E' un ottimo esempio di come non controlliamo nulla nella vita pur adoperandoci per renderla il meglio possibile...


"Divento sempre più pazza!!!! Niente post poetico, nè artisticamente meritevole, nè pieno di metafore e riflessioni metafisiche oggi; un resoconto semplice e fedele del mio Oggi. Sveglia 6:20, bus ore 7:00...una nausea...dovrò inventarmi chili e chili di cd da portarmi dietro e che ho voglia di ascoltare per 1h30 di seguito, se no sono fritta....avendo io il mal-di-mezzi-di-trasporto-tranne-l'aereo-ma-il-jet-privato-per-andare-a-lezione-non-ce-l'ho.
Arrivo a Tolosa; ah la vita cittadina! Frenetica, occupata, rumorosa, scombussolante, abitudinaria, anonima e individuale. Contrasti che mi piacciono. Ossimori, come sempre. Detesto la stazione è troppo grigia, preferisco le parti antiche, mattonelle rosse e palazzi d'epoca, chiese e castelli, soprattutto mattonelle rosse che mi ricordano tanto Bologna. Metrò 10 min e arrivo all'università. Caspita. E' più presto dell'ultima volta e c'è il triplo di gente, mi sono persa che era un giorno importante? Cmq sia- vado al mio rendez vouz per l'iscrizione. Aspetto 10 min.
davanti ad una porta che rimane ostinatamente chiusa e affranca un bel "bureau FERME" (ufficio chiuso)..finchè improvvisamente non si apre e vengo chiamata con poca gentilezza da una donna tozza mal truccata e kitsch sui sessant'anni. Questa qua ha vissuto anni da insoddisfatta della sua vita si capisce lontano un chilometro da come tratta la gente. Sprizza scontentezza da tutti i pori. Pazienza. Abbaia. Ops. E' a me che sta abbaiando. Fuori maturità diplomi carte di identità passaporti attestazioni di assicurazioni e responsabilità civile buste con francobollo foto formato carta d'identità foglio di immatricolazione si muova non abbiamo molto tempo che lingua ha scelto? E' arrivata così in fretta, un po' come uno schiaffo che sai di meritare ma che tuttavia non ti aspetti. Che lingua ho scelto? Non ci ho più pensato. Nè sul bus, nè ieri sera, nè di notte, nè niente, non ci avevo più pensato. Avevo accantonato il pensiero come si accantona un problema a cui si ha già trovato soluzione. Ma come faccio ad avere la soluzione se non conosco bene il problema? Sarà istinto. Ricompongo le idee, dico "Giapponese", ma mi affretto d'aggiungere che vorrei sapere se ci sono sanzioni particolari in caso di assenze, dato che si parlava nel caso del giapponese di "assiduité exigée". Non l'avessi mai chiesto. Speravo buone notizie, ottengo una sgridata e nisba informazione. Sarà il modo di fare in quel posto. Allora giapponese? E' sicura? No, non sono affatto sicura, ma vada per giapponese. Mi butto. Salto nel buio. Sorpresa. Variabilità della mia vita e di ciò che mi succede. Everything's in its right place. Non può andare male niente. La signora insoddisfatta e cattiva finisce il mio "dossier", dopo aver dichiarato che lei è la responsabile della mia facoltà. Ma bene. Già mi odia. Già la odio. Ma le passioni sono interessanti, danno un po' di pimento alla vita. Responsabile della mia facoltà. Che culo. Mi chiede che cosa è quella corrispondenza avuta con l'università il 10 di giugno, beh a dire il vero non so cosa ho scritto il 10 di giugno se magari mi dice l'oggetto, no ah se ne occupa lei, vaaaa bene. Ma basta che non si incazzi signora se mi avevate trattata "male" e rifiutato la mia candidatura a priori e che ora l'avete presa in culo perchè mio padre ha scritto al rettore dell'uni. Non è colpa mia.
Esco con sollievo e con la carta d'identità dello studente. Immatricolazione è una parola che non esiste qui. Meno male. Così non mi ricorderà che avrei dovuto iscrivermi ad un'università italiana. E così non penso al fatto crudele che i studenti del collegio saranno presentati ufficialmente domani- è stupido, oltre che inutile pensarci. Ma proprio stupido. Ma non ci penso, in quel momento. In quel momento so solo che ho 30mila orari da andare a prendere e altrettanti dettagli da verificare-dettagli tipo, se mi devo iscrivere ai gruppi di spagnolo e se sì quando etc...Ho passato 1h30 a cercare di capire! Quantomeno, sapevo dove andavo. Dai, proprio una nuova nuova non sembravo. E poi mi confondevo così bene nella folla! Tutti rastoni/e sfatti/e hippie etnici/che piercingati. Come me. Gongolo, sono a mio agio. Niente più Dolce&GabbanaRichPradaArmani ti guardo dall'altro in basso e ho un cervello che si riduce via via che spendo i miei soldi per vestiti firmati. E niente pavimento così pulito che mi ci specchio dentro-leggi IULM. Sarà un'università di merda, ma la gente che ci gira no, giudizi a prima vista, da confermare o confutare prossimamente. Comunque. Scopro di fronte ai cartelloni chilometrici con gli orari ed una sfilza di indecifrabili codici che stanno per nomi di corsi, che non sono l'unica ad essere persa. Io e una ragazza ci guardiamo, di fronte a spagnolo ESB200L e ESA1A0L e scoppiamo a ridere. Ogni persona che arriva è una potenziale domanda o risposta. Dopo un tot di domande vestite larghe colorate con capelli spettinati e 3 piercing per faccia, arrivano due risposte -dall'aspetto più professional- munite di fogli con carpette sotto in mano e qualche chilo in più. E' un caso, io descrivo. Ho scoperto che prenderò ESA...HJASF68767FS o quel che cazzo è. Poco importa. Me gusta toda la situacion. Obiettivo uno raggiunto, mo' vado a giapponese, li c'è poco da essere confusi - a parte quei strani simboli che, pare, imparerò a scrivere, sì proprio io, da qui a qualche mese- un solo corso ad un solo orario dato. Per la serie: o ti sta bene, o ti attacchi. Bene, ci sarà poca gente allora....(e si scoprì poi che le lezioni di giapponese-grammatica sono dispensate nell'anfiteatro e quelle di giapponese-versione nell'aula magna...ehehehe...)Ok allora forse il tutto non è poi così terrificante e confuso e confusionario, no? Andiamo a vedere inglese. Ritiro quanto appena detto. Un. bordello. di. gente. Ovvio, è inglese, lo fanno tutti. Quanti studenti siamo a quell'uni? Non ne ho la più pallida idea. So che a Tolosa ci sono 3 università, la mia è la più grande e popolosa, e ogni anno gli studenti che non abitano da quelle parti che cercano casa sono 50mila. Dov'è la calcolatrice....? A copiare gli orari di inglese ci ho mess tanto. 15volte3 per il primo semestre, 15volte4 per il secondo. Poi. Ho scoperto. Che avevo già un gruppo a cui ero assegnata per ogni materia. Ma questo l'ho scoperto 5 min. prima di tornarmene a prendere il metrò. Sfiga esistenziale vuole. Ho rivisto però la cara stronza segretaria della mia facoltà. C'è gente fantastica nell'amministrazione della mia facoltà, devo ammettere. Cazzo sono contenta, mi immagino quanta soddisfazione le da' il poter guardare dall'alto in basso tutti quelli che sono nuovi e fanno domande! Oggi di nuovo mi sono beccata un commento molto carino alla mia domanda-pur leggittima- di "che cosa faccio se la mia ultima lezione di economia finisce alle 8 e il mio ultimo bus è alle 7:15?". "Beh va che le lezioni si fanno in dei anfiteatri, te le vai a fare dove ti pare, segui quella che vuoi, poi il gruppo al quale sei stata assegnata ti serve solo per l'esame al quale presentarti.". Aaaaah...si ovvio. Scusa se non ho indovinato. Stronza.
Torno a casa, 1h20 di bus e ridaje, sarà meglio che mi abitui, ma c'è troppa campagna noiosa fuori dal finestrino. Ci devo tornare il 3, il 7, e il 10 prima di iniziare. Tutto questo è tremendamente normale, ma io mi sono divertita, non so per quale arcano motivo. Sarà. Che nessuno ti guarda in faccia. Eccellente! Nemmeno io...
E sono contenta: domani arriva il bastardo che sa farmi ridere. Gongolo. Arriva quello che mi fa sentire come mi
sento: Everything's in its right place. Anche se magari non è così. E' come dire: Sono innamorata. A volte capita che non lo senta, ma lo sono.(nuance...) E' come dire: Mi sento felice, profondamente felice. (ma non lo sono; per esserlo dovrei esserlo al 100%). Ma mi sento felice nonostante sia andato tutto più o meno a puttane e questa è già una conquista."

15 août 2008

Preparativi 4/5.

Ferragosto ed è già quasi tutto pronto. Mancano gli yen- se la banca si desse una mossa, e le valigie. (E ripassare kanji e espressioni di sopravvivenza...).
Ieri sono andata a Ginevra con mia sorella per fare richiesta di visto al consolato giapponese. 2 orette e mezzo di treno, Les Diablerets---> Aigle---> Geneve 83 CHFr. XD
Come previsto ci ho messo 10 minuti dalla stazione al consolato e 3 minuti e mezzo allo sportello. Un giapponese di età indefinibile e in perfetta camicia bianca e golf di lana beige - nonostante la stagione- mi ha "accolta": saranno uscite si e no 2 parole dalla sua bocca e non mi ha guardata in faccia nemmeno per errore (o per controllare che il passaporto lasciatogli fosse proprio il mio). Tutto a posto. E' giapponese. E' scortese guardare negli occhi direttamente e troppo a lungo, però fa un pò strano. Gli ho annunciato lo scopo della mia visita e consegnato i documenti. Pagato, preso la ricevuta, uscita. Il visto è pronto lunedi.
Abbiamo 2 ore da far passare a Ginevra, prima di risalire sul treno e fare tappa a casa della nonna.

Ginevra è quanto di più cosmopolita uno si possa immaginare. Per strada, arabi degli emirati in limousine, gironzolano attorno agli alberghi di lusso con camerieri in divisa nera e bordeaux; latinos e neri chiaccherano vistosamente fuori dai propri colorati locali alimentari o bar; asiatici di ogni tipo e in ogni salsa, dalla business woman al simil operaio; negozi taiwanesi e vietnamiti; ogni tanto uno svizzero, forse...a meno che si tratti di un inglese che abbia perso il gusto kitsch per il vestiario...di tutto c'è. Giretto sul lungolago, davanti alla sede delle United Nations, fotina con getto d'acqua sullo sfondo - uno spreco di soldi secondo me fare un getto cosi alto!!!Pace amen. Andiamo a prendere il treno, durante l'attesa ritiro fuori la ricevuta del consolato per darci un occhio e ...CAZZO. Single-entry visa. Io dovevo come minimo informarmi sul multiple-entry, visto che a Natale devo tornare a casa e ho già preso i biglietti d'aereo...panico. Mi insulto. Con tutto il tempo libero che avevamo, non ero stata capace neanche di accorgermi subito del mio errore e tornare là per tempo! E insulti anche al bonario addetto giappo che non mi aveva chiesto nè informato di nulla!!! Ovviamente non ho il numero sul cellulare, mi ricordo solo le ultime due e prime due cifre...uffa uffa uffa. Arrivate da mia nonna spendo 2 franchi per 20 secondi di telefonata al numero che da' i numeri e dopo pranzo chiamo. Il simpatico addetto si ricordava di me (senza aver visto che faccia avessi! però!). Mi informa che non è possibile avere un multiple entry, che devo chiedere all'Ufficio Immigrazione in Giappone un re-entry permit...ok...tutto a posto...speriamo!
Da mio nonna ho anche avuto occasione di far finta di strimpellare il pianoforte - la mia passione perduta...poi avendo pure dietro l'ipod mi sono sbizzarrita a riprodurre canzoncine di Yann Tiersen ma li è finito il mio divertimento.Rientro a Aigle dove ci sono venuti a prendere i vecchi (intendesi: i genitori) per mangiare fuori.
Che altro? Rifarò una gita per andare a prendere il visto settimana prossima...

11 août 2008

Shinjuku Girl :P


Stamattina, per la grande gioia di chi mi sta attorno, mi è finalmente arrivata la lettera dal Giappone, tanto attesa e per la quale ho tanto rotto i maroni a tutti con lagne del tipo "ma quando arrivaaaa" (eh si, ogni tanto mi capitano dei ritorni all'infanzia). Tanto che ero arrivata a creare un gruppo su Facebook per gli incoming foreign students di Waseda dove ci imparanoiavamo tutti quanti insieme allegramente per il non-arrivo del CoE. Sì ho detto CoE: il certificato che serve per ottenere il visto, il quale a sua volta serve per ottenere il permesso di soggiorno. Ad ogni modo ora ce l'ho e finisco di stracciare i maroni. Giovedi, viaggetto a Ginevra per chiedere il visto all'ambasciata del Giappone.
Ma la cosa più interessante è che mi hanno fatto sapere dove alloggerò. E ho avuto un culo della madonna come si dice in italiano, o "le cul bordé de nouilles" come si dice da qualche altra parte: sono capitata nell'unico studentato MISTO e SENZA CURFEW. Yeah. Punti per una sana vita sociale dieci mila. E non è tutto: si tratta dello studentato on campus (niente treni, niente metro pieni da prendere la mattina) nel quartiere strafigo di Shinjuku!!! Si si si: quello citato in tutte le guide turistiche per lo shopping e la vita giovanile nonchè notturna! No, ragazzi, questo è un messaggio, e neanche tanto in codice: "STUDIA MENO, ESCI DI PIU"! Sono in camera doppia non so con chi, docce e cucina sono in comune, si puo' entrare e uscire a piacimento ma non invitare esterni, si può bere alcol ma solo "privatamente" in camera, c'è internet e telefono (ho già il numero ahah), il tutto per la modica cifra di 220 euro al mese! (non è una presa). Insomma, il paradiso in terra. Che dovrò lasciare il 21 luglio 2009. L'organizzazione fatta persona ahah! Io che stavo per cazziare i giappi...."si spacciano per puntuali poi tu guarda quanto ci mettono a mandarci la roba"...; )

04 août 2008

Emozioni pre-partenza...

...in questi giorni mi è tornata la voglia di partire, che era decisamente venuta a mancare dopo gli ultimi fantastici giorni a Bologna...e principalmente mi è tornata perchè su internet ho trovato le foto e un blog di chi mi ha preceduta (ad es. cfr.:http://stefyinjapan.splinder.com/) e sembra che in tutti i casi sia stata un'esperienza fantastica, cosa di cui comunque non dubitavo.
E' solo che ho la sensazione di non controllare nulla nonostante mi sia attivamente impegnata per raggiungere questa meta che al momento di vincere il bando era un obiettivo raggiunto e al momento della partenza è una sfida e un punto di partenza. Ma del resto non è la prima volta che "ricomincio da zero" all'estero, e so già che gli amici che troverò saranno la compagnia migliore di tutti i tempi e che tutto finirà. Non so cosa farò in futuro; per ora vorrei solo pensare a quest'anno a Tokyo e vivermelo e farlo vivere a chi mi aspetta a casa nel migliore dei modi possibili, sperando che quando famiglia e moroso (e chi altri volesse è benvenuto!!) mi verranno a trovare, avrò un mondo nuovo da condividere. E questo blog è lo spazio per comunicare con l'Italia.
Basta con i buoni sentimenti ;) Non mi sento affatto all'altezza, linguisticamente e "accademicamente" parlando, sarà anche un anno di duro lavoro per arrivare all'altezza delle mie aspettative...

03 août 2008

Ansiosa, io???

Naaa..!! Tutta un'impressione! Del resto non è colpa mia se io sono una persona organizzata e previdente, che pianifica e calcola i dettagli della sua vita presente e soprattutto futura!!! :-P Voglio dire, voi cosa fareste se foste spediti un anno in Giappone?!?! (un anno!! in Giappone!! 12'000km!! altra parte del mondo!!altra lingua, altre usanze!!!) Non vi chiedereste quanti chili di valigie potete portare e come farete ad aprire un conto in banca? Cosa comprerete al supermercato, se sarete in grado di distinguere lo shampoo da una salsa piccante e come farete ad andare da casa a scuola senza prendere la circolare anzichè la metro?!
Qui a casa mi si sta simpaticamente prendendo per i fondelli, ovviamente, e mio padre, quando consultavo nella mia felice paranoia il sito di AirFrance, mi ha avvisata con gravità di tenere tutto d'occhio, che non si sa mai che la legislazione in vigore cambi proprio in questi giorni :P!! Anzi, per cercare di aumentare e quindi esorcizzare il mio stress (tempo libero), ha affermato che non mi porta in aeroporto e che non presta la macchina al mio moroso perchè mi ci porti lui: mi lascia raggiungere l'aeroporto di Ginevra (2'000 ore di treno da casa mia)in tutta tranquillità -in treno per l'appunto. Sapendo che il volo è alle 9 di mattina chiaramente! Per stare al gioco ho messo sul bar una tazza col mio nome e aggiunto un post-it con la scritta "FONDI PER IL GIAPPONE"; fortunatamente sono già arrivata a pagarmi il biglietto del connecting train in questo modo ahah!
Ma dettagli turistici a parte, parliamo della vita quotidiana sul posto! La mia vita in 20 chili!!! Cosa mi porto dietro??? [e soprattutto: cosa mi riporto indietro!] Una giacca, lo spazzolino, il dizionario degli ideogrammi e siamo gia a 5kg haha!! Tragedia, mi dovrò separare dei miei carissimi libri di letteratura che avevo intenzione di confrontare - del tipo lettura a fronte! Ma niente, ci rinuncerò. Meglio portare il passaporto. 20 chili. Venti. Non fatemici pensare. (Ci penso già abbastanza da sola).La valigia vuota ne pesa già 2. E poi io sarei quella ansiosa bla bla bla, beh l'ansiosa dilapiderà la fortuna familiare per ricomprarsi là i vestiti, SEMPRE CHE ci sia la mia taglia, cosa da non dare per scontato!! Ma visto che non posso dar per scontato nemmeno di trovare cibo consumabile e cucinabile, spero in un dimagrimento che mi porterà a una taglia XL giapponese (vedi 42 scarsa da noi?) e farà tornare tutto. Niente vestiti + niente cibo--> raggiungimento taglia giapponese --> shopping! Tutto torna quando uno ci pensa prima!
Intanto oggi ne abbiamo terzo agosto e non so ancora dove vivrò -.-'. (E poi sono quella ansiosa [bis]). Io amo le carte ("non cartine!" disse il prof. di Geo. "Con quelle vi fate le sigarette!!")e amo gli ideogrammi. Sapere la mia location rispetto all'università mi permetterebbe di passare deliziose ore a imparare a memoria quante stazioni di treno ci sono tra un cambio e l'altro e attraverso quali zone di Tokyo sto passando!
Eh sto pazientando...se pensate che un anno fa stavo dando il TOEFL in previsione del bando, questo vi dice il grado di programmazione al quale sono arrivata ahah!! No beh scherzi a parte sono i tempi dei bandi, è normale..Questo vi dice semplicemente quanto possa essere costante nelle mie passioni (e qui contraddico i miei genitori per una volta!) e quanto ci tenga..già amo la mia vita la per i preparativi che devo fare qua!

(E prima o poi farò un corso di "stress management"!)

14 juillet 2008

Solitud(in)e

"Può accadere che per un'ora buona due persone parlino con entusiastico trasporto di eventi vissuti insieme, senza peraltro che fra loro abbia luogo una vera conversazione. L'uomo per sua natura solitario, portato a cedere alle proprie inclinazioni melanconiche, sente il bisgno di qualcuno con il quale spartire la tristezza che lo opprime. Poi, quando ha trovato un interlocutore congeniale, prende a sciorinare il suo monologo come raccontasse un sogno. Così procede il loro colloquio: per soliloqui alterni. Sennonché, nel giro di qualche istante, si rendono conto di non avere nulla da dirsi. Come due uomini ai lati opposti di un abisso, reso invalicabile dal crollo di un ponte che gli avrebbe consentito di raggiungersi."

"Il peut arriver que deux hommes parlent pendant une bonne heure avec enthousiasme d'évènements vécus ensemble, sans qu'une réelle conversation n'aie au fait lieu. L'homme à la nature solitaire, porté à succomber à ses propores propensions mélancoliques, a besoin de quelqu'un avec qui partager la tristesse qui l'oppresse. Donc, quand il a trouvé un interlocuteur convenant, il commence à parler profusément, comme s'il raccontait un rève. Leur dialogue continue ainsi: en alternant les soliloques. Si ce n'est que pour le fait qu'ils se rendent compte en moins que rien, de n'avoir rien du tout à se dire. Comme deux hommes aux bords opposés d'un fossé, rendu intraversable à cause de l'effondrement d'un pont qui leur aurait permis de se rejoindre."

Tratto dal VIII capitolo di "Cavalli in Fuga" di Yukio Mishima.
Titolo originale dell'opera "Honba". Traduzione al francese mia.

08 juillet 2008

°oOL'introduzione della scrittura in GiapponeOo°

Gioite, vi rendero' partecipi del mio argomento a piacere per l'esame di Filologia Giapponese di domani =.=
Magari c'è qualcuno a cui puo' interessare... ^^ (Ogni riferimento a Giulio è puramente casuale :P)

L'introduzione della scrittura in Giappone è avvenuta relativamente tardi, ossia nel V secolo d.C.
Non avendo i giapponesi inventato un loro modo di scrivere, lo hanno preso dai cinesi per mezzo dei coreani, e la data tardiva di assimilazione è chiaramente dovuta all'isolamento dell'arcipelago. In realtà la scrittura è stata inventata solo poche volte nella storia dell'umanità e quindi non c'è da stupirsi; rimane il fatto che i giapponesi abbiano deciso di adottare la scrittura cinese nonostante i problemi di adattamento alla propria lingua (NdR.: Giapponese= agglutinante con alcune caratteristiche flessive, cinese= isolante).
Quindi, almeno dalle origini al XVIII secolo, "scrittura in giapponese" non è coinciso sempre con "scrittura della lingua giapponese".
Le prime iscrizioni in Giappone datano del II e III secolo, ma la loro brevità e i numerosi errori fanno pensare che venissero considerate come soltanto ornamentali; bisogna aspettare il V secolo per trovare finalmente la coscienza di cosa comportasse l'uso dei caratteri: veicolare significati. Siccome i giapponesi hanno introdotto la scrittura cinese e imparato a tradurla e decodificarla, hanno usato quel codice per scrivere, innanzitutto perchè era l'unico noto, inoltre perchè il cinese era prestigioso e capito in tutta l'asia dell'est, infine perchè non c'erano particolari vantaggi a comunicare con la lingua autoctona date le difficoltà di adattamento dei kanji dal cinese.
Quindi tra il V e l'VIII secolo prevale una scrittura in kanbun (puro cinese) di documenti formali e ufficiali, e si scriveva a scopi socio-politici. I kanji arrivati dalla Cina erano già giunti ad un certo grado di standardizzazione, tant'è che non erano piu' pittogrammi bensî ideogrammi.
Progressivamente pero' emerge la necessità di rendere per iscritto anche la lingua autoctona, sia per scritture private che per poesia, trascrizioni di orale e comunicazioni informali quotidiane.
Il problema era la resa delle parti funzionali del giapponese, per la quale gli ideogrammi del cinese, una lingua isolante, non erano affatto adatti. Infatti i
漢字kanji sono composti da 3 elementi: 形forma, 意味significato, 音suono, e fermo restando che i giapponesi non hanno cambiato la forma, potevano usarli come fonografi oppure logografi. Come fonografi avevano gia' una lettura on, 音読みossia lettura cinese, leggermente nipponizzata (ad esempio 山 shan in cinese, さんsan in giapponese). A questa lettura on, i giapponesi hanno aggiunto la propria, detta kun 訓読み, ossia la traduzione del segno logografico, ad esempio 山 letto alla giapponese è やま yama.
Quindi la strategia adottata per scrivere nella lingua autoctona è lo
変体漢文 hentai kanbun, una forma ibrida sino-giapponese, antenato del giapponese moderno.
Per rappresentare le parti funzionali della lingua si usarono i kanji per il loro valore esclusivamente fonetico (uso detto
仮名 Kana, in contrapposizione all'uso semantico detto 真名 Mana). La scelta era aribtraria all'inizio, tant'è che decodificare un testo era arduo per la mancanza di standardizzazione: potevano esserci piu' kanji per uno stesso suono; inoltre si poteva usare la lettura on (uso detto 借音syakuon) oppure kun (uso detto 借訓 syakkun), anche solo parzialmente in alcuni casi, contribuendo a rendere tutto molto complicato. Questi kana erano molto usati nel 万葉集 Manyoshu[la piu' ampia e complessa raccolta poetica del Giappone antico, ca. 760 d.C.], tant'è che furono poi chiamati 万葉仮名 Manyogana. Il loro uso col tempo si standardizzo' e si semplifico': dalla forma corsiva nacque lo ひらがな Hiragana e da una parte di carattere il カタカナ Katakana, i sillabari ancora usati oggi.
Lo hiragana sarà usato soprattutto dalle donne, per le quali era ritenuto sconveniente imparare il cinese, e contribuirà allo sviluppo della letteratura classica giapponese (di periodo Heian) scritta in 和文体 Wabuntai, ossia una forma di scrittura in hiragana con pochi
k ango(parole cinesi) e la struttura linguistica in giapponese direttamente.

Allo stesso tempo, la scrittura
漢文 in kanbun subisce delle modifiche perchè volontariamente o meno i giapponesi iniziano a nipponizzarla, ad esempio cambiando l'ordine delle parole nella frase perchè il cinese è una lingua SVO e il giapponese invece SOV. Quindi si scrive secondo i criteri formali cinesi (per il prestigio), ma con la preoccupazione di rendere il testo leggibile anche ai giapponesi. In questo contesto nasce il 漢文訓読・かんぶんくんどく Kundoku, un testo in cinese con già integrati segni funzionali e fonetici per la decodifica.
A questo proposito bisogna introdurre una definizione di lettura, perchè nel caso del giapponese antico, leggere nel senso odierno forse non era nemmeno lo scopo di un opera. La fruizione del testo scritto poteva coincidere o nella resa orale in cinese o per la resa orale in giapponese oppure per la sola decodifica. Questo perchè la scrittura ideografica è di tipo sintetico * e quindi il segno grafico sta per il significato e non da' alcuna indicazione sulla lettura. Essa quindi dipende dagli strumenti di decodifica del fruitore nonchè dall'intenzione dello scrivente, che avrà sritto IN oppure PER la lingua autoctona. Per intenderci, il fruitore poteva anche capire il senso senza saper leggere ad alta voce, che è un po' quello che succede a noi studenti di giapponese :P

Riassumendo, a seconda delle esigenze si avevano strategie di scrittura come segue:
Rappresentazione fedele propria lingua----> a. dettagliata = manyogana e kanjikanamajiri
b.abbreviata = ryakutai
Trasmissione di informazioni---------------> a. abbreviata = hentai kanbun
b. integrata = kanbun kundoku

Il risultato di tutto questo è il
kanjikanamajiribun, sistema di scrittura attuale che esprime il valore semantico con kanji e parti funzionali con sillabari e i 文体 buntai, ossia "forme di scrittura".
Sin dalle origini, le "forme di scrittura" variano a seconda del contenuto/sopo/fruitore/status sociale e seguono regole molto rigide. Vanno dalla forma in puro cinese al kanjikanamajiribuntai passando per le innumerevoli forme ibride. Al momento del
言文一致運動 Genbunitchi Undo (Movimento per la Riunificazione di Scritto e Orale, Era Meiji**), una delle questioni da risolvere sarà proprio dotare il Giappone di una scrittura comprensibile e raffinata, adatta ad esprimere tutti i registri, dal formale all'informale, un concetto ostico per i giapponesi vista la millenaria tradizione di scrivere in modo radicalmente diverso a seconda del registro, contenuto etc.

Ultime considerazioni linguistiche:
- La nipponizzazione delle letture on, necessaria per adattare la pronuncia delle parole cinesi alle caratteristiche fonetiche del giapponese ha ridotto il numero di suoni, aumentando quello degli omofoni, un punto critico del giapponese, al punto che la distintività (semantica) non si ha piu' nell'orale (in mancanza di un contesto) ma soprattuto allo scritto.
- Il sistema ideografico giapponese è meno legato all'oralità di quello cinese, dando interessanti spunti di ricerca sul confronto degli sviluppi diacronici della lingua. Si suppone un cambiamento diacronico piu' rapido in giapponese (e infatti lo scollamento scritto-orale all'inizio del XIX secolo era drammatico).

* Vs. analitico: scrittura alfabetica che si ricava dalla scomposizione dell'orale.
** (1868-1912)

Dimenticavo....IO AMO QUESTA MATERIA!!!

07 juillet 2008

七夕祭り・Festa di Tanabata


Il 7 luglio in Giappone è la festa di Tanabata, che deriva dalla lettura degli ideogrammi 七夕(settima sera).
Celebra l'incontro di おりひめOrihime e ひこぼしHikoboshi, le stelle Vega e Altair che si incontrano solo una volta l'anno, che romanticoni questi giapponesi :P
Secondo Wikipedia la storia è la seguente:

Il pastore Hikoboshi e la dea Orihime si innamorarono e si sposarono in gran segreto contro la volontà del padre della dea. Ebbero anche due figli, un maschio e una femmina. Quando il padre lo venne a sapere allontanò i due sposi, riconducendo la figlia nella terra degli dei e, per evitare il ricongiungimento, creò un fiume celeste, la via Lattea. I due ne soffrirono moltissimo ed alla fine il padre di Orihime finì commosso dalle tante lacrime versate e accordò che potessero reincontrarsi, ma solamente una volta l'anno, la settima notte del settimo mese.

Si tratta di una festività di origine cinese introdotta in Giappone durante il periodo Heian (794-1185) alla corte di Kyoto.
Oggigiorno, si scrive un proprio desiderio su un trafiletto verticale di carta detto Tanzaku 短冊 che poi viene appeso ad un alberello di bambu' che munito di altre decorazioni viene lasciato in una riviera verso mezzanotte.
La canzone tradizionale che vi si accompagna infatti recita:

The bamboo leaves rustle, rustle,
   shaking away in the eaves.
   The stars go twinkle, twinkle;
   Gold and silver grains of sand.

笹の葉さらさら・軒端いゆれる・お星様キラキラ金銀砂ご....

今日は七夕祭りですね・・・・来年のは日本で過ごして楽しみしてま~す!
今年は友達に短冊を書いてもらうと思います。