17 septembre 2008

Non sono sparita...

L avrete indovinato ormai, oppure sarete giunti a delle logiche conclusioni: o sono impegnata 24 ore su 24, oppure a Tokyo internet non esiste. Beh, un mix dei due!
Se intanto vi state chiedendo chi e l idiota che abbraccia il torii sulla foto, beh sono io, per dare un idea di quanto fosse grande...ghgh.
Sono arrivata ormai una settimana fa e le mie intenzioni erano di aggiornare non dico giornalmente ma quasi questo blog, ma purtroppo tra i pregi del mio studentato la connessione LAN sicuramente non compare, e contrariamente alle aspettative non c e un internet cafe ad ogni angolo di strada (hum, non c e neanche la e
accentata e l apostrofe su questa tastiera se e per questo). Quindi eccomi qua...finalmente.
Mi rendo conto che tutti siano curiosi e io per prima vorrei raccontare tutto ma...connettersi e avere tempo sara davvero un impresa e per giunta spiegare a parole quello che vedo e quello che provo qui ha dell impossibile. Mill
e stimoli da ogni dove, visivi e non, da catturare e rendere nero su bianco...come faccio a scegliere cosa raccontarvi per primo?!
Forse e piu semplice se inizio con una descrizione di cio che mi sta attorno...ma non vorrei mai scadere nel "qua e pieno di occhi a mandorla e capelli neri" (eh ma va...). Per ora posso solo osservare che il mio quartiere e tranquillo ma popolato, pieno di negozietti e ristorantini di varia natura solitamente aperti 24 ore su 24, non sembra per niente di essere a Tokyo...la strada dove vivo potrebbe essere quella di qualsiasi cittadina giapponese insomma. Anche perche a quanto pare problemi di criminalita e sicurezza davvero non ce ne sono e tutti lasciano finestre e porte aperte, il che aumenta la non impressione di trovarsi in una megalopoli. E poi queste viuzze pseudo labirintiche..indirizzi senza logica..c e chi gia si e perso ed e un po terrorizzato, io invece adoro girarmela, mi sento gia a casa. A parte alcuni episodi che quotidianamente mi ricordano che, NO non sono a casa, ANZI sono una turista (agli occhi loro): quando vai per strada, ci sono distributori di volantini ma quando passi tu smettono di distribuire...Ma episodi di questo genere infine sono anche spiegabili, probabilmente pensano che non capiremo un cavolo ai kanji scritti su li (e non hanno proprio tutti i torti, hem hem!) o che essendo turisti (come sembriamo...solo per il fatto di non avere questi famosi capelli neri e occhi a mandorla) non ce ne potrebbe fregar di meno. Mah. In compenso sono strafelice di sentirmi rispondere solamente in giapponese quando parlo (e parlo in giapponese, coi giapponesi). E alla fine quando entro da qualche parte e decisamente irasshaimase che mi dicono, non welcome.
E continuando questo flusso senza senso e direzione potrei aggiungere poche osservazioni del tipo i giapponesi non sembrano amare il contatto con altrui (non ti guardano negli occhi quando vai alla cassa del negozio ad esempio, e nei "ristoranti" si ordina tramite carta o scontrino prepagato anziche direttamente alla cameriera) pero qui lo dico e qui lo nego perche l accoglienza da parte dei volontari dell uni e stata quanto di piu caloroso ci poteva essere. Forse con una piccola tendenza al "questa e l unica e ultima occasione per scambiare email e numeri con giapponesi"...solo un impressione mia pero...poi staremo a vedere.
Intanto pensavo di pubblicare le foto di domenica scorsa, giorno in cui sono andata, tra le altre cose,al Meiji Jinguu...
Sotto l albero (sacro!) potete vedere le tavolette di legno su cui si scrivono ringraziamenti o preghiere...Qui ecco la processione per un matrimonio in corso...Mentre in un angolo al riparo degli sguardi si aiutava una donna (la sposa?) col yukata.Ed ecco gli sposi!

Ma per concludere su una nota che sicuramente vi fara sorridere come ha fatto sorridere me...
Ieri ero nella biblioteca principale che ripassavo disperata per il placement test di stamattina e cosa vedo davanti a me....
..uno studente intento a leggere un libro che sembra proprio ma proprio interessante! :P

Matane!

28 août 2008

ANCORA 11 giorni.

In diretta da Les Diablerets City, dalla mia postazione montana con caprette e turisti vi dico una cosa solo: NON NE POSSO PIU' DI ASPETTARE!
E' ormai 1 anno e mezzo che pianifico la mia vita in funzione di questo evento, e sono 8 mesi che so di partire, ma questi ultimi giorni non potrebbero passare più lentamente!
Tanto che sono ormai la regina di Google Maps con opzione satellite su Nishi Waseda* e ho esaurito le possibili combinazioni di ricerca video su YouTube con parola chiave waseda-dorm-campus-class-japaneselanguageprogram e simili e affini. Ho trovato assolutamente di tutto. Dal video sul tema "cazzeggio all'ultimo giorno di lezione e parliamo inglese dopo un anno in Giappone", al tema "il mio studentato è un bunker guardate povero me quanta strada per corridoi buii devo fare per andare alle docce"! Per non parlare di Facebook: ormai con alcune persone non so più neanche cosa dire...e ho letto almeno altri 2 blog di persone che mi hanno preceduta (blog che, misteriosamente, scompaiono in ottobre. Sarà mica un caso?)!
E forse vi chiederete: cosa fa una che sta per andare in Giappone 1 anno, internet/info-dipendenza a parte?
La risposta è: niente di speciale. Dovrebbe ripassare i kanji, che hanno questa strana proprietà per cui la possiblità di ricordarteli è inversamente proporzionale alla tua volontà. E passerà l'ultima settimana col moroso. Ah si, e si dannerà facendo le valigie e penserà di passare a Diritto alla specialistica per far causa alle compagnie aeree. Niente più, niente meno.


* Mio (futuro) quartiere, ci sono sia il campus dove ho lezione che lo studentato dove alloggio.

22 août 2008

30 settembre 2005

Facendo pulizia sul mio account deviantArt per renderlo operazionale in vista di Tokyo, ho trovato un vecchissimo post in cui narro la mia iscrizione all'università...e la scelta di giapponese...sto parlando del 2005, abitavo Revel e l'Uni era a Tolosa...sono rimasta di stucco. Leggetelo. E' un ottimo esempio di come non controlliamo nulla nella vita pur adoperandoci per renderla il meglio possibile...


"Divento sempre più pazza!!!! Niente post poetico, nè artisticamente meritevole, nè pieno di metafore e riflessioni metafisiche oggi; un resoconto semplice e fedele del mio Oggi. Sveglia 6:20, bus ore 7:00...una nausea...dovrò inventarmi chili e chili di cd da portarmi dietro e che ho voglia di ascoltare per 1h30 di seguito, se no sono fritta....avendo io il mal-di-mezzi-di-trasporto-tranne-l'aereo-ma-il-jet-privato-per-andare-a-lezione-non-ce-l'ho.
Arrivo a Tolosa; ah la vita cittadina! Frenetica, occupata, rumorosa, scombussolante, abitudinaria, anonima e individuale. Contrasti che mi piacciono. Ossimori, come sempre. Detesto la stazione è troppo grigia, preferisco le parti antiche, mattonelle rosse e palazzi d'epoca, chiese e castelli, soprattutto mattonelle rosse che mi ricordano tanto Bologna. Metrò 10 min e arrivo all'università. Caspita. E' più presto dell'ultima volta e c'è il triplo di gente, mi sono persa che era un giorno importante? Cmq sia- vado al mio rendez vouz per l'iscrizione. Aspetto 10 min.
davanti ad una porta che rimane ostinatamente chiusa e affranca un bel "bureau FERME" (ufficio chiuso)..finchè improvvisamente non si apre e vengo chiamata con poca gentilezza da una donna tozza mal truccata e kitsch sui sessant'anni. Questa qua ha vissuto anni da insoddisfatta della sua vita si capisce lontano un chilometro da come tratta la gente. Sprizza scontentezza da tutti i pori. Pazienza. Abbaia. Ops. E' a me che sta abbaiando. Fuori maturità diplomi carte di identità passaporti attestazioni di assicurazioni e responsabilità civile buste con francobollo foto formato carta d'identità foglio di immatricolazione si muova non abbiamo molto tempo che lingua ha scelto? E' arrivata così in fretta, un po' come uno schiaffo che sai di meritare ma che tuttavia non ti aspetti. Che lingua ho scelto? Non ci ho più pensato. Nè sul bus, nè ieri sera, nè di notte, nè niente, non ci avevo più pensato. Avevo accantonato il pensiero come si accantona un problema a cui si ha già trovato soluzione. Ma come faccio ad avere la soluzione se non conosco bene il problema? Sarà istinto. Ricompongo le idee, dico "Giapponese", ma mi affretto d'aggiungere che vorrei sapere se ci sono sanzioni particolari in caso di assenze, dato che si parlava nel caso del giapponese di "assiduité exigée". Non l'avessi mai chiesto. Speravo buone notizie, ottengo una sgridata e nisba informazione. Sarà il modo di fare in quel posto. Allora giapponese? E' sicura? No, non sono affatto sicura, ma vada per giapponese. Mi butto. Salto nel buio. Sorpresa. Variabilità della mia vita e di ciò che mi succede. Everything's in its right place. Non può andare male niente. La signora insoddisfatta e cattiva finisce il mio "dossier", dopo aver dichiarato che lei è la responsabile della mia facoltà. Ma bene. Già mi odia. Già la odio. Ma le passioni sono interessanti, danno un po' di pimento alla vita. Responsabile della mia facoltà. Che culo. Mi chiede che cosa è quella corrispondenza avuta con l'università il 10 di giugno, beh a dire il vero non so cosa ho scritto il 10 di giugno se magari mi dice l'oggetto, no ah se ne occupa lei, vaaaa bene. Ma basta che non si incazzi signora se mi avevate trattata "male" e rifiutato la mia candidatura a priori e che ora l'avete presa in culo perchè mio padre ha scritto al rettore dell'uni. Non è colpa mia.
Esco con sollievo e con la carta d'identità dello studente. Immatricolazione è una parola che non esiste qui. Meno male. Così non mi ricorderà che avrei dovuto iscrivermi ad un'università italiana. E così non penso al fatto crudele che i studenti del collegio saranno presentati ufficialmente domani- è stupido, oltre che inutile pensarci. Ma proprio stupido. Ma non ci penso, in quel momento. In quel momento so solo che ho 30mila orari da andare a prendere e altrettanti dettagli da verificare-dettagli tipo, se mi devo iscrivere ai gruppi di spagnolo e se sì quando etc...Ho passato 1h30 a cercare di capire! Quantomeno, sapevo dove andavo. Dai, proprio una nuova nuova non sembravo. E poi mi confondevo così bene nella folla! Tutti rastoni/e sfatti/e hippie etnici/che piercingati. Come me. Gongolo, sono a mio agio. Niente più Dolce&GabbanaRichPradaArmani ti guardo dall'altro in basso e ho un cervello che si riduce via via che spendo i miei soldi per vestiti firmati. E niente pavimento così pulito che mi ci specchio dentro-leggi IULM. Sarà un'università di merda, ma la gente che ci gira no, giudizi a prima vista, da confermare o confutare prossimamente. Comunque. Scopro di fronte ai cartelloni chilometrici con gli orari ed una sfilza di indecifrabili codici che stanno per nomi di corsi, che non sono l'unica ad essere persa. Io e una ragazza ci guardiamo, di fronte a spagnolo ESB200L e ESA1A0L e scoppiamo a ridere. Ogni persona che arriva è una potenziale domanda o risposta. Dopo un tot di domande vestite larghe colorate con capelli spettinati e 3 piercing per faccia, arrivano due risposte -dall'aspetto più professional- munite di fogli con carpette sotto in mano e qualche chilo in più. E' un caso, io descrivo. Ho scoperto che prenderò ESA...HJASF68767FS o quel che cazzo è. Poco importa. Me gusta toda la situacion. Obiettivo uno raggiunto, mo' vado a giapponese, li c'è poco da essere confusi - a parte quei strani simboli che, pare, imparerò a scrivere, sì proprio io, da qui a qualche mese- un solo corso ad un solo orario dato. Per la serie: o ti sta bene, o ti attacchi. Bene, ci sarà poca gente allora....(e si scoprì poi che le lezioni di giapponese-grammatica sono dispensate nell'anfiteatro e quelle di giapponese-versione nell'aula magna...ehehehe...)Ok allora forse il tutto non è poi così terrificante e confuso e confusionario, no? Andiamo a vedere inglese. Ritiro quanto appena detto. Un. bordello. di. gente. Ovvio, è inglese, lo fanno tutti. Quanti studenti siamo a quell'uni? Non ne ho la più pallida idea. So che a Tolosa ci sono 3 università, la mia è la più grande e popolosa, e ogni anno gli studenti che non abitano da quelle parti che cercano casa sono 50mila. Dov'è la calcolatrice....? A copiare gli orari di inglese ci ho mess tanto. 15volte3 per il primo semestre, 15volte4 per il secondo. Poi. Ho scoperto. Che avevo già un gruppo a cui ero assegnata per ogni materia. Ma questo l'ho scoperto 5 min. prima di tornarmene a prendere il metrò. Sfiga esistenziale vuole. Ho rivisto però la cara stronza segretaria della mia facoltà. C'è gente fantastica nell'amministrazione della mia facoltà, devo ammettere. Cazzo sono contenta, mi immagino quanta soddisfazione le da' il poter guardare dall'alto in basso tutti quelli che sono nuovi e fanno domande! Oggi di nuovo mi sono beccata un commento molto carino alla mia domanda-pur leggittima- di "che cosa faccio se la mia ultima lezione di economia finisce alle 8 e il mio ultimo bus è alle 7:15?". "Beh va che le lezioni si fanno in dei anfiteatri, te le vai a fare dove ti pare, segui quella che vuoi, poi il gruppo al quale sei stata assegnata ti serve solo per l'esame al quale presentarti.". Aaaaah...si ovvio. Scusa se non ho indovinato. Stronza.
Torno a casa, 1h20 di bus e ridaje, sarà meglio che mi abitui, ma c'è troppa campagna noiosa fuori dal finestrino. Ci devo tornare il 3, il 7, e il 10 prima di iniziare. Tutto questo è tremendamente normale, ma io mi sono divertita, non so per quale arcano motivo. Sarà. Che nessuno ti guarda in faccia. Eccellente! Nemmeno io...
E sono contenta: domani arriva il bastardo che sa farmi ridere. Gongolo. Arriva quello che mi fa sentire come mi
sento: Everything's in its right place. Anche se magari non è così. E' come dire: Sono innamorata. A volte capita che non lo senta, ma lo sono.(nuance...) E' come dire: Mi sento felice, profondamente felice. (ma non lo sono; per esserlo dovrei esserlo al 100%). Ma mi sento felice nonostante sia andato tutto più o meno a puttane e questa è già una conquista."

15 août 2008

Preparativi 4/5.

Ferragosto ed è già quasi tutto pronto. Mancano gli yen- se la banca si desse una mossa, e le valigie. (E ripassare kanji e espressioni di sopravvivenza...).
Ieri sono andata a Ginevra con mia sorella per fare richiesta di visto al consolato giapponese. 2 orette e mezzo di treno, Les Diablerets---> Aigle---> Geneve 83 CHFr. XD
Come previsto ci ho messo 10 minuti dalla stazione al consolato e 3 minuti e mezzo allo sportello. Un giapponese di età indefinibile e in perfetta camicia bianca e golf di lana beige - nonostante la stagione- mi ha "accolta": saranno uscite si e no 2 parole dalla sua bocca e non mi ha guardata in faccia nemmeno per errore (o per controllare che il passaporto lasciatogli fosse proprio il mio). Tutto a posto. E' giapponese. E' scortese guardare negli occhi direttamente e troppo a lungo, però fa un pò strano. Gli ho annunciato lo scopo della mia visita e consegnato i documenti. Pagato, preso la ricevuta, uscita. Il visto è pronto lunedi.
Abbiamo 2 ore da far passare a Ginevra, prima di risalire sul treno e fare tappa a casa della nonna.

Ginevra è quanto di più cosmopolita uno si possa immaginare. Per strada, arabi degli emirati in limousine, gironzolano attorno agli alberghi di lusso con camerieri in divisa nera e bordeaux; latinos e neri chiaccherano vistosamente fuori dai propri colorati locali alimentari o bar; asiatici di ogni tipo e in ogni salsa, dalla business woman al simil operaio; negozi taiwanesi e vietnamiti; ogni tanto uno svizzero, forse...a meno che si tratti di un inglese che abbia perso il gusto kitsch per il vestiario...di tutto c'è. Giretto sul lungolago, davanti alla sede delle United Nations, fotina con getto d'acqua sullo sfondo - uno spreco di soldi secondo me fare un getto cosi alto!!!Pace amen. Andiamo a prendere il treno, durante l'attesa ritiro fuori la ricevuta del consolato per darci un occhio e ...CAZZO. Single-entry visa. Io dovevo come minimo informarmi sul multiple-entry, visto che a Natale devo tornare a casa e ho già preso i biglietti d'aereo...panico. Mi insulto. Con tutto il tempo libero che avevamo, non ero stata capace neanche di accorgermi subito del mio errore e tornare là per tempo! E insulti anche al bonario addetto giappo che non mi aveva chiesto nè informato di nulla!!! Ovviamente non ho il numero sul cellulare, mi ricordo solo le ultime due e prime due cifre...uffa uffa uffa. Arrivate da mia nonna spendo 2 franchi per 20 secondi di telefonata al numero che da' i numeri e dopo pranzo chiamo. Il simpatico addetto si ricordava di me (senza aver visto che faccia avessi! però!). Mi informa che non è possibile avere un multiple entry, che devo chiedere all'Ufficio Immigrazione in Giappone un re-entry permit...ok...tutto a posto...speriamo!
Da mio nonna ho anche avuto occasione di far finta di strimpellare il pianoforte - la mia passione perduta...poi avendo pure dietro l'ipod mi sono sbizzarrita a riprodurre canzoncine di Yann Tiersen ma li è finito il mio divertimento.Rientro a Aigle dove ci sono venuti a prendere i vecchi (intendesi: i genitori) per mangiare fuori.
Che altro? Rifarò una gita per andare a prendere il visto settimana prossima...

11 août 2008

Shinjuku Girl :P


Stamattina, per la grande gioia di chi mi sta attorno, mi è finalmente arrivata la lettera dal Giappone, tanto attesa e per la quale ho tanto rotto i maroni a tutti con lagne del tipo "ma quando arrivaaaa" (eh si, ogni tanto mi capitano dei ritorni all'infanzia). Tanto che ero arrivata a creare un gruppo su Facebook per gli incoming foreign students di Waseda dove ci imparanoiavamo tutti quanti insieme allegramente per il non-arrivo del CoE. Sì ho detto CoE: il certificato che serve per ottenere il visto, il quale a sua volta serve per ottenere il permesso di soggiorno. Ad ogni modo ora ce l'ho e finisco di stracciare i maroni. Giovedi, viaggetto a Ginevra per chiedere il visto all'ambasciata del Giappone.
Ma la cosa più interessante è che mi hanno fatto sapere dove alloggerò. E ho avuto un culo della madonna come si dice in italiano, o "le cul bordé de nouilles" come si dice da qualche altra parte: sono capitata nell'unico studentato MISTO e SENZA CURFEW. Yeah. Punti per una sana vita sociale dieci mila. E non è tutto: si tratta dello studentato on campus (niente treni, niente metro pieni da prendere la mattina) nel quartiere strafigo di Shinjuku!!! Si si si: quello citato in tutte le guide turistiche per lo shopping e la vita giovanile nonchè notturna! No, ragazzi, questo è un messaggio, e neanche tanto in codice: "STUDIA MENO, ESCI DI PIU"! Sono in camera doppia non so con chi, docce e cucina sono in comune, si puo' entrare e uscire a piacimento ma non invitare esterni, si può bere alcol ma solo "privatamente" in camera, c'è internet e telefono (ho già il numero ahah), il tutto per la modica cifra di 220 euro al mese! (non è una presa). Insomma, il paradiso in terra. Che dovrò lasciare il 21 luglio 2009. L'organizzazione fatta persona ahah! Io che stavo per cazziare i giappi...."si spacciano per puntuali poi tu guarda quanto ci mettono a mandarci la roba"...; )

04 août 2008

Emozioni pre-partenza...

...in questi giorni mi è tornata la voglia di partire, che era decisamente venuta a mancare dopo gli ultimi fantastici giorni a Bologna...e principalmente mi è tornata perchè su internet ho trovato le foto e un blog di chi mi ha preceduta (ad es. cfr.:http://stefyinjapan.splinder.com/) e sembra che in tutti i casi sia stata un'esperienza fantastica, cosa di cui comunque non dubitavo.
E' solo che ho la sensazione di non controllare nulla nonostante mi sia attivamente impegnata per raggiungere questa meta che al momento di vincere il bando era un obiettivo raggiunto e al momento della partenza è una sfida e un punto di partenza. Ma del resto non è la prima volta che "ricomincio da zero" all'estero, e so già che gli amici che troverò saranno la compagnia migliore di tutti i tempi e che tutto finirà. Non so cosa farò in futuro; per ora vorrei solo pensare a quest'anno a Tokyo e vivermelo e farlo vivere a chi mi aspetta a casa nel migliore dei modi possibili, sperando che quando famiglia e moroso (e chi altri volesse è benvenuto!!) mi verranno a trovare, avrò un mondo nuovo da condividere. E questo blog è lo spazio per comunicare con l'Italia.
Basta con i buoni sentimenti ;) Non mi sento affatto all'altezza, linguisticamente e "accademicamente" parlando, sarà anche un anno di duro lavoro per arrivare all'altezza delle mie aspettative...

03 août 2008

Ansiosa, io???

Naaa..!! Tutta un'impressione! Del resto non è colpa mia se io sono una persona organizzata e previdente, che pianifica e calcola i dettagli della sua vita presente e soprattutto futura!!! :-P Voglio dire, voi cosa fareste se foste spediti un anno in Giappone?!?! (un anno!! in Giappone!! 12'000km!! altra parte del mondo!!altra lingua, altre usanze!!!) Non vi chiedereste quanti chili di valigie potete portare e come farete ad aprire un conto in banca? Cosa comprerete al supermercato, se sarete in grado di distinguere lo shampoo da una salsa piccante e come farete ad andare da casa a scuola senza prendere la circolare anzichè la metro?!
Qui a casa mi si sta simpaticamente prendendo per i fondelli, ovviamente, e mio padre, quando consultavo nella mia felice paranoia il sito di AirFrance, mi ha avvisata con gravità di tenere tutto d'occhio, che non si sa mai che la legislazione in vigore cambi proprio in questi giorni :P!! Anzi, per cercare di aumentare e quindi esorcizzare il mio stress (tempo libero), ha affermato che non mi porta in aeroporto e che non presta la macchina al mio moroso perchè mi ci porti lui: mi lascia raggiungere l'aeroporto di Ginevra (2'000 ore di treno da casa mia)in tutta tranquillità -in treno per l'appunto. Sapendo che il volo è alle 9 di mattina chiaramente! Per stare al gioco ho messo sul bar una tazza col mio nome e aggiunto un post-it con la scritta "FONDI PER IL GIAPPONE"; fortunatamente sono già arrivata a pagarmi il biglietto del connecting train in questo modo ahah!
Ma dettagli turistici a parte, parliamo della vita quotidiana sul posto! La mia vita in 20 chili!!! Cosa mi porto dietro??? [e soprattutto: cosa mi riporto indietro!] Una giacca, lo spazzolino, il dizionario degli ideogrammi e siamo gia a 5kg haha!! Tragedia, mi dovrò separare dei miei carissimi libri di letteratura che avevo intenzione di confrontare - del tipo lettura a fronte! Ma niente, ci rinuncerò. Meglio portare il passaporto. 20 chili. Venti. Non fatemici pensare. (Ci penso già abbastanza da sola).La valigia vuota ne pesa già 2. E poi io sarei quella ansiosa bla bla bla, beh l'ansiosa dilapiderà la fortuna familiare per ricomprarsi là i vestiti, SEMPRE CHE ci sia la mia taglia, cosa da non dare per scontato!! Ma visto che non posso dar per scontato nemmeno di trovare cibo consumabile e cucinabile, spero in un dimagrimento che mi porterà a una taglia XL giapponese (vedi 42 scarsa da noi?) e farà tornare tutto. Niente vestiti + niente cibo--> raggiungimento taglia giapponese --> shopping! Tutto torna quando uno ci pensa prima!
Intanto oggi ne abbiamo terzo agosto e non so ancora dove vivrò -.-'. (E poi sono quella ansiosa [bis]). Io amo le carte ("non cartine!" disse il prof. di Geo. "Con quelle vi fate le sigarette!!")e amo gli ideogrammi. Sapere la mia location rispetto all'università mi permetterebbe di passare deliziose ore a imparare a memoria quante stazioni di treno ci sono tra un cambio e l'altro e attraverso quali zone di Tokyo sto passando!
Eh sto pazientando...se pensate che un anno fa stavo dando il TOEFL in previsione del bando, questo vi dice il grado di programmazione al quale sono arrivata ahah!! No beh scherzi a parte sono i tempi dei bandi, è normale..Questo vi dice semplicemente quanto possa essere costante nelle mie passioni (e qui contraddico i miei genitori per una volta!) e quanto ci tenga..già amo la mia vita la per i preparativi che devo fare qua!

(E prima o poi farò un corso di "stress management"!)

14 juillet 2008

Solitud(in)e

"Può accadere che per un'ora buona due persone parlino con entusiastico trasporto di eventi vissuti insieme, senza peraltro che fra loro abbia luogo una vera conversazione. L'uomo per sua natura solitario, portato a cedere alle proprie inclinazioni melanconiche, sente il bisgno di qualcuno con il quale spartire la tristezza che lo opprime. Poi, quando ha trovato un interlocutore congeniale, prende a sciorinare il suo monologo come raccontasse un sogno. Così procede il loro colloquio: per soliloqui alterni. Sennonché, nel giro di qualche istante, si rendono conto di non avere nulla da dirsi. Come due uomini ai lati opposti di un abisso, reso invalicabile dal crollo di un ponte che gli avrebbe consentito di raggiungersi."

"Il peut arriver que deux hommes parlent pendant une bonne heure avec enthousiasme d'évènements vécus ensemble, sans qu'une réelle conversation n'aie au fait lieu. L'homme à la nature solitaire, porté à succomber à ses propores propensions mélancoliques, a besoin de quelqu'un avec qui partager la tristesse qui l'oppresse. Donc, quand il a trouvé un interlocuteur convenant, il commence à parler profusément, comme s'il raccontait un rève. Leur dialogue continue ainsi: en alternant les soliloques. Si ce n'est que pour le fait qu'ils se rendent compte en moins que rien, de n'avoir rien du tout à se dire. Comme deux hommes aux bords opposés d'un fossé, rendu intraversable à cause de l'effondrement d'un pont qui leur aurait permis de se rejoindre."

Tratto dal VIII capitolo di "Cavalli in Fuga" di Yukio Mishima.
Titolo originale dell'opera "Honba". Traduzione al francese mia.

08 juillet 2008

°oOL'introduzione della scrittura in GiapponeOo°

Gioite, vi rendero' partecipi del mio argomento a piacere per l'esame di Filologia Giapponese di domani =.=
Magari c'è qualcuno a cui puo' interessare... ^^ (Ogni riferimento a Giulio è puramente casuale :P)

L'introduzione della scrittura in Giappone è avvenuta relativamente tardi, ossia nel V secolo d.C.
Non avendo i giapponesi inventato un loro modo di scrivere, lo hanno preso dai cinesi per mezzo dei coreani, e la data tardiva di assimilazione è chiaramente dovuta all'isolamento dell'arcipelago. In realtà la scrittura è stata inventata solo poche volte nella storia dell'umanità e quindi non c'è da stupirsi; rimane il fatto che i giapponesi abbiano deciso di adottare la scrittura cinese nonostante i problemi di adattamento alla propria lingua (NdR.: Giapponese= agglutinante con alcune caratteristiche flessive, cinese= isolante).
Quindi, almeno dalle origini al XVIII secolo, "scrittura in giapponese" non è coinciso sempre con "scrittura della lingua giapponese".
Le prime iscrizioni in Giappone datano del II e III secolo, ma la loro brevità e i numerosi errori fanno pensare che venissero considerate come soltanto ornamentali; bisogna aspettare il V secolo per trovare finalmente la coscienza di cosa comportasse l'uso dei caratteri: veicolare significati. Siccome i giapponesi hanno introdotto la scrittura cinese e imparato a tradurla e decodificarla, hanno usato quel codice per scrivere, innanzitutto perchè era l'unico noto, inoltre perchè il cinese era prestigioso e capito in tutta l'asia dell'est, infine perchè non c'erano particolari vantaggi a comunicare con la lingua autoctona date le difficoltà di adattamento dei kanji dal cinese.
Quindi tra il V e l'VIII secolo prevale una scrittura in kanbun (puro cinese) di documenti formali e ufficiali, e si scriveva a scopi socio-politici. I kanji arrivati dalla Cina erano già giunti ad un certo grado di standardizzazione, tant'è che non erano piu' pittogrammi bensî ideogrammi.
Progressivamente pero' emerge la necessità di rendere per iscritto anche la lingua autoctona, sia per scritture private che per poesia, trascrizioni di orale e comunicazioni informali quotidiane.
Il problema era la resa delle parti funzionali del giapponese, per la quale gli ideogrammi del cinese, una lingua isolante, non erano affatto adatti. Infatti i
漢字kanji sono composti da 3 elementi: 形forma, 意味significato, 音suono, e fermo restando che i giapponesi non hanno cambiato la forma, potevano usarli come fonografi oppure logografi. Come fonografi avevano gia' una lettura on, 音読みossia lettura cinese, leggermente nipponizzata (ad esempio 山 shan in cinese, さんsan in giapponese). A questa lettura on, i giapponesi hanno aggiunto la propria, detta kun 訓読み, ossia la traduzione del segno logografico, ad esempio 山 letto alla giapponese è やま yama.
Quindi la strategia adottata per scrivere nella lingua autoctona è lo
変体漢文 hentai kanbun, una forma ibrida sino-giapponese, antenato del giapponese moderno.
Per rappresentare le parti funzionali della lingua si usarono i kanji per il loro valore esclusivamente fonetico (uso detto
仮名 Kana, in contrapposizione all'uso semantico detto 真名 Mana). La scelta era aribtraria all'inizio, tant'è che decodificare un testo era arduo per la mancanza di standardizzazione: potevano esserci piu' kanji per uno stesso suono; inoltre si poteva usare la lettura on (uso detto 借音syakuon) oppure kun (uso detto 借訓 syakkun), anche solo parzialmente in alcuni casi, contribuendo a rendere tutto molto complicato. Questi kana erano molto usati nel 万葉集 Manyoshu[la piu' ampia e complessa raccolta poetica del Giappone antico, ca. 760 d.C.], tant'è che furono poi chiamati 万葉仮名 Manyogana. Il loro uso col tempo si standardizzo' e si semplifico': dalla forma corsiva nacque lo ひらがな Hiragana e da una parte di carattere il カタカナ Katakana, i sillabari ancora usati oggi.
Lo hiragana sarà usato soprattutto dalle donne, per le quali era ritenuto sconveniente imparare il cinese, e contribuirà allo sviluppo della letteratura classica giapponese (di periodo Heian) scritta in 和文体 Wabuntai, ossia una forma di scrittura in hiragana con pochi
k ango(parole cinesi) e la struttura linguistica in giapponese direttamente.

Allo stesso tempo, la scrittura
漢文 in kanbun subisce delle modifiche perchè volontariamente o meno i giapponesi iniziano a nipponizzarla, ad esempio cambiando l'ordine delle parole nella frase perchè il cinese è una lingua SVO e il giapponese invece SOV. Quindi si scrive secondo i criteri formali cinesi (per il prestigio), ma con la preoccupazione di rendere il testo leggibile anche ai giapponesi. In questo contesto nasce il 漢文訓読・かんぶんくんどく Kundoku, un testo in cinese con già integrati segni funzionali e fonetici per la decodifica.
A questo proposito bisogna introdurre una definizione di lettura, perchè nel caso del giapponese antico, leggere nel senso odierno forse non era nemmeno lo scopo di un opera. La fruizione del testo scritto poteva coincidere o nella resa orale in cinese o per la resa orale in giapponese oppure per la sola decodifica. Questo perchè la scrittura ideografica è di tipo sintetico * e quindi il segno grafico sta per il significato e non da' alcuna indicazione sulla lettura. Essa quindi dipende dagli strumenti di decodifica del fruitore nonchè dall'intenzione dello scrivente, che avrà sritto IN oppure PER la lingua autoctona. Per intenderci, il fruitore poteva anche capire il senso senza saper leggere ad alta voce, che è un po' quello che succede a noi studenti di giapponese :P

Riassumendo, a seconda delle esigenze si avevano strategie di scrittura come segue:
Rappresentazione fedele propria lingua----> a. dettagliata = manyogana e kanjikanamajiri
b.abbreviata = ryakutai
Trasmissione di informazioni---------------> a. abbreviata = hentai kanbun
b. integrata = kanbun kundoku

Il risultato di tutto questo è il
kanjikanamajiribun, sistema di scrittura attuale che esprime il valore semantico con kanji e parti funzionali con sillabari e i 文体 buntai, ossia "forme di scrittura".
Sin dalle origini, le "forme di scrittura" variano a seconda del contenuto/sopo/fruitore/status sociale e seguono regole molto rigide. Vanno dalla forma in puro cinese al kanjikanamajiribuntai passando per le innumerevoli forme ibride. Al momento del
言文一致運動 Genbunitchi Undo (Movimento per la Riunificazione di Scritto e Orale, Era Meiji**), una delle questioni da risolvere sarà proprio dotare il Giappone di una scrittura comprensibile e raffinata, adatta ad esprimere tutti i registri, dal formale all'informale, un concetto ostico per i giapponesi vista la millenaria tradizione di scrivere in modo radicalmente diverso a seconda del registro, contenuto etc.

Ultime considerazioni linguistiche:
- La nipponizzazione delle letture on, necessaria per adattare la pronuncia delle parole cinesi alle caratteristiche fonetiche del giapponese ha ridotto il numero di suoni, aumentando quello degli omofoni, un punto critico del giapponese, al punto che la distintività (semantica) non si ha piu' nell'orale (in mancanza di un contesto) ma soprattuto allo scritto.
- Il sistema ideografico giapponese è meno legato all'oralità di quello cinese, dando interessanti spunti di ricerca sul confronto degli sviluppi diacronici della lingua. Si suppone un cambiamento diacronico piu' rapido in giapponese (e infatti lo scollamento scritto-orale all'inizio del XIX secolo era drammatico).

* Vs. analitico: scrittura alfabetica che si ricava dalla scomposizione dell'orale.
** (1868-1912)

Dimenticavo....IO AMO QUESTA MATERIA!!!

07 juillet 2008

七夕祭り・Festa di Tanabata


Il 7 luglio in Giappone è la festa di Tanabata, che deriva dalla lettura degli ideogrammi 七夕(settima sera).
Celebra l'incontro di おりひめOrihime e ひこぼしHikoboshi, le stelle Vega e Altair che si incontrano solo una volta l'anno, che romanticoni questi giapponesi :P
Secondo Wikipedia la storia è la seguente:

Il pastore Hikoboshi e la dea Orihime si innamorarono e si sposarono in gran segreto contro la volontà del padre della dea. Ebbero anche due figli, un maschio e una femmina. Quando il padre lo venne a sapere allontanò i due sposi, riconducendo la figlia nella terra degli dei e, per evitare il ricongiungimento, creò un fiume celeste, la via Lattea. I due ne soffrirono moltissimo ed alla fine il padre di Orihime finì commosso dalle tante lacrime versate e accordò che potessero reincontrarsi, ma solamente una volta l'anno, la settima notte del settimo mese.

Si tratta di una festività di origine cinese introdotta in Giappone durante il periodo Heian (794-1185) alla corte di Kyoto.
Oggigiorno, si scrive un proprio desiderio su un trafiletto verticale di carta detto Tanzaku 短冊 che poi viene appeso ad un alberello di bambu' che munito di altre decorazioni viene lasciato in una riviera verso mezzanotte.
La canzone tradizionale che vi si accompagna infatti recita:

The bamboo leaves rustle, rustle,
   shaking away in the eaves.
   The stars go twinkle, twinkle;
   Gold and silver grains of sand.

笹の葉さらさら・軒端いゆれる・お星様キラキラ金銀砂ご....

今日は七夕祭りですね・・・・来年のは日本で過ごして楽しみしてま~す!
今年は友達に短冊を書いてもらうと思います。

21 juin 2008

いらっしゃいませ!

Ieri sera, mentre aspettavo il mio moroso su MSN, mia madre fa irruzione in ufficio con in mano un menu' e dice: "E' entrato un tipo asiatico che parla solo inglese: è tuo"=^__^=
Si scopri' che il tipo asiatico era giapponese *.*
Ho preso l'ordinazione in inglese e si è tradito dicendo HAI! alla fine, percui quando sono tornata a dargli il piatto, gli ho provato a chiedere cortesemente in giapponese se fosse giapponese e cosi' dopo il pasto è venuto al bar a fare due chiacchere con me!
E' stato davvero adorabile perchè si è impegnato a parlare adagio, facendo delle pause, e scandendo bene per permettermi di capire; e comunque quando non capivo ripeteva tutta la frase oppure mi tra
duceva la parola chiave in inglese!
E poi mi ha anche insegnato a dire "per caso"e "tra poco". Ed è riuscito a farmi capire persino un'espressione come "persona molto richiesta" (facendo riferimento alla mia padronanza di diverse lingue) spiegandomi l'immagine che usano i giapponesi ossia "polipo che viene tirato da tutte le parti" LoL!!!
E gentilezza delle gentilezze, stamattina è ripassato apposta per lasciarmi la sua mail invitandomi a scrivergli per qualsiasi difficoltà prima o dopo il mio arrivo in Giappone!
Se sono tutti gentili cosi sarà facile trascorrere un anno la ^_^
夕べ、初めて日本人のお客様が両親のレストランへ来ましたよ!
最初は、英語で話して、彼は"はい"と言ったから日本人かどうか優しくて聞きました。食事のあとでカウンタでビールを飲みに来て、"日本語の練習しましょう"と言って、私と日本語で話してくれました!こんなに嬉しかったです!
易しくてゆっくり話してくれて、分からない時何回も言い返して、全然分からない時説明してくれて、とか、英語の翻訳してくれました。とても優しかった人だと思いました。それから、"たまたま"と"まもなく"と"引っ張り凧"を教えてくれました。
たいてい、よく理解できましたが、うまく話せませんでした。それでも本当に楽しかったです。日本語を話すいい機会でした。

今朝、連絡先を上げにここへ帰って、"困った時や分からない時書いて下さい"と言いました。こんなに親切な人!!
さあ、日本人は皆こんなに優しくて親切だったら、日本ではきっとすごい時間を過ごすと思います!

10 juin 2008

Serata onigiri tra ragazze :D



Voi non potete capire il potenziale di viscosità e appiccicosità del riso se non avete mai cucinato onigiri!
Stasera abbiamo fatto un tentativo di onigiri, seguito da 2 episodi di densha otoko (ricordate? lo sfigato che ha un orgasmo multiplo ogni volta che sente la voce della tipa che gli piace), con inframezzo al gelato.
E chi ha detto che il cibo giapponese non sazia, vada a letto! Son dei mattoni quei cosi :D (il fatto che sia poi riuscita a trangugiare pure il gelato è legato allo schifo che faccio hi hi). No ma dai ma siamo seri. Questi
onigiri li abbiamo troppo europeizzati (vai con le melanzane alla griglia come contorno) pero' sono venuti buoni! Poi da' una gran soddisfazione farli, perchè rimangono magicamente incollati e in forma. Altresi' trovo rilassante l'azione di sciacquare il riso, dovro' provarla come terapia calmante.
Poi guardando Densha Otoko sono fiorite mille teorie sui modi di vivere ed esprimersi dei giapponesi.

Com'è che si dice che sono tanto inespressivi quando nelle serie come questa fanno facce al limite dell'inumano?
Mai visto visi cosi' espressivi, e non è che non parlino e debbano sostituire i gesti alle parole voglio dire!
Infatti boh. Pure il teatro Noh usava uno sfracelo di maschere. Quindi? Indaghero' (anche) questo in Giappone. Ci sara' un mito da smontare o sono solo i tempi che cambiano e l'occidentalizzazione che continua?

Dicevamo pure (io e le mie coinquilins) della mia sfortunata amicizia con S. che ha simpaticamente mandato tutto a rotoli con la mia piu' grande incomprensione e non-compassione. Ci vuole un bel coraggio a dire A un giorno e Z quello successivo, visto che le medie sono finite da un pezzo. Ma essendo giunte alla conclusione che doveva essere caduto in depressione - il ritorno in Giappone, a casa dei genitori alla bellezza di 35 anni...l'attesa snervante del visto...magari ha pure rivisto la ex che nel frattempo altrochè piangersi addosso, si sara' rifatta una vita...c'ha provato con una che gli piaceva e non gli è andata bene...- l'abbiamo quasi capito. Chissa perchè noi occidentali siamo ben disposti a capire gli orientali misteriosi portatori di una cultura non meno affascinante (non dicasi altrettanto per gli orientali medio orientali, a cui non si riconosce nulla) e invece loro fette di salame sugli occhi. Sara' una questione di comodo. Del resto, a noi è concesso esprimere le nostre opinioni, a loro no. Poverini, che almeno possano fingere di avere un buon motivo per litigare. Vabé niente, queste sono considerazioni mie che non posso trasmettere bene anche perchè sono la prima ad essere perplessa. Ma questo non è che un primo impatto che sicuramente si rivelera' piu duro nel caso di giapponesi mai stati all'estero O_o. L'importante è esserne consci...Per fortuna c'è Densha Otoko e i BeachBoys con Surfin USA :D

09 juin 2008

AF272便


Tra 3 mesi sono a Tokyo (aiuto/chebello/aiuto/chebello)
Partenza 8 settembre ore 9 da Ginevra, passando da Parigi CDG...
Arrivo il giorno successivo ore locali 7. Qualcuno dovrebbe venirmi a racattare e portare f
ino a Shinjuku, poi da li altri volontari ci porteranno ai nostri dormitori...non so ancora in quale staro'.
Giorno 10 settembre inizia l'orientamento per noi sfigati studenti stranieri, quindi gia' dal primo giorno potro' provare l'ebbrezza di perdermi dal dormitorio all'Università nei meandri della Metro di Tokyo -.-
Il 12 ci portano a fare l'assicurazione medica e la carta d'identità (avro' una carta di identità scritta in giapponese :D Tutti lo trovano un dettaglio divertente, mia madre, Leo..).
Attorno al 17 c'è il placement test (intanto orientamento continua), dal 23 ad ottobre niente, inizio corsi il 1° ottobre.
Posso urlare?
WHHHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!
!!!!!!!
あと三ヶ月東京にいるよ!ワクワク 笑
9月8日、朝の9時Genevaから出発し、9月9日、朝の7時成田に着きます。誰が寮まで連れて行ってくれます。
次の日から、22日まで、キャンプスで交換留学生のオリエンテーシオンです。外国人の登録証などをしに誰が連れて行ってくれます。プレースメントテストを受けなければならない。きっと寮からキャンプスまで行けません、迷子になると思います、笑!
授業は10月一日から始まります。
すごおおおおおおおおおおいいい!!!

06 juin 2008

Ammessa alla Waseda!早稲田大学の留学生になった!


6 mesi dopo la pubblicazione delle graduatorie e 3 mesi dopo la spedizione dei documenti, l'Università Waseda mi ha finalmente risposto, alleluia, e coro di angeli!
*.* Gongolo *.*
Mi hanno ammessa al programma di lingua giapponese, faro' SOLO GIAPPONESE 26 ore a settimana per 1 anno, che è come dire "addio cervello".
Staro' in campus. Arrivero' a Narita il 9 di settembre.
Oddio è tra 3 mesi. A pensare che tra 3 mesi dico addio al mio moroso per praticamente un anno mi viene decisamente dell'angoscia XD
Pero' i voli hanno prezzi abordabili solo se comprati per andata e ritorno quindi per la piu' grande gioia di tutti prenotero' subito il volo di ritorno per Natale.
Sono emozionatissima, mi sono arrivate tutte le informazioni del periodo di orientamento a settembre, giorno per giorno, il questionario per l'affidamento delle camere (fumi? non fumi? bevi? ti droghi? sei tranquillo? a che ora vai a letto di solito?) e quant altro...mamma mia...non vedo l'ora...

01 juin 2008

電車男/Densha Otoko Fan ^^

Non puo' mancare.
Un post in onore a densha otoko, train man, l'unico giapponese cosi magnificamente imbranato da sbattere la testa sulla tastiera del computer mentre è al telefono e fa l'inchino (un po' troppo profondo) perchè sta ringraziando una ragazza per un regalo, LOOOOL!

L'ho scoperto al corso di letteratura giapponese. All'inizio uno fa fatica a capire, come quando si tolgono gli occhiali e non si riesce a mettere a fuoco: è una storia vera, ma non solo.

E' successo veramente: un otaku* ha aiutato una bellissima ragazza in difficoltà con un ubriacone mentre erano sul treno. La ragazza gli chiede l'indirizzo ma non si limita a una lettera di ringraziamento: gli manda persino delle tazze firmate HERMES.
A quel punto l'otaku, impanicatissimo, va su forum (vi ricordo che è tutto vero, il forum esiste) in stile "single disperati" a chiedere aiuto perchè alla veneranda età di 23 anni non è mai uscito con una ragazza ed è terrorizzato; gli utenti del forum gli danno supporto morale, lo consigliano, fanno il tifo per lui, e riuscira' ad invitare la bellissima ragazza a cena...

Cosa c'entra con letteratura?
Beh il proprietario del forum ha pensato bene di pubblicare le conversazioni!
E quindi eccovi questo libbricino di cui sono in possesso da poco, che contrariamente all'uso giapponese si apre da sinistra a destra (come noi) perchè su internet si scrive da sinistra a destra. Sono conversazioni del forum e basta, come leggere la cronologia di MSN, con tanto di Nick, ora di pubblicazione di ogni messaggino, emoticon e smiley. Essi, la letteratura ora è questo...
[appena ho dato l'ultimo esame mi metto e provo a tradurlo].
Comunque è stato un successone. Pubblicato nel 2004 col titolo di Densha Otoko che è il nick del protagonista sul forum, autore: "Nakano Hitori" , in giapponese, simbolicamente, "uno di noi".

Come da consuetudine nipponica, da ogni buon successo di letterario si cerca di tirare il massimo del profitto, quindi gli adattamenti ad altri formati si sprecano: film, 4 o 5 manga, drama (ossia serie televisiva).
Proprio due puntate di quest'ultima ho guardato oggi :D Da scompisciarsi...

Fondamentalmente una storia tenera, perchè lui cercherà di migliorarsi e col suo esempio invoglierà altri a fare altrettanto...

Ecco a voi anche qualche fotografia del testo (non lo chiamo romanzo perchè non mi sembra il caso...pero' caspita i giappo rimangono troppo fedeli alle proprie tradizioni.....la "autobiografia verosimile, ma autentica perchè immediata e soggettiva" dall'anno 1000 ad ora benché sotto diversi formati spopola e si aggiudica persino l'appellativo di Junbungaku, "letteratura alta" negli anni '20...). [Oe Kenzaburo non se la prenda...]


* Otaku= Adolescente giapponese con difficoltà a relazionarsi socialmente o in genere col mondo esterno, tende a starsene chiuso nel suo mondo, di solito le 4 mura di camera sua, che ha l'aspetto di un museo: l'otaku solitamente ha una passione che coltiva sfegatatamente collezionando tutto il possibile in merito, e di solito è interesse smisurato per i manga/videogiochi e simili. Fenomeno grave in quanto è origine di buona percentuale dei numerosi suicidi che avvengono in Giappone.
L'otaku si riconosce a 8 km di distanza sia guardano la sua stanza, sia scorgendone il vestiario da "sfigato".

30 mai 2008

三毛猫

Leggete questa news:
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/asia-pacific/7421259.stm

Incredibile ma vero!
Quel gatto, che da noi si chiama "europeo" se non sbaglio, in giappone si chiama 三毛猫"mike neko": Neko è gatto, mike significa 3 peli hihi.
Anche la mia Pistache era di quel tipo ^^.

24 mai 2008

Solo-vuoto; solo-triste è diverso...

Il giappo ha una caratteristica meravigliosa: le etimologie trasparenti!
(Beh INZOMMA mica tanto, obiettera' qualcuno!) (Dai, sono quei 2000 ideogrammi su 20'000 da imparare...non lasciamoci demoralizzare) O_o....
Comunque alla domanda su che differenza ci fosse tra 寂しい e 淋しい che si leggono entrambi sabishii oppure samishii e che si traducono entrambi con solo nel senso di lonely, ho scoperto che il primo, che richiama il verbo 寂れる sabireru ha una sfumatura di "inaridirsi, perdere la propria animazione", mentre il secondo, che ha la radice acqua (3 trattini a sinistra rappresentano gocce d'acqua per i novizi), sottintende un possibile pianto...
*.*
Ma a quanto pare non è cosa notata da tutti i giapponesi. Mi pare strano, ora che la differenza è cosi lampante persino ai miei occhi...

15 mai 2008

おまもり

Finita l'uni, è periodo d'esame fino a luglio.
今から7月まで、試験の準備です。

09 mai 2008

最期の授業・・・L'ultima lezione...


Oggi era l'ultima lezione di giapponese all'Università per me. L'ultima con la nostra lettrice, professoressa Kono, che abbiamo avuto per 1 anno e mezzo...
Ieri ero piuttosto triste, pensavo che come solito avrei fatto la mia bella figura di m****
piangendo come una fontana e invece l'"addio" (fino all'esame) è stato indolore.
La prof è stata carinissima perchè ci ha preparato un bento (pranzo al sacco per chi non fosse nipponista) che abbiamo mangiato prima di far lezione. Si chiama karaage cioè pollo fritto. Ci ha servito anche dell'tè d'orzo fresco, che si chiama mughicha, ottimo pure quello. Che gesto dolce. Alcune compagne hanno avuto la buona idea di portare dello spumante, il che ci ha permesso, il tempo di una lezione, di avere la parlantina in giapponese wha wha =P
Io e Martina abbiamo scritto una lettera di ringraziamento alla prof., come anno scorso, e le abbiamo fatto un origami tipo composizione floreale. Sembra averlo apprezzato anche se io ripetevo
che era roba da principianti -.- La lettera l'avrebbe letta piu tardi ma vedendo la busta ha subito esclamato "avete scritto per bene il mio nome!!!" che, in giapponese, non è cosa cosi scontata, comunque dopo 3 anni alleluia XD (N.B: ha usato l'espressione che si usa coi bimbi piccoli ossia "cyanto dekita"....pero' non credo volesse prenderci in giro).
Beh e cosi...
Pensavo peggio...
Pero' per me è comunque la fine di un'epoca. Cioè, ho finito la triennale. Si, ok, non sono laureata e devo aspettare il ritorno dal Giappone, comunque ho finito tutte le lezioni...E' davvero la fine di qualcosa. E l'inizio di qualcos'altro.
Domani mi taglio i capelli.
今朝最期の日本語授業でした。大学の授業のほとんどは終わりました、私にとって。試験の以外に、今から河野先生と会えません。1年半間私達に日本語を教えて下さいました。
今日は唐揚げ弁当を作って下さいました。麦茶もいただきました。こんなに親切でしたね。でも思ったより悲しくなかったで、よかった。"きっと感動をするや泣く"と思ったのに、今日楽しく過ごしました。写真も撮りましたよ。

友達のマルチナさんと一緒に、先生にお礼の手紙や折り紙を上げました。折り紙が初心者のはでしたが、好きのようで、よかった。手紙の封筒をご覧になったと、"私の名前をちゃんと書きました!!"とおっしゃいました。(笑)。
では・・

本当に思ったよりうまく行ったね。
しかし私にとって大切で大きい生活変更です。大学を終わりました。もちろん、日本から帰った後でだけ卒業しますが、授業は全然通いません。
何かの終わり、何かの初め・・
明日、髪の毛を切る。


06 mai 2008

Verso la labilità di confini...


"Parlare in termini di caso significa negare come possibile ogni legge di causa e di effetto. Il caso è l’unico fattore irrazionale accettabile dal libero arbitrio.

L’uomo occidentale non ha modo di razionalizzare le innumerevoli sventure e delusioni che è costretto a patire. Possiede pertanto una divintà che affida le sue caratteristiche a questo rifugio affatto vitale per il libero arbitrio, ossia appunto al caso, l’unico genere di divinità che possa ispirare la libertà della volontà umana.

Se il caso non esiste piu’ la volontà cessa di riversitre qualsivoglia significato, non ha maggior senso di una macchiolina di ruggine sulla lunghissima catena delle cause e degli effetti che ci è dato di intravedre solo di tanto in tanto. A partire da quel momento esiste un solo modo di partecipare alla Storia, e consiste nel non avere volontà di sorta, di funzionare unicamente in qualità di atomo splendido e brillante, immutabile ed eterno. Non fa conto cercare altro senso nell’esistenza umana."

Yukio Mishima, "Neve di primavera"
三島由紀夫、"春の雪"。

29 avril 2008

そうび Rosa


我はけさ
初にぞ見つる
花の色を
あだなる物と
いふべかりけり

Solo stamane,
per la prima volta, vidi
l'incanto di questo fiore,
che, invero, m'appare
fatuo e volubile.

古今和歌集・物の名・きのつらゆき
Kokinwakashuu, sezione "nomi di cose", waka di Ki No Tsurayuki

23 avril 2008

昔々・・・ C'era una volta...


今晩、川端康成の"美しい日本の私"を読んでいて、あの"美しい日本の私"の中で、他の作家が作った和歌もたくさんありました。和歌の中で、おのの小町の一つが一番好きだった。難しいけど、日本語で読みたかった。古今和歌集を持ってるから、すぐ調べましたが、あの和歌を見つけたかどうかわからない。見つけた和歌の翻訳はちょっと違うからです。
そして、他の和歌もここに書きます。イタリア語で書いた説明は日本語でできない、ごめんなさい。何しろ、全部は面白い・・・夢についてですね。昔の考え事もわかるかも。例えば、もし誰かを夢で見たら、あの人は、夢を見てる人の事に強く考えてるだろう。また、寝ながら、服を返し着る事は、夢で会いに事だろう。それは、私も今晩の前に知らなかったが、古今和歌集の"コメント"で、読んで、学びました。あの昔の考え事は甘いと思いますが、甘すぎないも思います。今日の考え事は同じかな・・・

Stasera leggevo il discorso di Kawabata Yasunari tenuto per il premio Nobel che ricevette per la letteratura nel 1968.
Vi è citata una poesia di Ono no Komachi appartenente al Kokin Waka Shu, un'antologia imperiale di componimenti poetici compilata nel X secolo e che avevo studiato l'anno scorso. Mi è piaciuta cosi tanto...

Tanto lo pensai
Che come m'addormentai
Ecco m'apparve

Se lo sapevo un sogno

Chi si svegliava mai


Dal mio amore

Per le strade del sogno

Vado e rivado

Ma un solo sguardo desto

Piu' di tutto questo vale

Allora l'ho cercata nell'antologia grazie all'indice degli autori, e ho trovato una poesia simile. Non sono sicura che si tratti della stessa, perchè c'è solo la prima strofa. E la traduzione è diversa, forse semplicemente perchè opera di qualcun altro?
In giapponese (antico) la poesia che ho trovato è la numero 552, del 12esimo libro dell'antologia e recita:

思いつつ
寝ればや人の

見えつらむ

夢と知りせば

覚めざらましを


Ma la traduzione è:

Forse perchè mi corico
Sospirando per lui,
Mi è apparso nel sonno?
Avessi saputo ch'era un sogno,

Mai mi sarei svegliata.

Il commento (di Ikuko Sagiyama) alla poesia è "La poesia apre una serie di tre componimenti di Komachi col motivo dell'incontro che avviene nel sogno. la poesia rovescia la credenza comune dell'epoca secondo la quale, se si vede qualcuno in sogno, è segno che quest'ultimo pensa intensamente al dormiente."

Gli altri 2 componimenti della trilogia recitano:
うたたねに
恋しき人を

見てしより

夢てふ物は

頼みそめてき


Da quando vidi

Nel sonno leggero

Il mio adorato,

Cominciai a confidare

Nel sogno fuggevole


いとせめて

恋しき時は

むばたまの

夜の衣を

返してぞ着る

Quando mi opprime
La brama tormentosa,

Mi affido all'incantesimo

Di indossare a rovescio
La veste da notte

"La poesia si basa sulla credenza secondo la quale, se si dorme indossando la veste al contrario, si puo' incontrare nel sogno la persona amata"


Il pleut


Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville,
Quelle est cette langueur
Qui penetre mon coeur?

O bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits!
Pour un coeur qui s’ennuie
O le chant de la pluie!

Il pleure sans raison
Dans ce coeur qui s’ecoeure.
Quoi! Nulle trahison?
Ce deuil est sans raison.

C’est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon coeur a tant de peine.


都に雨の濯ぐが如く、
わが心には涙の雨が降る。
如何なれば、かかる悲しみの、
わが心の中に進み入りし。
地に響き、屋根に響く、
ああしめやかなる雨の音よ、
雨の調べよ。
しかし、わが心は何がため憂うるとも知らず、
ただ訳もなく潤う。
訳もなく悲しむ悲しみこそ、
悲しみの極みというのであろう。
憎むでもなく、愛するでもなくて、
わが心には無量の悲しみが宿る・・・。


Poesia di Verlaine "Il Pleut" tradotta in giapponese da Nagai Kafu.


03 avril 2008

Vita e opere di Nagai Kafu 永井荷風


Nato a Tokyo nel 1879 (anno 12 dell'era Meiji) Nagai Sokichi usa lo pseudonimo di Kafu (vento sul loto) ispiratogli da un amore adolescenziale in ottemperanza alla tradizione Edo che vuole che i letterati usino un nom de plume.
I suoi pseudonimi sono variati, eccentrici e spesso giochi di parole che non esita a usare per titoli di opere; ad esempio Kinpu Sanjin (il dilettante di Kinpu) gioca sul fatto che la seconda lettura di Kinpu sia Kanetomi, il quartiere in cui è nato.
Avrebbe voluto essere un Edokko, figlio di Edo.
Nato nel distretto di Koishikawa da una famiglia di proprietari terrieri origniaria dalla provincia pero', non ha la provenienza tipica per esserlo, oltre ad essere nato nell'era Meiji.
Il padre Kagen è un funzionario della nuova burocrazia Meiji e rappresenta sia lo spirito di rinnovamento che Kafu tanto odia, sia la morale confuciana con la quale è stato educato.
Le prime opere, di cui non rimane nulla, risalgono al periodo della scuola media e sono racconti a imitazione di Tamenaga Shunsui, autore di romanzi popolari del periodo Tokugawa.
Nagai non ama lo studio e preferisce dedicarsi al Shakuhachi (flauto di bambu a 5 fori) o al Kiyomoto (teatro dei burattini, rappresentazione accompagnata dallo shamisen), infatti fallisce nello studio del cinese all'Università di Tokyo e prende lezioni presso un maestro di rakugo nel 1899 finchè suo padre non interviene a fermarlo.
Negli stessi anni diventa allievo di Hirotsu Ryuro, uno scrittore del genere hisan shosetsu (romanzo tragico) di cui si sente l'influenza nelle prime 2 pubblicazioni di Nagai, "Oboroyo (notte di nebbia)" del 1889 e "Hanakago (cesto di fiori)" del 1899.
Nel 1901 diventa giornalista dello Yamato Shinbun e inizia la sua fase di sperimentazione letteraria e indagine sui canoni della letteratura europea moderna. Legge Zola in inglese.
Tra il 1902 e 1903 pubblica saggi e traduzioni sul naturalismo. Lo shizenshugi e naturalismo francese sono molto diversi pero', e Nagai seguira' addirittura un percorso diverso da tutti gli altri naturalisti giapponesi, che approdera' al romanzo autobiografico.
Nel 1902 scrive una prefazione alla sua opera "Jigoku no hana (I fiori dell'inferno)" in cui dichiara la sua adesione al zolaismo. Per lui, la natura umana è fondamentalmente bestiale e desidera indagarne gli aspetti piu oscuri, come la lussuria e la violenza, cercando di mostrare come derivino dall'eredità dei nostri antenati e dall'ambiente in cui ci troviamo. In realtà pero' Nagai non recepisce proprio questo determinismo "europeo", e in generale tutti i naturalisti giapponesi si limiteranno a descrizioni accurate, non derivate dai postulati di una vera e propria scienza "deterministica". Rimane un grande amore per il dettaglio e per descrizioni minute di cio' che ha visto, quasi come in un dipinto.
Questo è evidente in Bokuto Kitan del 1936 (Una strana storia al di la del Sumida) in cui descrive i vecchi quartieri di piacere di Tokyo che si trovano nello Shitamachi, in modo talmente dettagliato che l'ambientazione diventa la vera e propria protagonista. A Bokuto Kitan ritornero' pero' dopo.
Nel 1903 il padre lo manda all'estero a studiare, avendo abbandonato ormai le speranze di farne un burocrate come lui. Cosi, Nagai finisce in America in diverse città, e termina il college nel 1905. Inizia a lavorare all'ambasciata giapponese di Washington e poi per una banca giapponese e nel 1906 ottiene il trasferimento in Francia, dove rimane fino al 1908.
Nel 1907 pubblica America Monogatari, una raccolta di 14 racconti e 7 saggi che vertono soprattutto su lavoratori e prostitute giapponesi emigrati in America. Dice che le loro storie di per sè bastano e quindi aggiunge pochi commenti in quanto narratore. E' in questo periodo che inizia a usare l'artificio stilistico della narrazione a piu livello, o racconto nel racconto.
Nagai è in grado di apprezzare la cultura occidentale e la sua modernizzazione, che secondo lui è frutto di una naturale evoluzione, e ama anche la libertà nei rapporti sociali, impossibile in Giappone col confucianesimo. Tuttavia l'apprezzamento dell'Occidente lo porta a guardare con distacco la patria. Piu che criticarla pero', lamenta un mondo ormai perduto.
Nel 1909 pubblica Furansu Monogatari, che include due brani colpiti da censura perchè narrano le notti parigine di un giovane diplomatico giapponese. Cita Parigi come miglior esempio di una modernizzazione realizzata con armonica fusione di passato e presente che non distrugge la cultura classica, a differenza di quanto è avvenuto in Giappone.
Nel 1910 esprime finalmente compiutamente la sua idea in Reisho (Sorrisi beffardi): l'imitazione acritica dell'Occidente è un fenomeno superficiale che impoverisce la cultura tradizionale e non approfondisce debitamente il pensiero moderno.
Nello stesso anno diventa professore di francese all'università Keio, dove fonda la Mita Bungaku, rivista letteraria in opposizione alla Waseda Bungaku. La sua è di orientamento antinaturalista, infatti pubblica un saggio (Furansu no shizenshugi to sono hando) in cui ridefinisce le proprie posizione rispetto a Zola.
Le caratteristiche della sua narrativa sono:
- Si rivolge al passato poichè deluso dal presente, ma ignora l'ambientazione storica per rivolgersi a un passato ancora vicino, quello dei quartieri di piacere nello Shitamachi, che pur degradati dalla modernizzazione recano ancora tracce della tradizione. E di fronte all'inevitabile progresso, evoca nostalgicamente.
Il tragico incidente Kotoku jiken pero' lo segna. Dopo la repressione e condanna a morte di socialisti anarchici, si sente a disagio nel suo ruolo di letterato, come spiega in "Hanabi", perchè dovrebbe parlare ma forse non trova il coraggio di prendere posizione. E si riduce al silenzio o a una letteratura di puro intrattenimento come ad esempio il gesaku. Il distacco dalla vita sociale diventa l'unica cosa che lo accomuna davvero con l'epoca Edo, in cui le condizioni erano simili: niente reale libertà di pensiero. La crisi è anche privata, con due matrimoni falliti.
Nel 1916 da' le dimissioni dalla Keio e alterna momenti di florida produzione letteraria a momenti di totale inattività.
Si mette a frequentare i café di Ginza e le Moga (modern girls) e viene per questo criticato da altri scrittori, che trovano il suo stile di vita dissoluto.
Negli anni del militarismo e della guerra sceglie il silenzio, e anche se non aderisce alla Società per la letteratura al servizio del paese, non appartiene neppure al gruppo di comunisti ridotti al silenzio; percio' la fine della sua carriera è all'insegna del successo e dei riconoscimenti.





18 mars 2008

私のせいで?


Ultimamente non ho molto tempo, anche se molte idee. Mi piacerebbe scrivere "recensioni" di libri, mi sarebbe anche utile per l'esame di letteratura; intanto una breve riflessione, solo in giapponese

日本に行く時、ボローニヤは私の出国で嬉しい人々で一杯になると思います・・・
悲しくない?

09 mars 2008

援護


This girl I know needs some shelter
She don’t believe anyone can help her
She’s doing so much harm, doing so much damage
But you don’t want to get involved
You tell her she can manage
And you can’t change the way she feels
But you could put your arms around her
I know you want to live yourself
But could you forgive yourself
If you left her just the way
You found her

I stand in front of you
I’ll take the force of the blow
Protection

You’re a boy and I’m a girl
But you know you can lean on me
And I don’t have no fear
I’ll take on any man here
Who says that’s not the way it should be

I stand in front of you
Take the force of the blow
Protection

She’s a girl and you’re a boy
Sometimes you look so small, you look so small
You got a baby of your own
When your baby’s grown, she’ll be the one
To catch you when you fall

Stand in front of you
Take the force of the blow
Protection

You’re a girl and I’m a boy (x4)

Sometimes you look so small, need some shelter
Just runnin round and round, helter skelter
And I’ve leaned on you for years
Now you can lean on me
An that’s more than love, that’s the way
It should be
Now I can’t change the way you think
But I can put my arms around you
That’s just part of the deal
That’s the way I feel
I put my arms around you

I stand in front of you
Take the force of the blow
Protection



"Protection" by Massive Attack and Portishead.

04 mars 2008

Fiori...花・・・

Facciamo un post alla giapponese ^_____^
Stamattina quando sono uscita erano fioriti alcuni fiori rosa, altri bianchi. Suppongo possano essere fiori di ciliegio e susino rispettivamente ma sono ignorante in materia, quindi se qualcuno che ha il pollice verde mi rivela l'identità di questi fiori gli do' un premio :P
今朝、出かけたと、家の近くに咲いた花を見つけた。きれいね^^ 日本人らしい気持ちがあった、写真を撮ったんです。
どんな花だか分かりません。桜と梅だろう・・・?誰か上手な人は教えられますか



02 mars 2008

JLPT 能力試験


Ho ricevuto ieri notizia di aver passato il Japanese Language Proficiency Test (livello 3) che avevo sostenuto a Milano a dicembre =) Sono contenta, anche se comunque dopo 2 anni interi di studio della lingua, è un livello "normale" da avere. In ogni caso è utile ai fini dell'Uni Waseda, e comunque rappresenta un obiettivo raggiunto :P

12月受けてみた日本語能力試験レベル3をうかった言われました。嬉しいけど、3年生で、不通なんです。何しろ、早稲田大学のために役に立つだし、・・・ゴールイン!