23 novembre 2008

Giro domenicale, acquisti letterari

Sottotitolo: Gli otaku non sono una leggenda.
Ho preso la metro e sono scesa a Takebashi, a nord del palazzo imperiale.
Quando mi decidero' a visitare il museo d'arte moderna li a fianco, ne approfittero' anche per passeggiare nel Giardino Imperiale che anche solo per la parte aperta al pubblico è enorme. Ma oggi la meta era piu' a nord: giretto a Jimbocho (= libri usati), passando per Ochanomizu (= mistero), per finire ad Akihabara (= città elettrica).
Nei dintorni del palazzo imperiale ho potuto godere di una vista spettacolare, bisogna dire che il tempo in questi giorni è davvero bellissimo:

Poi camminando da qui verso nord sono passata nella zona dei negozi di libri di seconda mano, e salendo una collina mi sono trovata accanto alla Meiji University, che a prima vista mi sembrava la Rinascente in una versione piu' sobria, ma no, era un'università e non voglio sapere se è pubblica o privata perchè se scopro che pagano pure poco...anche se personalmente preferisco dove sono ora ^__^


Di fronte c'era una miriade di negozi di musica, soprattuto di negozi di chitarre, e ho visto anche un liutaio.
Arrivata in cima alla collina sulla sinistra c'era la stazione della metro di Ochanomizu, che significava che ero riuscita a non perdermi, di fronte c'era un'università di medicina di cui vi propongo la foto, che significa un sacco di cose (del tipo che in Europa siamo proprio dei poveracci a confronto, che qui i soldi 1 li hanno, 2 li spendono per l'educazione).
Al che mi sono imbucata in una viuzza simpatica sulla sinistra, e constatando che avevo fatto il tutto in meno di un'ora, mi sono decisa a guardare piu' nel dettaglio. E' cosi che sono finita a Maruzen, una catena gigante. Che vende libri.
Anche qui come in altre librerie, non c'è limite. Hanno un numero di riviste ad esempio, divise e ordinate per tema, che in Europa non ci sarà mai. Volevo fare una foto perchè è davvero impressionante. Pero' passare per la turista di turno non mi andava e quindi devo sforzarmi a descrivervelo a parole. Ah, trovato! Per quelli che conoscono la Feltrinelli International di Bologna, avete presente lo spazio dedicato alle riviste e ai giornali in lingua straniera che c'è li nella prima sala, dopo la roba di cancelleria? Uno spazio cosi è metà di quello che qui viene dedicato a un tema. Tipo: riviste per uomini, donne, adolescenti, riviste di sport, cucina, hobby, vita in casa, arredamento, turismo... e chi piu' ne ha piu' ne metta. Li tendo a non perdere tempo, le riviste graficamente mi attirano un sacco, ma non trovo mai nulla che mi convinca al 100%. A parte quelle di cucina, che sono le peggiori, perchè le compri e poi guardi le immagini, ma a cucinare non ti ci metti mai perchè sei troppo pigro per andare a comprare gli ingredienti necessari, che nel caso specifico del Giappone per me non sono cosi evidenti da trovare. E vabe, sezione successiva: pubblicazioni recenti. Non capisco i titoli ma dalle copertine è chiaro che si tatta di polizieschi, romanzi leggeri, letteratura di consumo in poche parole. Guardo oltre. Medicina ("non in questa vita"). Lingue straniere ("per carità. Basta cosi"). Carte e mappe ("non ne ho bisogno"). Libri per bambini ("mirerei piu in alto"). Comics ("ah! manga! vediamo un po'"). 3 ettari. Novabe adesso esagero ma la sezione manga era stratosferica. Molto rosa e molti colori vivi. Ci ho preso il primo episodio di Nana. Visto che l'ho letto in italiano (grazie Marti!) mi sarà pedagogicamente utile.
Poi ho iniziato seriamente a preoccuparmi e a chiedermi dove fosse la letteratura, quella vera, quella che avevo studiato all'uni, e se i giapponesi pur essendo cosi avidi di lettura non facessero altro che divorare gialli e romanzi rosa, ma per fortuna non è cosi ed è solo colpa mia che a meno di mettermi li non riesco a leggere i nomi degli autori...
E quindi la sezione che cercavo non aveva quasi libri presentati su un piano, ma erano tutti ordinati negli scaffali, cosi che l'illustrazione della copertina, che spesso contiene il nome in inglese, non poteva essermi d'aiuto e mi son dovuta mettere li a cercare, a casaccio...
La cosa ha dato i suoi frutti.
Vicini ho trovato Kitchen della Yoshimoto e un'opera di Mishima.
Continuando ho trovato Kobo Abe, Antena della Rando, Yukiguni di Kawabata, lettere da Mishima a Kawabata, persino Enchi Fumiko.
Certo sono stata allo scaffale per cosi tanto tempo che i cassieri, li vicini, m'avranno fatto lo scan e magari m'avranno pure presa un po' in giro...un'occidentale che fa finta di riuscire a leggere i titoli di opere letterarie giapponesi..ma figuriamoci....e in effetti è cosi, a malapena leggo titoli, pero' mi interessa troppo per venir smontata dalla mia stessa ignoranza.
Ho comprato Kitchin della Yoshimoto perchè riesco a leggicchiarlo.
E ho comprato Suna no Onna di Kobo perchè ne ho visto il film e letto il libro in italiano.
Avrei voluto comprare tutto, ma sarebbe stato controproducente. Iniziero' da queste cose "semplici", e quando saro' riuscita a decifrare libri di cui conosco gia' il contenuto, potro' passare a libri che in Europa non sono stati tradotti...
E' un mondo che si apre...stavo riflettendo sul fatto che sapere il Giapponese davvero mi permetterebbe di comunicare con 60 milioni di persone in piu' e di accedere ad uno dei campi editoriali piu' ricchi al mondo.

Soddisfatta e contenta dei miei acquisti letterari, dunque, sono uscita da Maruzen e mi sono imbattuta in un bellissimo tempio shinto dal tetto verdissimo.


Tra l'altro per arrivarci ho attraversato un ponte da cui c'era una vista curiosa su Akihabara. O meglio, ad essere curiosa è Tokyo, non la vista. Perchè a Tokyo nel tuo campo visivo puoi contemplare di tutto: del moderno, dell'antico, un ponte, una stazione, un treno, chi aspetta il treno, un centro commerciale, un fiume, la natura e il cielo blu.


E da qui mi sono diretta ad Akihabara, dove ho visto il ponte che compare nel film e dorama Densha Otoko (...), e dove ho fatto un giro molto breve di negozi giusto per rendermi conto che era il casino che mi aspettavo (folla, volume degli annunci al massimo etc) e che gli otaku esistono...
Anche perchè ieri sera leggendo il Metropolis, rivista "giapponese" in inglese, ho scoperto che ora esiste un ANIME KENTEI ossia esame sugli anime, secondo l'autore dell'articolo "a standardized test to qualify anime fans"...sono sconvolta.
Ho cercato anche una macchina per cuocere il riso, per la cronaca, perchè sono convinta che sia una grande invenzione, ma costano piu' di 100 euro, fino ai 300. Ma vogliamo mettere con una pentola??
Pero' dai ce n'era una che costava sui 40 euro. E alcune sui 70, 90. Ci pensero'.
Al ritorno, sulla metro, ho inziato a leggere Kitchen. E' una gran soddisfazione riuscirci un po'. E anche se ho letto solo 3 pagine, in giapponese fa un tutt'altr'effetto. Soprattutto i dialoghi dei personaggi. In italiano sembrava tutto campato per aria, finto. In giapponese no.

22 novembre 2008


E' arrivato il tempo delle foglie gialle e rosse, del cielo blu intenso e del tè di pomeriggio per riscaldarsi ...
でもさ、最近、将来を前向きに考えられなくようになちゃった。どうやって落ち着いて、秋を幸せに過ごせるかな・・・

20 novembre 2008

Shoppiiiing


Si!!! Ebbene si!!! Ce l'ho fatta anche io a comprare qualcosa a Tokyo!! Qualcosa che non sia riso /libri per studiare! Per cancellare il mio venerdi' nero, sabato sono andata in quel di Shimo-kitazawa (odakyu line da Shinjuku) con alcuni amici di studentato a guardar vetrine e fare shopping.
C'era veramente di tutto, dalle boutique strambe, alle case di bambole, alle cose alternative...una piccola città strana all'interno di Tokyo...Niente grattacieli, quindi un certo fascino, perchè dove abito io è tutto piuttosto sul moderno. Era pieno di gente per strada e negozi, ma come puo' esserlo in Italia, non come Ginza che mi aveva lasciata un po' male...e quindi ho passato un pomeriggio rilassante, tra l'altro alle 6 mi pare siamo andati a cenare, come siamo diventati giapponesi...mangiare a qualsiasi ora..beh ma ancora non faccio parte dei clienti notturni dei gyudonya, ancora non sono irrecuperabile! E dopo degli ottimi ramen facendo ancora un giro siamo capitati in questo negozio strafigo, tutto verde fluorescente molto trendy, dove ho trovato quella maglietta per me e una per Leo. Ora, quando dico che ho trovato una maglietta per me significa che: la taglia piu' piccola era SSS, quella piu' grande SS. Che dilemma. Risultato: se non ho mangiato nelle 3 ore precedenti, posso metterla e respirare.



Ah, queste europee ciccione...

Ecco il sito della marca:
http://www.graniph.com/index.html




14 novembre 2008

Altro che venerdi 14,

la mia giornata è stata degna di un venerdi 13.
Sveglia all'alba per andare all'ufficio immigrazione a ritirare il permesso di lavoro part-time prima delle lezioni (e prima della scadenza per ritirarlo).
Dovete sapere che il suddetto ufficio immigrazione si trova a Shinagawa, che sta a sud di Tokyo, molto a sud. Partendo alle 7h45 da casa siamo (io e alcuni compagni di studentato) arrivati la alle 9, per un costo totale di 800 yen. Ebbene il permesso di lavoro non l'ho potuto ritirare perchè ci voleva il passaporto, che io avevo lasciato a casa.
800 yen ma soprattutto un 3 ore di preziosissimo sonno buttati nel cesso, per non parlare della sensazione di essere la persona piu' idiota sulla faccia della terra.
Riprendiamo la metro per tornare in tempo per lezione (che inizia alle 10h40) e gioiamo per aver trovato posto da sedere (all'andata NATURALMENTE era l'ora di punta che piu' punta non si puo' e ci siamo sorbiti 40 minuti di "spazio vitale questo sconosciuto") ma era troppo bello per essere vero. A Meguro o non so piu' dove ci annunciano che è l'utlima feramata (?!) e ci fanno scendere (?!) e insomma cambiamo treno non capendo un cazzo di quello che sta succedendo. La linea non l'avevamo sbagliata. Boh. Mistero. Ah ovviamente il treno che abbiamo dovuto prendere era pieno.
Arriviamo a lezione per tempo. Purtroppo. Se non ci fossi andata sarebbe stato meglio. Oggi trattavasi di un lavoro di gruppo a 3. In teoria i miei compagni M. e D. dovevano riassumere (oralmente) il mio tema scritto settimana scorsa e io dovevo esporre (oralmente) i cambiamenti e i commenti in merito al suddetto tema, davanti a tutta la classe. Beh, M. e D. hanno pensato bene di non venire stamattina...(e poi li ho visti a lezione di pomeriggio piu' tardi...grazie ragazzi!! vi voglio bene!!). Ergo anzichè farmi dire quello che era previsto, il prof., che già è uno che tende a mettermi parecchia soggezione, mi ha fatto una domanda inaspettata e per qualche motivo oscuro mi sono completamente bloccata e ho fatto la figura di merda del secolo. Non ho mai parlato cosi male in giapponese in tutta la mia vita. Probabilmente ho iniziato mille frasi senza concluderne una sola, e siccome non sapevo come rispondere alla domanda perchè sinceramente non avevo un'opinione (ancora) in merito, quello che ho detto è stato del tutto sconclusionato. Col prof. che sorrideva imbarazzato, incerto sul da farsi. Proprio il giorno in cui bisognava parlare davanti a tutti (18 paia di occhi che ti fissano con aria dubbiosa...e vi risparmio i commenti su un paio di compagni di classe poco amabili che altro che dubbiosi...se avessero potuto avrebbero sghignazzato apertamente)...e proprio il giorno in cui tutti se l'erano cavata magnificamente.
Yeah. Come sentirsi una nullità...
Vorrei non essermi svegliata...
Il pomeriggio ho dovuto chiamare una scuola di lingua per un'intervista di lavoro part time, ma la responsabile (italiana) con cui dovevo parlare per qualche motivo che ovviamente non sono riuscita a capire, non c'era, o non poteva venire al telefono, quindi mi sono ritrovata a fissare l'appuntamento con la segretaria giappa che parlava in perfetto keigo col perfetto tono di voce suave e flebile delle impiegate giapponesi. Per carità, gentilissima la tipa. Ma essendo che non avevo tempo di tornare a casa per fare la chiamata, e che dopo lezione sarebbe stato troppo tardi, ero per strada di fronte all'uni per fare la chiamata. Tra la voce flebile di lei, il casino delle macchine di fuori, e il mio fantastico giapponese di oggi, ho dovuto chiedere chiarimenti si e no ogni 1,7 secondi.
Come sentirsi idioti bis.
Alla fine sono riuscita a fissare l'appuntamento, anche se non ho capito se mi contattano per confermare o solo se ci sono problemi...
Questa la mia giornata...ora sto per andare a passare 2 ore con la mia partner di scambio linguistico che porta un racconto di 4 pagine di Kawabata. Mmmm facile. Dubito che la cosa mi aiuterà a riprendermi in fatto di self-esteem, ma sia...
Quantomeno sarà interessante.

09 novembre 2008

2 mesi in Giappone!


E quindi super mega post aggiornativo e riassuntivo!
2 mesi che sono qui...il tempo ha una consistenza strana, non capisco se mi sembri un eternità o due giorni.
Comunque fatto sta che sto finalmente iniziando ad ingranare...
Certo la quantità di studio ha dell'inverosimile, tant'è che per una settimana non ho fatto a tempo manco di caricare il video del Waseda-Sai che volevo aggiungere e mediamente vado a letto all'una e mezzo per poi alzarmi alle 8 o 9, pero' è una vita soddisfacente, appieno direi.

Ieri finalmente per la prima volta sono uscita in discoteca ad esempio...siamo andate a Shibuya, in ben due posti diversi! A parte che per spendere meno, prima di prendere la metro siamo passate dal conbini a comprare della smirnoff ice che abbiamo poi travasato in bottigliette d'acqua appositamente portate...chi me lo fa fare di spendere 900 anzichè 200 yen per lo stesso prodotto?! :P Quindi anche se sembravamo delle drogate abbiamo travasato la smirnoff nelle bottigliette d'acqua e siamo andate a Shibuya, appuntamento con una nostra amica giapponese davanti ad Hachiko ovviamente.
Il primo posto in cui siamo andate era da film, il quindicesimo piano di un grattacielo in piena Shibuya...la vista era fantastica. Tokyo non finisce piu'...non si vede dove finiscono le luci, se non all'orizzonte dove dopo la terra c'è il cielo, nero.

Posto di lusso, di solito è un ristorante ma per la serata è stato trasformato in discoteca. C'era un bar ovale luminoso con 3 barman impeccabili e quant altro.Purtroppo pero' facevano solo elettronica mista ad hip-hop, che per quanto sia ganza, è difficile da ballare, e dopo un paio d'ore, parecchio ripetitiva. Poi era pieno di americani, avevamo ricevuto l'invito via Facebook ma non ci andava di rimanere...quindi alle 2 ci siamo dirette ad un altro posto, praticamente a 20 metri da li, diametralmente opposto. Entri non vedi dove sei per il fumo. Piccolo, ma non pienissimo. Musica molto piu' ballabile, ci siamo scatenate, e la particolarità è che c'era di tutto: bianchi, neri, giapponesi ed ispanici. Addirittura la gente veniva li e si metteva a ballare con te, manco fossimo in Spagna...un ambiente che mi è piaciuto. E che aveva solo 2 difetti: il fumo e il fatto che bisognava per forza prendere da bere in continuazione, perchè non si paga l'entrata. Quindi quando ci siamo viste l'omone ispanico della security venirci a chiedere di ordinare qualcos'altro siamo scappate :D Solo che Tokyo ieri alle 3 di mattina proponeva solo 13 gradi, e ci siamo rifugiate nel primo fast food che ci è capitato, "freshness burger". Solo i giappi possono associare 2 idee come "hamburger" e "freschezza". Io ho preso un bel caffé-moka (che sapeva di cioccolata) caldo, le altre un panino. E poi abbiamo aspettato li il primo treno, delle 4h35. Viva la JR che ci porta a casa! Fino a quel momento in fatto di maschi-molestatori ero stata lasciata in pace, contrariamente alle mie amiche, ma è venuto anche il mio turno e il fatto di dover respingere un tizio che voleva il mio numero mi ha permesso di imparare a dire "ma a te che c**** frega?!" in giapponese, grazie ad una delle nostre amiche che sta qui da 3 anni e che era insieme a noi...Effetto dissipatore garantito!

Un'altra serata che ricordero' è stata quella volta che finita l'ora di italiano col mio amico A. siamo finiti a bere in un bar vero (nel senso che non è che ti dicono che c'è dell'alcool nel cocktail e invece era una presa in giro) alle 6 di sera, in modo del tutto improvvisato. Il motivo è che, stando diventando amici, l'ora di italiano-giapponese sta diventando sempre piu' l'ora del parliamo dei fatti nostri e delle nostre vite, e essendo andati settimana scorsa ad una festa di Halloween insieme, abbiamo inziato a parlarne..una volta saltato fuori che un amico di A. si era interessato a me lui è scoppiato a ridere e ha proposto di "parliamo d'amore bevendo alcol!". Va bene, se ti puo' far piacere! Allora siamo andati a "parlare d'amore bevendo alcol" e mi sono divertita come poche volte. Avevo sempre pensato che parlare di cose "personali" con i giappi fosse impossibile, e invece mi sono potuta ricredere. Altro che tabu e vergogne, ho potuto chiedere tutto quello che mi andava di chiedere sulle abitudini sociali qui. E non vi dico cosa è saltato fuori...di differenze ce ne sono a palate, e di grande dimensioni! Ad esempio ad un certo punto A. se ne è saltato fuori con "ma...il french kiss, lo fate?". Momento di sconcerto. Come sarebbe a dire se lo facciamo, baciarsi è baciarsi, ed è quello no, oppure mi sono persa un passaggio?! Insomma in Giappone ci sono coppie che non si baciano con la lingua. Bacetto bacetto con schiocco di labbra, tutto qui. E poi mi stupisco quando leggo che il 30% delle coppie non fa sesso...Insomma ma cosa pensano del contatto fisico?! Non si riesce a capire. Poi hanno un'idea della fedeltà abbastanza stramba. Tipo che un amico di A. era venuto alla festa "di nascosto dalla fidanzata con cui sta da 5 anni e con cui si sposa l'anno prossimo". Perchè di nascosto? "Perchè voleva divertirsi senza di lei." E divertirsi cosa significa? "Parlare con altre ragazze".....ah già, ma io già mi stavo dimenticando che non si bacianno con la lingua...idea del divertimento abbastanza diversa...al che insomma chiedo del perchè della necessità di nasconderlo dalla tipa, e semplicemente il motivo è "perchè lei se la sarebbe presa" , anche se parlare non è peccato nè nulla di male?, "si, anche in quel caso". Nessuno è andato a letto con nessuno, ma qualcuno ha fatto qualcosa di nascosto....2+2=3....XD....c'è qualcosa che non mi torna. Sembre su questo argomento il dibattito piu' grande è stato attorno al "baciarsi prima di dichiararsi, o dichiararsi prima di baciarsi" e sia secondo A. che secondo il barista -idolo, l'abbiamo fatto partecipare alla conversazione, anche se io il suo giapponese non lo capivo per niente- prima bisogna assolutameeeeeeeeeeeente dichiararsi, baciare qualcuno senza dichiararsi non esiste. E via di seguito....non penso che farete fatica a credermi se vi dico che abbiamo parlato li e di queste cose per 5 ore! Con tali differenze ci sarebbe da discutere una vita...

Tra l'altro A. è il primo giapponese che conosco che regge l'alcool, e non si è addormentato nè alterato in alcun modo. E' bello poter avere della compagnia su cui contare (in tutti i sensi)!

E per concludere con una nota diversa, ho mangiato il sushi qui!

Somiglia molto a tutto quello che avevo gia' provato in Italia, e continua a piacermi da matti. Ha solo un sapore un po' piu delicato direi. E soprattutto, ne ho mangiato a palate e non ho dovuto subire il solito effetto secondario "ho cenato ma ho ancora fame". Consigliato a tutti quelli che già amano il sushi in Italia quindi.


02 novembre 2008

Soran, soran, dokkoisho, dokkoisho!



早稲田キャンパスで、早稲田祭!Sopra una vista del campus oggi

Ve l'avevo promesso ed eccolo...il video della danza tradizionale giapponese che da un mese a questa parte ho imparato al ritmo di 3 prove di 2 ore ciascuna a settimana! Oggi e domani è il festival della nostra uni (Waseda-Sai) e ci siamo esibiti davanti al pubblico. Grazie alla mia conquilina, che è venuta e si è messa in prima fila per fare questo video, posso condividere tutto con voi! E' stato un momento davvero divertente ed intenso (non immaginate che fatica si faccia...!)...sono felice della giornata!

いよいよ早稲田祭!皆の前で本番です!ちょう楽しかった・・・メンバーの皆へありがとう!すごく楽しい時間過ごしたね・・日本生活の素晴らしい思い出、これ!心の中にあるね、忘れられない!



26 octobre 2008

忘れないように


注意!日本語が出来る人へ、コメントの中で他の言語の翻訳はだめ!あったら、コメントを公表してあげないから我慢してください。


実は個人な情報とか告白を書くこのはブロッグの目的じゃなくても今日よかった事件を忘れないように書いておこうと思ってるんですけど、両親はブロッグが見られるからちょっと遠慮して、日本語で書くことにしました。


先日は彼氏との話の流れの中で、本当に「あ、よかった!!」と思わせる事件があって幸せになったんだ!というのは、去年の意見の逆に、これから外国へ行きたいって言った。びっくりした!いままで必ずイタリアで住みたかったから・・・、まあ、本当によかったです・・安心した。これから一緒にどこでも暮らせるよ!

私にとってはイタリアとのつながりは強いだけど、イタリアで満足させる仕事が見つけられるかどうか自身がないし、彼氏と遠い場所で働くのもいやだから、一緒に外国で働くのは理想な状態だよ!できれば、どんなに嬉しいだろう!

25 octobre 2008

Supermercato


Il programma di stasera era mangiare qualcosina fuori, farci un giro oltre Takadanobaba e trovare un posto in cui andare a bere qualcosa. Piu' semplice di cosi..non si puo' sbagliare!direte voi. E invece si.
Abbiamo imparato la seguente cosa: in Giappone ci sono posti per 1) mangiare 2) bere 3) bere E STUZZICARE.

Quando pensate di entrare in un posto per mangiare, puo' capitare che in realtà si tratti di un posto per bere, dove è anche possibile ordinare stuzzichini da mangiare. Precisamente in questo tipo di posto siamo capitate... -.-

Risultato: portafoglio e stomaco sul vuoto andante.

Volevo rendervene partecipi, in Giappone ci si puo' assolutamente saziare per prezzi normali, il fatto che le guide o chi altro dica il contrario per me è dovuto a questo tipo di errore...nei suddetti posti del tipo 3 le porzioni sono ridotte, lo scopo essendo di ubriacarsi (-.-')

Comunque sia il giro e la bevuta siamo riusciti a farceli..
Essendo tutto aperto 24 su 24 abbiamo fatto un giro anche al supermercato, uno a destra dall'uscita est di Takadanobaba che ancora non avevamo mai visto.
Ha di tutto, anche la mozzarella. Ecco la foto, vi lascio fare il calcolo di quanto siano 900 yen... (soprattutto ora! Prima di partire l'euro era a 160 yen, ora circa 120 :/ )
Vi lascio ammirare le foto del supermercato...

22 octobre 2008

Non c'è l'equivalente di nulla qui


[conversazione su msn con una mia cara amica dei vecchi tempi]

[...]
Marti scrive:
come ti trovi? che fai? com'è
Marti scrive:
?
Stephi scrive:
mi trovo bene
Stephi scrive:
ma indubbiamente le relazioni umane qui sono impostate su basi completamente diverse quindi
Stephi scrive:
a volte è un po' strano/difficile
Stephi scrive:
e vado all'uni tutti i giorni, ho lezione di giapponese e basta
Stephi scrive:
con una montagna di roba da studiare (te pareva)
Stephi scrive:
poi nel week end esco, faccio turismo..
Marti scrive:
ma ascolta.
Marti scrive:
in che senso le relazioni umane sono impostate su basi diverse?
Stephi scrive:
mmm
Stephi scrive:
non c'è l'equivalente di nulla qui XD
Stephi scrive:
non so come spiegare...
Marti scrive:
ah..
Stephi scrive:
innanzitutto se qcn è piu' grande di te, gli devi parlare col linguaggio onorifico ( O_O ) perchè gli devi rispetto etc.
Stephi scrive:
quindi c'è una gran distanza
Stephi scrive:
in italia la seconda volta che vedi qcn che ti sta simpa gia' si va sui discorsi personali etc
Marti scrive:
più grande anche solo di poco?
Stephi scrive:
si anche solo di un anno
Marti scrive:
usti!
Stephi scrive:
per fortuna se sei straniero la cosa non si applica
Stephi scrive:
ci prendono x deficienti che non ci arrivano ahah
Marti scrive:
uahauah
Stephi scrive:
eee ppooiii
Stephi scrive:
non si dicono mai le cose in modo diretto
Stephi scrive:
il che porta a mille equivoci
Stephi scrive:
secondo me
Stephi scrive:
per capire cosa pensa il tuo interlocutore ci vuole una laurea in "lettura fra le righe" -.-
Marti scrive:
parli in giapponese con loro?
Marti scrive:
uahau
Stephi scrive:
si me la cavicchio...
Stephi scrive:
ancora non come vorrei pero'
Stephi scrive:
il giapponese piu lo studi piu ti accorgi di non sapere dire correttamente nulla XDDDD
Marti scrive:
è tanto incasinato come grammatica?? e la dizione??
Stephi scrive:
grammatica è stronza perchè per ogni frase diversa c'è un modo particolare di dire
Stephi scrive:
dizione è fra le cose piu facili, non ci sono i toni come in cinese e
Stephi scrive:
tutti i suoni del giappo a parte "su" ce i abbiamo in italiano
Marti scrive:
ah!
Marti scrive:
sei soddisfatta ?
Stephi scrive:
mmm siii
Stephi scrive:
mi piace
Marti scrive:
voglio dire...ti piace quello che studi, quello che fai, dove sei...
Marti scrive:
vale la pena?
Stephi scrive:
si si assolutamente
Marti scrive:
che impressione hanno degli italiani laggiù da te??
Stephi scrive:
ma l'italia è apprezzatissima qui
Stephi scrive:
come meta turisitca
Marti scrive:
esatto
Stephi scrive:
i giappi non sanno di come funziona davvero
Stephi scrive:
qnd lo spiego ridono per mezzora
Stephi scrive:
ovvio che il cibo è buono, il tempo è bello, le città sono stupende e la gente calorosa
Marti scrive:
davvero???
Marti scrive:
beh, in effetti siamo troppo lontani
Stephi scrive:
ma oltre a questo non sanno della tragicommedia politica
Marti scrive:
per avere una percezione realistica dei rispettivi paesi
Stephi scrive:
nè delle varie disfunzioni, nè del problema nord-sud
Marti scrive:
tragicommedia è la parola giusta.-
Marti scrive:
e la politica in giappone?
Stephi scrive:
mah a quanto pare non è poi cosi esente da corruzione
Stephi scrive:
ma io ancora di politica non ho letto nè sentito niente..barriera linguistica
Marti scrive:
giusto
Stephi scrive:
pero' sicuramente la società giappa è da ammirare
Marti scrive:
perchè?
Stephi scrive:
funziona in un modo davvero invidiabile
Stephi scrive:
tipo che tutti si applicano a rispettare anche le piu piccole regole
Stephi scrive:
tipo raccolta differenziata dei rifiuti, per fare un es. banale
Marti scrive:
e questo è sempre un bene?
Stephi scrive:
ovviamente no
Stephi scrive:
sono rigidi
Stephi scrive:
pero' uno se è nel giusto e applica giustamente la regola, non rischia di...
Stephi scrive:
non rischia quelle cose che invece succedono in italia
Marti scrive:
ho capito
Stephi scrive:
dove anche se sei nel giusto rischi che ti vengano tolti i tuoi diritti
Stephi scrive:
poi va be ovvio che qui sn esagerati
Marti scrive:
già..
Stephi scrive:
al supermercato se nn tiri fuori i soldi per pagare in un nanosecondo ti senti l'essere piu inutile e inefficiente del pianeta
Stephi scrive:
e qst è troppo
Marti scrive:
però sono stra organizzatissimi?
Stephi scrive:
non so ma oggi per la prima volta sentivo la spiegazione da una giappa che diceva
Stephi scrive:
che essendo il Giappone un isola è assolutamente necessario andare d'accordo, perchè nn c'è posto dove andarsene senno.
Stephi scrive:
E per andare tutti d'accordo, tutti sn organizzati, seguono le regole etc etc
Stephi scrive:
armonia è la parola chiave...
Marti scrive:
ma secondo te..
Marti scrive:
questa armonia
Marti scrive:
è di superficie, è vera, o è così radicata nella loro cultura da essere diventata vera^
Marti scrive:
?
Stephi scrive:
è imposta, che forse è peggio
Stephi scrive:
è molto radicata ma
Stephi scrive:
lo fanno perchè cosi devono
Stephi scrive:
perchè se no diventano reietti della società
Stephi scrive:
etc etc
Stephi scrive:
è tt mlt estremo qua haha
Stephi scrive:
ogni tanto apprezzo qst tutto filare liscio
Stephi scrive:
ogni tanto penso "basta recitareeeeeeeeeeeeeeeeeeee"
perchè pur di mantenere l'armonia, i giappi usano una facciata
Marti scrive:
mi ha colpito quello che hai detto....che lì non c'è l'equivalente di nulla!
Stephi scrive:
=D
Stephi scrive:
¨è un altro pianeta
Stephi scrive:
e non è perchè sono "asiatici"
Stephi scrive:
ho conosciuto tanti coreani e vietnamiti per esempio
Stephi scrive:
che almeno per qnt riguarda l'espressione dei sentimetni o le relazioni umane sn un po' piu' vicini a noi europei
Stephi scrive:
ma i giappi proprio nn c'entrano niente. Forse davvero è perchè è un isola
Marti scrive:
hanno avuto pochi contatti culturali forse..
Stephi scrive:
si fino al 1850 circa non emigravano e gli immigrati non erano consentiti e non c'erano rapporti di commercio. erano autosufficienti e si facevano i cazzi proprio
Stephi scrive:
propri*
Stephi scrive:
quindi hanno sviluppato qst cultura particolare..
Marti scrive:
aaaah ecco!
Marti scrive:
bestiale!!
Stephi scrive:
finche...
Stephi scrive:
indovina un po' chi è arrivato
Stephi scrive:
e ha deciso
Stephi scrive:
perchè glia ndava di decidere cosi,
Stephi scrive:
che il giappone avrebbe dovuto aprirsi???
Stephi scrive:
l'americaaaaaaaaaa gran sorpresa ahahhahahaha
Marti scrive:
heheehe
Marti scrive:
e chi se no???
Stephi scrive:
si facessero mai i cazzi loro..
Stephi scrive:
si infatti
Marti scrive:
eh, anche qui ce ne sarebbero di cose da dire..
Stephi scrive:
si, la bibbia 2
Stephi scrive:
anzi la divina commedia 2

[...]
[grazie Marti per la chiaccherata ^^]

17 octobre 2008

Di tutto un po'...osservazioni dopo il primo mese.

Osservazione 1: Mai andare a Ginza da soli nel week end. Rischio di agorafobia.
Osservazione 2: Non contare sul tiramisu' per tirarsi su il morale. 250grammi di mascarpone costano 1100 yen (sui 7 euro).
Osservazione 3: Mai prendere la metro nell'ora di punta diretti a una stazione importante tipo Shinjuku. Mai. L'ho fatto una mattina e ed è stato uno shock, per usare un eufemismo. Dopo un mese di totale assenza di contatto sia oculare che fisico, ritrovarsi schiacciata corpo contro corpo con 4 persone diverse, nel silenzio totale, tutti sballottati e pigiati, è stata un esperienza tremenda. Con la signora accanto che nonostante la massa umana stava perdendo l'equilibro e non arrivava a nessun appiglio. Non capisco come facciano ad accettare una cosa del genere in una società dove tutto è cosi immacolato e distaccato...E' davvero come nei video su youtube: i binari sono affollati di gente e TUTTI nessuno eslcuso prenderanno il prossimo treno. No, anche se è pieno non saliranno su quello dopo. Credo di non rendere l'idea, ma è stato davvero tremendo.


Osservazione 4: Le relazioni umane qui non c'entrano niente con le nostre. a) Relazioni con impiegati (supermercato, bar etc etc). Si ha a che fare con robot programmati per dire la frase giusta al momento giusto alla velocità giusta. E per eseguire tutto impeccabilmente e velocemente. Tradotto in una descrizione: entri in un posto pubblico tipo bar o supermercato e ogni impiegato presente di dirà irasshaimase (benvenuto). Useranno il keigo, o linguaggio di rispetto, e saranno fin troppo ossequiosi. Se il negozio è affollato, diranno le loro frasi ad una velocità incredibile e diranno o matase itashimashita (lett.:l'ho fatta aspettare) se non hai dovuto aspettare tanto, ma taihen omatase itashimashita (lett.: l'ho fatta aspettare tanto) se hai dovuto aspettare piu' di 5 minuti. A quel punto, se non sei abbastanza rapido nel tirare fuori le monete per pagare ti sentirai l'essere piu' inutile e inefficiente di questa terra, perchè questa è una società dove tutto deve funzionare e tu devi essere efficiente.
b) Relazioni con conoscenze. Ancora non sono esperta, ma c'è gente che continua a dirmi ohayou gozaimasu (espressione formale) anzichè solo ohayou (espressione informale) nonostante ci vediamo tutti i santi giorni e abbiamo circa la stessa età.
c) Relazioni con "amici" e pari. La mia impressione è che quello che per noi è una insoddisfacente amicizia superficiale qui sia la norma. Altra impressione è che i giapponesi non amino parlare di cose "negative", o brutte in qualsiasi modo. In sostanza sembra non vogliano parlare di problemi o cose personali, ma solo divertirsi e fare finta che vada tutto bene...non so se sia uguale anche tra di loro, forse non amano parlare di quello che è "nel loro cuore", di quel che pensano nel piu' profondo, per qualche motivo a me sconosciuto. Inoltre le amicizie vanno a scompartimenti impermeabili, ci sono gli amici dell'uni, quelli dello studentato, quelli della mensa, quelli del "circolo"...con questi amici e loro soltanto si uscirà e si parlerà di cose inerenti a quel gruppo, a quelle attività, a quell'ambito. Con amici di altri gruppi si parla di altre cose, ma non si mischia troppo. L'obiettivo come sempre è l'armonia e il non mettere l'interlocutore in difficoltà. Ergo sto facendo abbastanza fatica...personalmente preferisco approfondire le conoscenze piuttosto che conoscere 1000 persone con cui parlero' sempre delle solite cose...superficiali. Chemmefrega a me del tempo di oggi?!

Osservazione 5: Per quanto riguarda "l'amore", sembra si vada da un estremo all'altro. O mesi e mesi di corteggiamento a mo' di studenti delle medie, o la prima sera in un love hotel. Provare per credere: un'amica di un'amica, italiana, ha detto in modo diretto e davanti a tutti "sei bello mi piaci" a un giappo, che è diventato viola e non ha risposto nulla. Ritrovatisi a quattr'occhi le ha chiesto, la sera stessa, di andare in un love hotel. Lei se l'è presa facendo quella che "non sono questo tipo di ragazza". Ma non ha capito una cippa secondo me. Il punto è che dopo una dichiarazione cosi inequivocabile, e non avendo vari pregiudizi sul sesso per via del cattolicesimo, la conclusione piu' chiara, nella mente di quel ragazzo giapponese, dev'essere stata press'appoco "ci piacciamo, lo sappiamo entrambi---> andiamo a letto, che aspettiamo?". Sempre su questa linea d'onda esiste una cosa simile allo speed dating, che si chiama 合コン, incontri organizzati in posti pubblici appositamente per single, che vanno li sapendo che tutti sono single e in cerca di qualcuno. VS il modo piu' "normale" di iniziare una relazione: assolutamente indispensabile la dichiarazione 告白, seguita da un certo tempo di riflessione, poi la decisione (si o no), e le prime uscite, dove ci si darà la manina e poi forse ci si darà il primo bacio, ma i tempi variano e vanno da una settimana a un mese, a quanto dicono le ragazze giapponesi a cui l'ho chiesto. Perchè tutto questo? Baciare senza la dichiarazione prima è visto male. Tipo se sei una tipa e baci uno senza prima avergli dichiarato il tuo amore, sei una bagasca. Quando io ho spiegato che in europa facevamo circa cosi, ma a 14 anni, e che verso i 20 ci si dichiarava con un bel bacio appassionato, di cui si capisce il gradimento secondo che segua uno schiaffo o un altro bacio, tutti hanno sgranato tanto d'occhi. Eh, tutte bagasce, in Europa.


Percio' insomma...difficile tirare delle conclusioni. Io vedo "solitudine"e rimedi "estremi", ma magari per loro non è cosi. E' un mistero, quel che pensano.




N.B. Ci tengo a ribadire che queste sono mie personali impressioni.

12 octobre 2008

Secondo voi, H&M

com'è?
Intendo dire...da poveracci, tipo "qualità zero prezzo simile"? Oppure.."cosi cosi"? Oppure.."puo' andare"?
Io personalmente ho sempre pensato che H&M in Italia fosse un po' cosi cosi. Brutto no, nè da fighettini 14enni, pero' insomma...non mi vestirei con solo roba di quella marca diciamo.



Ecco cosa ne pensano in Giappone, a Ginza.


Sono pazzi.

11 octobre 2008

Corso e lezioni...la mia università.




Ne ho parlato un po' con tutti ma ancora non vi ho dedicato un post: le lezioni all'università.

Magari a qualcuno interessa...

E magari qualcun altro verrà rimandato qui se per l'ennesima volta mi chiede cosa sto facendo da queste parti!

Dunque per andare in ordine, sono all' Università Waseda, che è considerata la seconda migliore università del paese in assoluto e la prima tra le università private. Il campus si trova a Shinjuku.

Sempre per gli amanti di statistiche e numeri, è l'università giapponese col maggior numero di stranieri (2800, tra iscritti a tutti gli effetti e studenti di scambio).

Io sono studente di scambio, ovviamente. Uguale: rimango un anno accademico e non mi laureo qui. Il mio corso si chiama Intensive Japanese Language Program, altresi' BEKKA in giapponese (abbreviato) e consiste di soli corsi di lingua giapponese insegnati in giapponese. In sostanza siamo cavie perchè apparteniamo al centro di ricerca sull'insegnamento della lingua giappo hihi.

Per completare il suddetto corso devo ottenere 13 crediti per semestre. Calmatevi: non c'entrano niente con i nostri crediti quindi non provate a paragonare i 60cfu bolognesi ai 26 wasedesi.

Ogni semestre ci sono 5 corsi obbligatori per un totale di 5 crediti e sono listening, writing, oral expression, reading, grammar. Come corso base, a scelta tra due ho preso quello di comunicazione che da solo vale 5 crediti ed è parecchio tosto. Come corsi a piacimento ho scelto imparare giapponese dai dorama (=serie televisiva, solitamente rosa), regole dello scritto (un approfondimento), kanji (ideogrammi. Che senno da sola non mi ci sarei mai messa), per 1 credito ciascuno.

Ho "solo" 13 lezioni di 90 minuti a settimana, ma sono invasa dai compiti e dalla roba da studiare.

Ogni giorno, ad ogni lezione, c'è un test, che conta per il voto finale chiaramente, e arrivare impreparati equivale a non capire una cippa di che si sta parlando. A volte anche se si arriva preparati è una lotta con dizionario elettronico e memoria per seguire cio' che dice il prof. Ma tutto questo è molto challenging e mi piace!


A listening abbiamo una prof. simpaticissima che sa sempre far esempi divertenti. Solitamente ci da' una lista di vocaboli nuovi, ce li spiega un attimo e poi ascoltiamo le news che contengono i vocaboli appena imparati.

In una lezione ho imparato a capire e dire "un individuo è stato arrestato dalla questura di Tokyo per violazione della legge sulla detenzione di stupefacenti, avendo clandestinamente portato 2, 3 chili di eroina per un valore di 10 milioni di yen" o qualcosa del genere. E non me le scordo piu' ste parole. Metodo impressionante.

La prof. di writing ha una parlantina dal ritmo variabile, ma il suo corso è comunque interessante. La foto degli appunti sotto mostra appunti presi a quella lezione. Ci insegna a evitare frasi che pur essendo corrette grammaticalmente suonano un po' ..bambinesche e strane, ecco.



Espressione orale sarà una goduria per tutti i timidi. Finora abbiamo guardato documentari TV per poi parlarne con frasi tipo insegnateci appositamente, ma pare che costruiremo un sondaggio per andare a fare interview per strada. Molte risate in prospettiva.



Non descrivero' qui pubblicamente le caratteristiche della prof. di reading per essere politicamente corretta. Dovendomi limitare a descrivere il suo corso direi che è forse quello con piu' studio individuale. A inizio lezione ci distribuisce una lista di vocaboli sconosciuti e oscuri alla maggioranza dei comuni mortali che come me studiano giappo da 3 anni e pretende che li impariamo all'istante per poi passare immediatamente a leggere ad alta voce davanti a tutti un articolo di giornale. Ci sono momenti in cui ti vorresti sotterrare. Ah e poi naturalmente bisogna rispondere a domande di contenuto sull'articolo. Beh naturale no? XD...Questo è un corso dove non capisco una cippa e rimando la comprensione al momento in cui mi siedero' alla scrivania per tradurre con calma l'articolo. Cosa che faro' dopo aver finito questo post : D


Grammatica. Utile, indispensabile, prof. severa. Pero' ci ha regalato il libro di testo. 3000 punti. Forse era per redimersi dall'averci detto "queste sono cose che gia' dovreste sapere, se non le capite tornatevene al livello 4" dopo un test riassuntivo del livello inferiore al nostro. Magari non è una frase grave, ma detta da una giappa che per giunta ti sghignazza in faccia non è il massimo della vita.

Comunicazione. L'ho scelto perchè non c'è libro di testo e siamo obbligati a parlare un sacco tutti i giorni. Inoltre è l'unico corso che non ha cadenza settimanale bensi' quotidiana. In una settimana ho gia' fatto progressi visibili, quindi non mi pento di averlo scelto, anzi. Sto anche facendomici degli amici. Il metodo è banale, scegliamo un tema e ne discutiamo in gruppi di 4 persone, curando la propria esposizione ovviamente ma anche la comprensione di cio' che dicono gli altri,poi riassumiamo il tutto per iscritto, aggiungendoci commenti. Ma cavolo se funziona.

Imparare giapponese dai dorama è il sogno di molti, non a caso siamo nell'aula magna. Guardiamo Orange Days, una puntata a lezione. Ludico e utilissimo per capire che caspita dicono quando parlano. Viva le differenza tra scritto e orale!

Regole dello scritto si focalizza sull'uso corretto dei connettori e su alcune particolarità della lingua che ci risultano ostiche, tipo l'omissione o meno del soggetto. La differenza tra ha e ga. Chiaro finalmente. Ci voleva un corso alla Waseda perchè qualcuno affrontasse la questione e me la spiegasse!

Infine kanji, che posso dire, uno mi obbligo a farli iscrivendomi a questo corso, due allo stesso tempo imparo parole nuove che posso usare anche negli altri corsi. Scelta obbligata.

E cosi!

Ora pero' vi pianto senza conclusione perchè i compiti mi stanno aspettando...per l'appunto!

10 octobre 2008

Visita al Senso-ji



Il senso-ji è il tempio shinto piu' famoso di Tokyo. Si trova ad Asakusa (nord est indicativamente) e oltre che dagli stranieri è molto frequentato anche dai giapponesi. Io ci sono andata week end scorso ma non intendendomene di arte orientale non posso descrivervelo a parole...ecco dunque il video.
Qui sotto invece la foto dello "strumento che serve a purificarsi mani e bocca tramite acqua" XD mi vergogno a non saperne il nome giapponese!! E' del tempio Meiji.

Prendendo la metro di sera

09 octobre 2008

1 mese in Giappone!


...è volato!

Ieri un altro episodio carino. Cartoleria dell'Università, dopo aver pagato la cassiera mi parla!!! Come già ho avuto modo di dire è raro che un impiegato esca dal suo ruolo per fare due chiacchere, con uno straniero poi...mi parla incuriosita dal mio modo di usare le bacchette: per legarmi i capelli anzichè mangiare : D E cosi ho scambiato due parole anche con la cassiera della cartoleria...

05 octobre 2008

Solitudine in tutte le salse


Sopra: una coppia sul fiume Sumida
Sono d'umore molto variabile in questi giorni: sabato volevo a tutti i costi staremene per i fatti miei, e cosi sono partita a farmi un pomeriggio di turismo da sola, oggi invece il contrario, dovevo a tutti i costi trovarmi della compagnia per non deprimermi. Gli effetti collaterali di Tokyo suppongo!
Quello che mi colpisce è l'indifferenza della folla.
L'indifferenza della folla alla stazione di Ueno di fronte a una donna piuttosto anziana accovacciata nella sua stessa urina il viso coperto dalle mani, in lacrime, aiutata sotanto da suo marito che pulisce per terra e nel frattempo le parla, forse cercando di rassicurarla. Non un cane che si sia fermato. Vanno tutti dritti per la loro tangente, sembra non li vedano neanche. Eppure stonano col panorama. Tra tutta quella gente ben vestita, sobria e alla moda, che schizza con decisione verso l'entrata della metro, è impossibile non notare una donna accovacciata, per giunta vestita di rosso e abbastanza in carne, cosa rara in Giappone.
Un altro esempio. Oggi ben due volte ho visto 2 ragazzi sulla ventina o forse sui 25 anni dormire per terra. In pieno giorno, per strada. Non mi sto scioccando per la cosa in sé. A tutti puo' capitare di essere in coma etilico (soprattutto se sei giapponese!!!) o di essersi sentiti male, o di non essere riusciti a tornare a casa con l'ultimo treno ( soprattutto se abiti a Tokyo!). Pero', caspita, qualcuno ti sveglia! Qualcuno ti da una mano, chiama la polizia o che. Qui niente. Uno dormiva di fronte alla stazione Takadanobaba. La gente ci girava attorno per entrare. Un altro dormiva sui gradini di una scala per andare sul lungo fiume a Izumi, dove sono stata oggi per un BBQ. Li alcuni ragazzi si sono avvicinati e hanno iniziato a toccarlo dove voi ben capite, cercando di svegliarlo e sghignazzando. Mah.
Ma questa folla...hanno tutti le loro vite, tutti i loro pensieri, e sembra si bendino gli occhi quando c'è qualcosa di sgradevole da vedere. Guai a contaminarsi la vista!
Ho questa brutta impressione.
Izumi Tamagawa, dove abbiamo fatto un BBQ
Per fortuna che per compensare queste brutte cose i giapponesi hanno inventato dei dolci fantastici che farebbero dimenticare qualsiasi amarezza :P
I ningyouyaki 人形焼, la mia nuova droga ^__^

02 octobre 2008

Koi Pinku!

..non è una parolaccia, bensì un attributo che caratterizza il nuovo oggetto di cui sono entrata in possesso oggi: il cellulare. E koi pinku significa rosa "intenso". Leggi pink..leggi femminile...fashion..cool...giapponese insomma!

(ecco il mio nuovo miglior nemico ed io)

E' frustrante. Innanzitutto, devo osservare che i giappi sono disposti a spendere quite a sum of money per il cellulare, perchè questo era il modello piu' schifoso sul mercato e mi viene a costare 5800 yen il primo mese e poi 3000 yen al mese (18Euro/mese). Poi nel caso particolare di chi non sta in Giappone per 2 anni c'è un prezzo per chiudere il contratto, ma va be.

E poi non lo so usare!

E' tutto scritto in giapponese (ma va!) e francamente ho fatto fatica a inserire dei nomi..per fortuna pero' c'è l'infrarosso per spedirsi le info del contatto! E ancora non ho capito come metterlo in modalità silenziosa o con la vibrazione. Ce la farà il nostro eroe a tradurre il manuale prima che sia ora di tornare in Europa???

Detto cio' è anche vero che non spendendo poi cosi tanto per il cibo sono ben disposta ad avere questo gadget ultra trash/moda/droga leggera per comunicare con gli amici e ricevere avvisi dai professori. Posso guardarci la tv, andare su internet, mandare e-mails, fare foto...metterci la carta suica della metro...ci manca solo che ci si depila col cellulare...

Ed è cosi pinku! In italia mi vergognerei ad andarci in giro, qua invece fa un effetto diverso...ad esempio non credo che mi mettero' a vestirmi secondo la moda femminile giapponese, ma in quanto a cellulare rosa come potete vedere ci sono cascata in pieno e mi piace! Non mi rimane che sperare di riuscire a usarlo presto e efficacemente... per la serie "un messaggio non si scrive in 15 minuti, ma 2."..

27 septembre 2008

Piccoli piaceri quotidiani...

Per me il cibo e la cucina giapponesi sono fonte di continuo piacere...anche soltanto mangiare un onigiri preconfezionato del conbini è un momento che pregusto e che mi fa contenta. Ogni giorno non vedo l'ora del pasto insomma! (non che non fosse cosi in Italia... golosa ero sono e rimarro'! :P) E' bello stare in un paese dove potenzialmente ogni giorno potresti scoprire qualcosa di nuovo anche dal punto di vista culinario. Nonostante le inevitabile sorprese. Tipo il natto non mi è piaciuto, intendiamoci! Sono semi di soia fermentati...sono chicchi tipo lenticchie come consistenza ma piu' grossi e di un colorino poco invitante. Il natto o si ama o si odia e io propendo decisamente per la seconda! Ma sostanzialmente mi diverto a provare, ad andare a caso anche perchè mica capisco i menu...
L'altro giorno sono andata con una mia amica italiana in questo posticino qua--->


che sta vicino a dove abito e fa ottimo udon e soba.
Quindi oltre all'aver mangiato bene per poco (1,80 Euro gli kake udon, cioè pasta in brodo se vogliamo -ma proprio se vogliamo perchè sono contro a questo tipo di similitudine)--->
il tenutario (non so come chiamarlo se no..il cuoco-cameriere-forse proprietario? ci ha pure rivolto la parola per scopi non di ordinazione! Chiedendoci cosa facevamo in Giappone, cosa studiavamo etc..una cosa credo abbastanza rara...o quantomeno è la prima volta da quando sono arrivata che in un negozio/ristorante mi si parla in veste di "non impiegato"..di solito è tutto un "benvenuto/ ho capito l'ordinazione /ecco il suo *nome del piatto*/ grazie arrivederci"...non so se capite cosa voglio dire!
Quindi immediatamente questo posto mi è diventato caro...a riprova del fatto che come io sostengo da anni, è la gente e non il posto che fa la differenza.


Di queste piccole cose è fatta la mia vita qui. Ed esattamente questo cercavo.

24 septembre 2008

Gli ultimi giorni in 3 parole chiave: raduni, nomikai e abbuffate!

Direi che posso passare oltre questi giochi di parole in giapponese giovanile - accessibili e/o sconvolgenti o meno che siano per voi lettori miei- e raccontare un po' di raduni e abbuffate! Com'è noto in Giappone si usa andare a bere dopo il lavoro con i colleghi, in modo da stringere rapporti armoniosi (armonia è la parola chiave..mai litigare, mai avere contrasti apertamente!), che poi in realtà sembra si usi andare a bere non appena se ne presenta l'occasione...nonostante per motivi genetici i giappi non reggano affatto l'alcool! Evviva le contraddizioni, pero' in effetti hanno ragione, ci mettono cosi poco ad ubriacarsi che spendono pure poco....e qui nel pub in cui sono andata finora l'happy hour non è una fascia oraria breve, ma dura fino alle 9 di sera di modo che se uno arriva presto si sfonda subito in poche parole. Queste bevute in compagnia si chiamano nomikai. E quando dico che se ne fanno molti intendo che per esempio alcuni club universitari si spacciano per club seri ma poi in realtà l'unica attività che svolgano sono i nomikai hi hi. Io mi ci sono molto divertita!(ai nomikai). A parte l'ovvio problema del comunicare in un posto affollato e rumoroso con la musica di sottofondo..già è difficile da uno a uno in condizioni buone..! Ma insomma, faccio del mio meglio. Sabato scorso siamo andati a un tabehodo(?) ("mangiata a volontà"...) che includeva le bevute a volontà per un prezzo fisso, il cibo era occidentalizzante quindi niente di eccezionale ma in compenso c'era dell'ottimo punch e sake (nihonshuu).
In sala (sopra) siamo tutti noi..

Invece ieri siamo andati a mangiare l'okonomiyaki e il monja, che han questo lato ludico perchè sei tu che te li cucini su una piastra rovente al centro del tavolo...e anche li si pagava un prezzo fisso all'ora. Tutto ottimo e divertente! Seguito da hanabi al parco e infine da un invito a casa di Koko, una ragazza appena tornata dall'Overseas a Milano! (e a casa sua, indovinate un po' cosa abbiamo fatto???). Molto gentile perchè casa sua è la stanza che vedete sotto, ci siamo stati addirittura in 22 ^^


...e per concludere in bellezza stasera sono andata a mangiare i ramen, per la prima volta veri ramen..che delizia, altroche quella roba preconfezionata e precotta che si trova nei supermercati asiatici in Italia! Guardate un po' cosa ci si puo' gustare per 850 yen (suppergiu' 5 euro)...piacere degli occhi e del palato!


(Anche se dalla foto sembra una fonduta, non c'è formaggio, quello è brodo)
Il tutto pure in compagnia! Ora vi starete chiedendo: ma la Stephi mica aveva vinto na borsa di studio per STUDIARE?..non vi preoccupate..tempo 5 giorni e lo scopo ufficiale della mia permanenza si concretizzerà in esattamente 13 volte 90 minuti di lezioni settimanali...

21 septembre 2008

Parole, parole, parole

Quando siete in Giappone,

Non dite "cin cin", nè "ottantacinque" (la traduzione ve la risparmio, almeno pubblicamente..ovviamente è a sfondo sessuale!)..
E non pensate che sia stata io a chiedere di imparare cose del genere, perchè è colpa dei miei nuovi amici giapponesi che sin dalla prima sera si sono lanciati in prouesses del tipo "in italiano so dire CAZZO e PER FAVORE SIGNORA, FAMMI UN POMPINO"....con un accento esilarante...poi non sono credibili...troppo divertenti! Ma dunque torniamo alle cose serie, se dovete fare cin cin dite "campai", se dovete dire 85 ditelo in qualsiasi altra lingua...

E se sentite qualcuno dire che vorrebbe mangiare Pisa, in realtà intendeva la pizza... :D

E sempre per la serie "giochiamo con le parole", qui sopra ecco un cartello in una profumeria...con japan gays reunited che vi augurano un buon bagno!

Turista non per caso

Shinjuku, uscita ovest della stazione, vicino al Metropolitano Government Office e sotto uscita est, quartiere di negozi Domenica, tempo piovoso, tifone evitato ma un terremoto in compenso (io non ho sentito nulla..dormivo come un ghiro suppongo!)...e un po' di tempo per mostrarvi delle foto! Dal momento che le lezioni iniziano il 29 e che sembrano tostissime, visto anche il livello in cui sono entrata dopo il placement test, sto cercando di uscire il piu' possibile ora, e quindi non è un caso se sono andata a Shinjuku qualche giorno fa. Non è lontano, sono 20 minuti a piedi fino alla stazione e poi 4 fermate di treno, pero' un pomeriggio intero non è bastato per esplorarla...Tokyo richiede molto tempo! E poi ero abituata a girarmela in bici e considerare in altro modo le distanze...comunque di seguito ecco un'immagine a tutti nota del Giappone...grattacieli Visti dal quinto piano del mio studentato: