29 mai 2009

Esportazione della "cultura" giapponese

Un pezzo di Giappone per voi.
Link e script e sommaria traduzione di un programma televisivo il cui titolo è "Che paese è il Giappone?". In questa puntata "Il Giappone visto dagli stranieri che ci abitano". Le N.T. sono mie aggiunte.
Buona visione : )

http://www.youtube.com/watch?v=RR-OESlvTS4

(VOCE NARRATORE) ぶっちゃけ、日本ってどんな国?Che tipo di paese è il Giappone?
日本はここがすばらしいんです。外国人を迎え撃つ日本代表の精鋭たち。目を覚ましなさい、日本人、これが本当の日本なのだ。日本に住む7人の外国人たちが生活者の視点から歯に衣着せぬ語り口で日本をきる。Paese meraviglioso per questo e quest altro. Ecco i rappresentanti, l'elite, del Giappone che affrontano gli stranieri. Aprite gli occhi, o popolo (giapponese), ecco il VERO Giappone. 7 stranieri che vivono qui ci raccontano senza peli sulla lingua il Giappone della loro vita quotidiana.

初めて日本にやってきたというバックパッカーたち、彼らの旅を一日密着取材。我が家に外国人がやってきた。ベラルーシ人が日本家庭にホームステイ。外国人が頭に描く日本とは?フランス人アーティストが日本のイメージを映像で表現。Dati dei viaggi di questi backpackers arrivati in Giappone per la prima volta. Un bielorusso che fa homestay. Qual è l'immagine che hanno gli stranieri del Giappone? Un artista francese esprime la sua visione del Giappone attraverso immagini.

(PREVIEW ARGOMENTO) 日本のDNA . Il dna del Giappone

全世界でアンケートを実施。外国人たちの素朴な疑問や意見から、日本のおいしつがみえてくる Indagine a livello mondiale. Attraverso i dubbi e i pensieri piu' ingenui degli stranieri, si intravede l'essenza del Giappone.   

果たして、我々が知らない本当の日本とは一体…。Come previsto, il vero Giappone che noi non conosciamo...
外国人が見た日本 -il Giappone visto dagli stranieri!

(PRESENTATORE)男:さ、始まりました。外国人が見た日本。美しい国を目指すことになった日本でございますが、今、日本は世界の人々にどのように見られているんでしょうか。Dunque, iniziamo. Il Giappone visto dagli stranieri. Paese che aspira alla bellezza, ma ora, nel mondo, come viene visto?

(PRESENTARICE)女:はい、外国の方々が日本に暮らして、生活者の視点から日本をびしびしきっていただこうと思います。そして、学ぶべきものは学び、イヤイヤそうじゃないと判断できることはどんどん反論していただきたいと思います。Oggi stranieri che vivono in Giappone ce ne faranno una severa analisi dal punto di vista della vita quotidiana. (I rappresentanti del Giappone) imparando quello che c'è da imparare, contraddirranno quando penseranno "ma anche no qua si potrebbe ribattere".

(PRESENTATORI ALL UNISONO)男と女:大勢、今日ね、いらっしゃっていただいております。若干一名…現在六本木にいるということで、ちょっと遅れております。インド時間が流れている。インドのセットさんが今こちらに向かってらっしゃると。さ、それでは、最初のVTRに参りましょう。ぶっちゃけ日本はこうだ。Oggi ci fanno l'onore della loro presenza in tanti (stranieri, i guests). Una personaaaa...ancora è a Ropponghi (N.T. posto a Tokyo, famoso per essere frequentato dagli stranieri)(N.T. qui stanno prendendo per il culo) e quindi arrivera' un po' in ritardo. Sara' ancora all'ora indiana. Signor Setto, che viene dall'India, ha detto che ci sta raggiungendo. Bene, iniziamo col primo filmato. Ecco com'è il Giappone.

VTR:VIDEO
日本にやってくる外国人は観光客だけで年間およそ670万人。ほんの一昔前まで外国の人々に侍は刀を差して歩き、女性はみんな着物を着ていると本気で思われていた日本で、外国人は一体何を見、何を感じ、どう思ったのか。日本に滞在している外国人のリアルな声を徹底採取。ぶっちゃけ、日本ってどう?Degli stranieri che vengono qua, soltanto contando i turisti siamo a 670 000 persone all'anno. L'antico Giappone ai loro occhi è samurai che vanno in giro con la katana e geishe che mettono kimono. Ma cosa vedono, provano e pensano gli starnieri qui ora? Sentiamo la voce di residenti stranieri in Giappone.


CINESE 食べにいくとか、「今日ご馳走していいかな、よくないかな」、友だちとかはっきり言わないですよ。だから、はっきり言わないとわかりません。Quando si va a mangiare, gli amici tipo non ti dicono se va bene o meno offrire o meno, quindi siccome non viene detto chiaramente non si capisce (?)

AMERICANO アメリカ人:日本人は食事に行って、食べ物が美味しくなくても、マズイとは決して言わない。I giappi quando mangiano, anche se c'è qualcosa che non gli piace molto, non dicono "non mi piace".

TIZIO DAL GANA ガーナ人:日本人は話を聞いている時、ただ頷くだけで、わかっているのか、わかっていないのかYESかNOかハッキリ言わない。Quando ti ascoltano parlare, fanno "di si" con la testa, ma se capiscano, non capiscano, intendano si o intendano no, non lo dicono chiaramente.

というように曖昧な表現の多い日本人。国のゆくつえを決断するため政治家でさえ、奥歯にものが挟まったような表現をする        。そこで、最初の「外国人が見た日本」は…日本は曖昧のかたまりである。E quindi ci sono molti giapponesi che usano spressioni "ambigue". Anche i politici usano sempre giri di parole. Non c'è che ambiguità in questo Giappone secondo gli stranieri!

『カナダ人』Canadese
外国人と話すときは、あのー、無駄なんですよ。逆に何言ってるかはっきりしないからずうずうしく思われるんですよ。NOのほうが確実にいいんですよ。Parlare coi giappi non ha senso. Siccome non dicono nulla chiaramente...meglio dire di "no" .


『ラサール石井』
NOとかNONとか、先にまずつけてから文法がはじまるじゃないですか。日本語はしゃべりながら考えられるんですよ。それは~どうんなんでしょ~とかね。La grammatica di lingue europee è fatta in modo che si inizia dicendo no. Ma in giapponese si pensa mentre si parla (presa). Tipo "mmm vediaaaamoo....".(N.T. frase usatissima dai giappi, solitamente raramente seguita da qualche cosa di preciso).

『フランス人』FRANCESE
英語でもフランス語でも、あのー、YESかNO、OUI、NONか言って、日本人はいつも、はいはいとか言うんですよね。それは、じゃぁOUIっていうことでしょ、ちげーますよ。あなたの言ってることをわかってるから、聞き取ってるから、はいと言ってますっていう、その考え方が外国人にはものすごく分かりづらいんですよ。Sia in inglese che in francese si dice si oppure no, ma i giapponesi dicono "hai" (=si) tutto il tempo giusto? Ma questo, uno pensa "sarà si", e invece noo. Significa sto capendo quello che mi stai dicendo, ti sto ad ascoltare! Questo modo di fare e pensare è di difficile concepimento per gli stranieri..

『韓国人』COREAN
日本人は凄く慎重で、冷静沈着でですね、すぐ結論をしない。えー、よく考えて後で結論をする、そういう意味ではすごくいい面なんですけど、悪い面としては、えー、その場ではっきり断言しないことによって責任を負わない。I giapponesi sono davvero cauti e tranquilli..non tirano mai alcuna conclusione sul momento. Ci pensano su e poi dopo tirano le loro conclusioni. In questo senso, hanno una grande qualità, ma per quanto ne riguarda il lato negativo, non esprimersi li al momento viene preso come un "non prendersi le responsiblità".

『真鍋かおり』PRESENTATRICE
逆にこう外国の方が、こうしゃべっているのとかを聞くと、なんでそこまではっきり言うのって。Invece, quando tipo degli stranieri stanno parlando o cosi e li ascolto, penso ma perchè dicono le cose cosi chiaramente in faccia?!?!

『カナダ人』CANADESE
それは言わなきゃ通じないんですから、向こうの人たちは議論するときが
気持ちは入ってないですよ、なんか真剣よりも剣道みたいな感覚でやっているんですから、あんまりこう日本人には超きついけど、本人達全然普通って感じですよ。Non dirlo risulta a non capirsi...gli stranieri quando discutono su qualcosa non sono coinvolti "coi sentimenti".

『ラサール石井』
いやー僕はね、知り合いがNYでレストランでウェイターをやってるんですよ。日本人でそしたらウェイターはチップで暮らしてるんだよね。でもあのー、チップを払わない人がいる、だから払わない人がいると、置いてないと追いかけるんですよ。追いかけると、おれは、これチップを払いたくないって、ここのサービスが良くなかったから、あえてチップを置かなかったっていうのを、なぜだかそこで討論してチップを出す、出さないっていうのをやるんだけど、すごいめんどくさい。

『カナダ人』CANADESE
ただし逆に日本人の場合、難しい話題、これでけっちゃくでつかないこと多いんですよ。だから政治の世界、いつも玉虫色、骨抜き、妥協みたいな案ばかり出てくるんですよ。Nel caso dei giapponesi, quando è in ballo un argomento difficile non sono rari i casi in cui non si giunge a nessuna conclusione. Per questo nel mondo politico, è pieno di espressioni indirette.

『舛添』
ただそれはねー、あのー、翻訳能力の問題で、それでは前向きに善処しますってはやらないってことなんですよ。だから、そのー、言葉を翻訳したりすればいいんで。Questo forse è semplicemente un problema di traduzione, (l'espressione frequentemente usata dai politici)"considerero' la questione con attitudine positiva" significa "no". Quindi perchè non tradurlo direttamente come "no"..

『カナダ人』CANADESE
だからその言葉の日本人同士の決着でも、そのー、難しい。あのー、要するに、対立があるときに結局決着がつかないまま、先送りということにするんですよ。Per quello alla fine senza giungere ad una conclusione di finisce per rimandare la soluzione della questione.

『舛添』
先送りして、永遠に解決しないんじゃなくて、今の条件では無理だけれども、我々は条件をつくっていくほうですから。前向きに対処しますので、練習しますっていってて、今できないよっと。だけど努力して3ヵ月後にできるかもしれないのに、今できないからできないのよグッバイ、っていうのとどっちがいいかって話なんですよ。Rimandare la questione non significa non risolverla per sempre, bensì "nelle condizioni attuali è impossibile", ma faremo in modo che lo diventi. Siccome ci penso, mi ci impegno per farcela, ti dico "ora non posso". Ma impegnadocisi magari 3 mesi dopo è possibile che si riesca a risolvere, quindi dire "ora nisba, bye bye" ,oppure rimandare, quale delle due opzioni è migliore?

『八代』
曖昧さっていうのは英語で訳すとambiguityになるんじゃないですか。Ambiguityっていうことばつかいもネガチーブな意味、印象に受け止められる、でも日本のいう曖昧さっていうのは必ずしも英語のambiguityではなく、空気を読むっていうこともあるんですね。いわなくてもわかると、はっきり言わなくてもわかるという文化がある。でもこれから、このー、国際化してってですね、世界に出てく時にはそれは通用しない。私がいちばん感じるのは、あの、契約書ですね。日本人同士が交わす契約書ってものすごく曖昧な条項なんですよ。これを英語に直した時に、英語にできないものがいっぱいある。で、海外の人が読んでも理解できない。やはり国内のスタンダードそのプライベートのスタンダードとインターナショナルなスタンダードっていうのは使い分けなきゃいけない。"Aimais" viene tradotto "ambiguity" in inglese giusto? Ma "ambiguity" ha un un significato negativo, e ci si ferma cosi' ad una cattiva impressione. Ma l'"aimaisa" giapponese non corrisponde per forza all'inglese "ambiguity", significa anche "sapere leggere tra le righe". Esiste una cultura del "non viene detto ma si capisce comunque, non viene detto chiaramente ma viene inteso". Ma ora, con l'internazionalizzazione in atto, quando si va nel vasto mondo, una cosa del genere come comunicazione non funziona. Quello che io percepisco di piu' a riguardo sono i contratti. I contratti tra giapponesi sono na roba estremamente "aimai" (ambigua?....). Al momento di tradurli in inglese, ci si rende che c'è una montagna di roba intraducibile. E quando degli stranieri li leggono, non riescono a capire. Quindi decisamente, lo standard nazionale e quello internazionale, vanno distinti.

『アメリカ人』AMERICANO
契約の世界だけではなくて、例えば日本人が毎日使う言葉の中に、よろしくお願いしますという言葉があるんですよ。これはね、実はね、曖昧な表現なんですよ。これ英語に訳すと会社関係やったら、両者が儲かるように力を合わせましょう言うような具体的な英語にしないと、よろしくお願いしますといった曖昧な人間関係は、それが日本語は毎日のようにみんなが使うんです。Non si tratta solo dei contratti, ma anche di parole che i giappi usano nella vita di tutti i giorni. Come ad esempio "yoroshiku onegai shimasu". Questa si che è un'espressione ambigua...per tradurla correttamente in inglese nel campo delle relazioni tra colleghi in un azienda, ad esempio, bisogna fare una frase intera, dal significato concreto, del tipo "uniamo le forze per un unico goal" .(N.T. il campo di utilizzazione di yoroshiku onegai shimasu è INFINITO questo è solo un minuscolo esempio, ed è in questo senso che lo intende l'americano: è un espressione uguale per miliardi di situazioni, una parola "passe-partout", che pero' a venir tradotta assumerebbe forme tutte diversissime. Tipo "mi raccomando", "piacere conoscerla", "le chiedo questo favore", etc. etc.)

『ガーナ人』CANADESE
ぼく、あのー、バドミントンよくやってるんですけど、試合が始まる前からみんなが、あっじゃあ、よろしくお願いしますとかって、直後にパシってやってくるんですよ。Infatti, io gioco spesso a badminton, prima dell'inizio di una partita, tutti fanno "beeeene, yoroshiku onegaishimasu" e subito tirano la battuta ( risa) (N.T. intesa come presa in giro qui "yoroshiku onegaishimasu ").

26 mai 2009

Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te.

今日の授業では、新しいことわざを学んだ。
いつか日本語の慣用句のリストを作りたいな・・・今までメモしてこなかったのがちょっと残念だなぁと。
今回のは、「売り言葉に、買い言葉」です。韓国のことわざで言うと「行く言葉が美しければ、来る言葉も美しい」です。分かりやすいでしょ。相手に言っていること次代に、同じような言葉が来るわけですね。ですから、もっと広く言ってみると、自分がどういう風に扱って欲しいことによって、相手を同じように扱うようにしなきゃ。かなぁ。でたらめな日本語ですけどね。電子辞書にのっている「売り言葉に、買い言葉」の説明によると「相手の暴言に応じて、同じような調子で言い返すこと」ですが、それは悪い意味で、けんかをするつもりで相手にどんな話をどういう風にかけてしまうのかだけを中心にした定義ですね。ヨーロッパの言葉でのことわざは、そのマイナスなイメージを超えて、どうやったら行動すればいいかと指していると思いますよ。「けんかにならないように乱暴な言葉を避けること」だけじゃなくて、簡単に言うと、例えば優しい友達が欲しければ、まず最初に自分から友達へ優しい行動をしましょうということだろう。
私は、いくら期待しても、友達にだまされたことがあるし、珍しくない。で、いくら頑張っても、こっちからだましたこともきっとあるだろうと思う。なので、このことわざを頭に入れるようにしています。コミュニケーションには方法がありますよね。

La Cerimonia del Té

Come tutti sanno, in Giappone tra le arti tradizionali c'è anche il Sado, tradotto letteralmente "la via del Té". Una cerimonia di cui non so quasi nulla se non che è un rito codificato il cui scopo non è quello di bersi il tè (te pareva), ma... non lo so qual è lo scopo, so solo che non è quello di bere ahah! Comunque dev'essere qualcosa tipo mostrare rispetto e armonia etc etc., le solite cose...

E stavo pensando che non solo in Inghilterra, Cina e Giappone c'è l'usanza di bere il té...certo anche qui ho degustato il té verde con qualche bocconcino di dolce, soprattutto in viaggio, quindi in qualche posto apposito...ma "la mia cerimonia del té in Italia", vogliamo parlarne?
In Italia ho raramente preso il té da sola. Di solito era col mio moroso. Penso si possa chiamare "Tè di fine giornata", in contrapposizione all'afternoon tea degli inglesi. Tè di fine giornata, solitamente dopo le 21, 22, quando fuori è gia' buio (in inverno), o il cielo si tinge di rosso per il sole che si riflette sulle nuvole (in estate), accasciati e sprofondati sul divano vicino alla portafinestra, insieme, a rinvigorirci il corpo con la bevanda calda, assecondare il palato perchè ognuno si prendeva il gusto preferito, intrattenerci e intrattenere la relazione perchè ci raccontavamo la giornata, o cos'altro avevamo di interessante da raccontarci.
La cosa che mi manca di piu'.

E io sono piu' sophisticated di te, sfigato!

Alle 2:00 a.m. ricordo di aver guardato l'ora sul cell. La sveglia stamattina era per le 9, ma già che non c'è tempo per dormire, io mi sono svegliata alle 6 e non c'è piu' stato verso per riaddormentarmi. Stephi sei un genio. In compenso mi sono frullate in testa tante cose che volevo scrivere, e quindi eccomi qua con una fine selection dei miei pensieri.

L'altro giorno sono andata ad una cena con gli amici del dormitorio, per un compleanno. Tra gli invitati c'era anche qualche raro giapponese che ci ha degnati della sua presenza nonostante la maggioranza fosse bianca - strano. I giappi quando non sono in gruppo tra di loro non si sentono a loro agio a quanto pare perchè non ti cagano mai a meno di averlo deciso loro e di essere in netta maggioranza. Questo di solito, ma non sempre- e dunque dicevo, tra gli invitati, un esemplare di rarà molestiade.
Il fenomeno si chiama Masahiro o qualcosa, forse Masaka, che sarebbe del tutto appropriato (Masaka in giapponese significa innanzitutto "ma va la! impossibile! stai scherzando?!"). Sorvolero' sul suo gusto inimitabile nell'abbinamento dei colori, perchè purtroppo per lui c'è di ben piu' grave. Eravamo "in piazza" (la rotary di Takadanobaba, BABA per gli intimi) ad aspettare che tutti arrivassero. Io ero stanca, e indifferente. Seduta su una panchina accanto al festeggiato, che si era gia' tracannato 3 birre prima di venire ma questo è un altro discorso. Inizia ad arrivare un po' di gente tra cui sto Masaqualcosa. Masaqualcosa mi si avvicina e se ne sboccia con:

"Excuse me Miss, may I have the permission to allow myself to ask you whether it is possible to know your name?"
O_o
Io: "Are you serious?"
Il fenomeno purtroppo non scoppia a ridere. Oddio. Era serio.
Eeeeeem mi chiamo Stephanie, e te?
"Oh, I am Masa(qualcosa)".
Mh, si PIACERE.
Poco piu' avanti:
"Would it be possible to know where you are from?"

..na voglia di dirgli なんじゃそりやあ!!英語ってどこで学んだの?!che suona piu' o meno come nanja soriyaaa (che ca**o è?!!) eigotte doko de manandano (e soprattutto, l'inglese dove ca**o l'hai imparato?) ma ero nel mood e ho optato per un piu' raffinato "mmmh, I'm not sure whether it's possible, actually...let me see...." col tizio accanto a me che giocava il gioco e rinforzava con dei "yeah, probably not possible, right.."...Ma Masaqualcosa non desisteva e mi guardava con quella faccia da ca**o (scusate, ce l'ho con lui), con le soppracciglia rialzate e gli occhi spalancati come se la fine del mondo dipendesse dalle mie parole. Gli ho rivelato la mia nazionalità e si è andati avanti a ciarlare di tutto, in gruppo. Io continuavo ad essere stanca, anche un po' innervosita, e molto indifferente. Ad un certo punto non so perchè per come ma ovviamente si parlava di chi si era ubriacato l'altra volta o storie del genere (io non so, non è un gruppo con cui me la giro di solito..). Al che proprio non si sa perchè, ma Masaqualcosa fa un balzo, si rivolge di nuovo nella mia direzione, e alzando le sopracciglia e facendo una mossa da perfetto gay che si scansa i capelli prima di parlare aggiunge, con voce altolocata "Miiss, please don't misunderstand me. I am always a super-sophisticated person, so I don't ever get drunk". Non ti preoccupare, tesoro. Ci penso io. "Where did you learn english?"- (alza le sopracciglia)"Here in Japan"-"So you never went abroad to learn it?"- (Le sopracciglia sono gia' alzate, fa una smorfietta con la bocca "Ehm, no". EHM IT SHOWS SFIGATO!!!!!!!!!!! MA TI SENTI?!?!?
Questa non gliel'ho detta, ma ecco il tipico esempio di persona NEGATA per le lingue. (mo' mi sfogo, e non perchè è un incapace, ma perchè se la mena). E chi lo conosce mi dira' come cavolo faccio ad avere un opinione del genere, visto che nonostante non sia mai uscito dal Giappone sia capace a sostenere una conversazione con madrelingua e non in inglese senza la benchè minima difficoltà...beh il punto è proprio questo. Che lui nonostante sia attorniato da amici stranieri che parlano inglese, e nonstante ci esca e ci passi del tempo, se ne esce comunque con frasi tipo may I allow myself etc che nessuno attorno a lui avra' mai usato. Anche perchè Shakespeare, scusate eh, ma è un po' sorpassato e noi siamo i giovani del 21esimo secolo che quando si devono presentare lo fanno nel polleggio. Hei Masaqualcosa, sveglia! Imparare una lingua significa che dopo il tuo libro di grammatica viene la conversazione col parlante, e li, quello che senti lo devi i--mi--ta--re! E soprattutto, le traduzioni dal giappo, le devi lasciare per--de--re! Therefore, do not ever allow yourself to permit yourself to address me in such a way again! LOL.

E in questa frenetica e a volte insensata vita tokyoita, qualche spazio sano ce lo siamo creati.
Ieri al karaoke ebbene si, signore e signori, abbiamo cantato Azzurro di Celentano (o era Paolo Conte?)

Azzurro
Il pomeriggio è troppo azzurro e lungo, per me
Mi accorgo di non aver piu' risorese senza di te
e alloraaaa
io quasi quasi prendo il treno e
vengooo vengo da teee
ma il treno dei desideri dei miei
pensieri all'incontrario va!
Qui di canzoni sui treni non ce ne sono, ma se ce ne fossero sarebbero inevitabilmente tutte canzoni sul come i treni sono in tempo e ti portano sempre dal moroso. Che noia. E comunque da te non mi portano, i treni giapponesi!

25 mai 2009

Brutta uscita

Ore 24h08 circa, in ascensore siamo io Marco, Andrea, Florian e Ann.
Buon umore, abbiamo appena finito di sgolarci. Il karaoke per 2 ore funziona per sfogarsi.
Arriviamo al primo piano.
Le porte si aprono.
Pronti ad entrare, un gruppo di giapponesi.
Appena ci vedono, sussultano e sbarrano gli occhi, la tipa che stava per entrare in ascensore fa un balzo indietro e si zittiscono tutti.

Le piccole cose che ti ricordano che sei diverso.

Dormire o non dormire?Capire o non capire?

Essere così impegnati e aver così tanto da fare da doverne ridurre le ore di sonno ha i suoi pregi e difetti.
Ad ogni modo, proprio in questi giorni, che mi trovo a rendermi conto che il mio stile di vita va definitivamente per il "molti impegni, poche ore di sonno", leggo nelle prove di lettura del Noryoku Shiken*: 睡眠時間を削ればいいと言う人もいるだろう。Ok ho tolto la frase dal contesto, ma è in quanto tale che mi ha colpita. Significa "probabilmente ci sono persone che dicono che sarebbe un bene ridurre le ore di sonno"....sottinteso perchè sono uno spreco, uno potrebbe fare tante cose utili al post di dormire!
(Questa l'ha pensata per forza un giapponese! )In realtà il testo poi non diceva esattamente questo, era un mio commento sarcastico.
L'altro giorno di questo si parlava con un amico giapponese, che al mio dire "dormo massimo 7 ore a notte ed è cosi da un po' di mesi", commento' "dormi un sacco!". Ed era serio.

Poi ci si chiede perchè la gente muore per troppo lavoro qua.
No ma davvero...non si puo' sostenere un ritmo cosi tutta la vita. L'amico mio in questione va a letto alle 3 e si alza verso le 8 del mattino. Ma che vitaccia è?!

Comunque in questi giorni mi sento molto ispirata a pubblicare sul blog quello che sto facendo a lezione di ascolto. Penso di proporvi links a video di youtube in giapponese, su fenomeni sociali in Giappone, celebrità giapponesi, programmi di varietà..con script in giappo e mia traduzione (abbreviata, abbiate pazienza, il tempo è poco). Perchè penso che una società per capirla bisogni anche guardarla dall'interno, potendo. Non è vero che quando si parla di se stessi non si ha un punto di vista oggettivo. Piu' che altro si possono dare su se stessi spiegazioni il cui "orientamento" è utile.
Un esempio che regna sovrano su tutti: comunicare coi giapponesi.
Per molti stranieri è una cosa che fa perdere la testa, perchè i giappi non parlano mai "chiaramente" , non ti dicono mai nè "si", nè "no", nè "è cosi", nè "non è cosi". Apparentemente. E quindi li si bolla di ipocriti e ambigui.
Ma a continuare di vedere le cose cosi non si arriva da nessuna parte, e io penso che il ruolo "piu' grande" degli studenti stranieri che hanno avuto l'opportunità di vedere questa società dall'interno, per un anno, sia quello di andare spiegando a chi conoscono che il Giappone va pensato in un certo modo. Questo "certo modo", comune a tutti i paesi all'estero, è "smettiamola di fare paragoni". Non puoi paragonare due cose che non c'entrano niente. Per capire A, non devi pensare "Z", devi pensare coi criteri e i modi di pensare di "A". Devi immergerti in A. Si ok avete capito.
Quindi? La comunicazione dicevamo. NO! Non è ambiguita'. Cito da uno dei video che vi proporro'. Spiegato da un giapponese, è "abilità di leggere tra le righe, cioè, anche se una cosa non viene detta chiaramente, la capisco lo stesso".
E voglio dire, non è che tutta una nazione puo' essere costruita su un fraintendimento o sull'ambiguità. Tra di loro i giappi si capiscono! E quindi il problema è di chi, a questo "modo di comunicare" non è abituato.
La questione, dunque, è porsi nella prospettiva di voler capire o meno. Tutto qua.

24 mai 2009

Teorie sul perchè l'influenza suina non si sviluppa a Tokyo


Primavera 2009 in Giappone. Niente tg sugli uccellini che fanno quì quì, perchè 2 settimane fa è arrivata l'influenza suina anche qua. Tutto è iniziato con 3 giapponesi ritornati dall'america, i primi 3 contagiati, a Osaka. Poi nel Kansai, a Osaka e Kobe soprattutto, da 3 si è in fretta passati a piu' di un centinaio di contagiati. Università e scuole chiuse, gite scolastiche annullate, corsa alle farmacie che vendono mascherine.

E Tokyo?
Un contagiato qualche giorno fa, era stato a Osaka. Beh, se l'era cercata. Un altro l'altro ieri, non mi ricordo piu' perchè, per dove era stato.

Basta.
Ecchecavolo, abbiamo diritto anche noi a una settimana di sospensione delle lezioni!!!


Scherzi a parte, la teoria sul perchè l'influenza suina non si sviluppa a Tokyo, nonostante la notevole densità, è che i Tokyoiti sono freddi, e a differenza della gente nel Kansai evitano ogni contatto con l'altro, e quindi te credo che non si contagia nessuno a vicenda...

16 mai 2009

Nuova macchina fotografica


Takadanobaba, la mia stazione

Bimbo alla fermata del bus. Notare la divisa (obbligatoria) e lo zaino, che come in tutti i paesi, pesa circa 2/3 del bimbo in questione, per una strana legge!

15 mai 2009

Outreach







Da domenica scorsa a martedi sono stata via nella regione di Niigata per il cosiddetto "Outreach Program". In due parole si tratta di un'attività messa in piedi dalla mia uni che offre la possibilità di entrare in contatto con allievi delle elementari, medie e superiori nella campagna giapponese a scopo di scambio culturale.
Se vi ricordate avevo gia' fatto la stessa cosa in un liceo a Tokyo, ma la grande differenza con questa volta è che non solo eravamo in 14 - 7 studenti internazionali e 7 giapponesi- ma abbiamo visitato 3 scuole e passato 2 notti fuori Tokyo, a Matsudai.
E' stata un esperienza davvero fantastica...non so da dove cominciare.
Innanzitutto quello che concretamente dovevamo fare, in coppie, era organizzare una lezione di 90 minuti per tutte le 3 classi...il contenuto era libero, ma ovviamente doveva avere a che fare col nostro paese d'origine oppure con la nostra scelta di studiare in Giappone, in modo da "presentare" agli allievi qualcosa di nuovo. Infatti la campagna giapponese non ha nulla a vedere con città come Tokyo e i contatti con gli stranieri e quindi con pensieri "globalizzati" è raro. Il contatto con pensieri "non giapponesi" in generale è raro.
Per me è stato fantastico per 3 motivi, tutti equali in importanza, 1 perchè ho passato 3 giorni interi a parlare solo giapponese, fare meeting e organizzare lezioni, fare lezione, tutto in giapponese e lo scambio con i nostri accompagnatori -cosidetti local students della Waseda- è stato piu' che proficuo: in 3 giorni ho parlato di piu' cose interessanti con dei giapponesi che in 8 mesi...sara' che tutti erano gia' stati 1 anno o piu' all'estero o erano in procinto di partire a studiare all'estero? 2 i bambini giapponesi sono adorabili. Sono gli unici che in questa società sono sinceri. A un bimbo delle elementari cui il mio partner local student aveva chiesto, durante la lezione, "ti interessa l'Italia?" ha risposto "no, chenneso io dell'Italia" ahahah mito! E cosi ho capito, anche grazie a una coincidenza, che il tatemae e honne (facciata e vero sentimento) non hanno a che vedere con l'essere ipocriti, ma con l'essere "adulti" o meno, in Giappone. Ossia un adulto giapponese che non sa abilmente nascondere quello che pensa, è ritenuto infantile, non ipocrita. Nuance. I bambini pero' ovviamente ancora non hanno questa "capacità" e sono pertanto sinceri. E io dico che coi bimbi giapponesi ci "vado d'accordo". 3 mi sono divertita un sacco a fare lezione, e alle medie è andata talmente bene che per un istante mi è balenata in mente l'idea di diventare maestra (non in Italia che si fa la fame!!!), tanto è stato soddisfaccente. I bimbi ti danno qualcosa che gli adulti ti tolgono...
Nel dettaglio:
Alle elementari- Avevo 6 bimbi. Gli ho fatto trovare l'Italia sul mappamondo, indovinare quante ore d'aereo ci vogliono (la prima proposta: 2 giorni interi!! ahah), poi insegnato i saluti e a presentarsi in italiano, fatto farsi presentare, poi gioco del "contenuto della scatola": c'è una scatola con un buco per inserire la mano, e dentro ci sono tot oggetti da indovinare solo toccandoli. Gli oggetti erano peperoncino, 1 penna, 1 fusillo, aglio, 1 chicco di caffé e una conserva di pomodori. Di conseguenza ho spiegato un po' i pasti in Italia, e fatto vedere foto mie della pasta etc. Poi ho proseguito con le foto e il loro commento, cosa che ha richiesto parecchio tempo. Naturalmente ho portato di tutto, dai paesaggi, alle città, alle "cose giapponesi in Italia". Infine ho fatto vedere un pezzettino di"Una tomba per le Lucciole" in italiano. Dopo era la pausa pranzo e voi non potete capire che figata! Praticamente sono gli allievi che si occupano di spostare in banchi in modo adeguato e distribuire il cibo sui piatti e darli a tutti. Abbiamo mangiato insieme. Il bimbo di fronte a me facceva cazzate con la cannuccia del latte in cartone e la bimba accanto a me non voleva finire il piatto di yaki-soba (pasta in padella).
Al liceo- trauma. Ma eravamo cosi anche noi? Entriamo in classe silenzio pesantissimo. Sono 35 giapponesi/e che ci guardano come a dire "speriamo sia interesante". Il problema è che tipo dalle 12h15 alle 13 abbiamo mangiato alle elementari, poi ci siamo spostati in bus al liceo, e subito arrivati senza preliminari saluti nè niente ci hanno portato in classe e mollato li per la serie "vi diamo in pasto alle belve, buona fortuna" XD XD XD Terrorizzante. Quindi presi dal panico, e aggiungendoci che io avevo cambiato programma la sera prima perchè il primo programam era troppo difficile (fare una vera e propria lezione magistrale raccontando la mia esperienza con le lingue straniere, il perchè ero in Giappone, i stereotipi sul Giappone e quello che pensavo da quando ero qui) ci siamo impapinati. E' andata malino insomma...ma a tutti i gruppi pare sia andata male. Per quanto uno potesse impegnarsi a spiegare qualcosa le reazioni erano pari a nulla...silenzio, freddo, gelo! Chiedevi qualcosa e non rispondeva nessuno. Aiutooooo.
Quindi è stato un trauma, ma è servito a prepararci meglio per il giorno successivo, anche se in realtà non c'era bisogno di stare sulla difensiva perchè quelli delle medie sono stati di gran lunga quelli con la miglior attitudine!
Medie- Subito grande differenza rispetto al giorno precedente: in questa scuola ci hanno accolti a suon di "benvenuti waseda! vi stavamo aspettando!" su striscioni. Ma non solo. Arriviamo in classe (stavolta la lezione era metà gruppo Italia, metà gruppo Vietnam) e sulla lavagna avevano scritto buongiorno in italiano e vietnamita, con tanti cuori e disegnini! Quindi ho raccolto forza e coraggio, fatto sedere tutti vicino alla cattedra, e fatto la mia bella introduzione del tipo" bene se sono qui c'è un motivo e sicuramente ve lo state chiedendo anche voi quindi prima di tutto voglio presentarmi un po' piu' in dettaglio e dirvi perchè sono qui" e sono stati davvero attenti quindi YES! Dopo di che l'atmosfera era proprio rilassatissima e divertendoci e facendo divertire abbiamo fatto un quiz sull'Italia a colpo di domande con scelta multipla su cartelloni (scritti la notte prima!). Tipo qual è la forma giusta dell'Italia, scegli tra i 3 disegni qui sotto, oppure quanti tipi di pasta ci sono in Italia secondo te, etc etc etc. Non so cosa me ne faro' ma ce li ho ancora questi cartelloni. Dopo di che ho fatto la presentazione e commento delle foto, che hanno riscosso un successo enorme, tant'è che tutto quello che avevo fatto stampare è stato dato a chi voleva e mi rimane pochissimo. E cosi gia' il tempo è finito, ma davvero e' stato un successone. Dopo era il turno del gruppo Vietnam e anche li ci siamo divertiti un sacco...
Questa è stata la mia esperienza a Matsudai, cittadella sperduta nella campagna.
Prima di tornare a Tokyo ho avuto altre 2 fortune: vedere il paesaggio magnifico delle risaie in pendenza, e parlare con un "kikokushijo", uno del nostro team che è stato 8 anni in Inghilterra ed è tornato in Giappone solo per le medie tipo...e che pensa cose molto interessanti!

24 avril 2009

Critical reading

C'è un corso alla mia uni che si chiama cosi. Critical reading. Sembrava figo ma no l'ho preso, perchè avevo gia' abbastanza crediti, e fatto altre scelte.
Ma io ho sempre ammirato le persone che sono capaci di pensare in modo diverso, superiore, in una parola critico.
In modo inaspettato ma non per questo meno coerente. I migliori sono quelli che argomentano impeccabilmente ma hanno trovato qualcosa in piu'.

18 avril 2009

Incidenti di percorso

Job alla scuola di italiano.
Gli allievi adulti avevano la "facheuse habitude" (abitudine molesta) di accogliermi con un "ah, ma sei solo una studentessa...vero?"
Tra i bambini sui 10 anni che ho avuto per 3 mesi, uno l'altra settimana ha avuto un erezione durante la lezione.
E tra i bambini piu' piccoli che ho avuto oggi per la prima volta una stronzetta ha pensato bene di scrivere - premendo bene- il nome di una compagna sul muro, facendomi rischiare il licenziamento.

Ma sarà poi il caso di smettere?

P.S.
Non c'entra niente, ma mi è tornato in mente che avevo una frase da dedicare alla prof. di due post precedenti. Una frase imparata al corso di grammatica...
誰に対しても、尊敬しないのなら、ただの尊大な人にすぎませんね。
"Se, nei confronti di chiunque, non hai rispetto, non vai oltre all'essere soltanto una persona arrogante".

Sono stanca...!

17 avril 2009

Natsukashii

懐かしい: [agg.], caro, nostalgico [plur.] -ci 懐かしさ: [sost.] nostalgia

C'era una volta una bimba bionda, ...

Credo di aver menzionato una volta- forse 6 mesi fa- che una volta ho fatto colazione con una cioccolata presa al conbini che mi ha troppo ricordato la Germania e la scuola elementare. Ho abitato in Germania tra i 6 e 9 anni, e ho parecchi ricordi seppelliti e dimenticati di quel periodo. Che riemergono a volte. Come con questa bevanda. E' uguale il tipo di confezione, è uguale il tipo di apertura e l'uso della cannuccia, è uguale il sapore. Come fare un salto enorme ai tempi dei capelli biondi, compagni di classe prepotenti, maestra che parla tedesco, "katholische schule" sull'edificio della scuola e mamma a casa, papà in azienda, joh all'asilo.





(la bimba bionda è cresciuta...)
Quante cose uno ha tempo di fare quando si è svegliato troppo presto ed è arrivato in classe venti minuti prima della prima ora! :P

Cose allucinanti in Giappone - sottotitolo: la prof. giapponese che vuoi cosi tanto smontare, che studiare la sua cazzo di lingua acquista un senso

(in vista degli insulti che le tirerai, anche se solo in sogno)
Cari. Oggi c'ho da sfogarmi.
Davvero una cosa allucinante!
Lezione di "espressione scritta" ieri. Siamo andati io e un mio amico francese, che ancora doveva registrarsi a questo corso. L'avevamo scelto perchè la prof. sembrava severa - il che, a fini pedagogici di solito è meglio- e perchè sembrava si potesse imparare qualcosa, oltre a venir corretti uno ad uno. La peculiarità del corso, nello specifico, è che ogni settimana ci viene proposta la lettura di un articolo di giornale sul quale scriveremo un "reaction paper". Peccato che appena siamo entrati abbiamo capito di essere capitati con una schlerotica: la prof., senza neanche salutare, aggred...accoglieva tutti con un simpatico "ma te sei registrato? di un altro corso? da quale corso vieni?" (perchè allo stesso livello esistono piu' corsi per la stessa materia, con programmi e orari diversi- qui le sovrapposizioni le evitano). E va be. Chieda pure se siamo registrati o meno. Il punto è che anche chi non era registrato aveva la possibilità di farlo ieri, ad esempio se il corso in cui stava non gli piaceva e preferiva questo. La prof. pero' sembrava contraria all'idea di accettare nuova gente, e faceva di tutto per dissuaderla. Peccato che l'abbia fatto in un modo da lasciar trasparire un solo fatto: che non rispettava nessuno di noi.
All'inizio non ce ne siamo accorti. Certo, eravamo sorpresi di trovarci a rispondere alla domanda "ma tu fai un corso di ideogrammi?" e di constatare che se la risposta era no, si veniva giudicati negativamente. Caso A: il/la malcapitato/a che non fa nessuno corso di ideogrammi è asiatico/a ---> quasi salvato/a se proviene dalla cina o dalla corea (dove usano/usavano ideogrammi), ma smontato/a se alla -conseguente- domanda "da quant'è che studi giapponese?" risponde solo "1 anno" o "1 anno e mezzo"...a sentirlo la prof. si riassesta sulla sedia, guarda nel vuoto con aria insoddisfatta, sospira e fa, quasi tra sè e sè "ho capito..."..annotando qualcosa su un foglio.
Caso B: il/la malcapitato/a che non fa nessun corso di ideogrammi ha l'altro difetto di essere bianco---> X X X DAME DAME DAME . Sei finito. Sei una merda, non vali niente, dal momento che sei bianco è tuo dovere morale fare un corso di ideogrammi perchè altrimenti non li saprai mai leggere, e comunque, che tu lo faccia o meno sto corso di ideogrammi, si dubita fortemente che tu sia in grado di seguire il corso di espressione scritta con profitto. Non sto scherzando. A un "bianco" che ha dichiarato di non prendere corsi di ideogrammi, la prof. ha chiesto con evidente tedio "di che paese sei?" (= dal tuo aspetto deduco che vieni da un paese dove non si studiano gli ideogrammi, possibile che non fai il corso di ideogrammi allora?), alla risposta "sono americano" lei si è permessa di lanciare la domanda retorica "sei riuscito a leggere l'articolo che ho distribuito settimana scorsa?" con le sopracciglia alte alte e protendendosi con tutto il corpo in avanti per sentire la risposta.
Gelo. Silenzio in classe. Tutti la guardiamo, lei non muta espressione, tutti ci guardiamo per capire se veramente avevamo capito bene la domanda. Tutti i "bianchi" si sentono presi di mira, ovvio. Se siamo riusciti a leggere l'articolo? Il dubbio si insinua..ma questa è idiota o mangia brioches tocciate nei pregiudizi la mattina? O entrambi? E cosa ci fa li' alla cattedra di "insegnamento del giapponese come lingua straniera/L2"????
L'interpellato, che per fortuna non si è lasciato smontare ha riso e ha risposto "si!" tipo "eh certo mica son ritardato". La prof. ripete la scena di prima, cioè, torna indietro sulla sua sedia ma le sopracciglia rimangono alte, fa il tipo verso "heee" tipo "incredibile"...e annota.
La tensione sale. Ma l'interrogatorio non era finito. Alla domanda sugli ideogrammi la nostra eroina pensa di aggiungere "di che livello sono le altre lezioni che prendi?", giusto perchè non era abbastanza dissuasiva e irrispettosa. Ai poveretti che hanno risposto che il loro corso di base era un xxx "5-6" è stato affibbiata l'immagine di "quelli che si devono impegnare piu' degli altri perchè evidentemente se prendono un corso che comprende anche gente del livello 5 sara' che non ce la fanno". Ad una poveretta che aveva fatto qualche errore di grammatica parlando - probabilmente per la tensione o per il nervoso- ha detto davanti a tutti, con atteggiamento e voce da caduta dalle nuvole "sembri debole in grammatica....vero?.....eh si.....da quant'è che studi giapponese?....1 anno e mezzo?...ma in che uni?...da dove in Cina vieni?....ah....eh immaginavo...".
Poi l'interrogatorio si è evoluto verso domande sempre piu'discriminatorie. Al mio amico francese ha chiesto "ti piacciono i manga?" a causa dello stereotipo che hanno i francesi di essere i primi lettori di manga al mondo dopo i giapponesi. Lui ha detto "non particolarmente", lei ha ribattutto "allora preferisci i romanzi?", lui ha risposto "mmm si (nel senso, piu' o meno si puo' dire di si)" e lei "ad esempio?" sempre con quei cazzo di sopraccigli in su.
Com'è possibile che si metta in dubbio tutto quello che dici in questo modo?
A tutti faceva una domanda diversa. A qualcuno è capitato "se diventerai bravo in giapponese, cos'hai intenzione di fare?". Ad una che diceva di voler fare la specialistica ha ribattuto con evidente e maleducatissimo stupore "in giappone?!?!?!"...
La gente che o ti toglie la voglia o te la rida' definitivamente di studiare la sua lingua...
A me ha riso in faccia quanto ho iniziato a spiegare che il mio passaporto era svizzero ma che ero italiana. Stia pur tranquilla che l'ultimo giorno di lezione le esprimero' le mie condoglianze per aver constatato che lei fa parte di quelle persone che non si sono mai fermate a pensare un po' piu' in la sul significato di "identità" e "nazionalità",ma che essendo nata su un isola la si poteva perdonare. Poi quando mi ha chiesto la mia lingua madre e che ho detto francese e italiano, ha fatto "ah parlavate francese prima vero?" riferendosi a me e al mio amico francese e poi, rivolta al mio amico "com'è il suo francese? parla davvero come una madrelingua?"
E come sei tu? Davvero tanto ignorante e arrogante come sembri, oppure peggio?
Sono davvero rimasta allibita...
Tanto piu' che le domande e i commenti che ha fatto, in giapponese risultano estremamente scortesi, estremamente irrispettosi, estremamente minatori e denigratori, molto piu' che in qualsiasi altra lingua, perchè qui da come uno sceglie di parlarti capisci che ruolo/ posizione hai per lui.

12 avril 2009

Note di viaggio, parte sesta.


E' rimasto in sospeso l'ultimo giorno a Kyoto.
E' stato dispersivo perchè mi rimanevano le zone piu' esterne della città, leggi il santuario di Inari a sud, e il Kinkakuji e Ryoanji a nord ovest. Siccome non ho noleggiato la bici, per il gran male al ginocchio che mi era venuto causa cattiva regolazione dell'altezza del sedile, mi sono mossa in bus, ma è stato scomodissimo, lungo e noioso. Soprattutto per il caldo che ha colpito Kyoto quel giorno. Ad ogni modo è stata una giornata soddisfacente, in primis perchè ho affrontato davvero il santuario di Inari scalando il monte fino in cima. Ci ho messo tutta la mattina. Il santuario di Inari è famoso peri torii rossi, e vi è sacra la divinità della volpe (per il raccolto). I turisti turisti si fermano giu', io invece ho affrontato la salita e di questo sono fiera e contenta. Sembrava davvero un altro mondo su per il monte, nella foresta...cosi' lontano dal mio quotidiano da farmi sentire estranea a tutto.


D'altra parte poi ho visto il Kinkakuji (padiglione d'oro), finalmente..Dal punto di vista "affettivo" ci tenevo. Di Mishima mi sono stufata prima di averlo letto, per la stanchezza nel sentire i giapponesi commentare "Mishima? ma scrive in un giapponese talmente artificiale, verboso...", ma la curiosità per aspetti suoi piu' "concreti" rimane. E cosa c'è di piu' concreto che di vedere il padiglione che ha ispirato una delle sue opere maggiori che ho pure letto?


07 avril 2009

Note di Viaggio, parte quinta




Dal 20 al 23 marzo ho fatto un Homestay nella provincia di Mie, vicino a Nagoya (che pero' è una provincia diversa). Ripensandoci a distanza direi che non è stato nè positivo nè negativo nel complesso, ma di sicuro all'epoca non mi sono sentita per niente a mio agio. Questo ovviamente non significa che non abbia fatto esperienze interessanti, anzi: non dimentichero' mai le 2 notti nel futon su materasso (comodissimo!) e il bagno, cosi rilassante che anche se sono diventata rossa come un aragosta mi ha creato dipendenza!

Di Nagoya non ho visto nulla il 20, tranne il castello e che sembra una città pulitissima.
La mia homestay family era avanti con gli anni, lui politico amante del golf, lei prof di piano amante di viaggio all'estero. Non posso andare d'amore e d'accordo con persone cosi, sopratutto se danno l'impressione di sapere gia' tutto e di non ascoltare quello che cerchi di raccontargli. La figlia, trentenne ancora in casa dei genitori e impiegata nell'azienda del padre - la crisi economica colpisce ovunque- era una persona completamente diversa con e senza trucco. Responsabile di Go-kon e incontri per matrimoni combinati, l'unico giorno in cui mi ha degnato rivolgermi la parola e interessarsi un minimo alla mia persona è stato quando mi ha portato, senza per altro avvisarmi, a uno di questi go-kon! E questa sicuramente è l'esperienza piu' strana e divertente che abbia fatto da un po. Cioè immaginatevi. Go-kon è dating organizzato, ma non speed-dating. 10 adulti, 5 maschi, 5 femmine, tutti giapponesi sui 30 anni, tranne la sottoscritta che decisamente non c'entra niente nè di fatto nè per il modo di pensare (ste cose in Italia non ci sono e se ci sono io sicuro non partecipo/parteciperei), ad una lezione di cucina tibetana. L'assurdo che si materializza. Questi uomini che cercano di fare colpo, alcuni che se la menano perchè pensano di essere degli chef, altri che sembrano disdegnare l'intero evento, le ragazze che invece sono timidissime, sembrano costrette a stare li..una gabbia di matti. Davanti a me durante la preparazione dei tortellini tibetani poi c'era mister sono bello simpatico e soprattutto nessuna mi resiste...sorriso da "ciao piccola"-.- Il genere di maschio che a me da' solo voglia di smontarlo perchè in realtà non ha nulla di attraente! Comunque dopo aver passato la domenica mattina a fare tortelli tibetani e rispondere a domande di gruppo tipo "il tuo attore preferito" e "cosa fai nel tempo libero", siamo andati a bere un caffé. Gli uomini hanno risposto tutti all'appello- te pareva- le donne invece , quelle intelligenti, se la sono svignata con qualche buona scusa, visto che avrebbero raccolto ben poco. La sottoscritta non è stata informata nè nulla e doveva partecipare per forza, quindi mi sono dilettata nella misura del possibile all'osservazione della fauna umana di questo strambo posto perso nella campagna giapponese- posto che non capivo un tubo di quello che dicevano nel loro simpatico dialetto. Piu o meno pero' sono riuscita a seguire la conversazione, che verteva sul bellimbusto di prima, e ad un certo punto mi hanno pure chiesto il mio parere su di lui: ci si puo' uscire? ...Con poca diplomazia ho detto che sembrava uno che amava menarsela, e la battuta ha fatto ridere tutti, meno male.
Quindi quella giornata li sicuramente è stata molto interessante. Guarda un po' te cosa deve fare la gente per trovare qualcuno. Il genere di esperienza che mi ha fatto riflettere sulla mia stessa situazione.
Per il resto ho potuto sentire giapponese dei vecchi, dei trentenni e dei bambini della provincia di Mie. E mi sono scoraggiata un sacco perchè ancora non capisco quanto vorrei...
Il motivo percui l'esperienza è stata un po' cosi cosi' è che questi collezionavano studenti stranieri e gli facevano fare a tutti lo stesso percorso, con notevole tedio: castello di Nagoya, serra a fiori da qualche parte nella campagna (chissa perchè poi!), discussioni infinite sull'europa, da parte loro pero' non mia!..Il secondo giorno ho scoperto che non erano mai stati in svizzera e che mi avevano "scelta" per la mia nazionalità. Poi quando hanno iniziato a chiedermi se fossi impegnata quest'estate ho fatto 2 piu 2..
Ho mangiato un sacco e molto bene. Ho visto cos'è una vera colazione giapponese, finalmente: una fettina di pesce ( abbastanza secco), zuppa di miso, riso con uovo crudo mischiato a salsa di soia e mangiato con alga nori. Una delizia!
Non è sarcasmo.
Non mi è piaciuto che parlassero tra di loro riportando quello che dicevo, o facendosi domande alle quali io potevo rispondere, se solo me le avessero poste.
Mi hanno prestato un libro interessantissimo 日本文化を英語で紹介する辞典 dizionario per presentare la cultura giapponese in inglese, che, trovo, spiegasse concetti abbastanza difficili in modo sia chiaro che non stereotipato. Cosa rara e utile.
Anche se tutti lo sapranno vorrei descrivere il bagno giapponese, perchè è davvero una figata. Il bagno è diviso in due, una parte con il lavandino ed altro, un altra parte separata da porta scorrevole o quello che è, dove c'è la vasca e una parte per lavarsi con la doccia, fuori dal bagno. L'acqua era a 41 gradi e per questo sono diventata rossa, ma non era per niente doloroso o sgradevole, dal momento che mi sono lavata e sciacquata con la doccia prima di entrare, ed anche la doccia doveva essere parecchio calda. Tuttavia non è possibile stare piu di 5 minuti le prime volte: mi veniva da svenire..il risultato è che uno ne esce completamente stanco e rilassato allo stesso tempo, e quindi è perfetto prima di andare a dormire...davvero se ne avro' mai i mezzi vorro' un bagno giapponese in casa mia in futuro!
もちごめ mochi

Note di Viaggio, parte quarta


Il 18 marzo mi sono mossa da Kyoto, per vedere il castello di Himeji, classificato patrimonio artistico/culturale mondiale (mi sono dimenticata come si dice correttamente in italiano..O_o) e fare un giro a Osaka.
A Himeji, oltre della bellezza assoluta del castello in sè, ho potuto commuovermi del gruppo di bambini giapponesi delle elementari in gita, che a vedermi si sono messi tutti ad esclamare "hello! good morning!" ad alta voce e tutti gioiosi. Gli avranno detto di fare cosi quando vedono un bianco. Al mio rispondere scoppiavano grida di gioia. Tenerissimi. Non faro' fatica ad avere un istinto materno quando sara' il momento!
Per Osaka avevo poco tempo quindi mi sono limitata al castello e al tempio Shitenno-ji. Tuttavia al Shitenno-ji era giorno di festa e c'erano mille bancarelle, la gente se ne stava andando eppure l'atmosfera era particolare..
Direi che l'impressione che ho avuto di Osaka è stata "città grande ma molto diversa da Tokyo, un po' sporca, meno alienante forse". E la gente di Osaka, molto "down to earth". Colori vivaci, chiaccherata facile e prorompente..niente del ritegno e contegno dei fashion-addicts di Tokyo.


Strada vicino alla stazione Tenno-ji.

Entrata del tempio, al tramonto.

Bancarelle in via di chiusura..


Madre e figlio.

Tramonto al ritorno verso Kyoto.


Una stazione in mezzo a Osaka e Kyoto, dove mi sono persa..scesa dal treno che penso fosse sbagliato (probabilmente no ma va be!) per risalire sul prossimo..momenti in cui ti senti completamente solo.

25 mars 2009

Note di Viaggio, parte terza

(Seguito foto del 17 marzo)
Il giardino del Ginkaku-ji. Quello che sembra mare laggiu' è sabbia..

Non solo la fontana di Trevi...:P

Il palazzo imperiale..ossia il NULLA (per entrare bisogna prenotare e non ho fatto in tempo).

(Bisogna togliersi le scarpe prima di pregare) I giappi trendy con le converse..

La stazione di Kyoto by night, vista dall'alto.

Ed in cima alla stazione di Kyoto...

...c'è pure la Happy Terrace ahah!
La Kyoto Tower vista dalla stazione.

Infine, Kyoto downtown by night..




Note di Viaggio, parte seconda


Il mio bolide :P
17 marzo.
Dopo una serata meno tranquilla del previsto in compagnia di roomates americane e canadesi tra cui una 40enne ancora non sposata che rompeva i coglioni a tutti con i suoi racconti del perchè lei e lui ancora non si sposassero e che sciorinava stereotipi ad una velocità impressionante, sono uscita la mattina presto del giorno successivo che c'era ancora un gran sole. Ho fatto colazione con un caffé e una pasta del conbini, e visto il tempo ci ho messo poco a decidere che quel giorno io me la sarei girata in bici 久しぶりに come si dice qua (ossia, da tanto che non lo facevo, finalmente..!). Ho quindi noleggiato il bolide nella foto sopra e mi sono girata tutta la parte est di Kyoto: dal Kiyomizu-dera al Ginkaku-ji, passando per il palazzo imperiale al ritorno.
Ciclabile vicino al fiume.


Il Kiyomizu-dera, in cima ad una salita che ho dovuto fare a piedi.

Vetrina..kawaii!

A quanto pare le geisha sono cosi rare che si fotografano tra di loro ahahah!
Tipica strada nella parte nord-est di Kyoto, direi.

E per concludere la pausa pranzo in bellezza, un bel gelato al té verde..mmm quant'è naturale questo colore ahah!!

Note di Viaggio, parte prima





Zenkoku Ryokou- mappa dei trasporti in tutto il Giappone. Sono partita con questa, l'i-pod, un ostello prenotato, il trolley e il pass per le linee locali della JR.
16 marzo.
Inizio del viaggio. Ho preso solo treni locali, principalmente la line Tokaido da Tokyo a Kyoto. Partenza da casa verso le 8, arrivo in ostello verso le 18h30.

Ho cambiato a Atami, Shizuoka, Hamamatsu, Toyohashi, Oo-qualcosa e Maibara prima di arrivare a Kyoto. Il tempo era bellissimo, quelle giornate di sole che ti danno forza, avevo musica nuova nell'i-pod e tanta voglia di fare quello che volevo io come dicevo io. La scelta dei treni locali oltre che finanziaria era volta a permettermi di stare un po' nel vero Giappone: quello delle campagne, delle stazioncine con i nonni che ti chiedono se sei americano...ed esattamente questo mi è successo. Ho potuto respirare l'aria, l'atmosfera di quei posti, guardare il paesaggio, osservare l'architettura nelle campagne, la disposizione delle case, avere l'impressione di essere in un cartone animato...ho potuto parlare con dei nonnetti, che tra Atami e Shizuoka mi hanno fatto vedere il Fuji, che era alle mie spalle e senza i quali forse non avrei mai visto il Fuji cosi vicino in vita mia. Ho potuto vedere l'oceano e sentire il calore del sole attraverso il finestrino del treno, durante tutte quelle ore. Ho potuto osservare la gente attorno a me- che non faceva un viaggio lungo come il mio, tranne alcuni gruppi di adolescenti con borsoni da ginnastica e il pass Seishun 18 Kippu come il mio in vista (si puo' usare fino a in 5 persone). Ho potuto godermi il fatto di essere l'unica occidentale li, in quel momento. Sorridere se gli adolescenti in questione si sedevano vicino a me ma avendo cura di lasciar libero il posto accanto a me, mentre avevano occupato i sedili adiacenti ad altri giapponesi; sorridere nel vedere un allievo delle elementari o forse dell'inizio delle medie che somigliava a Mishima, proprio nella località Mishima: divisa blu, pantaloncini corti, calzini fino al ginocchio, fronte corrucciata, rasato, occhioni preoccupati, guance rosse, carnagione se non scura quantomeno abbronzata.
E se non avessi preso questi treni locali non avrei mai capito quant'è preciso il Giappone, che accanto ai binari c'è una corsia per ogni tipo di treno, di un colore diverso corrispondente alle informazioni sul tabellone, che ti dice dove fare la coda per quale treno (ovviamente i treni sono puntualissimi). Ovviamente il treno si ferma in modo tale che di fronte a queste corsie ci sia la porta. Ho visto un cliente lamentarsi col staff della stazione perchè uno di questi treni non si era fermato in modo corretto e avevamo dovuto fare 3 passi in la fino alla porta. Esagerato...ho sorriso anche li. Sorriso per l'impiegato che, costretto dal suo ruolo, rispose in perfetto keigo. Un italiano l'avrebbe mandato a fanculo.
Ho potuto vedere le ragazze giapponesi e la loro totale mancanza di gusto in fatto di vestiti: una di loro, me lo sono appuntato talmente era incredibile e non potevo mica fotografarla, portava un cardigan rosa sopra un vestito a quadretti larghi bianchi e neri, con degli stivali di feltro beige e marroni. Ma ti si puo' guardare?
La stazione di Kyoto, non cosi tanto agognata alla fine, l'ho trovata bellissima rispetto a qualsiasialtra stazione a Tokyo. Moderna e futuristica, lucente dal tanto era pulita. Poi ho scoperto che ci sono tipo 9 piani di negozi e posti in cui mangiare.
La prima impressione di Kyoto è stata diversa da quello che mi aspettavo: mi aspettavo a edifici di periodo Edo (lol), invece è modernissima, almeno nella zona della stazione.

Interno di un treno locale- i treni locali sono i meno costosi e piu' lenti, eppure guardate che pulizia e modernità...
Ho visto anche l'oceano, tra Atami e Shizuoka circa.
Interno di un altro treno locale.
Il Fuji che si nasconde la dietro.
Prima vista della stazione di Kyoto, prima di capire quanto fosse grande e impressionante.