26 septembre 2009

Piu' di mille

Mi sono accorta quasi per caso di aver superato le 1000 visite. E allora colgo l'occasione per ringraziare tutti i miei lettori! Un grazie di cuore con una raccolta di foto...a cuor leggero :-)

I cartelli della metropolitana di Tokyo.


"Fatelo a casa"

"Fatelo a casa".

"Fatelo di fuori".

"Fatelo in palestra".

20 septembre 2009

Qui lo dico e qui lo nego.

Vorrei parlarvi di una cosa, molto randomly: cioè cosi' come mi viene. Confusamente in mente.
Ora esiste questo fantastico aggegio che si chiama Facebook e che ci da' uno spaccato della vita degli altri, bombardandoci di immagini e foto delle vite altrui. La conseguenza è che vedo spesso le foto del mio successore, un mio amico di facoltà che sta studiando alla Waseda come ho fatto io, e che ora si trova esattamente dove ero io un anno fa.
Ho sempre pensato che chi ha già avuto dovrebbe essere contento per gli altri. Beh, decisamente si tratterebbe di una gran dote. Non avrei pensato mai che fosse cosi doloroso vedere quelle foto. I posti in cui sono stata tutti i giorni per 10 mesi mi sembrano cosi' fantastici e unici, come se non ci fossi mai stata. E le foto di posti in cui invece, non sono mai stata oppure in cui sarei voluto andare senza riuscirci - salire in cima al metropolitan building di shinjuku, fare una foto con da sfondo la statua LOVE che per me rappresentava cosi' tanto simbolicamente perchè proveniva dal primo film giapponese moderno che abbia mai guardato- vedere ste foto e pensare che in 10 mesi sono riuscita a non fare delle cose, mi fa venire addosso una gran depressione.
Tutto questo pero', sento essere profondamente ingannevole. Sembra attaccamento, che non è: 3 mesi fa non vedevo l'ora di tornare in Italia e provavo molto piu' dolore nel vedere le foto dei miei amici che si divertivano ed erano col mio ragazzo, e il corso della vita normale che andava avanti senza di me.
Pensavo cosi, randomly, stasera, e domani forse mi sentiro' diversamente chissa'. Ho una gran paura di dire quello che provo veramente riguardo a tutta questa storia del giappone, prima durante e dopo, per paura di venire fraintesa. Fraintesa perchè persino chi è stato li con me per la stessa durata di tempo ha sentimenti e modi diversi dai miei, figurarci chi non c'è stato...
Ma sto divagando e tutto questo è ben troppo personale per essere di un benchè minimo valore.
Domani, la rimpatriata.

19 septembre 2009

Altro spunto di riflessione


Barbarismo civilizzato (Nietzsche): La società moderna al massimo della sua evoluzione razionale e tecnologica è sull'orlo della distruzione e di un inevitabile e paradossale regresso ad uno stato primitivo tutto fuorché spontaneo.

A parte i riferimenti al primitivo, la prima parte della frase mi fa tanto pensare a Tokyo, metropoli, e i suoi abitanti, disperati, prigionieri in una realtà tecnologicamente e razionalmente perfetta e avanzata ma alienante.

15 septembre 2009

Giapponese ad alti...altissimi livelli!

(Si proprio)

Sapete, lo studio del giapponese è come lo studio di uno strumento: meno di
un tot ore al giorno non serve a niente - non si fanno progressi- e smettere solo un giorno fa perdere la mano.

Per inciso, la mia coinquilina che studia pure lei giapponese, ha il nintendo DS e *meraviglia delle meraviglie* mille giochi di lingua giapponese e ideogrammi. Perchè ovviamente il giapponese non è facile nemmeno per i suoi parlanti.
A parte che uno quando è immerso nelle cose non vede prorpio quello che gli sta sotto gli occhi- leggi: quando abitavo a Tokyo avrei potuto procurarmi comodamente sia il DS che i giochi giapponesi di lingua giapponese - disponibili solo sul mercato giapponese- così appropriandomi di un valido, ludico e alternativo strumento di studio.
Comunque questo giochino qui,
kokugo, la denominazione ufficiale dell'insegnamento di lingua giapponese nelle scuole, dopo un test di ingresso volto a giudicare le mie competenze in grammatica, ideogrammi, linguaggio onorifico, modi di dire e significato delle parole, mi ha inserita in un bel livello 5 su 6 dove 6 è base e 1 il piu' difficile. Commento aggiuntivo: あなたの日本語能力は小学校卒業レベルです。Il tuo livello di giapponese è da licenza elementare. Questo mi riconforta!
Sono passata al giochino successivo, ignorando kokugo che dai, è fatto per i giappi, sono capitata su un gioco per allenarsi con gli ideogrammi
che pero' misteriosamente non ti fa sostenere il livello successivo nonostante tu abbia passato l'esamino di quello precendente. Cosi sono ancora al livello 10 su 10 (elementare-base ovviamente!) che mi chiede come si scrive "pioggia" e come si legge "2" quando io fino a due mesi fa studiavo i problemi ambientali, il protocollo di Kyoto e la deforestazione in giapponese, e mi vedo comparire la scritta ステファニーさん、後2回の合格で昇級ができます ossia Sig.Stephanie, dopo aver superato altre 2 volte il test puoi salire di livello. Ho spento.
Insomma molto accomodanti questi giochi.
Ho deciso che li integrero' allo studio del proficiency di giapponese, così, giusto da non dimenticare le basi, visto che pare non le abbia...XD

p.s. non so perchè blogger mi carica le prime due foto storte : (

12 septembre 2009

Letteratura di viaggio

I testi di viaggio ereditano da Erodoto il metodo della comparazione per cui quello che lo sguardo europeo incontra nel Nuovo Mondo è soprattutto cio' che puo' essere confrontato con quello che già si conosce e cio' che viene escluso o taciuto si deve percepire come inesistente. E' per questo che tali testi si delineano anche come manuali che insegnano a guardare, ma anche ad osservarsi, immaginarsi, identificarsi e differenziarsi dall'"altro", fornendo materiale informativo e creando pero' al contempo un'illusione che deve risultare credibile proprio perchè si fonda sulla certezza di un confronto: un confronto che è sempre funzionale al consolidamento dell'identità di chi osserva. La maggior parte di queste opere ha la pretesa di diffondere il nuovo tra un pubblico di lettori che, paradossalmente, desidera essere sedotto da una novità che, il piu' delle volte, si aspetta.

(Grassetto e corsivo miei, tratto dal saggio "Orrore e meraviglia: percezioni europee del selvaggio antropofago" di G. Golinelli)

[Quante volte ho scritto per ridefinire la mia identità?
Quante volte avete inconsciamente voluto capire quello che già conoscevate, e ignorato quello che vi era del tutto ignoto?
Il confronto con l'altro è una delle pratiche piu antiche dell'uomo eppure una nelle quali è piu negato in assoluto: secoli di colonizzazione, ferite di decolonizzazione, alleanze e comunità linguistiche e culturali non hanno insegnato ancora a nessuno ad accettare l'altro per com'è e a non vederlo con gli occhi con cui vogliamo vederlo.
Il risultato? Razzismo e xenofobia ancora esistenti ovunque nel mondo]

09 septembre 2009

Sradicamento

"Come ci si poteva definire originari di Tokyo? Inoltre, l'odierna Tokyo non è posto in cui si possa metter radici. E' un campo sterile che ha perso il profumo della terra. Non c'è pioggia e non c'è aratro che possa renderlo di nuovo fertile.
L'unica cosa che non manca sono le comodità della vita moderna. Tokyo assomiglia a un'automobile di lusso: per quanto possa essere di livello eccelso e con tutti i comfort, le persone non possono vivere solo al suo interno. Ognin tanto ci salgono, la usano perchè è molto comoda, ogni tanto la lavano e ci vanno in giro. Ma poi quando arriva il suo momento, o quando se ne stancano, ne comprano una nuova.
Ecco, Tokyo è questo genere di città. Ogni tanto la gente sale sulla macchina che si chiama Tokyo, e ci salgono in tanti, perchè ha tanti optional che altre automobili non hanno, anche se certo non ha molta personalità. Pensano che comunque, appena ne avranno l'occasione, la cambieranno. Ma
spesso, pur continuando a pensarlo, ci restano tutta la vita.
Ma la gente non pianta radici in un posto che vuole lasciare. La gente non chiama casa in un luogo da cui progetta, prima o poi, di andarsene. Per questo motivo, la maggioranza di quelli che vivono a Tokyo si sente sradicata, e si attacca al luogo d'origine dei genitori, o persino dei nonni, e lo fa proprio. Com'è inevitabile pero', questo tipo di legami è fragile, ed è destinato a divenire semper piu' debole col passare del tempo. Di conseguenza, sono sempre di piu' gli individui che si sentono come erba falciata, precari, senza radici. E Honma si sentiva proprio cosi'.
Quando per lavoro gli capitava di incontrare qualcuno che, per le strade della metropoli, parlava con cadenze e accenti che suggerivano origini lontane, Honma si sentiva all'improvviso un po' solo."

Tratto da "Il passato di Shoko" di Miyabe Miyuki, tradotto da Vanessa Zuccoli, Fannucci Editore pagg.161-162

Pur riflettendo che si, è una illusione pensare di sentirsi cittadino di e appartenente a Tokyo, non posso scordarmi l'effetto che mi faceva vederla dall'alto. La distesa a vista d'occhio di Tokyo mi ha sempre dato una stretta al cuore, un po' di angoscia e un'infinita tristezza, dovute a solitudine...perchè è impossibile non sentirsi soli, davanti a quel paesaggio...eppure quando riguardo lo stesso paesaggio oggi, tramite le foto che avevo fatto, c'è qualcos altro oltre al rinnovato sentimento di immensa solitudine. Qualcosa che a tutt'oggi non so spiegare. Certo non si puo' definire "senso di appartenenza, seppur minimo". Dev'essere il fascino, il fascino che le metropoli, grandi città come Roma, Parigi e, appunto, Tokyo esercitano sulle persone.

30 août 2009

Tristi conincidenze

Stavo guardando e sentendo le news giapponesi su internet (http://headlines.yahoo.co.jp/videonews/) quando mi sono imbattuta nella notizia di un incidente di macchina che ha comportato la morte di un ragazzo di 17 anni. Il posto era Tokamachi (十日町), vicinissimo a dove ero andata a fare Outreach (http://lapeppapolide.blogspot.com/2009/05/outreach.html) cioè a visitare le scuole.
Beh è normale: anche quella che sembrava essere una tranquillissima contrada in campagna ha purtroppo i suoi drammi.

Prossimamente su questo blog...

- Un post, che spero diventi un dibattito, sul se i giapponesi sono razzisti o meno oppure se siamo noi, gli occidentali bianchi colonizzatori a vedere in loro questo difetto che in realtà è nostro.

-Dei video tratti da YouTube stavolta SOTTOTITOLATI. Un mio esperimento, nonché modo alternativo di fare giapponese, che pero' come potete immaginare porta via un gran tempo (cfr. timing: da quale millesimo di secondo inizia la battuta etc...)

Pazientate solo un po'...

*ERRATA CORRIGE*
Purtroppo non ci sarà nessun video con sottotitoli, ancora per molto. Dopo aver sottotitolato il mio video in un programma apposito, mi sono accorta che pero' incorporare questi sottotitoli al video era tutta un'altra questione, che richiede programmi, tempo e capacità che non ho. Mi sono dovuta quindi arrendere. Posso solo invitarvi a casa mia a vedere il video :D (che, aperto nel programma per sottotitolare, naturalmente è fruibile).

26 août 2009

Paese che vai...

..usanze che trovi. Ero dietro al bar, è arrivata una cliente sulla 60ina che sembrava conoscere sia i miei che mia sorella. Dal loro allontanamento pero' ho intuito che doveva essere un soggetto particolarmente leggero da sopportare. E difatti l'intuizione non ha fallito: dopo 5 minuti mi sono ritrovata a sentire questa signora parlarmi della biancheria che compra alla coop, del fatto che la taglia alta non è il massimo perchè insomma, a quest'età, sai com'è, lo stomaco tende a cadere, allora meglio lasciargli spazio.

Mai vista prima in vita mia s'intende.
Al bar.

Per la serie ma una via di mezzo tra questo trash e l'estrema riservatezza dei giapponesi dove lo posso trovare?

09 août 2009

Ecologia alla giapponese


Sapete che cos'è?
In Giapponese si chiama ハンカチ (hankachi) dall'inglese handkerchief. Un fazzoletto di tessuto.
Ma i giapponesi non si soffiano il naso, almeno non in pubblico...quindi qual è l'uso di un fazzoletto di tessuto in Giappone?

Io ho ricevuto questo hankachi prima di andare in Giappone, e mi era stato presentato come un oggetto di uso quotidiano...indispensabile!
L'ho capito in effetti solo là, quando ho visto che, per motivi di salvaguardia dell'ambiente, nei bagni dell'Università non c'era niente per asciugarsi le mani: tutti hanno un hankachi loro personale, e si asciugano le mani con quello.
Ne esistono di tutti i tipi e colori, e qualità. Ne ho pure preso uno perchè era in regalo con la bottiglietta d'acqua che vendono nella metro. E' molto sottile, rosso con le nuvolette bianche, troppo carino. Anche se devo dire che il modello di cui vi riporto la foto è migliore come tessuto e presenta il vantaggio di essere anche una cartina ^^

Questa cosa pero' mi ha colpita sul volo del ritorno. Una volta che hai il tuo hankachi e che ti sei abituata a usarlo quotidianamente, lo vedi come il sistema migliore e più ecologico. Perchè sprecare tanta carta?

07 août 2009

L'industria del sesso in Giappone

Traduzione di un articolo di "24 heures" (quotidiano svizzero):
Il Giappone conta sul sesso per rinvigorire i suoi conti

Studio: La Banca Centrale del Giappone, a cui preme capire i mutamenti della sua economia, ha commissionato uno studio sull'industria del sesso. Un servizio come gli altri, che contribuisce alla ricchezza nazionale.
Non è detto si tratti di una storia soltanto giapponese. Abbiamo conosciuto una versione del Paese del Sol Levante da numero uno delle esportazioni, inondando il mondo coi sui prodotti finiti o beni d'equipaggiamento. Erano i tempi in cui i costi di produzione e l'organizzazione quasi marziale del lavoro sconfiggevano i concorrenti, epoca in cui il mondo invidiava al Giappone il suo surplus di lavoro.
Questi tempi furono e non sono più. Il Giappone oramai soffre da diversi anni. E sicuramente le cose non vanno meglio con l'attuale crisi economica. Il paese ha avuto un vero e proprio crollo delle esportazioni questi ultimi mesi. A giugno si era a ben -35,7% . (...)
Sembrerebbe che questo paese si de-industrializzi e vada verso una società di servizi, come fanno altri. Questo richiede pero' di rivedere un attimo la contabilità nazionale, e la ponderazione di diverse attività. E' in questo contesto che la Banca Centrale del Giappone ha chiesto un resoconto sull'industria del sesso, che potrebbe aiutare l'economia del paese.
I numeri la dicono lunga. Il numero di "maisons de passe" a Susukino, il quartiere a luci rosse di Sapporo, è esploso di un quarto in soli 20 anni. E se di questa città si parla molto nel resoconto, è perchè si tratta della capitale dell'isola settentrionale, dove il tasso di disoccupazione è sempre stato più preoccupante che nel resto dell'arcipelago. Tra il 2001 e 2007 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5, 5%.
Ma Susukino resiste eccome. Mentre il numero di ristoranti si è abbassato di 14%, quello delle sale di massaggi e altri sex-shops è passato da 63 a 246 dal 1989. Interrogato in merito, Tada Yonezawa, dell'Ufficio del Turismo, ha commetato laconicamente: "si vede che c'è più gente che richiede questo genere di servizi. Dove c'è domanda, l'offerta risponde."
Se i servizi occupano oggi il 60% dell'economia giapponese, quest'ultima preferisce venir valutata in funzione delle sue esportazioni e quello che ci gravita attorno. In questo ambito, l'economia è tornata ai livelli del 2003, a causa dell'attuale crisi. Ed è per questo che si è rivelato necessario lo studio dell'economia giapponese per capire le nuove tendenze. Ma Susukino non è l'unico quartiere a luci rosse del Giappone. Bisogna aggiungervi anche Kabukicho a Tokyo e Nakasu nel sud di Fukuoka. Anche se tutte queste attività economiche sono legali, la legge prevede comunque che qualsiasi rapporto più, come dire, "serio", del sesso orale venga proibito.
Ad ogni modo, in base ai risultati dello studio, la Banca Centrale del Giappone a recrutato dei pianificatori di distretti per prendere i provvedimenti necessari per permettere a questi quartieri di sviluppare (addirittura) la loro...vitalità.

Il mio commento? Nessuno...solo una cosa ho pensato che il lettore non saprà, perchè non c'è scritto da nessuna parte...
Il Giappone è un paese democratico, a quanto ho osservato: ci sono anche bordelli per donne (con puttani uomini)...che non si pensi che vanno a puttane solo gli uomini!


01 août 2009

Pro e contro

Le domande mi sorridono cinicamente: non si puo’ rimandare in eterno, autodifendendosi con un cosidetto desiderio di non tirare conclusioni affrettate. Soprattutto perché chi non ha vissuto la vorrà sapere. Le domande sono lecite quindi, e le risposte, tanto, dovvrebbero esserci: bisogna fare chiarezza. Cosa mi è piaciuto del Giappone, cosa no, ora che sono tornata?

Sul posto in sé non riesco ad andare oltre al banale “all’inizio anche andare al supermercato è un’avventura, perché tutto è diverso, a partire dal paesaggio urbano.” Voglio dire, se sono queste le info che vi servono, compratevi una guida. Io preferisco rimandare ad una bella sessione di esibizione guidata dei miei 30 giga di foto.

Sul resto, invece, si puo’ discutere.

Alla pole position di “mi è piaciuto e sarebbe da importare in italia” senz’altro l’immancabile educazione, cortesia nei modi e rispetto per interlocutore. L’efficienza degli uffici, di tutta l’amministrazione, e la professionalità e cordialità degli addetti. Mai, nella posizione di avente diritto, mi si è mancato di rispetto. Non ho neanche passato piu’ di 15 minuti ad uno sportello anche per fare documenti molto importanti. Del resto il problema in Italia è che l’addetto che hai di fronte non rispetta te e le tue richieste (viste come irragionevoli e arroganti pretese) perché è il primo che, i tuoi diritti, non li conosce (ogni riferimento alle procedure per il permesso di soggiorno è puramente voluto). In Giappone invece si ha sempre a che fare- almeno questa la mia impressione- con gente che sa quello che ti è dovuto e collabora con te, non ti rema contro. Poi per mettere i puntini sulle i mi sento in dovere di puntualizzare che se sei nel torto, invece, “cause toujours tu m’interesses” non sarai ascoltato, non faranno eccezioni, non ti faranno un favore, non avranno nessun lato umano e comprensione per la tua situazione.

Alla pole position del “non mi è piaciuto, difatti per questo sono contenta di essere tornata” l’altro lato della medaglia. Cortesia? Sempre, certamente. Ma distanza. Per le relazioni personali, troppi sforzi non remunerati. Gente che non si apre, che rimane sul superficiale, che sembra non aver bisogno di amici, di confidenze, di rapporti umani insomma. Non sapro’ mai se è perché sono straniera io o se anche tra di loro è così. Mai perché i giapponesi, in questo ambito, del mistero fanno uno sport nazionale. (Non credo che amino essere capiti, perché questo li svelerebbe.) Fattacci loro. Sto andando fuori tema, comunque questo è quanto.


27 juillet 2009

Dubbi linguistici

Ero sull'aereo, ho preso la Lufthansa per tornare. Poco dopo il decollo* è arrivato lo snack con bevanda. Non avendoci nulla da fare (sospesa tra due continenti per me è un limbo tra due vite, una che lascio per sempre e una a cui torno finalmente) leggo l'imballaggio dello snack. Erano salatini molto zezeski. Ed è tornato il dubbio, un dubbio molto nostalgico devo dire perchè c'è l'ho da quando sono piccola, e mi gira in testa con la stessa insolenza infantile di prima, di chi non si vuole arrendere al "è cosi perchè è il mondo degli adulti": ma perchè "consumare entro il" in francese e giapponese è uguale ma in tedesco è MINDESTENS HALTBAR BIS (conservabile almeno fino al)?
Questo è un espressione del fatto che lo stomaco tedesco ti digerisce quello che inizia ad essere avariato per i piu' delicati apparati digestivi francesi giapponesi e italiani?

* Prima che il mio fedele correttore belle me lo facesse gentilmente notare, avevo scritto DECOLLAGGIO....da décollage, francese. Ma decollare significare altra cosa in italien, n'est-ce pas fèfi?!

18 juillet 2009

Ultimo week end in Giappone...

Ieri era l'ultimo giorno di lezione. Dopo mesi e mesi di duro lavoro...! Ultimo giorno di lezione con pranzo con compagni e prof. e party d'addio alla sera. Nel pomeriggio ovviamente ultimi acquisti. Non vedevo l'ora! E il tutto seguito da una bella dormita al sabato mattina, seguita dai fuochi d'artificio sabato sera. Domenica valigie e lunedi partenza. Tutto perfetto.

Se non che...ho pensato bene di cadere dall'altezza di ben 2 gradini di scale venerdi mattina uscendo dal dormitorio per andare a lezione. Risultato: storta alla caviglia. Cortisone e bendaggi. Il mio piede sinistro sembra una mummia, e non posso andare da nessuna parte se non zoppicando.

Fine soggiorno un po' sottotono. Ma almeno le valigie le ho gia' finite e ho una buona scusa per spendere 40 euro e spedirle il giorno prima in aeroporto...:P

15 juillet 2009

留学の感想

 以前アメリカに1年間の留学したことがある。アメリカから帰国したら友達や家族に上手くその1年間で感じたことや考えたことが説明できなかったということに本当に驚いた。特に、留学中に喜ばせてくれたことについてもう一回冷静に省みたら、結局低く評価してしまったことがある。それは、私からすると「成長」と呼ぶが、父に怒られた。何故、あの時喜ばせてくれたことを、帰国の後批判したか、彼には理解できないことだった。しかも、理解してもらおうとしたのに、あくまでも理解してもらえなかった。
 今回もそういうことが起こるだろう。そして、逆に悲しませたことがいつか他の目で見て、意見が変わることもあるだろう。従って、今は日本での留学についての評価などをしたくないと思う。最も危ないことは帰国直前と直後に留学の感想を聞かれることだ。なお、恐ろしく感じているのは意見の変化だけではない。国に残した日本語を勉強する友達にとっては、私が日本での生活は全部素晴らしかったと言うべきだろう。支援と応援してくれた家族のためも、ありがたい気持ちを表すべきであろう。一緒に時間を過ごしてくれた日本人の友達にいやなことを語るのも禁物。国で待ってくれた彼氏に日本での生活のいい点や懐かしい気持ちをあまり言わない方がいいに違いない。結局、留学した人は一番困る。微妙な気持ちを持っているから、時々懐かしくなる一方で、たまに帰国して良かったという風に息をつく。だが、誰かに傷付けるので、それを誰もの前で表してはいけない。つまり、留学から帰った人は、日によって違う気持ちになるので、気を使って、適切に誰にどの気持ちを伝えてもいいかということを考えなければならない。自由に気持ちを伝えるどころではない。
 意見を表現することに注意した方がいいと言いながら、意見を隠してしまう。しかしもちろん私の留学には功罪があったと思う。すこし時間がたったら、友達や家族の気持ちが落ち着くまで待って、頭の中で整理して、たぶん考えをブログで書こうと思っている。ちなみに、昨日父に「日本の留学のためわざと作ったブログはどうなるの?」と聞かれた。日本について言いたいことはまだまだあるし、ブログも記憶も消えないと思うので、今だけは先送りしていただく。

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Shinjuku era così bella stamattina....
Come immaginavo inizio a diventare sentimentale e a vedere tutto con occhi nostalgici.


Poi pero' mi ricordo quanto costa la mozzarella qui (7 euro) e penso MA CHI ME L'HA FATTO FAREEEEE'!?!?!! XD
Vabe non è momento.

12 juillet 2009

Ultimi giorni qui

Domani inizia la mia ultima settimana a Tokyo e in Giappone.
Ho un po' d'ansia. Ma solo perchè ci sono tante cose da fare, tante cose importanti per il futuro a cui pensare con cura. Mio padre dice che è momento di non sbagliare troppo le mosse, e ha ragione.
Pero' sono psicologicamente pronta a fare le valigie. Psicologicamente pronta a buttare un sacco di roba per tornare in Europa leggera, con l'essenziale e basta. Psicologicamente pronta a finire questa esperienza e tornare piena dentro ma leggera, si, decisamente. A parte le super magliette strafighe che si trovano solo qui e di cui non mi priverò! :P

08 juillet 2009

Tanabata a Tokyo Tower


Ho stupidamente perso la mia occasione di scrivere un voto/desiderio quest'anno alla festa di Tanabatahttp://lapeppapolide.blogspot.com/2008/07/festa-di-tanabata.html ma a parte questo ho potuto mettere lo yukata (chimono estivo), le geta (sandali) e salire sulla Tokyo Tower a gratis (la condizione era, appunto, essere vestiti con uno yukata) assieme ai miei amici, goderci la fantastica vista, fare mille foto e cenare insieme.

(la Tokyo Tower formato mini)
C'erano alberelli di bambù appesi per strada (e come fai ad attaccarci il fogliettino col voto?) e in una stazione della metropolitana. Probabilmente anche ai templi? Ma non ho verificato.
Insomma ho festeggiato un Tanabata moderno : )

06 juillet 2009

Un esempio di J-pop

http://www.youtube.com/watch?v=kzNCdnG7CaE&feature=related

窓から流れる景色変わらない この町旅立つ 春風舞い散る桜
憧ればかり強くなっていく
どれだけ寂しくても自分で決めた道信じて
手紙の最後の行があいつらしくて笑える
誰かに嘘をつくような人になってくれるな
父の願いと
傷ついたって笑い飛ばして傷つけるより全然いいね
母の愛
あの空流れる雲思い出すあの頃の僕は
人の痛みに気付かず、情けない弱さを隠していた
気付けばいつも誰かに支えられここまで歩いた
だから今度は自分が誰かを支えられる
まっすぐにやれよそみをはするな下手くそでいい
父の笑顔を
信じることは簡単なこと疑うよりも気持ちがいいね

さよならまた会える日まで不安と期待をせおって
必ず夢を叶えて笑顔で帰るために
ほんとの強さ、ほんとうの自由、ほんとの愛と、ほんとの優しさわからないまま
すすめないから自分探すと心に決めた

春風想い届けて、涙を優しく包んで
必ず夢を叶えて笑顔で帰るために

さよなら叱ることもすくなくなってゆくけれど
いつでもそばにいるから
笑顔で帰るから

どれだけ寂しくても僕らは歩きつつける
必ず帰るから
恋が風に舞う
あなたの誇りになる
いざ行こう

04 juillet 2009

Meteo delle aule d'esame

Avviso per chi da' la certificazione di giapponese domani (Noryoku shiken) *
"The room temperature of the test rooms at some sites might not be adjustable, so dress in a manner that allows you to adapt to the room temperature."

Interpretazione: non provate a lamentarvi, son ca*** vostri se l'aria condizionata è fissa a 20°, oppure se non ce n'è e siete accanto alla finestra, al sole.

Conclusione: abbinamento in voga tratto dalla collezione primavera/estate 2009 Tokyo: un bikini coperto da un giaccone da snowboard.

* Vero.

02 juillet 2009

Ringkomposition

C'entra anche col post precedente, comunque c'è proprio odore di fine, di conclusione, e di soddisfazioni.

Sono solo alcuni esempi, ma i piu' lampanti:
-All'orientamento di settembre, la percentuale di giapponese capito (durante le spiegazioni) era piu' o meno del 30-40% a seconda dell'oratore, per non piu' di 1/3 del totale: dopo 20 minuti un emicrania insistente... difatti se non ci fosse stata l'inteprete...
All'orientamento dell'altro ieri ho capito il 99,9%, mentre ascoltavo scrivevo altro e ho pure avuto tempo di annoiarmi e chiaccherare con gli amici al tavolo.

-Oggi al corso di scrittura ho preso un 9/10, dalla prof che all'inizio del semestre non mi riteneva migliore di un 4,5/10 + dubbi sulla mia appartenenza a quel livello di giapponese scritto. :)

-Domenica c'è il 能力試験(certificazione del livello di giapponese). Faccio il livello 2, che è il penultimo, quindi nulla di chè in sè. Ai mock tests prendo già 80%, basterebbe un 60% per passare, e la parte di ascolto è sempre sui 95%, contro un 40% del livello precedente a dicembre 2007. Posso andare là senza studiare insomma.

-Quindi domenica vado a farmi una passeggiata al Noryoku e poi ho, per compito del corso principale, scrivere su un sito per farsi pubblicare un articoletto sui giornali Nikkei e Asahi, se non sbaglio. In quel corso sono mesi che lavoriamo ognuno ad un argomento personalmente scelto e a come esprimere al meglio la propria opinione (in giapponese) su tale argomento. Ho fatto questo corso sin da ottobre, e se, come conclusione di tutto, riuscissi a farmi pubblicare, ne sarei davvero felice. Ma anche se non verro' pubblicata, rimane la soddisfazione di essere diventata capace di fare qualcosa che prima non riuscivo.