26 février 2009

Perle YouTube

Beh ormai è serata, quindi beccatevi anche questo video di inglese giapponico :D

Imperdibile

...per i fan di Death Note e Kenichi Matsuyama!
Hanno pensato di usare l'immagine del personaggio "L" per fare la pubblicità delle cicche, ma nel film "L" mangia solo schifezze super dolci. La pubblicità qui nel video gioca su sto fatto...mi fa morire!!!間違えました。
もしもし?
コアラのマチを買ってきてください。
Mi son sbagliato.Pronto?
Vammi a comprare i biscotti al cioccolato a forma di koala per favore

Fragola di neve!

Tu vai al conbini sapendo che comprerai una schifezza, ma quale? Oggi mi sono ricordata dell'esitenza di questo particolare dolcettino...
che, ancora intero, si presenta piu' o meno cosi...che cosa sarà?
Diamoci una martellata col cucchiaio:

si intuisce che c'è dell'altro, sotto questa cappa bianca omogenea è gommosa...
Allora allons-y franchement (diamogliene francamente)!
Et voila! Biscotto soffice, gustosa panna, involucro di pasta di mochi e...


Una fragola dentro!!!!


Ecco cosi spiegato il nome, "Yuki IchiGo", ossia fragola di neve ^___^ E' buonissimo *.*

24 février 2009

Chi l'avrebbe mai detto..!

Chi avrebbe mai detto che, un giorno, avrei scoperto che il cartone animato che seguivo e disegnavo e adoravo alle medie, senza saperne nulla tranne che ora e canale di trasmissione, un giorno si sarebbe materializzato sotto una luce completamente diversa, sotto la voce "manga" nella mia testa di nipponista e in una libreria a Tokyo. Sto leggendo "Ranma 1/2", il cui cartone animato credo mi abbia molto influenzata quand'ero piu' piccola (non a caso i miei compagni delle medie dicevano che ero manesca...), e ho scoperto che "Ranma" è composto da due kanji 乱馬e che le impressioni avute da piccola si riproducono anche ora leggendolo in giapponese (pensa te), nella stessa maniera indelebile ed incisiva. E con quella comprensione istintiva dei comportamenti e dei modi dei protagonisti, come se non appartenesseno a una cultura diversa.[...e qui si potrebbe aprire un discorso molto lungo sull'influenza dei cartoni nipponici in occidente].
Chi l'avrebbe mai detto...mi sembra di essere tornata nella mia mente di dodicenne. E mi piace perchè quelli erano tempi senza preoccupazioni e responsabilità.

23 février 2009

Lightheartedly

Tutti i gay della mia vita li sto conoscendo quest'anno e menomale perchè sanno come tirarti su il morale!
Grazie a uno di loro (giapponese che ama l'Italia) ho potuto guardare stasera il fantastico programma NHK イタリア語会話 (Conversazione di Italiano), una mezzoretta di spirito italiano sottotitolato (parzialmente) in giapponese con tanto di dialoghi naturali tra 3 italiani, dialoghi costruiti apposta attorno a un'espressione (stasera era "che cosa fai nel tempo libero?"), e esercizietti di grammatica, nonchè presentazione di alcuni aspetti della cultura italiana (cucina, musica). Un mio amico (italiano)mi aveva avvisata che c'erano cose dubbie nella sezione cucina (ho sentito di cose orrende tipo "Caprese Veloce", mettiamo mozzarella e pomodoro in mixer ahahahahahahahahahahhahaha) e che l'immagine veicolata qui dell'Italia ogni tanto ero un po' stereotipata, ma cosi' sia...ho trascorso 30 minuti piacevoli, non so perchè!
Sempre legato a questo programma poi c'è il blog di questi 2 tizi che fanno la conversazione di italiano...scritto in giapponese e, a prima vista, piuttosto carino. Aneddoti sulla vita in Giappone, su cosa vi trovano di strano, su come sono le cose in Italia...come il mio blog ma in meglio XD http://lucaleo.cocolog-nifty.com/ Mi sono identificata nella critica allo spreco di sacchetti di plastica per mettere gli ombrelli quando piove, e in alcuni dialoghi tipici italiani (ti dico una cosa ma se di tuo non sei convinto dici 'ma chè stai a di' 'etc).
Ah e nel dialogo costruito del programma televisivo c'era il tizio che diceva "mi piace l'opera", stereotipooooo!!! Se venite in Giappone non stupitevi, vi chiederanno tutti se avete visto la Tosca e se andata alla Scala XD Purtroppo deludo sempre molti nostri ammiratori dicendo che l'opera per la maggior parte piace ai vecchi LOL. Ma se ci penso conosco ben 2 giapponesi che hanno a che fare con l'Italia che sono cantanti lirici..! Comunque torto non hanno, ma è il solito paradosso del "conosco meglio la cultura del tuo paese che quella del mio "...Salvo poi presentare, nella sezione musica, le canzoni di Gianna Nannini, allora forse era meglio alimentare lo stereotipo e presentare la Tosca...

22 février 2009

Estemporaneamente


Mi metto qui per scrivere ma oggi non riesco a concepire nulla che non sia soggettivo. Come siamo stati sorpresi piacevolmente da un'ondata di tempo mite, sono stata sorpresa da una piccola scoperta.

Forse sono giunta a capire il Giappone e ad accettarlo, e allora non sono piu' capace di scrivere cronache comparativistiche, oppure di analizzare fatti con criteri di giusto/sbagliato, strano/normale. A prescindere dal fatto che penso in giapponese tante cose- la descrizione della stagione attuale, le apologie, i sentimenti- (e questo, per inciso, non significa che sono una bestia in giapponese, perchè in questa lingua molte cose si esprimono mettendo il silenzio giusto al posto giusto, chiusa parentesi), credo di non riuscire piu' a vedere le differenze Giappone - Italia (dico Italia per dire il posto dove abito di solito), non che non ci siano ma mi sto scordando l'Italia e il Giappone mi è diventato normale.

19 février 2009



Entrata di un tempio. Vista da di fronte.

Entrata dello stesso tempio. Vista voltandosi.
Non so voi ma io mi sento meglio voltandomi e guardando cosa c'è alle spalle. Non cosi con le chiese cristiane.

17 février 2009

Centesimo post.





"E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia."

09 février 2009

La donna che sussurrava ai gatti

Ieri sera uscii alle 2 di notte per andare al conbini a comprare cioccolato e schifezze varie.
E fu la prima volta che un essere vivente si rivolse a me per strada, qui a Tokyo.
E fu un gatto. Che miagolava sonoramente in mia direzione.
Di ritorno dal conbini mi accovacciai sui talloni e mi sali' in grempo quindi mi sedetti sul marciapiede con lui in braccio. Faceva le fusa perchè era caldo.
Gli ho pure parlato.
じゃあ、行くよ。またこんどね。
Andiamo sempre meglio.

08 février 2009

タイトルなし。

昨日、パブに行った。元々に、帰国する留学生の友達と一緒に行ったけど、偶然にあそこ日本人の友達も出会った。久しぶりなので、喜んでた。今日その友達とお好み焼きを食べに行くことにするほど喜んでいた。
なので、今日、お好み焼き食べに行った。美味しかったけど、あまり話さなかった。話せなかった。なぜか5か月も日本に過ごしたくせに、まだ日本人の間での会話聞き取れない。それで、昨日温かい感じしたけど、今日べつに。昨日皆酔っ払ってたね。そういうもん。
いくら勉強しても、結果でないんだ。
まだ以上じゅない。
今日、ある人の誕生日だ。彼はちょっと・・面白い人だな。彼の言葉でも「分かりにくい人」だし、彼との関係は複雑のほう。すごくいい感じで話せる時も、すごくけんかになりやすい時もある。一般的にいい感じだけど・・そういえば、一週間前ぐらい、けんかのようなことをした。その人は大丈夫そうだけど、私はそうじゃない。その人の話を聞いてないとその人は思ってるけど、違うよ。ちゃんと聞いてるよ。また聞きたいよ。または、その人の言葉に傷つくられたくなくて、・・・あああ、私の頭の中でもめちゃめちゃ混乱なことになっちゃった。なんでけんかしたの?覚えてない。昨日の3時に、お誕生日おめでとうのメール送った。返事は「朝の3時に送ったのは、またクラブへ遊びに行ったってこと?XD」って。それは、「メールありがとう」なの?「僕の誕生日のことを覚えて、メールを送ってくれてありがとう」って??しかもなんじゃそれ、「またクラブに」。やってることで批判されてるよやっぱり!わたし、だれが?彼にとっては。なにが?ただバカな外国人?日本語や日本人の考え方が学べないバカな外国人なの?
あたし、一所懸命に勉強してるのに。日本にきてから本当に頑張ったばかりだよ。
彼にプレゼントも送った。まだ届いてないと思う。
このあいだ、茶付けご飯について話してて、彼は「食べたい~~」って言ったから、送ったの。
でも。まだ届いてないのに、もう彼の反応分かる。別によくないでしょう。そういうメールを送ったため。
去年、私の「お誕生日おめでとう」と言葉は一番喜んでた言葉だって。なんで今は違うの。私の心の中であまり変化はないくせに。彼の心の変化かな。でしょう。
最後に、彼氏と話してて、彼は最近結構困ってるようだから、ちょっとでも助けるために彼の気持ちを分かっていることを表した。でも反応は、またいやな反応。自分の彼氏にも人間として扱われてないよね。

だから、お願いだけど、どうやって愛してる人々に親切に扱われるようになるのか教えて。
苦手みたいだもん。

で、まだ終わりじゅないけど・・
例えば男になりたい、日本の女性に比べると感じ悪いから。合わないよね。子供っぽいの言葉かもしれんないけど、愛されていない感じする。私なんか、愛してるよ!愛してる人は少ないけど、その人を尊敬して応援するよ。

だけど、足りないみたいだな・・・
足りない。

04 février 2009

La vie en rose


Fine anche dell'era delle scarpe da ginnastica.
All'alba dei 23 anni era forse anche ora di diventare una ragazza.
Oggi nonostante una cappa biancastra su Tokyo sono di umore solare.
E' come se finalmente la vita qui mi appartenesse. Sono giunta a vedere il lato positivo delle cose. Dopo un periodo un po' scoraggiante, tutto qui inizia ad arricchirmi piuttosto che stancarmi. All'alba dei 6 mesi era anche ora.

02 février 2009

Frasi tipo


che candidamente illustrano la mentalità dei nostri adorati isolani dagli occhi a mandorla.

Tratte dal manuale per la preparazine del Noryoku Shiken (Esame di Proficiency Giapponese):
1)恋人とデートしているところを、友達に見られてしまった。
Traduzione: "Proprio mentre stavo uscendo col mio ragazzo/a, sono stato visto/a da un/a amico/a.
Punti grammaticali: Proprio mentre espresso con "tokorowo" ad indicare CAZZO CHE SFIGA; sono stato visto espresso con "shimau" ossia PURTROPPO E' SUCCESSO CHE.
Gravissimo ragazzi. Cioè che non succeda mai piu' e vergognati. Fare di queste cose. Uscire con qualcuno?! Ma cosa ti era venuto in mente?
Te la sei proprio cercata che un amico ti cogliesse con le mani in fallo...

2)神の意向に反して、人間は自然を破壊している。
Traduzione: Contrariando la volontà degli dei, gli uomini danneggiano la natura.
Amaterasu Omikami, perdonaci...
3)人の迷惑もかまわず、電車の中で携帯電話で話している人がいる。
Traduzione: Senza curarsi del fastidio procurato agli altri, ci sono persone che parlano al cellulare sul treno.
Punto grammaticale: "senza curarsi di" espresso con mokamawazu, ossia "mancare della dovuta attenzione a XXX e non venirne affetto (il manuale dice: Xに気を使わず平気でinfatti) mentre è sottinteso che si dovrebbe provare qcs tipo vergogna o rimorso.

4)ところかまわず、ごみを捨てる人がいて困る。
Traduzione: C'è gente che butta la spazzatura senza riguardo al luogo (e quindi questo è un problema).
Punto grammaticale: Come sopra, "senza riguardo" espresso da kamawazu.


VS.


お疲れ様です
Intraducibile, si dice tra colleghi come saluto di fine giornata tipicamente e significa "grazie per il lavoro"

ご苦労さん
Intraducibile, significa "Grazie per il tuo sforzo"

気を遣わせてしまってすみません
Altro intraducibile, significa "scusa per il disturbo (che ti ho procurato)"

大変お待たせいたしました。
Traducibile come "l'ho fatta aspettare molto (mi scusi)", che viene detto ai clienti quando arrivano alla cassa di un negozio e hanno dovuto fare la fila, oppure quando arriva il cibo al ristorante.
Un popolo la cui società è basata sul gruppo e non sul singolo, si', ma che presta enorme attenzione al sentimento di questo gruppo e un pochino (poco) anche dei suoi membri ...attenzione che si esteriorizza sotto forma dell'imperativo morale (categorico)"non diamo fastidio". Non diamo fastidio...迷惑をかけないように・・・

29 janvier 2009

Codici


Stare in mezzo ai giappi non è facile.
Se mi vedessi da fuori probabilmente sarebbe addirittura piu' lampante e l'avrei capito prima. Perchè io non sono giapponese. Io sono profondamente diversa, a cominciare dal mio aspetto fisico che tradisce un pensiero diverso, una estraneità. Quando dico che mi vergogno a far capire quello che sto leggendo sulla metro o che mi vergogno ad andare in posti dove si mangia prevalentemente carne perchè è cibo inadatto alle ragazze, non lo dico per fare scena, ma perchè è vero. E l'altro giorno ero per la prima volta ad Ebisu, aspettavo un amico ed ero l'unica occidentale in tutta la stazione, scoprendo cosi che era uno dei posti di Tokyo a non essere particolarmente cosmopolita, uno pensa che sia esaltante essere diversi, ma qui no. In America o in Europa, se sei diverso dalla folla, ne vai fiero, a testa alta. Qui ti devi nascondere, essere diversi non è di certo un vanto. Se vado in giro con il cappuccio in testa i giorni in cui non sono vestita e truccata perfettamente, è perchè qui le ragazze non sanno cosa siano le scarpe da ginnastica e la piega dei capelli non fatta. E non sono "le fighettine" che sono cosi, bensi tutte.

Ma insomma cosa posso fare? Gli occhi ce li ho azzurri, i capelli chiari e la corporatura non fine. End of the story. Mi rimane solo da avere dei modi che non facciano scappare questi occhi a mandorla a gambe levate.

Si perchè arrivano i "un mio amico giapponese ha detto", e i "secondo i risultati dell'intervista fatta ai miei amici giapponesi" etc. che confermano l'impressione che abbiano paura di noi occidentali.

Poi, capire i giappi non è facile, e gia' si sapeva. Oggi ho chiesto a un mio amico come dire via messaggio ad un tizio che insomma "no" non sarei andata a berci fuori insieme. La risposta è stata: se vuoi rispondere alla giapponese, devi dire "scusa ma quel giorno ho un impegno con le mie amiche". Questo in giapponese significa, come mi assicuro' il mio amico: "ho il tipo". E non verro' considerata una contapalle, per giunta.

Fate voi.

Ma una cosa sono riuscita a capirla (e scusate se è poco!!). Chi mi saluta di fretta, quasi furtivamente, è chi rivedo spesso, ogni settimana. Chi si dilunga in sorrisoni e promesse e cerimonie del tipo "ci rivediamo eh" di qui di qua di la, non si fa mai piu' vivo.

Chiamatele contraddizioni. E' semplicemente un altro sistema.

26 janvier 2009

"Vacanze" giapponesi.

Da oggi sono ufficialmente in vacanza fino al 6 di aprile.
Se volete tirarmi i cancheri, fatelo ora o mai piu'.
Tuttavia, siccome io sono come sono e il mondo gira in un certo modo, ecco quello che ho previsto di fare:
- Studiare kanji. Kanji, kanji e ancora kanji. Perchè tutti i nodi/problemi del giapponese prima o poi vengono al pettine sotto forma di ideogramma.
-Studiare per il noryoku shiken.
-Viaggiare. Costi quel che costi, un viaggio come dico io me lo voglio fare. Idee? Prendere il treno fino al Kyushu e poi risalire fino a Tokyo. Una volta calcolato quanto mi costera' valutero' se andare anche a nord di Tokyo in separata sede (considerando che non ho giacche invernali, potrebbe rivelarsi una scelta infelice).

E tanto altro ancora...girarmi Tokyo dove ancora non sono andata, prendere Dvd da Tsutaya con un amico, leggere quello che riesco ma leggere...uscire con amici giapponesi...e tante piccole cose che faranno volare questi 2 mesi...

22 janvier 2009

Ore giapponesi libere

Primo argomento: pensiero occidentale e pensiero orientale sul lavoro.
Il titolo è un po' pretenzioso, non penso di arrivare a tanto. Era per spirito di sintesi. Esprit de géométrie & co.
Ma qualche parere e spunto ce li avrei.
Da una chiaccherata con un compagno di studentato coreano risulterebbe che gli orientali preferiscono ammazzarsi letteralmente dal lavoro mentre sono giovani e farsi un pacco di soldi per poi goderseli durante la vecchiaia piuttosto che fare questa strana cosa a cui agognano molti occidentali che è trovarsi un lavoro che piace e che dia soddisfazioni. In effetti il mio commento è stato, con la solita foga italiana anche un po' terrona "MA CERTO che vogliamo un lavoro che ci piaccia, chè siamo masochisti?!?!". Chissa' perchè l'ipotesi lavoro piacevole-redditizio non è stata contemplata da nessuna delle due parti. Sarà che ci ossessionano con questa crisi economica mondiale e calo delle assunzioni e disoccupazione e giovani laureati che non trovano lavoro? Per lo meno, a me ossessionano, e hanno anche un po' rotto le palle, perchè mi sono ritrovata a rendermi conto di essere convinta di non riuscire a trovare lavoro nemmeno io, in un certo senso. Ma sto divagando. Comunque a quanto pare gli orientali affrontano la questione con l'obbiettivo di fare i soldi e poi goderseli. Noi occidentali invece vogliamo fare qualcosa che ci piace e goderci la vita anche da giovani, tra l'altro se uno schiatta a 40 anni con 40 miliardi in banca e 30 ore di straordinari a settimana, cosa si è goduto? Ma sto essendo poco obiettiva. La questione, ripensandoci, dovrebbe proprio essere cosi, trend e mode ed eccezioni a parte, visto che ad esempio uno come Nietzsche nell'anticristo, aforisma 12 (non siate impressionati, è l'unico che mi ricordi), diceva in sostanza chi te lo fa fare di fare qualcosa se a proposito non provi un personale intimo interesse piacere? E uno come Confucio forse non l'ha mai pensato, anzi. E questo è uno.
Due, un mio compagno di classe cinese alla presentazione di orale ha riportato i risultati di un'inchiesta secondo la quale i giapponesi dicono di scegliere il lavoro per la natura/sostanza/contenuto stessi del lavoro (仕事の内容)mentre i loro vicini coreani e cinesi affermano candidamente di sceglierlo in base al reddito.
Mi piacerebbe poter dire che i giapponesi, tra gli asiatici, sono i piu' educati e idealisti e percio' hanno mentito dicendo "contenuto del lavoro" pur scegliendo in base al "reddito".
Ovviamente la condizione ideale per tutti sarebbe avere un lavoro figo e fare i soldi, ma in assenza di questo, cosa scegliere? Oppure per cosa protendere, visto che non sempre ci è dato di scegliere...?

Secondo argomento: comunicazione di servizio.
Da una settimana o due ho cambiato la visualizzazione del numero di post di questo blog riducendola a 3 per pagina. Questo è per permettere a tutti di accorgersi che in fondo alla pagina ho aggiunto un video di Youtube. E' un fanvideo di poco valore a dire il vero, con la solita canzone smielosa e scelta di immagini super melodrammatica, ma era l'unico sul film in questione che ho trovato: GO. Ora che ci penso, forse dovrei mettere la locandina del film...Ad ogni modo è un film che mi ha veramente colpita e fatto pensare, lo consiglio a chiunque si interessi di questioni di nazionalità e identità. Il regista è Isao Yukisada se non sbaglio, realizzato nel 2001. Storia di un ragazzo nato e cresciuto in Giappone ma di origini coreane e percio' discriminato nonchè soprannominato 在日韓国人 ossia coreano residente in Giappone. E' un problema sociale realmente esistente, s'intende. La frase che ho riportato sopra il video puo' essere tradotta come "La nazionalità te la puoi comprare facilmente. Se ci sono i soldi...E' cosi' per l'America, è cosi' per la Russia. Se solo il mare fosse un po' piu' bello oggi....Mah, affacciati e guarda il mondo. Dopo, da solo, decidi." Siccome io ho idee e definizioni personali su "nazionalità", "identità" e "senso di appartenenza", questo film mi ha ispirata parecchio, dando un punto di vista diverso sulla questione.


Terzo argomento: cibi tipici e kitsch.
I giapponesi con la loro ossessione degli esami hanno creato e re-inventato dolci, snack e cioccolato per i poveracci che fanno esami. Mi spiego subito con un esempio. Kit Kat è diventato sinonimo di se mi mangi passi l'esame perchè in giapponese si pronuncia kitto kattoキットカット, cambiandolo un po' kitto katsuきっと勝つ ossia sicuro vinco. Eh beh. Ma questo è solo uno dei mille esempi! Anzi, questa era una re-invenzione. Di sana pianta invece ci sono dei biscottini ripieni di crema al cioccolato a forma di Koala, con ovviamente tanti Koala disegnati sulla confezione, per un gioco di parole: netetemo ochinai 寝てても落ちない anche se dormi non cadi. Solo che cadere si usa anche per "non passare" un esame..anche se dormi passi....Devo continuare?

Infine, questa bevanda dal colore poco invitante è, in realtà, molto buona: sa di gelato al tè verde, ed è calda.


Ultimo argomento: 一番悪いレベールで経験しておけば・・・
Sono le parole di un mio amico giappo che vive a Milano. Non riesco proprio a tradurle bene, ma grosso modo nel loro contesto significano "se uno fa un'esperienza orrenda, dopo tutto gli sembrerà il paradiso". E' oltre un anno che aspetta il permesso di soggiorno, nonostante abbia riempito e riempa tutt'ora le condizioni per stare in Italia, e se non lo rinnova presto (cosa che non puo' fare visto che non ha l'originale), verrà espulso, come gli hanno detto in Questura l'altro giorno, dopo mille appuntamenti in cui gli veniva solo detto "no, oggi non possiamo fare niente, la tua pratica è in fase di rigetto, ciao". Un pensiero a lui e a tutti gli immigrati non clandestini che in Italia vivono un inferno per l'incompetenza di chi si occupa delle pratiche. E non è un'esagerazione: mia madre ad esempio quando venne in Italia per la prima volta per ricongiungimento familiare, a Milano non ricevette il permesso per 3 anni. Vai Italia...cosi ti vogliamo...E non inferisco oltre raccontandovi l'estrema efficacia e cortesia degli addetti alla Questura a Tokyo.

18 janvier 2009

Pretesti e scuse?

2 curiosità.
Io una volta sola ho comprato dei libri qui. La cassiera mi chiese una cosa che non capii subito, cioè, "vuole che lo copra con una fodera?". In effetti sulla metro e altrove, sembra che tutti leggano lo stesso libro. Questo è dovuto al fatto che molto cleveramente (come si dice in italo-inglese) le dimensioni dei libri sono le stesse, piu' o meno. E c'entra anche il fatto che ci sono queste famose fodere - tutte uguali!- beige con 2 righe verdi che ricoprono le letture giapponesi. Una volta ne parlai per caso con la mia amica A. che fa un lavoro part time in una libreria. Dice che quasi tutti i clienti vogliono la fodera. E' per proteggere il ibro.
Io non vorrei dire ma tutti i libri qui hanno GIA' una fodera, avete presente quella fodera dei libri in edizione ancora da "best-seller"? Quella cosa di plastica odiosissima perchè inutile anzi dannosa, ti scivola, ti si spiegazza, fa strane pieghe, insomma..quella gia' c'è. Quella che la cassiera mi proponeva era un'altra cosa. Stiamo parlando di una fodera simile a quelle che in Italia si mettono sui libri alle elementari, perchè altrimenti rischiano sul serio di deteriorasi.
Beh io dico che è un pretesto!!!
Che tanto non ci crede nessuno che un adulto, per giunta giappo, vuole la fodera perchè pensa di rischiare di macchiare il suo libro di caffé o tè. Io dico che è per non far capire agli altri cosa sta leggendo.

E siccome io la fodera a quel tempo non la chiesi, sono giunta a non leggere nella metro perchè mi vergogno che gli altri possano sapere cosa leggo!!!
(Anche perchè insomma, mi sto limitando al piu' semplice e banale che ci sia - densha otoko- un po' come se in Italia qualcuno leggesse qualcosa dal titolo "TVTTTTB" ..).

Ormai sono 4 mesi che vivo qui e ho notato che i giappi amano i pretesti e le scuse, purchè validi, nonostante secondo il mio occhio siano ovvi! Ad esempio leggevo questo romanzo densha otoko, che è tratto pari pari da un forum su internet (Giulio non rabbrividire :D Qua siamo gia' all'era del keitai shosetsu, ossia romanzo sul cellulare...). Trattasi quindi di contenuti e linguaggi estremamente giovani etc etc etc. E tu guarda caso quando si tratta di uscire con una tipa, un ragazzo si tira mille trip per scovare la scusa migliore per ottenere un secondo appuntamento.
Ad esempio:
Lui: "Grazie mille per le tazze da té che mi hai regalato. Sono veramente eccezionali. Al punto che usarle quasi sarebbe peccato!"
Lei: "(risatina da femmina giapponese). Sono contenta che ti siano piaciute."
Lui: "A proposito di tazzè, tu sei piu' caffé o té?" PRETESTO DEL CAZZO NUMERO 1. A proposito di tazze????
Lei: "(prosegue del tutto naturalmente, perchè insomma non è successo nulla di strano) A me piace il té, lo bevo spesso"
Lui: "Lo fai da te?"
Lei: "Si, si possono trovare ottime foglie da tè, e con quelle.."
Lui: "Io bevo soltanto nescafé (STEPHI SCOPPIA A RIDERE LEGGENDO..CIOE' MA QUANTO SEI SFIGATO). Se ti va, la prossima volta che vai a comprare le foglie da té ti posso accompagnare." MA CE LA FACCIAMO??? QUESTO ERA IL PRETESTO DEL CAZZO NUMERO 2.
Lei " Ma certo! Quando facciamo?"
Lui: "(con tono noncurante) Beh, il giorno xxx di settimana prossima , che ne dici?"


E simili e affini.
E a riprova del fatto che questo è veramente il loro modo di agire...

Lezione di espressione scritta. La prof. si è persa da qualche parte, tutti cazzeggiano. Io parlo con il volontario del mio gruppo. Volontari sono studenti giappi che decidono di venirci a dare una mano etc.
Io e lui: Si parla di tutto un po'. Ad un certo punto:
Lui: " Pero'. Sei piuttosto brava a parlare giapponese!"
Io: "Mah, insomma...ancora non ci siamo!"
Lui: " Ti piace l'alcool?"
Io: "...(questo salto non mi torna...) Si, si. Ad esempio l'umeshuu mi piace un sacco."
Lui: "Ah....l'umeshuu....ma...e la vokka?"
Io: "vokka?"
Lui: "...." (scribacchia su un foglio VODKA).
Io: " Ah si! Vodka! Mmm, si, cosi cosi. Preferisco il rum."
Lui: "Ah il rum. Buono si. Se ti va una di queste volte usciamo a bere?"
XDDDDDDDDDDDD

Eh si certo...

14 janvier 2009

Me le sogno di notte!

Venerdi ho una PRESENTAZIONE per la quale -mi spiace ma non ci sono altri modi per dirlo- mi sto cagando sotto.
Trattasi di parlare 10 minuti in un aula grande, in tono e modo formale, con tanto di power point e domande finali da parte del pubblico (la classe)...
Io sia per il contenuto - la base è un report che abbiamo scritto su un argomento a scelta, report sudatissimo frutto di 3 mesi di lavoro di cui sono piu' che stufa- sia per power point, idee proprio zero...fino a ieri sera.
Sono andata a letto che ero morta, appena toccato cuscino ero sicura di addormentarmi all'istante, ma un'idea si è fatta strada e allora ho preso un foglio, una penna, un romanzo come scrittoio e nel letto buttato giu' lo schema della mia presentazione.

Non c'è che dire, me le sogno di notte ormai...

12 janvier 2009

Ricordi d'infanzia


Ieri a livello linguistico mi è successa una cosa notevole, che li' per li' mi ha colpita e che spero di riuscire a spiegare in modo adeguato perchè chi non ha mai vissuto all'estero potrebbe non averlo mai provato.
Per la prima volta da un sacco di tempo stavo chattando su msn con un mio amico giapponese di lunga data. (Alcuni di voi sapranno chi è...=P). Tanto per rendere l'idea, lui mi scriveva in francese (perchè abita in Francia da ormai alcuni anni) e io rispondevo in giapponese. So che visto cosi dall'esterno sembra una stranezza vana, in realtà pero' la comunicazione cosi tra noi due funziona al meglio, e meglio di prima tra l'altro (prima= quando chattavamo in francese e basta).
Il motivo di questo mio scrivergli in giapponese nonostante la mia lingua madre sia il francese pero' è anche un altro: che il mio cervello ora è in mode "giapponese" e cosi mi piace, perchè mi sta venendo piu' naturale..ad esempio mentre scrivo questo brano inciampo su modi di dire che mi vengono prima (e per alcuni secondi soltanto) in giapponese e che non posso tradurre pari pari: ad esempio " e cosi mi piace" fa un po' schifo, ma perchè nella mia mente era そのままsono mama...e via dicendo. E quindi quando ho voluto scrivergli "il mio cervello ora è impostato sul mode giapponese", ho iniziato a scrivere la frase, che in giapponese suona come "la di me ora testa è su mode giapponese impostata", e ho messo l'ultima parola "impostata" per totale istinto eppure con la certezza che fosse giusta. In altre parole: se prima di quell'istante qualcuno fosse entrato in camera mia e mi avesse chiesto "Stephi come si dice impostare, impostazione in giapponese che mi serve saperlo?" io non l'avrei saputo, ma li' per li' inconsciamente ricordandomi ho potuto inserire la parola giusta. E voi direte come sarebbe a dire ricordandoti??? Eh si, ricordandomi, perchè la parola era da qualche parte nella mia mente. Non sapevo dove ma c'era. Al che attonita ho guardato la mia frase e poi ho pensato come cazzo ho fatto a sapere settei(impostazione)?! E ho capito: è in una frase che sento sempre sulla metro. "...Esclusa l'area dei sedili riservati agli anziani, impostate il cellulare sul mode silenzioso".

CIOE' CAPITO????????????

Per i nipponisti, la frase che ho scritto ieri in chat è: 今の私の頭が日本語モードに設定・・
E la frase della metro: それ以外の場所では、マナーモードの設定の上・・・

Tra l'altro il significato l'ho interamente dedotto, perchè non è che sono mai andata sul dizionario a verificare settei perche lo sentivo sulla metro! Quindi prima ancora di essere conscia del significato, per cosi dire, l'ho riusata. Ed era un uso corretto (senno' il mio amico me l'avrebbe fatto notare). E' stato come un flash quel momento in cui mi è balzata la parola in mente mentre in un certo senso pensavo di non saperla.

Ma mi saro' spiegata?....
Perchè se no non ha senso XD
Comunque la cosa che mi ha colpito e che volevo dirvi, è che questo tipo di processo, che qui per la primissima volta mi succede con questa allucinante chiarezza, ossia sicurezza che quella parola era giusta, da bambina mi succedeva tutto-il-tempo. Da bambina ho imparato cosi le lingue dei paesi in cui improvvisamente io e i miei traslocavamo. Pero' questa capacità che è innata in ciascuno di noi ( a patto di venirci esposti, alle lingue straniere) via via si perde e gia' a 10 anni è la fine. Da li' in poi ci tocca lo studio. Poi se uno è dotato o ha orecchio magari fa meno fatica, pero' di questi processi qua ne fa meno, mentre da piccolo erano la base dell'apprendimento...