18 août 2010

Bon alors je suis pas italienne, mais c'est compliqué à expliquer!


Journal de mon avancement dans l'étude du coréen.

Si l'on compte les quelques heures intenses que j'avais passées sur la préface de mon manuel et sur le han'gul (alphabet coréen), plus mes débuts du 15 Août à aujourd'hui, on peut compter 3 jours pour l'acquisition de l'écriture de base. Bien sûr, comme moi avec les langues j'aime communiquer, je ne me suis pas trop attardée dans le premier chapitre, qui décrit en long et en large les règles d'orthographe. C'est certes un aspect important, mais "contournable" pour l'instant! Je sais lire et écrire en gros et j'apprends au fur et à mesure des rencontres lexicales les exceptions et les mots difficiles, ainsi que les règles phonétiques (mon manuel s'accompagne de 2 CD). Après 5 ans de japonais et une écriture et lecture des idéogrammes toujours pas complètement maîtrisée, ça fait du bien.

Je ne vous cache pas que le coréen est un peu plus compliqué du japonais du côté prononciation. Entre voyelles et diphtongues, on compte 21 sons, plus les consonnes. Heureusement qu'il n'y a pas de tons!

Ce qui est sûr c'est que la grammaire et la structure de la phrase du coréen et du japonais se ressemblent comme deux gouttes d'eau, ça me simplifie énormément la tâche. En 1 jour j'ai fait le deuxième chapitre, qui donnait une intro sur: le sujet, le verbe "être" et "ne pas être" (Hamlet aurait apprécié), les pronoms personnels, les pronoms indéfinis, quelques adverbes, quelques règles sur les termes honorifiques.

Le manuel d'ailleurs le voici:
D'après ce que j'ai cru comprendre, c'est l'ouvrage qu'on utilise à la fac en Italie. Celui-ci en tout cas est le fruit de la collaboration d'une prof.italienne et une coréenne sur la base des leçons de coréen données à l'université La Sapienza. J'ai une certaine expérience de manuels de langue et pour l'instant je n'ai rien à lui reprocher.
D'ailleurs, bien qu'au début italien et coréen soient mélangés, vers la fin ça sent le coréen intégral et c'est généralement bon signe. Ca veut dire qu'on arrive aux choses sérieuses quand on a terminé ce livre - et là c'est le moment de passer à autre chose, mais j'y penserai en temps voulu.
Voilà, c'est tout. Le plus drôle c'était les exercices avec le CD (comme d'hab).
Maintenant je sais écrire (et dire plus ou moins, dieu sait avec quelle prononciation) Bonjour mon nom est Stéphanie je suis étudiante et je suis italienne:

안녕하세요,

세이름은스데파니여요.학생이어요.

이탈리아사람여요.

(Il y a quelques petites erreurs dues à des difficultés avec le clavier et le système d'écriture coréen!)

Diario di bordo del mio apprendimento del coreano.

Dunque se includo le poche ma intense ore dedicate a dicembre all'alfabeto (han'gul) e i giorni dal debutto, posso dire di aver imparato a leggere e a scrivere in generale in 3 giorni. Non mi sono soffermata sulle regole ortografiche della prima unità -diffidate di chi dice che l'alfabeto coreano è una cavolata; è certamente abbordabile, ma a tratti ricorda il francese - perché preferivo passare subito alla seconda unità per entrare in medias res, ergo imparo particolarità nella grafia e nella fonetica passo dopo passo incontro dopo incontro. Inutile ostruirmi il cervello con nozioni pesanti e non fruibili nell'immediato. Ciò che è certo, è che dopo 5 anni di giapponese con ideogrammi, letture, scritture e bestemmie, è una piccola grande soddisfazione di poter leggere senza sforzi atroci. Dopo basta consultare un glossario per le parole che non si conoscono...

Per la pronuncia è un altro paio di maniche... con le sue mille vocali e i suoi dittonghi, il coreano fa invidia al cinese, che lo supera solo per l'esistenza di toni. Ma nulla di insuperabile.

La grammatica come previsto è praticamente uguale a quella del giapponese. Ho già individuato gli equivalenti di はeが, che sono diversi solo perché in coreano variano a seconda di se preceduti da parole che termina per vocale o consonante (un cambiamento fonetico registrato dalla scrittura! più razionale di così...). Quindi non si fa particolarmente fatica a capire e assimilare. L'unità 2 trattava di soggetto, copula (essere e non essere....il paradiso per Amleto), pronomi personali, interrogativi, indefiniti, qualche avverbio, la struttura base delle frasi...

Come sempre la parte più divertente era l'ascolto e gli esercizi col CD ^_^

Sopra, quello che so scrivere e dire (più o meno; perdonate gli errori di scrittura, sono dovuti a difficoltà con la tastiera coreana...ammetto di non aver ancora fatto moti sforzi per sviscerare tutto).

Sto usando il manuale della Hoepli che hanno fatto alla Sapienza. Ho una grande esperienza quando si tratta di manuali di lingue, e devo dire che questo - come gli altri della Hoepli che ho visto, ad esempio quello di giapponese- per ora mi sembra ben fatto e mi ci trovo. Poi è viola, il mio colore preferito!

Non vedo l'ora di finirlo :)

Natel CH, symboles JP


Nuova vita, nuovo cellulare!
Non c'era nessun oggetto kitschissimo per soddisfare le mie smanie a differenza di quanto avvenne quando ero in Giappone, però sono riuscita a scegliere un cell e a attaccargli i ciondolini che avevo là...
Telefono svizzero, ricordi giapponesi.

Insertion dans ma nouvelle vie par l'achat d'un téléphone portable (NATEL! en "suisse"...). Contrairement à mon portable super kitsch japonais celui-ci fait office d'enfant de choeur, par contre j'y ai attaché mes quelques souvenirs du pays du Soleil Levant.
Portable suisse, souvenirs japonais.

16 août 2010

안녕!

C'était inattendu mais j'ai une semaine entière de congé avant de reprendre le travail juste pour la dernière semaine d'août. Comme apprendre les langues chez moi c'est maladif, et que je déteste m'ennuyer, je me suis mise au coréen (2ème tentative après le mois de décembre l'an dernier). Dès la rentrée, j'irai au cours d'initiation au coréen offert par la fac de lettres de l'UniGe. Comme ça ressemble énormément au japonais, ça ne devrait pas me bouffer trop de temps!

안녕하세요! (Annyong haseyo, bonjour)

저는스대파니입니다 (Cho neun Stéphanie imnida, je m'appelle Stéphanie).

15 août 2010

"Torna il Gay Pride a Tokyo, ma gli omosessuali giapponesi non sono liberi"

Quest'anno si terrà la settima edizione del Gay Pride a Tokyo, 3 anni dopo quella del 2007. In Giappone sono pochi gli omosessuali a rivelare le loro preferenze ad amici e colleghi.

"Genji trovò quel giovane uomo più attraente di sua sorella". Che si tratti del Genji Monogatari, l'opera di letteratura classica composta da Murasaki Shikibu nell'XXI secolo o dei racconti a valenza storica del Giappone (Kojiki, Nihonshoki), l'omosessualità nella cultura tradizionale non era nulla di cui vergognarsi.

Eppure, mentre è in corso questo week-end la settima edizione del Gay Pride a Tokyo, molti giapponesi omosessuali non osano affermarsi. Dall'occidentalizzazione del 20esimo secolo, essere omosessuali significa temere lo sguardo degli altri attorno a sè e al lavoro.

"So benissimo di essere gay, e lo so da quando facevo le elementari. Ma continuerò a portare a casa delle ragazze per sembrare "normale" agli occhi dei miei" confessa Sota Aoki all'agenzia Reuters.

"Ora i miei fanno pressione affinché io mi sposi, e ci sto pensando seriamente. Ma non voglio finire come molti dei miei amici che si sono sposati e hanno avuto figli. Ora saranno costretti a mentire per il resto della loro vita."

Il caso del giovane Sota, 24 anni, non è un caso raro in Giappone. Confessare la sua omosessualità ai suoi genitori corrisponderebbe a rovinare i loro sogni di discendenza.

Ni-chome, centro della cultura gay a Tokyo.

Più che altrove i giovani tra i 20 e i 30 anni qui sono vittime di pressioni per sposarsi e fondare una famiglia. Il paese ha un tasso di natalità estremamente basso, che fa diminuire la popolazione. Ma neanche l'ambiente di lavoro aiuto gli omosessuali ad assumere la loro identità.

"Conduco due vite separate, racconta Yuu, che preferisce non dare il suo cognome all'agenzia Reuters. Di giorno sono un perfetto "salaryman" in un'azienda di web design e nessuno conosce il mio segreto. Di notte però vado a Ni-chome dove lavoro come barista. Sono sette anni che ho questa doppia vita."

Ni-chome, nel quartiere di Shinjuku, è famoso come rappresentate della cultura gay a Tokyo con la più alta concentrazione di bar gay del Giappone. E' qui che si svolgeranno gli eventi principali della manifestazione di questo fine settimana.

Noriaki Fushimi, attivista per i diritti degli omosessuali, vi terrà oggi un discorso sul futuro del movimento omosessuale in Giappone. Domenica la manifestazione continua con bancarelle di cibi e bevande durante il Rainbow Festival.

La tradizionale parata passa questo pomeriggio attorno al parco Yoyogi. Negli ultimi tre anni l'evento era dovuto essere annullato per mancanza di personale. L'ultima parata ufficiale si è svolta nel 2007. Quest'anno sono attesi 5000 partecipanti.
Traduzione di un articolo su www.aujourdhuilejapon.com

11 août 2010

Teatro... / Du théâtre et du cinéma, la bonne idée de la rentrée?

..come terapia e scoperta?
Parigi mi avrebbe stimolata in quanto città; Genève mi stimola con le sue proposte di attività culturali.
Ho deciso di vivermi la specialistica in modo meno scolastico. Ho bisogno di una boccata d'aria al cervello, di non pensare sempre solo allo studio e alle lingue straniere.
Svolta che metterò in pratica da ottobre dunque, iscrivendomi al Coro (sicuramente) e a due atelier dell'Università (molto probabilmente).
Il primo è un atelier sul linguaggio del cinema; dà gli strumenti necessari a vedere e poi scrivere critiche.
Il secondo è un atelier di teatro di opere francofoni.
Perché no. Più ci penso, più mi sembra una strada da percorrere. Una piccola svolta da dare.
Foto di una rappresentazione teatrale di ATDF (UniGE), coperta da copyright.

J'ai étouffé la douleur et la déception de ne pas pouvoir étudier et vivre à Paris en évitant d'y penser, mais à chaque fois que je croise une photo de la ville lumière quelque chose se noue au fond de mon estomac.
Heureusement, il n'en sera plus ainsi pour longtemps.
Genève ne peut pas m'offrir le même type d'émotions et d'inspiration que Paris, en tant que ville (du moins c'est mon avis, maintenant); mais elle peut m'offrir beaucoup d'autres choses, à condition de savoir en profiter. Je pense aux activités culturelles de l'UniGE. L'agenda est nourrie et le choix des ateliers vaste.
Ragaillardie par la découverte de ces potentielles activités, j'ai donc décidé d'affronter mes 2 années de Master un peu différemment de celles de licence. J'aimerais devenir un peu plus relaxée par rapport aux études - sans pour autant ne pas les prendre au sérieux - et un peu plus ouverte à des nouveautés qui pourraient "m'oxygéner" le cerveau et m'aider (pour tout) de façon alternative.
Premier choix, participation à la chorale. C'est presque devenu une habitude.
Deuxième et troisième choix (pourquoi se priver d'oxygène?), un atelier appelé "Grammaire du cinéma" et un atelier de théâtre francophone.
Pourquoi le cinéma, eh bien parce que j'ai appris à l'apprécier peu à peu et que d'une façon ou d'une autre il fait partie de ma partie de vie "italienne", lié comme il l'est à une façon de vivre à la dolce vita, pour utiliser une expression qui rappelle un metteur en scène.
Pourquoi le théâtre? Je ne vous cache pas que l'idée du théâtre m'est venue après l'échec à l'oral de l'ESIT et le conseil d'une des admises, qui m'a expliqué les vertus du théâtre...pour l'oral. Puis, jouer la comédie, c'est thérapeutique, tout comme l'écriture, le chant...
Et comme je ferai de la traduction, il me semble que l'atelier de cinéma soit un complément de formation à l'écrit et celui de théâtre à l'oral. Sans oublier le potentiel enrichissement culturel et personnel. Ainsi, tout est complémentaire, les équilibres sont posés, tout est prêt. Je n'ai plus qu'a me lancer.
J'ai l'impression que ça me fera tellement de bien que, en fait, ça m'en fait déjà.

Oblio e scrittura...


...come terapia.

I libri di scuola dei genitori.


Stamattina, mentre aspettavo che mia sorella mi lasciasse il bagno ho curiosato per caso nella libreria dei miei. Devo dire che a parte per qualche classico che ho letto quest'estate essa non ha mai attirato la mia attenzione, non foss'altro perché piena di polizieschi, un genere che nemmeno declinato alla giapponese riesce a catturarmi.

Ebbene la mia casuale curiosità ha portato ad una piccola piacevole scoperta: impilati malamente e disordinatamente di fronte a file un po' più ordinate di opere, ho trovato dei libri che mi hanno colpita. Ma come? La Mansfield - che ho avuto per un modulo intero di letteratura inglese alla triennale e odiato con cura - qui? La Repubblica di Platone? In francese quest'ultima, inglese la prima? Li ho presi in mano e aperti. Mistero subito svelato: la calligrafia inconfondibile di mia madre, di un colore di inchiostro invecchiato e sbiadito, copriva con riflessioni, brevi sintesi e traduzioni di parole queste pagine un po' ingiallite dal tempo. I libri del liceo di mia madre! Poco oltre anche pièces teatrali di autori tedeschi in lingua originale.

Se avrò l'energia necessaria saranno le mie prossime letture. Anzitutto perchè la Repubblica di Platone mi manca, e leggere in francese un'opera filosofica pure - mancanza forse ancora più pressante, e inoltre perché, con gli anni e l'esperienza di studio che ho alle spalle, ritengo di potermi dedicarmi con profitto a questa che è la forma più pura ma semplice che ci sia di trasmissione delle conoscenze da generazione a generazione...lo studio sui libri di scuola dei genitori.

09 août 2010

Benvenuta in Svizzera...!


Mi ero ripromessa di non scrivere fino a settembre ma mi prudono le mani per cui eccomi qui, in veste di cittadina svizzera rimpatriata nonché traumatizzata. Dunque!
Il trauma non è irreversibile ma la sorpresa è tanta.
Sono ormai due mesi pieni che sono tornata nel mio ridente paesino di montagna e che ho annunciato alle autorità il mio rimpatrio nonché la presa di domicilio e residenza in questo comune delle alpi francofone.
Il suddetto arrivo e la suddetta residenza comportano degli obblighi a cui stranieri e svizzeri devono adempiere; quindi come previsto, in tempi molto brevi mi è giunta una lettera che - in sostanza- recitava "Ciao, noi siamo quelli delle assicurazioni sociali, ecco i tuoi obblighi " e giù la lista "ah sì, benvenuta in svizzera".
Questi obblighi sono di assicurarsi presso due entità: la cassa AVS - assicurazione vecchiaia e superstiti, nome che ha suscitato la mia ilarità non appena l'ho saputo- che in parole povere è la pensione, e la cassa malattia, cioè l'assicurazione malattia. Entrambe sono obbligatorie per gli svizzeri, in particolare la seconda, anche se non entrerò nel dettaglio. L'AVS è una cassa l'affiliazione alla quale inizia a partire dai 20 anni tranne se non si è in Svizzera (come me) e/o quando si inizia a lavorare. Avendo io iniziato a luglio un lavoretto part-time, ho fatto domanda per avere anche io il mio codice a 32 cifre (No, esagero) che serve a pagare contributi per la pensione.
La seconda è la dannazione di tutti gli svizzeri e il motivo per il quale i nostri stipendi sembrano così alti al resto del mondo: se uno vuole essere curato (ma anche se non vuole..!) DEVE assicurarsi (un po' come negli Stati Uniti, per semplificare), e son soldi. Sui 2,3,400 franchi a mese a persona, a seconda dell'età e del tipo di copertura. Se immaginate una famiglia con 2 figli maggiorenni, si fanno presto i conti. Ma non è mica finita qui: il "premio" di tot centinaia di franchi al mese non garantisce in nessun caso un rimborso totale delle spese mediche, perché ad ogni premio è associata una franchigia, una somma-tetto fino alla quale tutte le dette spese sono a carico dell'assicurato. Tutte queste cifre variano da cantone a cantone; ma per dirvi una cifra medio-bassa del cantone di Ginevra per una giovane adulta di 19-25 anni come me, sono 250-300 franchi di premio per una franchigia di 500 franchi.
Tuttavia la Confederazione Elvetica è magnanima, perché concede ad ogni straniero neoresidente, o ad ogni svizzero rimpatriato ben 3 mesi per stipulare un contratto di assicurazione malattia. "POLLEGGIO!", mi direte. "Mica tanto!", vi risponderei. E ora ve ne spiego il motivo.

Nel migliore dei casi, lo svizzero rimpatriato dispone di risorse che gli permettono di orientarsi, ad esempio ha della famiglia rimasta nel paese, perché altrimenti lo scenario che lo attende è da peggior incubo amministrativo-burocratico possibile. L'assicurazione malattia è non solo onerosissima, si tratta anche di una selva dove non è immediato trovare la propria strada.
Tanto per incominciare, le aziende pubbliche o private che propongono un'assicurazione malattia sono centinaia per cantone...agli occhi di un habitué, basterebbe paragonare con cura i premi di ogni assicurazione in una data area per scegliere - operazione che richiede notevole dimestichezza con siti quali bonus.ch o comparis.ch nonché una dose di pazienza e amore per lo schermo del computer fuori norma - ma per uno neofita la cosa è più complicata: i siti su questo argomento parlano al neofita di TelMed, HMO, medico di famiglia, assicurazione standard, assicurazioni complementari, assicurazione con o senza copertura incidente, bonus, franchigia ad opzione, Tarmed, LAMal, SAM. Avete presente ora, la selva.
Ora che ho fatto 30 non posso non fare 31 e lasciarvi così, per cui in breve renderò chiaro il cocktail di termini oscuri appena preparatovi (l'ho fatto apposta, perché possiate mettervi nei panni di chi in questo paese non ci ha mai abitato ed ha ricevuto il trattamento che ha ricevuto, come rivelerò più avanti).
TelMed, HMO, medico di famiglia e assicurazione standard sono i 4 modelli di base dell'assicurazione e si differenziano per il modo in cui le prestazioni vengono erogate. Le prestazioni erogate sono decise in base alla legge federale, quindi uguali per tutti e da ogni cassa malattia, ma il modo di erogazione dipende dal modello scelto. TelMed prevede consultazioni al telefono come primo contatto col medico in caso di malattia, HMO prevede che si scelga un medico all'interno di una lista e questo medico diventa il punto di riferimento per ogni problema e ti manda poi dallo specialista se ce n'è bisogno ma opera nel quadro di un raggruppamento di medici, il medico di famiglia è come in Italia, si sceglie da una lista ed è il punto di riferimento*, l'assicurazione standard, detta anche tradizionale, prevede che l'assicurato vada direttamente dal medico che gli aggrada, generalista o specialista che sia, ovunque si trovi nel cantone. L'assicurazione complementare come dice il nome copre tutto quello che non è coperto dal quella di base (declinata nei 4 modelli appena descritti), ad esempio spese di dentista ed altro. Non è obbligatoria. Con o senza copertura incidente si spiega da solo - per fortuna, una cosa intuitiva c'era- il bonus è la possibilità di ottenere riduzioni sul premio se per tot tempo non si è mai usufruito dell'aiuto dell'assicurazione, mentre la franchigia ad opzione è la possibilità di scegliere se avere una franchigia da 300, 500, 1500 o più franchi. Tarmed è lo schema in base al quale vengono stabilite le tariffe delle prestazioni mediche, LAMal è la legge che disciplina il tutto, il SAM me lo sono scordato, per dire.
Ora che vi è chiaro perché 3 mesi sono pochi per districarsi e fare una scelta, posso rivelarvi cosa mi è successo...
Di ritorno da una splendida settimanina di ferie in Italia - vacanze trascorse nel relax e nella serenità più totali- ho trovato 2 lettere di cui una era il secondo richiamo da parte dei simpaticoni delle assicurazioni sociali. Sì, quelli del "Ciao, ecco i tuoi obblighi". Costoro, non contenti di una lettera di richiamo dopo un mese di silenzio da parte mia, e non contenti di una telefonata da parte mia, fatta per spiegare che non potevo mandare prove della mia affiliazione all'AVS (cassa pensione) perché avendo iniziato a lavorare a luglio, non mi poteva ancora essere arrivato lo stipendio con la prova che pagavo i contributi a luglio stesso (!...mi sembra elementare no?), telefonata dicevo in cui ho approfittato di dire "Guardate che non mi sono scordata per l'assicurazione malattia, sto semplicemente informandomi, al momento, per fare la scelta giusta", non contenti, mi hanno mandato un secondo richiamo. Questo richiamo, spedito in data 30 luglio, a ben un mese dalla scadenza per l'affiliazione, mi minacciava, se non mandavo le prove della mia affiliazione ad una cassa malati entro 10 giorni, di denunciarmi alle autorità competenti..!!
Al che mi è venuta un'ansia senza precedenti, forse pari soltanto a quella provata per la pressapochezza e incompetenza della burocrazia italiana, di cui tuttavia ho imparato ad apprezzare la relativa (ma purtroppo casuale) flessibilità.
Pensate voi cosa mi tocca...
Pensate voi che impressione mi dà il mio paese di nascita...!
Il tutto è stato messo a posto tramite un'e-mail di spiegazione, come dicevo all'inizio non è successo nulla di veramente grave. Però è indicativo di quanto siano poco rilassati, per usare un eufemismo.
Speriamo che il cantone di Ginevra mi destini un'accoglienza migliore...!

Per ora, dalla Svizzera, è tutto.

*se ho ben capito differisce dal modello HMO perché costui può non esercitare all'interno di un raggruppamento, quindi ha costi di funzionamento più alti

21 juillet 2010

13 juillet 2010

See you in september

C'est bien d'avoir des certitudes dans la vie parfois, et en ce moment, j'en ai, alors je vais essayer de pas trop me plaindre, bien que cela soit difficile.
J'ai (complètement) raté mon oral à l'ESIT et j'irai donc étudier la traduction en Master à l'ETI de Genève. Rentrée prévue le 20, contrat à la Cité U à partir du 15 septembre.

J'imagine que des aspirants interprètes pourraient tomber sur mon blog en faisant des recherches sur l'ESIT/ETI à travers Google, aussi vais-je décrire un minimum les raisons de mon échec.

Je vous avertis: je n'ai pas tout à fait digéré, et je suis quelqu'un de très impulsif. Natures sensibles s'abstenir, je ne vais pas mâcher mes mots - à mon égard du moins, ce qui effraye les gens parfois.

L'oral a été décevant à bien des égards. Je suis la première responsable, en tête de la liste des critiques faisables. Quand l'entretien a commencé, j'ai stressé. Je sais pas vraiment pourquoi d'ailleurs. Les questions qui m'ont été posées n'étaient pourtant pas difficiles du tout. Juste une question sur mon parcours. Le premier exercice de A en B a tout de suite suivi. Je me suis mal exprimée. J'étais tellement stressée que je n'ai pas su construire un discours avec un début et une fin, équilibré, agréable à écouter; je ne pense pas avoir complètement raté non plus, mais ce n'était vraiment rien d'exceptionnel. De plus, j'ai fait une grosse erreur. Je ne me souvenais plus comment dire le numérique en italien (le sujet du discours). C'est trop bête....je m'en veux tellement de ne pas avoir saisi une occasion quelconque pour préciser que je savais pertinemment que j'étais en train de faire une erreur, par la suite. Je crois que c'était d'ores et déjà mort pour moi. On ne m'a posé qu'une question sur le discours que je venais de faire; occasion pour me rendre compte que dans mes liste des avantages et désavantages j'avais mélangé et confondu un élément. Normal, j'entendais plus mon coeur que le discours de l'oratrice. On est tout de suite passés au discours de C à A. Là, je dois dire que je ne suis pas mécontente de ma performance. Elle n'était pas exceptionnelle, tout comme l'autre, mais satisfaisante pour moi personnellement: j'avais tellement peur d'avoir perdu mon français de façon presque définitive, que de réussir à m'exprimer bien m'a redonné courage et motivation. Toutefois, le discours source était long et dense, et je n'ai pas réussi à retenir plus que ça, toujours à cause du stress. D'un coté je savais que le stress allait influencer mes performances, de l'autre ça aurait pu être pire. Le VRAI problème a été le jury.
Son attitude m'a paru décalée et décevante. Premièrement, aucun intérêt porté à ma personne. Une attitude, comment dire, de personnes qui ne sont pas sur le même niveau...Deuxièmement, que ce soit à cause de mon mauvais départ, ou à cause du fait que j'étais la toute dernière et on était samedi soir, on m'a cuite à une sauce express. Je n'ai eu droit qu'à 10 minutes, 15 maximum d'interview. Autrement dit, j'avais à peine eu le temps de rentrer dans le bain que, pour le jury, c'était déjà fini. Dommage car j'ai du potentiel, 12 ans de séjour dans mon pays de langue B, donc bon...mais on est jugés sur nos performances et non pas notre potentiel, c'est ce que j'en retiens en tout cas. Je m'attendais à un oral beaucoup plus exigeant, le comble c'est que justement les textes n'étaient pas difficiles et tout dépendait de comment on les résumait oralement...Je m'attendais aussi a pouvoir avoir une discussion entre adultes avec le jury, par exemple j'espérais pouvoir discuter brièvement avec eux à propos de mes capacités, de mes langues, mais rien de tout cela. C'est comme si j'avais été un enfant à leur yeux: après le premier exercice, 2 des membres du jury se passaient des mots sur la table...si seulement ils m'avaient posé des questions, critiquée, bref, stimulée pour voir ce qu'il y a au dessous de la surface...
Je crois donc être responsable à hauteur de 50% de mon échec, mais je n'ai pas trouvé le jury très objectif et constructif non plus. Je ne me réjouis pas plus que ça de recevoir les notes non plus d'ailleurs, en 10 minutes je ne vois pas comment ils auraient pu comprendre mon niveau tel qu'il est en général/d'habitude. Ils m'ont déçue.

En plus -et non, c'est pas fini- j'avais le japonais en deuxième langue C et je n'ai même pas été interrogée en japonais...! Pire, selon le secrétariat, qui m'avait dit de me tenir à disposition entre le 1 et le 5 juillet car j'allais impérativement être reconvoquée (le cas échéant) dans ce créneau, au fait le jury de japonais avait déjà passé, il n'était plus là, et si j'avais eu mes 3 langues j'allais faire l'oral de japonais à la rentrée....intox ou pas, c'est vraiment lamentable. C'est du n'importe quoi et pourquoi ne pas refuser les candidatures de combinaisons qui n'intéressent pas?

En gros, je n'étais à priori pas intéressante aux yeux de l'ESIT, et je n'ai pas donné le mieux de moi et n'étais pas vraiment au point pour leur prouver le contraire. C'est extrêmement frustrant quand on sait d'où je viens. J'aurais préféré qu'on me le notifie plus tôt également. A l'avenir je me méfierai des écoles publiques. Autant payer cher mais obtenir l'avis de professionnels qui se comportent en tant que tels. Et autant dire que le chemin vers la réalisation de mon rêve vient considérablement de s'allonger, avec tout son lot de souffrance et frustration.

Bref, me voici donc officiellement étudiante en Master de Traduction à l'ETI de Genève.
La rentrée aura lieu en septembre, tout est déjà en ordre, logement y compris.
J'espère vraiment que le niveau est à la hauteur de mes attentes, que le cursus est enrichissant, la formation exigeante et les professeurs sévères. Je veux en tirer le plus possible. Si j'avais une seconde seulement l'impression de gâcher mon temps je pourrais vraiment déprimer. Je veux pouvoir travailler dans 2 ans, sans trop d'angoisses, et me dire que mon diplôme et mes capacités valent quelque chose.
Ceci dit il me reste le problème de l'admission en interprétation...
Je n'ai pas encore décidé grand-chose, sinon que je dois abandonner le japonais en C (le message de l'ESIT a été assez clair) et C-ifier mon allemand.

Ce qui me réconforte dans tout ce bordel, c'est que j'ai confiance en moi pour devenir une traductrice, une vraie, y compris à partir du japonais. Je sonne surement trop sûre de moi mais je vous assure, c'est que mon ego en a pris un coup avec l'ESIT. Je dois me rebâtir...et c'est par la traduction que je commencerai.

Je vous donne donc rdv au mois de septembre pour la rentrée!
Entre parenthèses, ce blog va rester un observatoire de cultures étrangères et tout ce qu'il a toujours été; je vais pour la première fois vivre et étudier dans mon pays de naissance, ce n'est pas rien: découvertes garanties!

Carissimi,
Mi trovo purtroppo nella situazione di chi ha delle certezze ma non quelle che vorrebbe. Non sono stata ammessa all'ESIT e studierò quindi Traduzione all'ETI di Ginevra. Le lezioni iniziano il 20 di settembre e dal 15 ho un contratto per la casa.

Nell'interesse dei miei fedeli lettori e di chi capita qui per curiosità/interesse per l'interpretariato o le scuole che menziono così spesso, farò un resoconto del mio triste orale.

L'orale è stato davvero deludente, per vari motivi. Io sono la prima responsabile: non sono riuscita a gestire lo stress, nonostante la prima domanda postami fosse banale (una domanda sul percorso personale). Il primo esercizio da A a B è subito iniziato e credo di non aver mai parlato così male in italiano. Non che abbia fatto errori di grammatica, certo che no. Ma sono stata sconclusionata e poco convincente. Anzi per nulla convincente. Credo che sia per questo che la giuria ha immediatamente pensato che non fossi all'altezza, impressione confermata immagino dall'errore madornale che sono stata costretta a fare, non ricordandomi la traduzione di "numérique" (digitale, che ho tradotto "numerico"), errore che non ho poi corretto, pur sapendo che fosse sbagliato. Dopo una sola domanda su questo esercizio, che mi ha fatto rendere conto di un altro errore, stavolta più concettuale e di comprensione del testo, si è passati subito al secondo esercizio da C ad A. Non sono stata insoddisfatta della mia performance, stavolta, ma mancava comunque di quel non so che per essere ottima, per colpire. Anche lì, una domanda e via. Inoltre il discorso originale era lungo e denso di informazioni e non sono riuscita a ricordarmi molto oltre ai punti principali. Sempre per lo stress. Sapevo che lo stress avrebbe influenzato negativamente il mio rendimento, peccato che ci fosse un altro problema di dimensioni non piccole e cioè la giuria.
Il comportamento della giuria mi ha veramente stupita e delusa. La giuria non mi trattava da pari a pari. Tant'è che anziché avere una conversazione tra adulti che si dicono le cose come stanno a proposito delle mie capacità generali e linguistiche, 2 persone della giuria hanno pensato bene di passarsi dei bigliettini dopo il primo esercizio e mentre ascoltavo la terza che faceva il discorso in C. Inoltre non ho percepito nessun interesse per la mia persona e il mio percorso, tant'è che sono stata valutata per la mia performance tale e quale è stata (breve, concessimi appena 10 minuti) e non per il mio potenziale, che avrebbero potuto voler scoprire. Mi aspettavo ad un orale durissimo, all'altezza della sua terribile e temibile reputazione, purtroppo per me è stato molto meno difficile del previsto nel senso che non c'è stato un interrogatorio in grado di mettere a nudo le capacità dello studente. L'altro problema, legato sia a me che alla giuria, è che appena io mi ero riscaldata la giuria decretava la fine dell'esame...
Insomma, è colpa mia ma anche di questa giuria che non ho trovato per nulla professionale. Neanche mi interessano i voti che mi hanno dato, tanto li ho trovati imparziali e "inutili" (nel senso che potevano darmi delle risposte sul mio livello in generale, mentre sicuramente per 10 minuti di esami saranno stati in grado al massimo di dare un parere frettoloso sulla mia performance del 3 luglio tra le 17h50 e 18h00 di sera).

Inoltre, perchè non è finita qui, avevo anche il giapponese in seconda lingua C e non sono neanche stata interrogata in giapponese. La scusa ufficiale sarebbe che la giuria per giappo già non c'era più e che in caso di ammissione sarei passata all'orale a settembre. Credo sia falso, ed in ogni caso è inaccettabile.

Avrei preferito capire prima - o venire informata dai diretti interessati subito- che non interessavo l'ESIT a priori; poi chiaro che è colpa mia se non sono stata in grado di convincerli del contrario. E' per questi due motivi che la situazione è estremamente frustrante, se penso a tutto quello che ho fatto per questo esame...

Insomma, studierò traduzione a Ginevra. Posso solo augurarmi che il corso sia stimolante, il livello all'altezza delle mie aspettative e i professori severi. Non voglio avere neanche per un secondo l'impressione di perdere il mio tempo, e voglio poter andare a lavorare e pensare che il mio diploma e le capacità acquisite valgono qualcosa. Come sempre voglio tirarne fuori il massimo.
Rimane il problema dell'interpretariato in tutto questo.
Non ho deciso modalità e tempistica di secondo tentativo, mi è chiaro solo che devo lasciar perdere il giapponese e sostituirlo col tedesco.

In tutto questo l'unico motivo di conforto per un ego abbastanza scalfito è la fiducia nella possibilità di ricominciare da zero con traduzione e poter diventare una traduttrice, anche dal giapponese.

L'appuntamento quindi è per il mese di settembre!
Questo blog rimarrà quello che è sempre stato; non crediate che diventi noioso perché abiterò in Svizzera: è la prima volta che vivrò nel mio paese di nascita, equivale a un soggiorno all'estero!


22 juin 2010

Deliri da interprete-wannabe / Délires d'une aspirante interprète


Schizofreni.
Si dice schizofrenici in italiano.
Ma io ho detto "schizofreni", che chiaramente è un gallicismo.(Schizofrènes)

Ieri, per la prima volta da anni, ho fatto un gallicismo in italiano. Dopo mesi a preoccuparmi dello stato di salute della mia lingua madre, finalmente un segno tangibile della sua presenza in me.

Oggi, ho ricevuto una lettera dalla Fondazione Svizzera, che mi ha annunciato l'esito positivo della mia candidatura alla CiuP (Cité internationale universitaire de Paris) di Parigi.

Devon'essere segnali, per forza :P
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Hier soir, pour la première fois depuis des années, au lieu de faire un italianisme en parlant français j'ai fait un gallicisme en parlant italien, en disant "schizofreni" au lieu de "schizofrenici". J'en ai été ra-vie, un truc de malade. Mais bien sûr, que c'est à éviter! Mais quand vous n'arrêtez pas de faire des italianismes en parlant français - votre langue maternelle - et que ça vous fait souci, un gallicisme n'est pas si mal accepté! Après tout, c'est la preuve que ma langue maternelle est bien là et qu'elle recommence sa domination.

Et puis aujourd'hui, j'ai appris que je suis admise à la CiuP. Donc supposant que je serai admise à l'ESIT, pas de soucis à se faire pour le logement à Paris!

Si c'est pas des signes révélateurs, ça :P

Bon, il ne me reste "plus qu'a" passer les oraux...

14 juin 2010

A message to the people who are reading me.

Cari lettori,

Per tornare a cose leggermente più personali e lasciar stare la politica un attimo, vorrei annunciare che il mio fatidico orale all'ESIT si avvicina; benché per motivi di scarsa organizzazione (il segretariato di un'uni, rimane il segretariato di un'uni! eccezion fatta per le uni giapponesi di cui ho, penso, narrato l'ineccepibile perfezione) non mi sia chiarissimo quando e quante volte sarò interrogata, è certo che tra un mese avrò già i risultati...
La preparazione procede. Mi sto anche confrontando con altre persone, via Skype (che invenzione meravigliosa). Uso i discorsi di consecutiva recuperati all'ETI per fare restituzioni da C e B ad A e da A a B. All'inizio fare una restituzione in generale e dall'inglese soprattutto era una tragedia, ma in poche volte l'ostacolo si è ridotto; e con una settimana di allenamento giornaliero la mia memoria è già migliorata! Quindi sapendo che mancano grosso modo 3 settimane all'esame, sono fiduciosa, fiduciosa di poter affrontare l'orale quanto meno nelle mie migliori condizioni possibili. Probabilmente dovrò fare un mega ripassone dell'attualità francese e italiana di quest'anno, del vocabolario giapponese e inglese che ho imparato in questi mesi e sarò "pronta". L'importante è poi non avere rimpianti.
Ho chiaramente in mente un pronostico di come andrà la faccenda. Non posso dirvelo, per scaramanzia (e anche perché internet è uno spazio troppo pubblico...). Ma non appena usciranno i risultati...si saprà.
In questo mezzo anno abbondante di preparazione a questi esami per scuola interpreti ho avuto meno commenti e meno riscontri che mai sul blog. Capisco che il pubblico cambi in funzione dell'argomento. Purtroppo è così. Ma devo dirvelo: questo blog è destinato inesorabilmente ad orientarsi verso un resoconto delle mie avventure in Specialistica di Traduzione o di Interpretariato. Alcuni di voi lettori, interessati principalmente al Giappone, forse se ne andranno - benché si speri che io entri anche con giapponese in scuola interpreti e continui a poter parlare così della lingua e di tutto quello che ci sta dietro-, altri, nuovi lettori compariranno perché interessati all'interpretariato. Cercherò anche di rendere il sito bilingue, d'ora in poi.
Queste sono le mie prospettive future, per ora. Spero siano il più possibile di vostro gradimento e che vi portino a seguirmi nelle mie avventure che, questo è certo, rimangono e rimarranno internazionali :)

Chers lecteurs,

Il ne m'arrive pas souvent de parler de moi ni de m'adresser à vous de cette façon, mais le moment est venu, l'instant d'un "post", de laisser tomber un peu la politique et de vous informer sur ce qui se passe dans ma vie. Le fameux oral à l'ESIT approche. J'ai reçu...on va dire deux convocations, et bien que la question du quand et combien de fois je vais être examinée reste entière, ce qui est sur c'est que d'ici un mois seulement, j'aurai déjà eu mes résultats. Je prends des risques en en parlant, je ferais sans doute mieux de me taire pour ne pas en ramasser plein la figure par la suite quand j'aurai découvert mon échec! Mais je dois dire que depuis que j'ai sérieusement (et finalement) commencé à faire des exercices oraux, j'ai pris un peu confiance. Un peu, pas trop. J'ai déjà un pronostic des résultats, une évaluation de mes capacités on va dire, et je vous assure que tout n'y est pas rose. Mais je vais quand-même le garder pour moi jusqu'au moment des résultats- ou bien, qui sait, si l'oral se passe particulièrement bien peut-être aurais-je envie d'en parler? Mais enfin bref, ce que je voulais dire c'est autre chose. Tout d'abord, qu'en une semaine d'exercices quotidiens, ma mémoire et mes performances se sont déjà améliorés. Sachant qu'il me reste encore 3 semaines avant l'exam, je reste assez confiante pour la suite (c'est à dire confiante que je vais faire de mon mieux à l'oral, ce qui reste le principal, pour ne pas avoir de remords).
Et aussi la chose suivante. J'ai remarqué qu'en ces 6 mois de préparation à tous ces examens aux écoles traducteurs et interprètes, l'affluence et les commentaires sur ce blog ont sensiblement diminué. Je le comprends, bien évidemment! Le sujet a commencé à changer, donc les lecteurs qui me lisaient parce que je parlais de ma vie au Japon sont moins intéressés. Et comment le leur reprocher? Je vais toutefois devoir l'admettre, il est d'ores et déjà clair que le sujet principal de ce blog va inexorablement changer et porter soit sur mon Master en Traduction, soit sur mon Master en Interprétation. Dans le deuxième cas, les chances que je parle encore de/du japonais sont meilleures. Mais quoi qu'il en soit je sais pertinemment que je vais perdre quelques lecteurs et, qui sait, en acquérir d'autres. Dans l'effort - que je renouvelle - d'écrire un blog le plus possible intéressant, je vais aussi essayer de le rendre complètement bilingue (italien et français), et, si j'en aurai le temps, pourquoi pas trilingue (japonais) de temps en temps. J'espère en tout cas que tout cela vous conviendra et vous convaincra à continuer de me suivre! Mes aventures sur ce blog, assurément, sont et seront toujours à caractère international! :)

ブロゴを読んでいるの皆様へ。

プライベートなことを話すのは珍しいですが、今回告白したいと思う。
簡単に言いますと、一ヶ月の間に、パリ第三大学通訳翻訳高等学院へ入学ができるかどうか分かる。それに従って、私のブログの内容も変える。最近、ずっと翻訳と通訳の学校の入学試験のための受験勉強をしていた間、ブログへのコメントがかなり減った。というのは、話題が変えたので、今まで読んでくれた人の中にもう興味ないから読まない人もいるというのです。当たり前で、ビックリしないし、全然大丈夫だ。去年、基本的に日本での留学と生活について語っていた。大成功だった。多くの方が読んだり、コメントしたりしてくれた。
だが、これから話題と内容は変えるでしょう。翻訳大学院に入学したら、それについて書こうと思っている。通訳大学院に入学したら、それについて書こうと。もちろん、通訳の場合、日本語からの通訳コースにも入学できた場合、まだ日本や日本語に関する記事を書こうと思っている。でも確かなことを言いますと、このブログを読んでいる方も変えるということですね。新しい読者へ>大歓迎と、もう興味ない読者へ>今までありがとうと私の気持ちを伝えたいと思う。
このブログを、できるだけ多くの読者にとって興味深いものにしたいと思って、これからフランス語とイタリア語も使って書こう。時々日本語でも書きたいと思う。
これからも宜しくお願いいたします。

10 juin 2010

Yes we...kan




Trovata mediatica molto simpatica per il nuovo primo ministro Naoto Kan: le magliette "Yes we Kan", modellate sullo slogan di Obama "Yes we can"!
(Leggi articolo qui in inglese).
Dopo un primo ministro che non brillava per la sua leadership, ecco un'idea carismatica!

Voici une idée sympathique et indice de charisme pour le nouveau premier ministre Naoto Kan: des t-shirts "Yes we Kan", un jeu de mots construit d'après le slogan du président américain "Yes we can"!
(Ici l'article en français).
Nous espérons tous qu'il s'agisse du signe prémonitoire du leadership du nouveau chef du gouvernement!

09 juin 2010

日本は観光立国へ Giappone e turismo

Ecco per voi il sunto di un breve documentario di questo mese - disponibile sul sito "Government Internet Television" - sull'intenzione del Giappone di usare il turismo per rilanciare l'economia. Ciò che mi ha colpita è che a parte i turisti stranieri che verranno incoraggiati a recarsi in Giappone, si parla molto anche di turisti giapponesi! Intervista al Ministero dei Trasporti.

"L'obiettivo del Giappone è di sviluppare il turismo come motore di crescita economica. L'obiettivo è di 30'000'000 turisti entro il 2030, con tre tappe intermedie la cui valutazione permetterà di riaggiustare l'obiettivo in caso di bisogno.
Oggetto di questo provvedimento sono anzitutto i turisti stranieri, asiatici e soprattutto cinesi per la maggior parte. Soltanto una minima parte dell'immensa popolazione cinese è stata in Giappone finora. Il potenziale ovviamente è enorme.
Concretamente si tratterebbe di fare in modo che la gente abbia voglia di conoscere il Giappone, quindi di fare pubblicità mirata e attraente e inoltre di semplificare l'ottenimento del visa turistico. Per quest'ultimo elemento, si sta lavorando in collaborazione con il Ministero degli Esteri.
Inoltre ci si propone di lasciar perdere il tradizionale turismo fatto finora a favore del turismo ecologico, sportivo, culturale. Le arti giapponesi sono uniche e vanno sfruttate in questo senso. Così come i giapponesi vanno all'estero per vedere l'Opera, gli stranieri vengono per le arti giapponesi.

Per quanto riguarda il turismo nazionale, si parla molto in questi giorni della ripartizione delle vacanze [dei giapponesi] in fasce diverse a seconda delle località. Spostare le vacanze dell'Obon e di fine anno è difficile, tuttavia si sta pensando di ripartire in 5 fasce durante l'anno la famosa "Golden Week".
Chiaramente molte persone oggi rinunciano ad andare in vacanza durante la Golden Week perché è affollato e perché si pagano i prezzi di alta stagione, ma ripartendola in 5 fasce si dovrebbe poter evitare o minimizzare entrambi i problemi. Tuttavia è molto probabile che questo ponga problemi sul posto di lavoro, invece. I Ministeri coinvolti stanno lavorando a delle soluzioni per permettere che la maggioranza di noi tutti possa effettivamente partire in vacanza."

Fine delle comitive-express per le capitali europee?
Io non credo. Dopo tutto spostare la Golden Week non significa - purtroppo per i giapponesi - allungarla!

08 juin 2010

"La lista dei kanji della lingua giapponese aumenta"


Per la prima volta in 29 anni, la lista dei caratteri cinesi della lingua giapponese si allunga. L'uso dei computer e dei telefonini ha modificato il rapporto con la scrittura.

Tra non molto bisognerà essere in grado di leggere 2136 caratteri cinesi per poter leggere il giapponese d'oggigiorno. La lingua giapponese comprende 4 sistemi di scrittura: il sillabario detto hiragana per le parole di origine giapponese, quello detto katakana per le parole di provenienza straniera, i caratteri latini chiamati romaji e quelli cinesi chiamati kanji.

L'attuale lista di kanji che gli studenti giapponesi devono imparare prima della maturità ne comprende 1945. Tuttavia, molti altri caratteri più complessi vengono utilizzati in alcuni campi di specializzazione quali la filosofia e le scienze. I dizionari di kanji ne raccolgono di solito più di 4000. Secondo l'agenzia stampa Kyodo, dopo 5 anni di studi il Consiglio per gli Affari Culturali avrebbe consegnato al Ministero dell'Educazione una relazione in cui si propone di aggiungere 196 caratteri e toglierne 5 dalla lista dei 1945.

Alcuni dei nuovi caratteri sono complessi e composti da molti tratti. Il Consiglio per gli Affari Culturali giustifica la sua proposta di aggiunta facendo notare che l'uso di computer e telefonini facilita la scrittura dei caratteri. "Non è utile saper scrivere tutti i caratteri a mano" spiega uno dei membri del Consiglio all'Agenzia.

La riforma verrà applicata entro la fine dell'anno. Si tratta della prima modifica della lista ufficiale dei caratteri cinesi da 29 anni a questa parte, la terza dai tempi della Grande Riforma avvenuta dopo la seconda guerra mondiale nel '45.

04 juin 2010

バイトと受験勉強の2010の夏です。


小さな良いことで、今日はいい一日になりそうです!
まずは、天気が凄くいい。
そしてバイトも見つけたし、「よくわかる逐次通訳」という必ず手に入れたかった本も日本から届きました!(水曜日にエムエスで発送、金曜日に到着って、さっすが日本とスイスの郵便ですね)。試験は7月の上旬にあるから、間に合えるかどうか心配でしたが、送ってくれた友達のおかげで、日本語を中心とした受験勉強をすぐ始められます。
それで練習は重なるけれども、練習すれば練習するほど自信を持つようになるのではないか。そして実は最近何ヶ月も時事問題を理解しようとしていて、同じことを繰り返してやっていた、そればかりで少し退屈になってしまったんですけれども、この相応しくて新しい勉強方法であらためて全力を尽くすことができると思う!頑張ります!

Oggi è una giornata per me molto positiva, non c'é che dire!
Anzitutto è arrivato il bel tempo anche in questa valle sperduta delle Alpi (sono attualmente in Svizzera dai miei); oltretutto ho firmato oggi il mio contratto per un lavoretto estivo di 2 mesi che mi permetterà di mettere da parti un po' di soldi e salvarmi dalla noia di questo paesino di 1000 anime e 500 capre; e soprattutto mi è arrivato il tanto atteso "Capire la consecutiva", un manuale di consecutiva dal giapponese corredato di CD e scritto dalla (mia potenziale futura) prof. di consecutiva giapponese dell'ESIT! Dopo aver scoperto l'esistenza di questo libro sono andata in paranoia, pensando di dovermelo procurare assolutamente in tempo utile (naturalmente si può comprare solo in Giappone); e così è stato, grazie al mio amico Marco, che saluto e ringrazio anche qui per avermelo comprato e spedito dal Giappone - tutto nel giro di una settimana anche grazie alla storica efficienza dei servizi postali nipponici e svizzeri.
Ora è venuto il momento di confrontarsi seriamente con esercizi che si riveleranno sicuramente difficili ma che col tempo dovrei riuscire a trasformare in un po' di auto-stima e preparazione per l'orale di luglio!

Une journée sans aucun doute positive pour moi, il n'y a pas à dire!
Tout d'abord le beau temps s'est frayé un chemin même jusqu'ici, jusqu'à cette vallée paumée dans les alpes suisse où, je le rappelle, il a gelé jusqu'à avant hier! Du soleil, ça fait du bien au moral.
Ensuite, j'ai officiellement un boulot d'été de 2 mois (juillet, aout), ce qui va me permettre de mettre de coté un peu d'argent et, surtout, de me sauver de l'ennui mortel que représente ce village d'environ 1000 âmes et 500 chèvres (ah oui et n'oublions pas les touristes, AH, LES TOURISTES l'été, comme par exemple ces hordes d'indous qui ne parlent pas clairement, font un boucan d'enfer et mangent assez salement).
Petite cerise sur le gâteau, ce livre de consécutive japonaise écrit par la prof. de l'ESIT, achetable uniquement au Japon et que je devais impérativement me procurer, est désormais sur ma table! Grâce à l'aide d'un ami sur place j'ai pu me le procurer dans un laps de temps non seulement tout à fait honorable (merci La Poste Nipponne et Suisse) mais aussi bien en avance par rapport à mes attentes! Cela va me permettre de me frotter dès tout de suite à la dure réalité de la consécutive à partir du Japonais, à savoir, la compréhension du message tout d'abord, pour m'entrainer aux exercices que l'on demandera de moi en juillet. Je pense que ce ne sera pas une partie de plaisir...franchement. Mais avec le temps à ma disposition je vais essayer de transformer toute ça en de l'auto-estime et de la préparation pour le fameux oral!

Naoto Kan è il nuovo primo ministro del Giappone / Naoto Kan élu nouveau premier ministre au Japon


Oggi, venerdì 4 giugno, l'onorevole Naoto Kan, vice primo ministro e ministro delle finanze sotto il governo Hatoyama, è stato eletto nuovo leader del Partito Democratico (DPJ) e poi nuovo primo ministro.

Articoli e video in merito: La Repubblica, YouTube.

Le vendredi 4 juin, Naoto Kan, vice premier ministre et ministre des finances du gouvernement Hatoyama démissionnaire le 2 juin, a été élu nouveau représentant et leader du Parti Démocrate (DPJ) et ensuite nouveau premier ministre du Japon.

Les articles et les vidéos: Le Monde, YouTube.

02 juin 2010

今日に相応しい四字熟語

後進に道をゆずる

(Koushin ni michi wo yuzuru)

Lasciare il posto a un senpai. Citato in uno dei miei dizionari alla voce "辞職" (jishoku), ovvero "dimissioni".

Dimissioni di Hatoyama / Hatoyama démissionne

(Nihon Keizai Shinbun)

Hatoyama si è dimesso dalla carica di primo ministro a causa del non avvenuto spostamento della base americana di Futenma al di fuori della provincia di Okinawa, motivo dell'abbandono della coalizione al governo da parte del partito social democratico, nonché per le accuse di finanziamenti illeciti al partito (problema detto "dei soldi e della politica") che avevano coinvolto il segretario Ozawa di cui Hatoyama chiede le dimissioni. Si parla già di Naoto Kan, vice primo ministro nonché ministro dell'economia e della finanza, come di un probabile successore.

(Leggi l'articolo della Repubblica.)

Si termina in sconfitta la sfida di Hatoyama, il primo primo ministro giapponese di cui ho seguito volentieri le vicende e il blog perché era di centro-sinistra e parlava chiaramente.


Le premier ministre japonais Hatoyama a démissionné à cause du non-déplacement de la base américaine de Futenma hors de la province d'Okinawa, problème qui a mené le parti social-démocrate a quitter la coalition du gouvernement, et aussi à cause du problème d'accuses de financement illicite de parti ("affaire d'argent et politique") qui concernent le secrétaire du parti Ozawa, à qui Hatoyama demande de démissionner également. On parle de Naoto Kan, le vice premier ministre et ministre de l'économie et de la finance, comme potentiel succésseur.

(Voici un article du Monde qui résume parfaitement la situation.)

La tentative de guider le pays se termine par un échec pour Hatoyama, le premier premier ministre japonais dont j'ai suivi avec plaisir les affaires et le blog grâce au fait qu'il était de centre-gauche et qu'il parlait clairement.

(Asahi.com e un video del discorso di Hatoyama - in giapponese)

01 juin 2010

四字熟語(その1)

大好きになるはずの言葉見つけたばかり。
別に興味深くないけれども、人間のさまざまな感情が示す四字熟語です。

「喜怒哀楽」です。
よろこび、いかり、かなしみとたのしみ。

日本語っていいな。